Giro d'Italia 2009

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Italia Giro d'Italia 2009
Giro d Italia 2009-it.png
Il percorso
Edizione 92ª
Data 9 maggio - 31 maggio
Partenza Venezia
Arrivo Roma
Percorso 3 456,5 km, 21 tappe
Tempo 86h03'11"
Media 40,191 km/h
Classifica finale
Primo Russia Denis Men'šov
Secondo Spagna Carlos Sastre
Terzo Italia Ivan Basso
Classifiche minori
Punti Russia Denis Men'šov
Montagna Italia Stefano Garzelli
Giovani Belgio Kevin Seeldraeyers
Cronologia
Edizione precedente
Giro d'Italia 2008
Edizione successiva
Giro d'Italia 2010

Il Giro d'Italia 2009, novantaduesima edizione della "Corsa Rosa", si è svolto in 21 tappe dal 9 al 31 maggio 2009, per un totale di 3 456 km, ed è stato vinto dal russo Denis Men'šov.

Percorso[modifica | modifica sorgente]

Due i giorni di riposo (18 e 26 maggio), tre le cronometro (di cui due individuali - 12ª e 21ª tappa - e la cronosquadre di Venezia) e sei gli arrivi in salita (San Martino di Castrozza, Alpe di Siusi, la Madonna di San Luca a Bologna, Monte Petrano (Cagli) ed i già citati Blockhaus e Vesuvio). Era previsto uno sconfinamento in Austria, tra 6ª e 7ª tappa (nella quale i corridori hanno attraversato anche la Svizzera). Inizialmente la Cima Coppi doveva essere il Colle dell'Izoard, ma dopo la modifica della tappa Cuneo-Pinerolo la cima più alta è stata assegnata al Blockhaus, termine della 17ª tappa a quota 2 064 metri s.l.m.;[1] a causa, però, delle condizioni climatiche avverse, la direzione del Giro ha deciso di non far percorrere interamente anche questa salita, eliminando i 5,5 chilometri finali della tappa abruzzese e portando l'arrivo a quota 1 631 metri. Pertanto, l'ultima Cima Coppi è stata designata sul Colle del Sestriere nella 10ª tappa, posto a 2 035 metri di altitudine.[2]

Tappe[modifica | modifica sorgente]

Tappa Data Percorso km Vincitore di tappa Leader cl. generale
9 maggio Lido di Venezia (cron. a squadre) 20,5 Stati Uniti Team Columbia-High Road Regno Unito Mark Cavendish
10 maggio Jesolo > Trieste 156 Italia Alessandro Petacchi Regno Unito Mark Cavendish
11 maggio Grado > Valdobbiadene 198 Italia Alessandro Petacchi Italia Alessandro Petacchi
12 maggio Padova > San Martino di Castrozza 162 Italia Danilo Di Luca[3]
Italia Stefano Garzelli[4]
Svezia Thomas Lövkvist
13 maggio San Martino di Castrozza > Alpe di Siusi 125 Russia Denis Men'šov Italia Danilo Di Luca[3]
Svezia Thomas Lövkvist
14 maggio Bressanone > Mayrhofen (A) 248 Italia Michele Scarponi Italia Danilo Di Luca[3]
Svezia Thomas Lövkvist
15 maggio Innsbruck (A) > Chiavenna 244 Norvegia Edvald Boasson Hagen Italia Danilo Di Luca[3]
Svezia Thomas Lövkvist
16 maggio Morbegno > Bergamo 209 Bielorussia Kanstancin Siŭcoŭ Italia Danilo Di Luca[3]
Svezia Thomas Lövkvist
17 maggio Milano > Milano 165 Regno Unito Mark Cavendish Italia Danilo Di Luca[3]
Svezia Thomas Lövkvist
18 maggio giorno di riposo
10ª 19 maggio Cuneo > Pinerolo 262 Italia Danilo Di Luca[3]
Italia Franco Pellizotti[5]
Russia Denis Men'šov[6]
Italia Danilo Di Luca[3]
Russia Denis Men'šov
11ª 20 maggio Torino > Arenzano 214 Regno Unito Mark Cavendish Italia Danilo Di Luca[3]
Russia Denis Men'šov
12ª 21 maggio Sestri Levante > Riomaggiore (cron. individuale) 60,6 Russia Denis Men'šov Russia Denis Men'šov
13ª 22 maggio Lido di Camaiore > Firenze 176 Regno Unito Mark Cavendish Russia Denis Men'šov
14ª 23 maggio Campi Bisenzio > Madonna di San Luca 172 Australia Simon Gerrans Russia Denis Men'šov
15ª 24 maggio Forlì > Faenza 161 Italia Leonardo Bertagnolli Russia Denis Men'šov
16ª 25 maggio Pergola > Monte Petrano 237 Spagna Carlos Sastre Russia Denis Men'šov
26 maggio giorno di riposo
17ª 27 maggio Chieti > Blockhaus 83 Italia Franco Pellizotti[7]
Italia Stefano Garzelli
Russia Denis Men'šov
18ª 28 maggio Sulmona > Benevento 182 Italia Michele Scarponi Russia Denis Men'šov
19ª 29 maggio Avellino > Monte Vesuvio 164 Spagna Carlos Sastre Russia Denis Men'šov
20ª 30 maggio Napoli > Anagni 203 Belgio Philippe Gilbert Russia Denis Men'šov
21ª 31 maggio Roma (cron. individuale) 14,4 Lituania Ignatas Konovalovas Russia Denis Men'šov
Totale 3 456,5

Squadre e corridori partecipanti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Partecipanti al Giro d'Italia 2009.
N. Cod. Squadra
1-9 ASA Italia Acqua & Sapone-Caffè Mokambo
11-19 ALM Francia AG2R La Mondiale
21-29 AST Kazakistan Astana
31-39 BAR Regno Unito Barloworld
41-49 BBO Francia Bbox Bouygues Telecom
51-59 GCE Spagna Caisse d'Epargne
61-69 CTT Svizzera Cervélo TestTeam
71-79 FUJ Spagna Fuji-Servetto
81-89 GRM Stati Uniti Team Garmin-Slipstream
91-99 ISD Italia ISD
101-109 LAM Italia Lampre-N.G.C.
N. Cod. Squadra
111-119 LIQ Italia Liquigas
121-129 LPR Irlanda LPR Brakes-Farnese Vini
131-139 QST Belgio Quick Step
141-148 RAB Paesi Bassi Rabobank
151-159 SDA Venezuela Diquigiovanni-Androni Giocattoli
161-169 SIL Belgio Silence-Lotto
171-179 THR Stati Uniti Team Columbia-High Road
181-189 KAT Russia Team Katusha
191-199 MRM Germania Team Milram
201-209 SAX Danimarca Team Saxo Bank
211-219 XGS Spagna Xacobeo-Galicia

Resoconto degli eventi[modifica | modifica sorgente]

Presentato ufficialmente al Gran Teatro La Fenice di Venezia il 13 dicembre 2008,[8] il Giro ha preso il via proprio dal "Lido" del capoluogo veneto (dopo 12 anni) con una cronometro a squadre di 20,5 km, concludendosi a Roma con una cronometro individuale di 14,4 km.[9][10]

L'ultima edizione non conclusasi a Milano era stata quella del 1989 (la corsa terminò a Firenze con una cronometro). Prima del 2009, il Giro era finito a Roma altre due volte: nel 1911 e nel 1950.

La corsa del 2009 ha commemorato il centenario della kermesse; ha toccato importanti capoluoghi italiani e riproposto traguardi "storici" come la Majella (Blockhaus), il Vesuvio e la Cuneo-Pinerolo (che inizialmente prevedeva il passaggio attraverso il Colle della Maddalena, il Col de Vars ed il Colle dell'Izoard, ma per via di problemi di una frana in territorio francese nella discesa dal Maddalena è stato modificato, prevedendo il passaggio dei corridori verso il Colle del Moncenisio, il Sestriere e l'ultima fatica, a pochi chilometri dall'arrivo, la salita di Prà Martino).

Men'šov ha portato a termine la corsa in 86 ore, 3 minuti e 11 secondi, a una media di 40,191 km/h. Il corridore della Rabobank, primo all'Alpe di Siusi e nella cronometro delle Cinque Terre, succede nell'albo d'oro all'iberico Alberto Contador. L'ultimo russo a vincere un'edizione del Giro d'Italia era stato Pavel Tonkov nel 1996.

Le classifiche finali sono state successivamente modificate in seguito alle squalifiche per doping di Danilo Di Luca[3] (terminato secondo in gara), Franco Pellizotti[7] (terzo) e Tadej Valjavec[11] (nono).

