Giraffa (costellazione)

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Giraffa
Mappa della costellazione
Mappa della costellazione
Vedi l'immagine della costellazione
Immagine della Giraffa
Immagine della Giraffa
Nome latino Camelopardalis
Genitivo Camelopardalis
Abbreviazione Cam
Coordinate
Ascensione retta 6 h
Declinazione +70°
Area totale 757 gradi quadrati
Dati osservativi
Visibilità da Terra
Latitudine min -10°
Latitudine max +90°
Transito al meridiano 1º febbraio, alle 21:00
Stella principale
Nome β Camelopardalis
Magnitudine app. 4,03
Altre stelle
Magn. app. < 3 Nessuna
Magn. app. < 6 73
Sciami meteorici

Nessuno

Costellazioni confinanti
Da est, in senso orario:

La Giraffa (in latino Camelopardalis) è una grande ma debole costellazione dell'emisfero nord. È stata registrata per la prima volta da Jakob Bartsch, genero di Keplero, nel 1624, ma è stata probabilmente inventata in precedenza da Petrus Plancius. È una delle 88 costellazioni moderne.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

La costellazione della Giraffa rappresentata nel 1825.

La costellazione occupa una regione buia e dimenticata (almeno dagli astrofili) del cielo boreale; in questa regione sono presenti solo alcune stelle di quarta e di quinta magnitudine, pertanto dalle aree urbane, dove la magnitudine limite è inferiore, l'area di cielo occupata dalla Giraffa appare come un grande spazio vuoto privo di stelle, uno dei più estesi dell'intera volta celeste. A ciò si aggiunge la presenza di molte nubi oscure che mascherano la scia luminosa della Via Lattea, che avrebbe dovuto lambire la parte meridionale della costellazione. Le stelle più luminose della Giraffa sono solo di quarta magnitudine e si trovano tutte sull'estremità meridionale, a contatto con la Via Lattea; le altre regioni sono occupate solo da stelle di quinta grandezza e più deboli.

A ulteriore testimonianza della scarsa attenzione dimostrata da popoli e studiosi per questa regione di cielo, nessuna delle stelle della costellazione porta un nome proprio e solo tre riportano la nomenclatura di Bayer.

La Giraffa si presenta circumpolare per intero fino alle latitudini medio-basse boreali, mentre la parte più settentrionale arriva fino a pochi gradi dal polo nord celeste; dall'emisfero australe è invece non osservabile per gran parte delle sue latitudini.

Stelle[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stelle principali della costellazione della Giraffa.

Stelle doppie[modifica | modifica sorgente]

Nella vasta estensione della costellazione sono visibili un numero relativamente ristretto di stelle doppie di facile risoluzione.

  • 11 Camelopardalis e 12 Camelopardalis formano una coppia di stelle dai colori contrastanti molto facile da risolvere anche con un binocolo, essendo separate da circa 3'; le componenti sono una azzurra e l'altra arancione.
  • HD 112014 è una coppia di stelle bianche visibili ad occhio nudo come un'unica stella; per poterle risolvere è necessario un piccolo telescopio.
  • HD 21769 è una stella al limite estremo della visibilità ad occhio nudo; un telescopio può risolverla in due componenti di sesta e di ottava grandezza, dove la primaria ha un colore bianco e la secondaria azzurro.
Principali stelle doppie[1][2]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Separazione
(in secondi d'arco)
Colore
AR
Dec
A B
HD 21447 03h 30m 01s +55° 26′ 54″ 5,1 8,9 14,8 b + b
HD 21769 03h 33m 32s +58° 45′ 54″ 6,4 8,1 20,4 b + azz
HD 25639 04h 07m 51s +62° 19′ 48″ 6,9 7,0 18,1 azz + azz
1 Camelopardalis 04h 32m 01s +53° 54′ 39″ 5,8 6,9 10,3 azz + b
11 - 12 Camelopardalis 15h 07m : +58° 58′ : 5,1 6,1 180 azz + ar
HD 112014 12h 49m 06s +83° 25′ 04″ 5,3 5,8 21,6 b + b

Stelle variabili[modifica | modifica sorgente]

Le stelle variabili sono abbondanti, grazie anche alle grandi dimensioni della costellazione; qua sono riportate solo le più luminose.