Dettagli delle tappe[modifica | modifica sorgente]

1ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Squadra Tempo
1 Stati Uniti Team Columbia-High Road 21'50"
2 Stati Uniti Team Garmin-Slipstream a 6"
3 Kazakistan Astana a 13"
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Regno Unito Mark Cavendish Columbia 21'50"
2 Italia Marco Pinotti Columbia s.t.
3 Norvegia Edvald Boasson Hagen Columbia s.t.
Descrizione e riassunto
Presentazione delle squadre del Giro 2009 in piazza San Marco

Come nell'edizione 2008, la prima frazione del Giro d'Italia 2009 era una cronometro a squadre: si è corso sulle strade del Lido di Venezia. La tappa, prettamente pianeggiante, è stata condizionata dal vento che, cambiando direzione, ha sfavorito le ultime squadre partite. La cronometro è stata vinta dalla squadra statunitense Team Columbia-High Road.

Il primo a tagliare la linea del traguardo è stato il britannico Mark Cavendish, che ha di conseguenza vestito la prima maglia rosa; secondo è l'italiano Marco Pinotti e terzo il norvegese Edvald Boasson Hagen. La seconda squadra classificata è stata la Garmin-Slipstream, mentre terza si è piazzata l'Astana.[12]

2ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Italia Alessandro Petacchi LPR Brakes 3h43'07"
2 Regno Unito Mark Cavendish Columbia s.t.
3 Regno Unito Ben Swift Katusha s.t.
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Regno Unito Mark Cavendish Columbia 4h04'43"
2 Australia Mark Renshaw Columbia a 14"
3 Australia Michael Rogers Columbia a 14"
Descrizione e riassunto

Altra tappa in piano quella che ha condotto da Jesolo in Piazza Unità d'Italia a Trieste, lungo la costa Adriatica. Una volta arrivato nella città sede d'arrivo, il gruppo ha affrontato per tre volte un circuito di 11 km con in mezzo il primo GPM di questo Giro (Montebello, 3ª categoria).

Leonardo Scarselli (ISD) movimenta la giornata: partito dopo 9 km di corsa, viene ripreso ai meno 20. Gilbert, Pozzato e Gasparotto tentano la fuga a pochi chilometri dalla fine, ma vengono ripresi dai "treni" dei velocisti. La volata va ad Alessandro Petacchi, che tiene dietro la confermata maglia rosa Mark Cavendish. David García Dapena (Xacobeo-Galicia) è, invece, la prima maglia verde; Matthias Russ, caduto nella prima discesa dal Montebello, il primo ritirato.[13]

3ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Italia Alessandro Petacchi LPR Brakes 4h45'27"
2 Stati Uniti Tyler Farrar Garmin s.t.
3 Italia Francesco Gavazzi Lampre-N.G.C. s.t.
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Italia Alessandro Petacchi LPR Brakes 8h50'06"
2 Stati Uniti Tyler Farrar Garmin a 8"
3 Australia Michael Rogers Columbia a 18"
Descrizione e riassunto

Per il terzo giorno consecutivo, tappa prevalentemente pianeggiante. Si è saliti solo sul colle del Combai (3ª categoria), prima di affrontare per due volte un circuito di 20 km tra Valdobbiadene e Bigolino.

Una fuga di cinque uomini, Palumbo (Acqua & Sapone), Krivtsov (Ag2r), Facci (Quick Step), Ignatiev (Katusha) e Schroder (Milram), partita dopo 6 chilometri ed arrivata a guadagnare fino a 7 minuti, caratterizza la frazione fino ai 29 dall'arrivo. Una caduta al km 140 causa il ritiro di Christian Vandevelde, prima maglia rosa del Giro 2008. A 10 km dal traguardo una caduta spezza il gruppo in due tronconi ed esclude la maglia rosa Cavendish dalla volata finale, in cui si impone ancora Petacchi che conquista anche la vetta della classifica generale.[14]

4ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
Italia Danilo Di Luca[3] LPR Brakes 4h15'07"
1 Italia Stefano Garzelli Acqua & Sap. 4h15'07"
SQ Italia Franco Pellizotti[7] Liquigas s.t.
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Svezia Thomas Lövkvist Columbia 13h05'28"
Italia Danilo Di Luca[3] LPR Brakes a 2"
2 Australia Michael Rogers Columbia a 6"
Descrizione e riassunto

L'arrivo a San Martino di Castrozza è il primo in salita. Rispetto alle recenti edizioni, si giunge sulle Dolomiti dopo sole quattro tappe. È pianura da Padova a Feltre, dove si sale verso il Croce d'Aune (2ª categoria). Fiera di Primiero è l'anticamera che porta all'arrivo: da lì i corridori affronteranno 14 km con pendenze medie superiori al 5% (13,7 km, pendenza media 5,5%, massima 10%) .

A pochi chilometri dalla partenza si ritira lo spagnolo Francisco Pérez a causa di una caduta. La fuga che caratterizza la tappa vede inizialmente cinque uomini, Martinez (Xacobeo-Galicia), gli italiani Bellotti (Barloworld), Viganò (Fuji-Servetto) e De Bonis (Diquigiovanni), il britannico Stannard (Isd) ed il tedesco Jens Voigt (Saxo Bank). Sull'ascesa del Croce d'Aune rimangono Bellotti, Voigt e De Bonis, con quest'ultimo che si stacca all'inizio della salita finale. Il tedesco è l'ultimo ad essere raggiunto dal gruppo a meno di 3 km dal traguardo. Negli ultimi metri scatta Soler, ma viene recuperato e sorpassato nella volata da Di Luca, Garzelli e Pellizotti. Maglia rosa allo svedese Lövkvist, 26 anni dopo Tommy Prim, prima maglia rosa del Giro 1983. Armstrong termina a 15 secondi, Petacchi a 20 minuti.[15]

5ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Russia Denis Men'šov Rabobank 3h15'24"
2 Italia Danilo Di Luca[3] LPR Brakes a 2"
3 Svezia Thomas Lövkvist Columbia a 5"
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
Italia Danilo Di Luca[3] LPR Brakes 16h20'44"
1 Svezia Thomas Lövkvist Columbia 16h20'49"
2 Australia Michael Rogers Columbia a 31"
Descrizione e riassunto

Partenza ed arrivo in salita, con lo scollinamento al Passo Rolle (2ª cat.) dopo circa 8 km e il traguardo all'Alpe di Siusi, a quota 1844 metri. Si è saliti per 25 chilometri con una pendenza media del 6% (massima 11%).

Sulle prime rampe del Rolle scattano Thomas Voeckler (Bouygues Telecom), Eros Capecchi (Fuji-Servetto), Francesco Gavazzi (Lampre-Ngc), Daniele Pietropolli (Lpr-Farnese), l'ex campione italiano Giovanni Visconti (ISD), José Serpa e Carlos Ochoa (S. Diquigiovanni-Androni). La loro azione termina ai meno 10 dalla vetta dell'Alpe di Siusi, dove la Liquigas inizia a far selezione grazie a Sylvester Szmyd. Stefano Garzelli, Damiano Cunego e Lance Armstrong sono alcuni dei nomi rimasti al gancio. All'ultimo chilometro prova a vincere la tappa Carlos Sastre, ma, nello sprint, viene surclassato nell'ordine da Denis Men'šov, Danilo Di Luca e Thomas Lövkvist. Proprio Di Luca, in virtù dell'abbuono e del lieve distacco, strappa la maglia rosa dalle spalle dello svedese. Si annovera anche il ritiro della prima maglia verde del Giro, David García Dapena.[16]

6ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Italia Michele Scarponi Diquigiovanni 5h49'55"
2 Norvegia Edvald Boasson Hagen Columbia a 32"
3 Australia Allan Davis Quick Step s.t.
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
Italia Danilo Di Luca[3] LPR Brakes 22h11'15"
1 Svezia Thomas Lövkvist Columbia 22h11'20"
2 Australia Michael Rogers Columbia a 31"
Descrizione e riassunto

I corridori hanno effettuato il primo sconfinamento, attraversando la Val Pusteria fino a Lienz. All'inizio della galleria di Felbertauern era posizionato un GPM di 3ª categoria. Poi pianura fino agli 8 km (con pendenze massime del 12%) di ascesa verso Hochkrimml. Dalla cima mancavano 45 chilometri alla linea d'arrivo.

Già dalle prime fasi sono susseguiti diversi scatti, ma l'azione migliore si è avuta intorno al 55° chilometro con la fuga di Michele Scarponi (S. Diquigiovanni-Androni), Vasil' Kiryenka (Caisse d'Epargne), Oscar Gatto (ISD), Guillaume Bonnafond (AG2R) e Kasper Klostergaard (Saxo Bank). Solo dopo la lunga discesa del Felbertauern il vantaggio di circa 10' dei 5 al comando diminuiva. Sulla seconda salita, in testa rimanevano solo Scarponi e Kiryenka, mentre dal gruppo tentava di uscire per l'ennesima volta Stefano Garzelli, senza successo. Nel tratto finale, anche il bielorusso è costretto a mollare prima per una foratura, poi per i crampi. Scarponi resiste quel tanto che basta per aggiudicarsi la tappa in solitaria, a dispetto del forcing delle squadre Quick Step e Katusha. L'autorevole volata di Edvald Boasson Hagen (Team Columbia) è servita solo al piazzamento.[17]

7ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Norvegia Edvald Boasson Hagen Columbia 5h56'53"
2 Sudafrica Robert Hunter Barloworld s.t.
3 Russia Pavel Brutt Katusha s.t.
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
Italia Danilo Di Luca[3] LPR Brakes 28.08'48"
1 Svezia Thomas Lövkvist Columbia 28h08'53"
2 Australia Michael Rogers Columbia a 31"
Descrizione e riassunto

V'è stato il ritorno in Italia, dopo aver attraversato Austria e Svizzera. I primi 200 chilometri erano in continua, seppur impercettibile, salita fino al GPM di 3ª categoria del Passo Maloja. Dal valico è partita la picchiata verso la Provincia di Sondrio, il cui confine con il Canton Grigioni è posto a circa 20 km da Chiavenna.

Il tragitto è stato percorso sotto la pioggia. Pochi istanti dopo la partenza tentano la fuga Huzarski (ISD), Facci (Quick Step), Klimov (Katusha) e Isaichev (Xacobeo-Galicia). Il quartetto acquisisce 9'15" di vantaggio dopo appena 25 km di gara. Resteranno in testa fino al Passo Maloja. Nella discesa successiva se ne va, con qualche rischio di troppo, Alessandro Bertolini (S. Diquigiovanni). Nei chilometri successivi si aggiungono Robert Hunter (Barloword), Davide Viganò (Fuji), Pavel Brutt (Katusha) e Edvald Boasson Hagen (Team Columbia). Hrivko parte all'inseguimento dei cinque troppo tardi (venendo nuovamente ripreso dal gruppo): la volata va al giovane velocista Boasson Hagen che, approfittando del tentativo da finisseur di Bartolini, supera nell'ordine Hunter e Brutt. Invariata le classifiche. Da segnalare la protesta della Astana: a causa della morosità nel pagamento degli stipendi, ad eccezione del kazako Zeits, l'intera formazione ha corso senza sponsor. Jesús Del Nero, invece, allunga la lista dei ritirati.[18]

8ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Bielorussia Kanstancin Siŭcoŭ Columbia 5h04'34"
2 Norvegia Edvald Boasson Hagen Columbia a 21"
Italia Danilo Di Luca[3] LPR Brakes s.t.
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
Italia Danilo Di Luca[3] LPR Brakes 33h13'35"
1 Svezia Thomas Lövkvist Columbia 33h13'48"
2 Australia Michael Rogers Columbia a 31"
Descrizione e riassunto

La prima fatica di giornata è stata la Culmine di San Pietro, di 1ª categoria. Al termine della discesa si è passati da Bergamo una prima volta. Il gruppo ha proseguito fino a Sarnico, poi ha scalato lo sperone del Colle del Gallo (2ª categoria) per rientrare nel capoluogo e affrontare così lo strappo della Città Alta, già sede d'arrivo di tappa nel Giro 2007.

Una serie di controscatti porta un drappello di 10 uomini in testa fino alle prime rampe del Colle del Gallo, tra cui Cataldo, Visconti, González e Ochoa (poco più di 4' il vantaggio massimo). Alla spicciolata, i fuggitivi della prima ora vengono ripresi da un gruppo di inseguitori formato da Damiano Cunego, Franco Pellizotti, Stefano Garzelli, Leonardo Bertagnolli, David Arroyo, i corridori del Team Columbia Edvald Boasson Hagen (vincitore della 7ª frazione) e Michael Rogers, nonché i compagni di squadra della Astana Levi Leipheimer e Chris Horner. Il loro tentativo, comunque, si esaurisce a 16 km dall'arrivo. Poco dopo parte in avanscoperta il bielorusso Kanstancin Siŭcoŭ, che accumula un vantaggio tale da garantirgli la vittoria e rendere così inutile la rimonta tentata da Danilo Di Luca sullo strappo di Bergamo Alta. La maglia rosa viene beffata in volata anche dal solito Boasson Hagen.[19]

Notevole rilievo ha avuto la caduta nella discesa della Culmine di San Pietro di Pedro Horrillo Munoz, in forza alla Rabobank. L'atleta, dopo un "volo" di 60 metri in una scarpata, ha riportato l'incrinazione di alcune costole con conseguente versamento di liquido nei polmoni e altre fratture esposte di femore e rotula sinistri. In seguito all'accaduto, come segno di solidarietà, non si sono svolte le rituali cerimonie di premiazione. Oltre al corridore spagnolo, hanno abbandonato il Giro anche Julien Loubet e Ruslan Pidhornyj.[20]

9ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Regno Unito Mark Cavendish Columbia 4h16'13"
2 Australia Allan Davis Quick Step s.t.
3 Stati Uniti Tyler Farrar Garmin s.t.
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
Italia Danilo Di Luca[3] LPR Brakes 37h29'48"
1 Svezia Thomas Lövkvist Columbia 37h30'01"
2 Australia Michael Rogers Columbia a 31"
Descrizione e riassunto
Danilo Di Luca in maglia rosa durante la tappa milanese del Giro 2009

Percorso, totalmente pianeggiante, interamente disposto lungo le vie di Milano, città sede da diversi anni della tappa conclusiva del Giro, nonché della prima tappa dell'edizione del 1909. Proprio in occasione del centenario della "corsa rosa" è stato organizzato nel capoluogo lombardo un circuito di 16 km da ripetere per dieci volte. Il ritrovo di partenza era sito in Piazza Duomo, ma la corsa vera e propria ha avuto inizio davanti al Castello Sforzesco. L'arrivo era posto su Corso Venezia.

Successivamente alla caduta di Horrillo nella tappa precedente, al fine di mantenere un clima sereno, nei primi chilometri la direzione gara ha deciso di neutralizzare eventuali distacchi. Il gruppo si è mantenuto perennemente compatto, procedendo ad andatura turistica. Nonostante ciò, nelle prime fasi, una caduta ha coinvolto alcuni partecipanti. Dopo 3 giri del circuito, i corridori si fermano e, per voce di Danilo Di Luca, lamentano la pericolosità del circuito, ragione della mancanza di competizione[21]. Ad ogni modo, gli atleti hanno ripreso la marcia, aumentando anche la velocità. Alla fine, l'ovvio arrivo in volata è stato regolato da Mark Cavendish (Team Columbia; terza tappa di fila vinta dalla squadra statunitense), che anticipa Allan Davis, Tyler Farrar, Matthew Harley Goss e Alessandro Petacchi. Prima del giorno di riposo, classifiche invariate.[22]

10ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
SQ Italia Danilo Di Luca[3] LPR Brakes 6h30'43"
SQ Italia Franco Pellizotti[7] Liquigas 6h30'53"
1 Russia Denis Men'šov Rabobank s.t.
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
Italia Danilo Di Luca[3] LPR Brakes 44h00'25"
1 Russia Denis Men'šov Rabobank 44h01'45"
2 Australia Michael Rogers Columbia a 1'13"
Descrizione e riassunto

La frazione più lunga del Giro è venuta dopo un giorno di riposo. Avrebbe dovuto ripercorrere nel suo disegno la storica tappa che aveva consacrato Fausto Coppi nell'edizione del 1949. Per problemi logistici, il percorso è stato profondamente modificato: non si è sconfinati più in Francia, passando su Maddalena, Izoard e Vars, ma si è rimasti in Piemonte scalando il Moncenisio (1ª categoria; 14,6 km di salita con gli ultimi chilometri costanti al 10%), il Sestriere (Cima Coppi a quota 2035 m; 11 km al 6% di media) e il Prà Martino, colle di 2ª categoria, dalla cui cima mancavano 11 chilometri al traguardo.