Fra le tante Mireidi spicca la R Camelopardalis, che quando è al massimo della luminosità è di settima magnitudine, dunque alla portata di un binocolo; quando è al minimo è di quattordicesima. S Camelopardalis è molto simile, ma con escursioni più dirotte, mentre la V Camelopardalis scende al minimo fino alla sedicesima grandezza, diventando invisibile anche ad un telescopio piuttosto potente.

RX Camelopardalis è una variabile Cefeide che pulsa in quasi otto giorni fra la settima e l'ottava magnitudine.

Fra le variabili a eclisse spicca SV Camelopardalis, una binaria spettroscopica che in poche ore oscilla fra l'ottova e la nona grandezza.

Principali stelle variabili[3][1][2]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Periodo
(giorni)
Tipo
AR
Dec
Max. Min.
R Camelopardalis 14h 17m 51s +83° 49′ 53″ 6,97 14,4 270,22 Mireide
S Camelopardalis 05h 41m 02s +68° 47′ 55″ 7,7 11,6 327,26 Mireide
T Camelopardalis 04h 40m 09s +66° 08′ 49″ 7,3 14,4 373,20 Mireide
V Camelopardalis 06h 02m 32s +74° 30′ 27″ 7,7 16,0 522,45 Mireide
X Camelopardalis 04h 45m 42s +75° 06′ 03″ 7,4 14,2 143,56 Mireide
RS Camelopardalis 08h 50m 49s +78° 57′ 41″ 7,9 9,7 88,6 Semiregolare pulsante
RX Camelopardalis 04h 04m 58s +58° 39′ 35″ 7,3 8,1 7,91 Cefeide
SV Camelopardalis 06h 41m 19s +82° 16′ 02″ 8,4 9,1 0,5931 Eclisse (binaria spettroscopica
AW Camelopardalis 06h 47m 28s +69° 37′ 45″ 8,22 8,66 0,7713 Eclisse
BD Camelopardalis 03h 42m 09s +63° 13′ 00″ 5,04 5,17 - Semiregolare
FF Camelopardalis 07h 46m 53s +81° 40′ 57″ 7,71 8,02 - Stella Be

Oggetti non stellari[modifica | modifica sorgente]

NGC 2403, una grande galassia spirale visibile anche con unn piccolo strumento.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Oggetti non stellari nella costellazione della Giraffa.

La Giraffa poggia in parte sulla Via Lattea, ma il ramo in cui si trova appare come il più oscurato dell'intera volta celeste, al punto che anche in direzione dell'equatore galattico la caratteristica scia chiara è quasi del tutto assente; la causa dell'oscuramento sono i grandi banchi di polvere locali appartenenti al nostro braccio di spirale, il Braccio di Orione. Come conseguenza, anche il numero degli oggetti non stellari interni alla nostra galassia è scarso.

Fra gli ammassi aperti l'unico facilmente osservabile è NGC 1502, di settima magnitudine e formato da una cinquantina di stelle, visibile anche con un binocolo: si tratta di uno degli ammassi aperti più antichi che si conoscano. Un oggetto curioso è la Cascata di Kemble, un asterismo formato da una lunga sequenza di stelle dalla sesta alla nona magnitudine; non si tratta in realtà di un oggetto fisico, poiché le sue stelle si trovano a distanze diverse e appaiono allineate per un semplice effetto prospettico. In aggiunta a questi due oggetti vi è l'enigmatico Stock 23, situato sul confine con Cassiopea e considerato a volte un ammasso aperto e altre volte un semplice asterismo; si tratta di un oggetto piuttosto appariscente e formato da stelle di magnitudine 7 e 8, ben risolvibile anche con un binocolo.

Le polveri oscuranti rendono difficoltosa anche l'osservazione delle galassie, al punto che alcune di esse, anche a causa dello scarso interesse dedicato per quest'area di cielo fino al XX secolo, sono state scoperte sono in epoche relativamente recenti. Fra queste spicca IC 342, appartenente al Gruppo di galassie di Maffei 1, adiacente al nostro Gruppo Locale; la sua magnitudine, pari a 9,1, risente dell'oscuramento ad opera delle polveri galattiche. Un'altra galassia relativamente vicina e luminosa è NGC 2403: essa non risente dell'oscuramento poiché si trova lontana dalla scia della Via Lattea, sul confine con l'Orsa Maggiore; fa parte del gruppo di galassie a cui appartiene anche M81.