Ancora una volta, giorno di tristezza al Giro per la morte di un motociclista in mattinata in seguito ad un incidente.[23] Medie altissime nella prima ora di corsa e vani vari tentativi di fuga. Lungo il Moncenisio parte da solo Stefano Garzelli e in cima al Sestriere ha un vantaggio di circa 6'25" sul gruppo dei migliori, dove altri corridori tentano l'attacco. I due della ISD, Visconti e Hrivko, compiono un'azione più concreta. Sfavorito dal vento contrario, viene ripreso dagli immediati inseguitori prima e dal gruppo dei favoriti poi lungo le pendici del Prà Martino. Franco Pellizotti rompe gli indugi creando una selezione. È Danilo Di Luca in prima persona ad inseguirlo prima nella discesa tecnica, poi su uno strappo a pochi chilometri dal traguardo. Staccando il corridore della Liquigas, il "killer di Spoltore" legittima il simbolo del primato vincendo in solitaria, dando ulteriori secondi ai diretti pretendenti. Hanno perso soprattutto terreno Thomas Lövkvist, Marzio Bruseghin e Damiano Cunego. La nuova maglia verde è proprio Garzelli, passato per primo in cima anche alla Cima Coppi. Si ritira Scholz della Milram.[24]

11ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Regno Unito Mark Cavendish Columbia 4h51'28"
2 Stati Uniti Tyler Farrar Garmin s.t.
3 Italia Alessandro Petacchi LPR Brakes s.t.
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
Italia Danilo Di Luca[3] LPR Brakes 48h51'28"
2 Russia Denis Men'šov Rabobank 48h52'48"
3 Australia Michael Rogers Columbia a 13"
Descrizione e riassunto
Mark Cavendish festeggia la vittoria di tappa

Da Torino a Tortona la strada ha accostato le Langhe. Arrivato a Novi Ligure, il gruppo ha ricalcato parte del percorso della Milano-Sanremo, con il passaggio sul GPM di 3ª categoria del Passo del Turchino. Dal tunnel mancavano meno di 20 km all'arrivo.

A dispetto della giornata soleggiata, diverse le cadute durante il tragitto. Tra le vittime anche Levi Leipheimer, Oscar Gatto e Filippo Pozzato, che hanno comunque ripreso senza troppi problemi. Molte anche le fughe: una delle più rilevanti è stata quella di Vladimir Isaichev della Xacobeo-Galicia, che ha guadagnato 8' sul gruppo prima di essere ripreso ad una trentina di chilometri da Arenzano. Anche il tentativo di Garcia e Marzano non va a buon fine. Armstrong disegna le traiettorie nei tornanti in discesa del Passo del Turchino, dove è transitato per primo Stefano Garzelli, che così consolida il primato di miglior scalatore. Gasparotto e Popovych provano uno scatto da finisseur, inutilmente: in volata Mark Cavendish regola Farrar e Petacchi, che lamenta alcune irregolarità di altri corridori nel finale. Nelle statistiche figurano i ritiri di Horner (Astana) e Joaquin Rodríguez (Caisse d'Epargne).[25]

12ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Russia Denis Men'šov Rabobank 1h34'29"
2 Stati Uniti Levi Leipheimer Astana a 20"
3 Italia Stefano Garzelli Acqua & Sap. a 1'03"
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Russia Denis Men'šov Rabobank 50h27'17"
Italia Danilo Di Luca[3] LPR Brakes a 34"
2 Stati Uniti Levi Leipheimer Astana a 40"
Descrizione e riassunto

Cronometro atipica, per la lunghezza e il tragitto, che ha tagliato le Cinque Terre con circa 1300 m di dislivello. Solo i primi tre chilometri, infatti, potevano definirsi pianeggianti. Una tortuosa salita di quasi 16 km, con tratti duri alternati da falsopiani, ha portato i singoli in cima al Passo del Bracco (colle di 3ª categoria). Poi ancora un falsopiano prima della picchiata verso Levanto, sede del rifornimento. Da lì altri 10 km di ascesa lungo il Passo del Termine (2ª categoria, 6% di pendenze medie) e 16 di discesa piena di curve prima del finale.

Denis Men'šov guadagna tappa e maglia rosa, anticipando Levi Leipheimer e Stefano Garzelli. Danilo Di Luca, 6° odierno a 1'54", si ritrova un gap di 34" da recuperare sul russo. Leipheimer, invece, scavalca Michael Rogers, che precipita al 6º posto della classifica generale. La maglia verde, Garzelli (per lui un punto per i GPM), passa dalla posizione 27 alla 15, rientrando di fatto in corsa. Nell'elenco dei ritirati si aggiunge Fabian Cancellara.[26]

13ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Regno Unito Mark Cavendish Columbia 3h48'36"
2 Italia Alessandro Petacchi LPR Brakes s.t.
3 Australia Allan Davis Quick Step s.t.
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Russia Denis Men'šov Rabobank 54h16'01"
Italia Danilo Di Luca LPR Brakes a 34"
2 Stati Uniti Levi Leipheimer Astana a 40"
Descrizione e riassunto

L'unica asperità è stata il GPM di 3ª categoria del Montemagno, dopo il passaggio da Massa. Da Lucca i corridori hanno tagliato la valle dell'Arno, passando per Fucecchio ed Empoli: l'arrivo era posto nel capoluogo lungo le rive del fiume, poco dopo il Parco delle Cascine.

Ancora una volta, una fuga non va in porto. Scarselli (ISD), Ignat'ev (Katusha) e Schröder (Milram) conducono a lungo la tappa. L'ultimo a cedere, a 5 km dalla conclusione, è il tedesco. L'arrivo in volata, sul lungo rettilineo di 1300 m, è regolato da Mark Cavendish (4ª vittoria, cronosquadre compresa) su Alessandro Petacchi e Allan Davis. Nulla cambia nelle classifiche.[27]

14ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Australia Simon Gerrans Cervélo 4h16'48"
2 Svizzera Rubens Bertogliati Diquigiovanni a 12"
3 Italia Francesco Gavazzi Lampre-N.G.C. a 18"
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Russia Denis Men'šov Rabobank 58h33'53"
Italia Danilo Di Luca[3] LPR Brakes a 34"
2 Stati Uniti Levi Leipheimer Astana a 43"
Descrizione e riassunto

Frazione molto mossa, che ha attraversato l'Appennino Pistoiese, con cinque GPM, compreso l'arrivo in salita. Il Passo della Collina e i valichi di Mediano e Tolè erano difficoltà di 2ª categoria. L'ascesa meno faticosa, il Mongardino (3ª categoria), era alle porte di Sasso Marconi. Il colle di San Luca era una scalata relativamente breve (circa 2 km), ma con pendenze che in alcuni tratti superano il 18%. Da diversi anni è l'arrivo abituale del Giro dell'Emilia.

Già dalle prime fasi di gara vanno in fuga 14 corridori, tra cui gli scattisti Visconti, Hrivko, Petrov, Kiryenka, Froome, Gerrans e Bertogliati. Sul Mongardino rimangono in 11, mentre il gruppo è trainato dalla LPR. Prima della ripida ascesa verso la Madonna di San Luca, i fuggitivi hanno un vantaggio di circa 1'40". In testa rimane solo Gerrans della Cervélo, che si aggiudica la tappa. I compagni di fuga arriveranno alla spicciolata, alcuni "ciondolando" letteralmente. Hrivko (9°) viene ripreso sulla linea d'arrivo dal gruppetto dei migliori, regolato da Franco Pellizotti e Danilo Di Luca. Pressoché invariate rimangono le posizioni di vertice. Il vincitore di tre tappe (compresa quella precedente), Mark Cavendish, non si è presentato alla partenza, così come Chainel, Meyer, Renshaw e Pozzato. Vanendert, invece, si è ritirato durante la competizione.[28]

15ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Italia Leonardo Bertagnolli Diquigiovanni 4h18'34"
2 Belgio Serge Pauwels Cervélo a 54"
3 Italia Marco Pinotti Columbia s.t.
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Russia Denis Men'šov Rabobank 62h54'23"
Italia Danilo Di Luca LPR Brakes a 34"
2 Stati Uniti Levi Leipheimer Astana a 43"
Descrizione e riassunto

A dispetto dei dodici chilometri che separano Forlì e Faenza, il percorso ha attraversato il basso appennino prima di giungere al traguardo. La prima asperità è stata il Passo dell'Eremo (2ª categoria), dopo 55 km prettamente pianeggianti lungo la valle del Montone. Poi il tragitto è stato un intero "mangia e bevi": tratti di discesa e salita senza mai spianate. I corridori sono transitati sui colli Carnevale e Casale (entrambi 3ª categoria) e per ultimo il Monte Trebbio, di 2ª categoria, con pendenze superiori al 10%, dalla cui cima mancavano 26 km (in picchiata) al traguardo.

Ennesima fuga andata in porto, anche grazie al percorso adatto a questo tipo di azioni. In questa occasione a tagliare il traguardo in solitaria è stato Leonardo Bertagnolli (S. Diquigiovanni-Androni). Il corridore trentino era partito assieme ad altri 13 atleti (poi divenuti 16), che hanno preso, lungo i saliscendi, un vantaggio massimo di circa 6'. Mentre il gruppo dei battistrada si sgranava sui vari terreni, da quello dei favoriti partivano Ivan Basso e Stefano Garzelli, dopo una selezione nella discesa tecnica del Colle Carnevale. La coppia, aiutata prima da Stangelj e poi da Donati, rispettivi gregari alla Liquigas e Acqua & Sapone, guadagna sul gruppetto di Denis Men'šov e Danilo Di Luca fino a 1', ma il tentativo non va a buon fine. Lieve ritardo per Lance Armstrong e Damiano Cunego; esce invece dalla classifica Gilberto Simoni, giunto a Faenza con 18' di distacco dal compagno di squadra. Capecchi, Farrar, Serrano, Mayoz e Millar riducono la carovana a 175 unità.[29]

16ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Spagna Carlos Sastre Cervélo 7h11'48"
2 Russia Denis Men'šov Rabobank a 25"
Italia Danilo Di Luca LPR Brakes a 26"
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Russia Denis Men'šov Rabobank 70h06'30"
Italia Danilo Di Luca LPR Brakes a 39"
2 Spagna Carlos Sastre Cervélo a 2'19"
Descrizione e riassunto

La tappa numero 16, che si è disputata prima del secondo giorno di riposo, è stata una delle più dure frazioni del Giro, con oltre 4800 metri di dislivello. Interamente corsa nella Provincia di Pesaro-Urbino, ha visto come prima vera difficoltà il Monte delle Cesane: 7,7 km con segmenti che raggiungevano il 18% (2ª categoria). Ma era l'asperità più semplice: dopo la poca pianura della valle del Metauro, i corridori hanno svettato sul Monte Nerone (1ª categoria), che presentava circa 13 km di effettiva ascesa con pendenze costanti del 10%. Ritornati a Pianello di Cagli, si è giunti dopo pochi chilometri (con qualche strappetto, tra cui quello di Moria) a Chiaserna ai piedi del Massiccio del Catria, "il gibbo Dantesco". Qui cominciava la dura salita di 11 km fino a raggiungere i 1400 m circa sul Monte Catria (1702 m la vetta), con un dislivello di circa 870 m e con picchi del 13% e una media del 9% circa (altro GPM di 1ª categoria). Dopo una ventina di chilometri di discesa che terminava a Cagli, restava l'arrivo in salita del Monte Petrano. Altri 10,4 km di scalata al 9% di media.

Dopo appena due chilometri percorsi, i compagni di squadra della Diquigiovanni-Androni, Francesco De Bonis e Michele Scarponi, danno il via ad una fuga di 20 corridori, tra cui Pavel Brutt (protagonista di ben tre cadute nella discesa del Cesane), Damiano Cunego (vincitore del GPM del Monte Catria) e Yaroslav Popovych, ultimi a cedere dopo la scalata dei quattro GPM, con l'ucraino che si era avvantaggiato nella picchiata tecnica del Monte Catria. La reazione più veemente del gruppo della maglia rosa si è avuta, infatti, solo sull'ascesa finale, anche a causa del forte caldo che ha condizionato la corsa. Dopo una prima fase di controllo e qualche allungo di Ivan Basso, a scattare per davvero è Carlos Sastre, vincitore dello scorso Tour de France. Basso tenta di seguirlo, ma non riuscirà a raggiungerlo. Danilo Di Luca e Denis Menchov si controllano, più che tentare di riprendere il varesino (che verrà comunque raggiunto in prossimità dell'arrivo) e lo spagnolo. Cedono Thomas Lövkvist (arriverà con quasi 25' di ritardo, perdendo la maglia bianca), Gilberto Simoni, David Arroyo e Levi Leipheimer (che ha limitato i danni anche grazie al lavoro di Lance Armstrong). Sastre supera anche lo stremato Popovych e vince con 24" sull'attuale leader del Giro, che anticipa in volata Di Luca e Basso, guadagnando qualche secondo grazie agli abbuoni. Il capitano della Cervélo si piazza così al 3º posto della classifica generale. Non ce l'hanno fatta a proseguire Massimo Codol, Yohann Gène e Mauricio Soler.[30]

17ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
SQ Italia Franco Pellizotti[7] Liquigas 2h21'06"
1 Italia Stefano Garzelli Acqua & Sap. a 42"
SQ Italia Danilo Di Luca[3] LPR Brakes a 43"
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Russia Denis Men'šov Rabobank 72h28'24"
SQ Italia Danilo Di Luca[3] LPR Brakes a 26"
SQ Italia Franco Pellizotti[7] Liquigas a 2'00"
Descrizione e riassunto

Il Giro doveva giungere su uno dei suoi traguardi storici, designato come iniziale Cima Coppi. A causa delle nevicate invernali, l'organizzazione ha accorciato la salita della Majella di circa 5 km sui 23,5 globali[31], dislocandoli nel lungo tratto in pianura (eccezion fatta per lo strappo di Villamagna), che, da Chieti, ha condotto a Pretoro. In appena 83 km, il dislivello finale era di 1200 metri per giungere all'Hotel a quota 1631 che sorvola il Passo Lanciano.

Dopo una decina di chilometri, Thomas Voeckler lancia una fuga alla quale si uniscono altre nove unità (tra cui il "solito" Visconti, Cardenas e Chiarini). Sulle prime rampe del Blockhaus, il gruppo recupera sui fuggitivi. Il lavoro di Sylvester Szmyd è il trampolino per il tentativo di Franco Pellizotti (entrambi Liquigas), che trionfa sulla vetta in solitaria, amministrando il vantaggio accumulato con una certa costanza. Danilo Di Luca forza per cercare di staccare la maglia rosa, Denis Men'šov, che cede solo nel finale (5" persi, più altri 8 di abbuono). Stefano Garzelli, del suo passo, ottiene un prezioso secondo posto in vista della classifica del miglior scalatore, battendo proprio Di Luca in volata. Lance Armstrong, dopo uno scatto atto a seguire Pellizotti, ha comunque preferito aiutare Levi Leipheimer. Carlos Sastre, invece, perde 2' e viene scavalcato in classifica generale proprio dal vincitore di tappa e da Ivan Basso.[32]

18ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Italia Michele Scarponi Diquigiovanni 4h07'41"
2 Colombia Félix Cárdenas Barloworld s.t.
3 Stati Uniti Danny Pate Garmin s.t.
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Russia Denis Men'šov Rabobank 76h40'02"
SQ Italia Danilo Di Luca[3] LPR Brakes a 26"
SQ Italia Franco Pellizotti[7] Liquigas a 2'00"
Descrizione e riassunto

L'unica difficoltà di giornata era il Piano delle Cinque Miglia, GPM di seconda categoria, posto a pochi chilometri dalla partenza. Dopo lo strappetto di Rionero Sannitico era praticamente tutto un saliscendi senza grosse problematiche, tra le valli del Sangro e del Matese. A Benevento la carovana ha affrontato un circuito di 7,5 km.

La prima azione, senza esito, è di Gilberto Simoni. Poi, tra scatti e controscatti, in testa si va a formare un drappello di 25 unità (ancora una volta in fuga Scarponi e Visconti, assieme ai vari Popovych, Cardenas e la maglia bianca Seeldraeyers). Il gruppo lascia fare (per i battistrada un vantaggio massimo superiore ai 6'). Una volta rotta la collaborazione nelle fasi finali, tra i 7 rimasti in testa si impone Scarponi, che così bissa il successo di Mayrhofen. Nessuna variazione in generale nelle posizioni di vertice, con Men'šov e Di Luca che regolano il gruppone, a 3'57". Da segnalare una caduta di Francesco Gavazzi e Andrey Zeits, senza gravi conseguenze, mentre erano in fuga e il ritiro di Davide Malacarne.[33]

19ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Spagna Carlos Sastre Cervélo 4h33'23"
SQ Italia Franco Pellizotti[7] Liquigas a 21"
SQ Italia Danilo Di Luca[3] LPR Brakes a 30"
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Russia Denis Men'šov Rabobank 81h13'55"
SQ Italia Danilo Di Luca[3] LPR Brakes a 18"
SQ Italia Franco Pellizotti[7] Liquigas a 1'39"
Descrizione e riassunto
Facci (a sin.) e Krivtsov ad Amalfi

L'ultimo arrivo in salita di quest'edizione era posto lungo le pendici del vulcano campano. Da Ercolano partiva un'ascesa di 10 km all'8% di pendenze medie. È solo il finale di una tappa mossa che percorre l'intera Costiera Amalfitana, con il passaggio sul Valico Costapiana (non contemplato come GPM) e sul Picco Sant'Angelo (terza categoria).