Principali oggetti non stellari[4][5][2]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Tipo Magnitudine
Dimensioni apparenti
(in primi d'arco)
Nome proprio
AR
Dec
Stock 23 03h 16m 11s +60° 06′ 54″ Ammasso aperto 6: 15 Ammasso di Pazmino
IC 342 03h 46m 48s +68° 05′ 46″ Galassia 9,1 21,4 x 20,9
Cascata di Kemble 03h 57m : +63° 04′ : Asterismo 6: 180
NGC 1502 04h 07m 50s +62° 19′ 54″ Ammasso aperto 6,9 20,0
NGC 2146 06h 18m 38s +78° 21′ 21″ Galassia 10,5 5,2 x 3,1
NGC 2336 07h 27m 04s +80° 10′ 42″ Galassia 10,5 6,1 x 3,3
NGC 2403 07h 36m 51s +65° 36′ 09″ Galassia 8,9 21,9 x 12,3
NGC 2655 08h 55m 39s +78° 13′ 25″ Galassia 10,3 4,4 x 3,0

Sistemi planetari[modifica | modifica sorgente]

Nella costellazione della Giraffa sono note alcune stelle con un sistema planetario aventi un solo pianeta noto. HD 33564 b è un gigante gassoso molto denso con una massa minima di oltre nove volte quella di Giove, che ruota con un'orbita fortemente eccentrica attorno alla stella madre, attraversando pure la zona abitabile; anche HD 104985 b è un gigante gassoso, la cui massa è oltre sei volte quella di Giove.

Sistemi planetari[1]
Nome del sistema
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Tipo di stella
Numero di pianeti
confermati
AR
Dec
HD 32518 05h 09m 37s +69° 38′ 22″ 6,44 Gigante arancione 1 (b)
HD 33564 05h 22m 34s +79° 13′ 51″ 5,08 Nana gialla 1 (b)
HD 104985 12h 05m 15s +76° 54′ 21″ 5,78 Gigante gialla 1 (b)

Storia[modifica | modifica sorgente]

Assieme alla Giraffa Bartsch creò anche la Colomba di Noè, il Liocorno, il Rombo, la Mosca, la Tigre, il Giordano e il Gallo, tutte praticamente dimenticate. La Giraffa è sopravvissuta perché è andata a occupare una vasta regione del cielo (757 gradi quadrati) tra Cassiopea e l'Orsa Maggiore fino ad allora priva di punti di riferimento. Non è però facile individuarla, in quanto in essa nessuna stella supera la quarta magnitudine. Nonostante ciò i cinesi con le sue stelle formarono sette asterismi tra i quali uno intitolato alla "Virtù non ostentata"

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Result for various objects, SIMBAD. URL consultato il 4 giugno 2009.
  2. ^ a b c Alan Hirshfeld, Roger W. Sinnott, Sky Catalogue 2000.0: Volume 2: Double Stars, Variable Stars and NonstellarObjects, Cambridge University Press, aprile 1985, ISBN 0-521-27721-3.
  3. ^ The International Variable Stars Index - AAVSO in Results for various stars. URL consultato il 20 giugno 2009.
  4. ^ The NGC/IC Project Public Database in Results for various objects. URL consultato il 20 giugno 2009.
  5. ^ NASA/IPAC Extragalactic Database in Results for various stars. URL consultato il 20 ottobre 2006.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Michael E. Bakich, The Cambridge Guide to the Constellations, Cambridge University Press, 1995, ISBN 0-521-44921-9.
  • (EN) Milton D. Heifetz; Wil Tirion, A Walk through the Heavens: A Guide to Stars and Constellations and their Legends, Cambridge University Press, 2004, ISBN 0-521-54415-7.
  • AA.VV., Astronomia - Dalla Terra ai confini dell'Universo, Fabbri Editori, 1991.

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