Dopo 16 chilometri dalla partenza, Mauro Facci e Yuriy Krivtsov si staccano dal gruppo e verranno riassorbiti solo nel finale, poco prima della scalata al Vesuvio. Nel frattempo, in Costiera Amalfitana, Denis Men'šov buca una ruota mentre Lance Armstrong viene coinvolto in una caduta, finendo anch'egli sull'asfalto: entrambi i casi si risolvono senza gravi conseguenze. Arrivati alle pendici del vulcano, iniziano i primi attacchi: il primo è quello di Valerio Agnoli (Liquigas), poi raggiunto da Paolo Tiralongo (Lampre); successivamente, a 9 chilometri dall'arrivo, ci provano Basso, Ochoa e Garzelli. Quest'ultimo, un chilometro dopo, tenta l'attacco, ma viene agguantato da Men'šov. A 7 chilometri e mezzo dalla conclusione della tappa, Basso si riporta in testa assieme a Carlos Sastre, a cui fanno seguito Gilberto Simoni e David Arroyo, che poco dopo vengono superati da Di Luca, Men'šov e Pellizotti. Sastre vince la sua seconda tappa in solitaria, mentre Pellizotti, dopo vari tentativi d'attacco, ottiene il secondo posto e Di Luca batte Men'šov in un testa a testa per la terza posizione, strappandogli 8 secondi in classifica generale grazie all'abbuono; Basso, invece, perde posizioni e termina 5°. Lascia la corsa Dario Andriotto.[34]

20ª tappa[modifica | modifica sorgente]

Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Belgio Philippe Gilbert Silence 4h30'07"
2 Francia Thomas Voeckler Bouygues Tel. a 2"
3 Italia Stefano Garzelli Acqua & Sap. a 7"
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Russia Denis Men'šov Rabobank 85h44'05"
SQ Italia Danilo Di Luca[3] LPR Brakes a 20"
SQ Italia Franco Pellizotti[7] Liquigas a 1'43"
Descrizione e riassunto

L'ultima tappa in linea era in gran parte pianeggiante e seguiva per un lungo tratto la costa tirrenica. I corridori hanno attraversato Anagni due volte, dopo uno strappo di un paio di chilometri. Il primo passaggio sul traguardo era valido per la classifica GPM.

Otto corridori ormai fuori classifica restano per quasi 150 km in fuga, venendo ripresi alle porte di Frosinone. Proprio per lo sprint posto nella località ciociara, valido anche per gli abbuoni, Denis Men'šov brucia la LPR (che tirava il gruppo) guadagnando altri 2" su Danilo Di Luca (3° nella volata), grazie al secondo posto alle spalle di un Alessandro Petacchi in rimonta. Approfittando della situazione, si avvantaggiano Garzelli, Agnoli, Brutt e Markus Fothen. Solo gli ultimi due proseguono nell'azione, ma anch'essi vengono riassorbiti a pochi metri dal primo passaggio da Anagni. Poi tentano un nuovo allungo Tiralongo, Charteau e Huzarski, raggiunti da Pinotti. La LPR recupera con l'intero plotone sui fuggitivi, ma nulla può sullo scatto da finisseur di Philippe Gilbert: solo Popovych e Voeckler tentano di stargli a ruota, invano. Il belga della Silence-Lotto è l'ennesimo corridore a vincere in solitaria. Garzelli e Di Luca, matematicamente e salvo colpi di scena, avrebbero vinto rispettivamente le classifiche del miglior scalatore e a punti. Men'šov, con i 20" di vantaggio da amministrare nella cronometro, ha posto l'ipoteca sull'edizione del centenario del Giro. López, in seguito ad una caduta, è invece fuori dalla corsa.[35]

21ª tappa[modifica | modifica sorgente]

  • 31 maggio: Roma > Romacronometro individuale – 14,4 km
Risultati
Classifica di tappa
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Lituania Ignatas Konovalovas Cervélo 18'42"
2 Regno Unito Bradley Wiggins Garmin a 1"
3 Norvegia Edvald Boasson Hagen Columbia a 7"
Classifica generale
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Russia Denis Men'šov Rabobank 86h03'11"
SQ Italia Danilo Di Luca[3] LPR Brakes a 20"
SQ Italia Franco Pellizotti[7] Liquigas a 1'43"
Descrizione e riassunto

Lo sprint per definire la classifica finale è andato in scena a Roma, lungo un esclusivo tracciato cittadino. La partenza era alla base dell'Altare della Patria e subito i singoli atleti hanno affrontato uno strappetto, anticamera di Via Nazionale. Il passaggio dal tunnel del Quirinale serviva per giungere a Via Veneto e Trinità dei Monti dopo qualche curva. Lieve discesa per Piazza del Popolo e da lì partiva un lungo rettilineo che conduceva in prossimità del colonnato del Bernini. Da Via della Conciliazione si è ritornati in Piazza del Popolo. L'intera Via del Corso ha riportato i corridori sotto l'Altare della Patria. Svolta a destra per "circumnavigare" i Fori Imperiali e garantire l'arrivo all'ombra del Colosseo.

La cronometro è stata falsata dalla pioggia. Infatti, atleti partiti inizialmente hanno avuto dalla loro condizioni climatiche favorevoli. Nonostante tutto, Denis Men'šov voleva legittimare con una vittoria di tappa la corsa rosa. Tuttavia, una caduta proprio all'ultimo chilometro, dovuta ai sampietrini bagnati, ha rischiato di compromettere il Giro del russo. Il vantaggio accumulato, comunque, era sufficiente per guadagnare altri 21" su Danilo Di Luca, che resta in seconda posizione.[36]

A seguito dei numerosi casi doping la classifica finale è stata vistosamente riscritta, con Di Luca, Pellizotti e Valjavec finiti secondo, terzo e nono eliminati dalla classifica finale, che vede ora sul podio Sastre e Basso.

Evoluzione delle classifiche[modifica | modifica sorgente]

Tappa Vincitore Classifica generale
Maglia rosa
Classifica a punti
Maglia ciclamino
Classifica scalatori
Maglia verde
Classifica miglior giovane
Maglia bianca
Trofeo Fast Team Trofeo Super Team
Team Columbia-High Road Mark Cavendish non assegnata non assegnata Mark Cavendish Team Columbia-High Road -
Alessandro Petacchi Alessandro Petacchi David García Dapena Quick Step
Alessandro Petacchi Alessandro Petacchi Mauro Facci Tyler Farrar Lampre-N.G.C.
Danilo Di Luca[3]
Stefano Garzelli[4]
Thomas Lövkvist Danilo Di Luca Thomas Lövkvist
Denis Men'šov Danilo Di Luca[3]
Thomas Lövkvist
Astana LPR Brakes-Farnese Vini
Michele Scarponi Danilo Di Luca Team Columbia-High Road
Edvald Boasson Hagen Team Columbia-High Road
Kanstancin Siŭcoŭ
Mark Cavendish
10ª Danilo Di Luca Danilo Di Luca[3]
Denis Men'šov
Stefano Garzelli Astana
11ª Mark Cavendish
12ª Denis Men'šov) Denis Men'šov
13ª Mark Cavendish
14ª Simon Gerrans
15ª Leonardo Bertagnolli
16ª Carlos Sastre) Kevin Seeldraeyers
17ª Franco Pellizotti
Stefano Garzelli
18ª Michele Scarponi
19ª Carlos Sastre
20ª Philippe Gilbert
21ª Ignatas Konovalovas
Classifiche finali Denis Men'šov Denis Men'šov Stefano Garzelli Kevin Seeldraeyers Astana Team Columbia-High Road
Maglie indossate da altri ciclisti in caso di due o più maglie vinte
  • Nella 2ª tappa, Edvald Boasson Hagen ha indossato la maglia bianca al posto di Mark Cavendish.
  • Nella 3ª tappa, Thomas Lövkvist ha indossato la maglia bianca al posto di Mark Cavendish.
  • Nella 4ª tappa, Francesco Gavazzi ha indossato la maglia ciclamino al posto di Alessandro Petacchi.
  • Nella 5ª tappa, John Lee Augustyn ha indossato la maglia bianca al posto di Thomas Lövkvist.
  • Nella 6ª tappa, Denis Men'šov ha indossato la maglia verde al posto di Danilo di Luca.
  • Nella 7ª e nell'8ª tappa, Denis Men'šov ha indossato la maglia verde al posto di Danilo di Luca e Alessandro Petacchi ha indossato la maglia ciclamino al posto di Danilo di Luca.
  • Nella 9ª e nella 10ª tappa, Stefano Garzelli ha indossato la maglia verde al posto di Danilo Di Luca e Edvald Boasson Hagen ha indossato la maglia ciclamino al posto di Danilo Di Luca.
  • Nella 11ª e nella 12ª tappa, Edvald Boasson Hagen ha indossato la maglia ciclamino al posto di Danilo Di Luca.
Tappa Traguardo Volante Combattività Azzurri d'Italia Trofeo Fuga Cervélo Fair Play
non assegnato non assegnato non assegnato non assegnato Team Columbia-High Road
Leonardo Scarselli Mark Cavendish Alessandro Petacchi Leonardo Scarselli
Giuseppe Palumbo Alessandro Petacchi Mauro Facci LPR Brakes-Farnese Vini
Thomas Voeckler
Michele Scarponi Michele Scarponi
Mauro Facci Mauro Facci
Giovanni Visconti Edvald Boasson Hagen Alessandro Petacchi
10ª Danilo Di Luca Danilo Di Luca
11ª Stefano Garzelli
12ª
13ª
14ª
15ª
16ª Liquigas
17ª
18ª Quick Step
19ª
20ª
21ª

Classifiche finali[modifica | modifica sorgente]

Classifica generale - Maglia rosa[modifica | modifica sorgente]

Denis Men'šov, oltre al Giro 2009 ha vinto due volte la Vuelta a España
Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Russia Denis Men'šov Rabobank 86h03'11"
SQ Italia Danilo Di Luca[3] LPR a 41"
SQ Italia Franco Pellizotti[7] Liquigas a 1'59"
2 Spagna Carlos Sastre Cervélo a 3'46"
3 Italia Ivan Basso Liquigas a 3'59"
4 Stati Uniti Levi Leipheimer Astana a 5'28"
5 Italia Stefano Garzelli Acqua & Sap. a 8'43"
6 Australia Michael Rogers Columbia a 10'01"
SQ Slovenia Tadej Valjavec[11] AG2R La Mond. a 11'13"
7 Italia Marzio Bruseghin Lampre-N.G.C. a 11'28"
8 Spagna David Arroyo C. d'Epargne a 12'50"
SQ Stati Uniti Lance Armstrong[37] Astana a 15'59"
10 Colombia José Serpa Diquigiovanni a 16'11"

Classifica a punti - Maglia ciclamino[modifica | modifica sorgente]

Pos. Corridore Squadra Punti
SQ Italia Danilo Di Luca[3] LPR Brakes 170
1 Russia Denis Men'šov Rabobank 138
SQ Italia Franco Pellizotti[7] Liquigas 133
2 Italia Stefano Garzelli Acqua & Sap. 126
3 Italia Alessandro Petacchi LPR Brakes 104

Classifica scalatori - Maglia verde[modifica | modifica sorgente]

Pos. Corridore Squadra Punti
1 Italia Stefano Garzelli Acqua & Sap. 61
SQ Italia Danilo Di Luca[3] LPR Brakes 45
2 Russia Denis Men'šov Rabobank 41
3 Ucraina Andrij Hrivko ISD 40
SQ Italia Franco Pellizotti[7] Liquigas 38

Classifica giovani - Maglia bianca[modifica | modifica sorgente]

Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Belgio Kevin Seeldraeyers Quick Step 86h19'26"
2 Italia Francesco Masciarelli Acqua & Sap. a 2'55"
3 Belgio Francis De Greef Silence a 17'03"
4 Svezia Thomas Lövkvist Columbia a 31'45"
5 Venezuela Jackson Rodriguez Diquigiovanni a 34'37"

Classifica a squadre - Trofeo Fast Team[modifica | modifica sorgente]

Pos. Squadra Tempo
1 Kazakistan Astana 257h48'40"
2 Stati Uniti Team Columbia-High Road a 24'15"
3 Venezuela Diquigiovanni-Androni Giocattoli a 27'17"
4 Italia Liquigas a 32'21"
5 Italia Lampre-N.G.C. a 58'58"

Classifica a squadre - Trofeo Super Team[modifica | modifica sorgente]

Pos. Squadra Punti
1 Stati Uniti Team Columbia-High Road 372
2 Irlanda LPR Brakes-Farnese Vini 302
3 Italia Liquigas 294
4 Venezuela Diquigiovanni-Androni Giocattoli 273
5 Italia Lampre-N.G.C. 246

Punteggi UCI[modifica | modifica sorgente]

Pos. Corridore Squadra Punti
1 Russia Denis Men'šov Rabobank 218
2 Italia Danilo Di Luca LPR Brakes 186
3 Italia Franco Pellizotti Liquigas 138
4 Spagna Carlos Sastre Cervélo 124
5 Italia Ivan Basso Liquigas 86
6 Italia Stefano Garzelli Acqua & Sap. 85
7 Stati Uniti Levi Leipheimer Astana Team 79
8 Regno Unito Mark Cavendish Columbia 56
9 Australia Michael Rogers Columbia 54
10 Italia Alessandro Petacchi LPR Brakes 45
SQ Slovenia Tadej Valjavec AG2R La Mond. 44
13 Italia Marzio Bruseghin Lampre-N.G.C. 39
13 Norvegia Edvald Boasson Hagen Columbia 36
14 Spagna David Arroyo C. d'Epargne 33
15 Italia Michele Scarponi Diquigiovanni 32
16 Stati Uniti Lance Armstrong Astana Team 26
17 Bielorussia Kanstancin Siŭcoŭ Columbia 26
18 Australia Allan Davis Quick Step 22
19 Stati Uniti Tyler Farrar Garmin 22
20 Colombia José Serpa Diquigiovanni 22
21 Belgio Kevin Seeldraeyers Quick Step 18
22 Italia Leonardo Bertagnolli Diquigiovanni 16
23 Australia Simon Gerrans Cervélo 16
24 Belgio Philippe Gilbert Silence 16
25 Lituania Ignatas Konovalovas Cervélo 16
26 Ucraina Yaroslav Popovych Astana Team 16
27 Sudafrica Robert Hunter Barloworld 10
28 Svizzera Rubens Bertogliati Diquigiovanni 8
29 Slovenia Janez Brajkovič Astana Team 8
30 Colombia Félix Cárdenas Barloworld 8
31 Italia Francesco Gavazzi Lampre-N.G.C. 8
32 Italia Francesco Masciarelli Acqua & Sap. 8
33 Belgio Serge Pauwels Cervélo 8
34 Francia Thomas Voeckler Bouygues Tel. 8
35 Regno Unito Bradley Wiggins Garmin 8
36 Danimarca Lars Ytting Bak Saxo Bank 6
37 Italia Damiano Cunego Lampre-N.G.C. 5
38 Russia Pavel Brutt Katusha 4
39 Svezia Thomas Lövkvist Columbia 4
40 Stati Uniti Danny Pate Garmin 4
41 Italia Marco Pinotti Columbia 4
42 Regno Unito Ben Swift Katusha 4
43 Australia Matthew Harley Goss Saxo Bank 3
44 Italia Dario Cataldo Quick Step 2
45 Francia Sébastien Hinault AG2R La Mond. 2
46 Russia Evgeni Petrov Katusha 2
47 Italia Filippo Pozzato Katusha 2
48 Colombia Juan Mauricio Soler Barloworld 2
49 Italia Davide Viganò Fuji-Servetto 2
50 Italia Alessandro Bertolini Diquigiovanni 1
51 Irlanda Philip Deignan Cervélo 1
52 Ucraina Dmytro Hrabovs'kyj ISD 1
53 Italia Marco Marzano Lampre-N.G.C. 1
54 Italia Gilberto Simoni Diquigiovanni 1
Pos. Squadra Punti
1 Irlanda LPR Brakes-Farnese Vini 231
2 Italia Liquigas 224
3 Paesi Bassi Rabobank 218
4 Stati Uniti Team Columbia-High Road 176
5 Svizzera Cervélo TestTeam 165
6 Kazakistan Astana 129
7 Italia Acqua & Sapone-Caffè Mokambo 93
8 Venezuela Serramenti Diquigiovanni-Androni 79
9 Italia Lampre-N.G.C. 53
10 Francia AG2R La Mondiale 46
11 Belgio Quick Step 42
12 Stati Uniti Team Garmin-Slipstream 34
13 Spagna Caisse d'Epargne 33
14 Regno Unito Team Barloworld 20
15 Belgio Silence-Lotto 16
16 Russia Team Katusha 12
17 Danimarca Team Saxo Bank 9
18 Francia Bbox Bouygues Telecom 8
19 Spagna Fuji-Servetto 2
20 Italia ISD Cycling Team 1
Pos. Nazione Punti
1 Italia Italia 540
2 Russia Russia 224
3 Spagna Spagna 157
4 Stati Uniti Stati Uniti 131
5 Australia Australia 95
6 Regno Unito Regno Unito 68
7 Slovenia Slovenia 52
8 Belgio Belgio 42
9 Norvegia Norvegia 36
10 Colombia Colombia 32
11 Bielorussia Bielorussia 26
12 Ucraina Ucraina 17
13 Lituania Lituania 16
14 Francia Francia 10
15 Sudafrica Sudafrica 10
16 Svizzera Svizzera 8
17 Danimarca Danimarca 6
18 Svezia Svezia 4
19 Irlanda Irlanda 1

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ecco il Giro delle meraviglie, Gazzetta dello Sport, 13-12-2008. URL consultato il 14-12-2008.
  2. ^ Causa neve, la 17.a tappa del Giro del Centenario non percorrerà per intero la salita del Blockhaus, Gazzetta dello Sport, 09-05-2009. URL consultato l'08-05-2009.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak Di Luca è risultato positivo al CERA in due controlli durante la corsa: il 20 maggio dopo la tappa di Arenzano e il 28 maggio dopo quella di Benevento. L'8 agosto anche le controanalisi hanno confermato la positività del corridore. Il 1 febbraio 2010 il CONI ha sospeso il corridore per due anni (con effetto dal 22 luglio 2009). Si veda Di Luca, doping confermato Positivo alla controanalisi in gazzetta.it, 08 agosto 2009. URL consultato il 28-05-2011.
  4. ^ a b In seguito alla squalifica per doping di Danilo Di Luca, vincitore della quarta tappa, la vittoria fu assegnata a Stefano Garzelli, giunto secondo. Cfr. (EN) 12 May 2009 - Stage 4: Padua - San Martino di Castrozza, uci.ch. URL consultato il 2 ottobre 2012.
  5. ^ In seguito alla squalifica per doping di Danilo Di Luca, vincitore della decima tappa, la vittoria fu inizialmente assegana a Franco Pellizotti, giunto secondo.
  6. ^ Successivamente, lo stesso Pellizotti fu squalificato e la vittoria fu assegnata a Denis Men'šov, giunto terzo.
  7. ^ a b c d e f g h i j k l m n Nel marzo del 2011 l'italiano Pellizotti viene sospeso per due anni dal Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna per aver violate norme anti-doping. Di conseguenza, lo stesso TAS ha annullato tutti i risultati conseguiti dall'atleta dal 9 maggio 2009. Si veda (EN) The Court of Arbitration for Sport (CAS) imposes a two year ban on the Italian cyclists Pietro Caucchioli and Franco Pellizotti in tas-cas.org, 8 marzo 2011. URL consultato il 24 aprile 2011.
  8. ^ Giro del Centenario: battesimo alla Fenice, Gazzetta dello Sport, 31-10-2008. URL consultato il 01-11-2008.
  9. ^ Prende già forma il Giro D’Italia 2009, Sportlive, 22-08-2008. URL consultato il 31-10-2008.
  10. ^ Venezia, scenario magico per il via del Giro 2009, Gazzetta dello Sport, 30-10-2008. URL consultato il 31-10-2008.
  11. ^ a b Nell'aprile del 2011 lo sloveno Valjavec viene sospeso per due anni dal Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna in seguito ad anormalità riguardanti il passaporto biologico riscontrate in test anti-doping effettuati in aprile e agosto del 2009. Di conseguenza, lo stesso TAS ha annullato tutti i risultati conseguiti dall'atleta tra il 19 aprile e il 30 settembre 2009. Si veda (EN) Tadej Valjavec si suspensed during 2 years by the CAS in tas-cas.org, 22 aprile 2011. URL consultato il 24 aprile 2011.
  12. ^ Ciro Scognamiglio, Columbia-High Road via col vento A Cavendish la prima maglia rosa, Gazzetta dello Sport, 09 maggio 2009. URL consultato il 09-05-2009.
  13. ^ Ciro Scognamiglio, Petacchi, regala la volata, Gazzetta dello Sport, 10 maggio 2009. URL consultato il 10-05-2009.
  14. ^ Ciro Scognamiglio, Petacchi, bis da campione La maglia rosa è sua, Gazzetta dello Sport, 11 maggio 2009. URL consultato l'11-05-2009.
  15. ^ Ciro Scognamiglio, Fulmine Di Luca Lökvist va in rosa, Gazzetta dello Sport, 12 maggio 2009. URL consultato il 12-05-2009.
  16. ^ Ciro Scognamiglio, Di Luca maglia rosa. Basso torna grande, Gazzetta dello Sport, 13 maggio 2009. URL consultato il 13-05-2009.
  17. ^ Ciro Scognamiglio, Il giorno di Scarponi, Gazzetta dello Sport, 14 maggio 2009. URL consultato il 14-05-2009.
  18. ^ Ciro Scognamiglio, Boasson Hagen è un fulmine, Gazzetta dello Sport, 15 maggio 2009. URL consultato il 15-05-2009.
  19. ^ Ciro Scognamiglio, Siutsou sorprende i big, Gazzetta dello Sport, 16 maggio 2009. URL consultato il 16-05-2009.
  20. ^ Claudio Gregori, Horrillo cade in discesa, Gazzetta dello Sport, 16 maggio 2009. URL consultato il 16-05-2009.
  21. ^ Ciro Scognamiglio, Una protesta clamorosa rovina la tappa milanese, Gazzetta dello Sport, 17 maggio 2009. URL consultato il 17-05-2009.
  22. ^ Ciro Scognamiglio, Cavendish sfreccia a Milano nella tappa delle polemiche, Gazzetta dello Sport, 17 maggio 2009. URL consultato il 17-05-2009.
  23. ^ Antonino Morici, Il Giro è in lutto. Muore storico motociclista, Gazzetta dello Sport, 19 maggio 2009. URL consultato il 19-05-2009.
  24. ^ Ciro Scognamiglio, Di Luca show in salita, Gazzetta dello Sport, 19 maggio 2009. URL consultato il 19-05-2009.
  25. ^ Ciro Scognamiglio, Cavendish senza rivali. Petacchi terzo e polemico, Gazzetta dello Sport, 20 maggio 2009. URL consultato il 20-05-2009.
  26. ^ Ciro Scognamiglio, Menchov colpo grosso, Gazzetta dello Sport, 21 maggio 2009. URL consultato il 21-05-2009.
  27. ^ Ciro Scognamiglio, Scintille Farrar-Petacchi. E Cavendish si ritira, Gazzetta dello Sport, 22 maggio 2009. URL consultato il 22-05-2009.
  28. ^ Ciro Scognamiglio, Gerrans vince a Bologna, Gazzetta dello Sport, 23 maggio 2009. URL consultato il 23-05-2009.
  29. ^ Ciro Scognamiglio, Basso risponde presente. Ma gioisce Bertagnolli, Gazzetta dello Sport, 24 maggio 2009. URL consultato il 24-05-2009.
  30. ^ Ciro Scognamiglio, Acuto di Sastre. Menchov sempre rosa, Gazzetta dello Sport, 25 maggio 2009. URL consultato il 25-05-2009.
  31. ^ Causa neve, la 17.a tappa del Giro del Centenario non percorrerà per intero la salita del Blockhaus, Gazzetta dello Sport, 08 maggio 2009. URL consultato il 25-05-2009.
  32. ^ Ciro Scognamiglio, Il giorno di Pellizotti. Attacco di Di Luca, Gazzetta dello Sport, 27 maggio 2009. URL consultato il 27-05-2009.
  33. ^ Ciro Scognamiglio, Benevento, colpo di Scarponi. E domani c'è il Vesuvio, Gazzetta dello Sport, 28 maggio 2009. URL consultato il 28-05-2009.
  34. ^ Ciro Scognamiglio, Sastre conquista il Vesuvio, Menchov ha il Giro in tasca, Gazzetta dello Sport, 29 maggio 2009. URL consultato il 29-05-2009.
  35. ^ Ciro Scognamiglio, Menchov a 14,4 km dal trionfo. Gilbert primo ad Anagni, Gazzetta dello Sport, 30 maggio 2009. URL consultato il 30-05-2009.
  36. ^ Ciro Scognamiglio, Menchov re del Giro. Ma che brividi a Roma, Gazzetta dello Sport, 31 maggio 2009. URL consultato il 31-05-2009.
  37. ^ Il 22 ottobre 2012 l'UCI riconosce la sanzione imposta dall'USADA a Lance Armstrong, accusato di aver utilizzato sostanze dopanti durante la sua permanenza alla US Postal Service, e conferma di fatto la cancellazione dei suoi piazzamenti e delle vittorie dall'agosto del 1998 fino al termine della carriera. Cfr. (EN) Laura Weislo, USADA's reasoned decision on Lance Armstrong follows the money trail in Cyclingnews.com, 10 ottobre 2012. URL consultato il 26 ottobre 2012. , (EN) The UCI recognises USADA decision in Armstrong case in Uci.ch, 22 ottobre 2012. URL consultato il 26 ottobre 2012. , (EN) UCI backs stripping Lance Armstrong of Tour de France wins in Usatoday.com, 22 ottobre 2012. URL consultato il 26 ottobre 2012. . Il 26 ottobre la stessa UCI ufficializza la decisione di non attribuire ad altri corridori le vittorie ottenute dallo statunitense e nemmeno di modificare i piazzamenti degli altri corridori. Cfr. (EN) Press release: UCI takes decisive action in wake of Lance Armstrong affair in Uci.ch, 26 ottobre 2012. URL consultato il 26 ottobre 2012. .

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