Enel

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Enel S.p.A.
Logo
Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Borse valori Borsa Italiana: ENEL
Fondazione 27 novembre - 6 dicembre 1962 a Roma
Fondata da Governo italiano
Sede principale Roma
Gruppo Gruppo Enel
Persone chiave
Settore produzione, distribuzione e vendita di energia, servizi
Prodotti Elettricità Gas naturale
Fatturato Green Arrow Up.svg80,535 miliardi [1] (2013)
Risultato operativo Green Arrow Up.svg17,011 miliardi [1] (2013)
Utile netto Green Arrow Up.svg3,235 miliardi [1] (2013)
Dipendenti 71.394 [1] (2013)
Sito web www.enel.com

Enel, in origine acronimo di Ente nazionale per l'energia elettrica (ENEL), è un'azienda multinazionale produttrice e distributrice di energia elettrica e di gas.

Enel è istituita come ente pubblico a fine 1962 e trasformata in società per azioni nel 1992.[2] Nel 1999 in seguito alla liberalizzazione del mercato dell'energia elettrica in Italia, Enel viene privatizzata.[3] A fine febbraio 2015 lo stato italiano mantiene il 25,5% del capitale della società.[4][5][6][7]

Nel 2014 Enel ha più di 70.000 dipendenti[8][9][10][11][12], è presente in 40 paesi[13][14] ed è la 56^ azienda al mondo per fatturato con 80.5 miliardi di euro[15] e una capitalizzazione di borsa di 31 miliardi di euro.[16][17]

Il marchio di Enel, ideato da Bob Noorda e Maurizio Minoggio, nasce dalla combinazione del simbolo di un sole e di un albero i cui 9 rami o raggi rappresentano la molteplicità dei servizi offerti dall'azienda.[18][19][20][21][22]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

1898-1962: verso una politica nazionale dell'energia elettrica[modifica | modifica wikitesto]

La centrale idroelettrica di Rocchetta a Volturno

La produzione di energia elettrica in Italia nel 1898 era di 100 milioni di chilowattore[23][24][25] e arrivò ad oltre 56 miliardi nel 1960.[26][27] La gran parte della produzione di energia elettrica sfruttò le caratteristiche del territorio, ovvero le risorse idrogeologiche[28][29], ad opera di oltre 1.200[30][31][32] aziende private locali o di ambito regionale o legate a soggetti industriali.[33][34][35][36][37][38]

Lo stato sovvenzionò la realizzazione di centrali elettriche e delle opere territoriali connesse al fine di incrementare la produzione di energia elettrica .[39][40][41] Nell'ambito della distribuzione lo stato intervenne nel 1961 con l'unificazione delle tariffe su base nazionale per uguali classi di consumo (attraverso la cassa conguaglio per il settore elettrico[42][43]) e imponendo alle aziende elettriche l'allacciamento a chiunque ne facesse richiesta.[34][38][44][45][46][47][48][49][50][51]

Nel 1962 si procedette all'istituzione dell'Ente per l'energia elettrica con l'obiettivo di fare dell'energia elettrica uno strumento di sviluppo del paese e di definire una politica nazionale dell'energia elettrica, anche sulla base delle esperienze di altri paesi quali Francia e Gran Bretagna.[48][49][52][53][54][55]

1962: istituzione dell'Ente per l'energia elettrica[modifica | modifica wikitesto]

marchio Enel (1963-1982)

Agli inizi del 1962 il Governo Fanfani IV ricevette la fiducia dal parlamento italiano e assunse l'impegno di proporre entro 3 mesi dalla fiducia un provvedimento di unificazione del sistema elettrico nazionale.[53][56][57][58][59] Nella seduta della Camera dei deputati del 26 giugno 1962 venne presentato il disegno di legge di una legge delega che sancì i princìpi e le modalità per l'istituzione dell'Ente per l'energia elettrica (E.N.E.L.).[32][60][61][62]

Enel avrebbe acquisito tutte le attività delle aziende operanti nella produzione, trasformazione, trasmissione e distribuzione di energia elettrica, fatto salvo alcune eccezioni, quali gli autoproduttori ovvero aziende che producevano più del 70% di energia elettrica in funzione di altri processi produttivi (a cui successivamente furono equiparate anche le aziende municipalizzate[56]), o le piccole aziende che non producevano più di 10 milioni di chilowattore per anno.[63][64][65][66][67][68]

A compensazione delle acquisizioni, vennero definite le modalità di valutazione del valore delle aziende e venne istituito un indennizzo da corrispondere in 10 anni ai creditori al tasso di interesse del 5,5%.[65][69] Il 1962 venne considerato un esercizio di transizione in cui tutti gli oneri ed i proventi delle aziende acquisite sarebbero stati trasferiti ad Enel, mentre il 1963 segnò il primo anno di esercizio dell'azienda.[70][71][72][73]

Le prime acquisizioni interessarono le seguenti aziende:[74]

1963-1970: ammodernamento e sviluppo della rete[modifica | modifica wikitesto]

I primi di obiettivi di Enel furono l'ammodernamento e lo sviluppo della rete elettrica con la costruzione delle dorsali ad alta tensione, i collegamenti internazionali, i collegamenti con le isole, l'elettrificazione delle zone rurali e la realizzazione del centro nazionale di dispacciamento, finanziati anche tramite l'emissione, nel 1965, di obbligazioni garantite dallo stato per un valore di oltre 200 miliardi di lire.[79][80] Nel 1967 la sorveglianza di Enel passò dal Comitato dei Ministri al comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) sempre di concerto con il Ministero dell'Industria.[65][81][82] In questo periodo inoltre la produzione di energia termoelettrica superò per la prima volta quella idroelettrica.[83][84]

Centro nazionale di dispacciamento[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dispacciamento.

Nel 1963 venne creato il Centro nazionale di dispacciamento di Roma al fine di gestire i flussi di energia sulla rete coordinando gli impianti di produzione, la rete di trasmissione, la distribuzione oltre che l'interconnessione del sistema elettrico italiano con l'estero, regolando istante per istante la produzione e la trasmissione di energia sulla base dell'effettiva richiesta.[2][74][80][85][86][87][88]

Elettrificazione rurale[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ambito dell'elettrificazione rurale i nuclei abitati non collegati alla rete elettrica passarono dall'1,27% del 1960 allo 0,46% del 1964, con oltre 320.000 nuovi abitanti collegati. Nel quinquiennio 1966-1970 furono avviati ulteriori investimenti per l'elettrificazione rurale, a carico per l'80% dello stato e per il 20% dell'Enel, complementati da tariffe agevolate come stimolo allo sviluppo agricolo.[89][90][91][92][93]

Rete ad alta tensione e collegamenti con le isole[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1968 iniziarono i lavori (terminati nella prima metà degli anni '70) di realizzazione della linea a 380 Kv di collegamento tra Firenze e Roma che unì il sistema elettrico ad alta tensione del Nord con quello del Centro Sud.[94][95] Vennero realizzate inoltre i collegamenti internazionali ad alta tensione con la Francia (linea 380 kV Venaus-Villarodin, 1969) e con la Svizzera.[58][96]

Negli stessi anni vennero attivati i collegamenti elettrici con l'utilizzo di cavi sottomarini tra la penisola e l'Isola d'Elba (1966)[97], l'Isola d'Ischia (1967)[97][98] e la Sardegna, attraverso la Corsica (1967).[84]

Il disastro del Vajont[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Disastro del Vajont.

L'Enel fu coinvolta nel disastro del Vajont, accaduto il 9 ottobre 1963 al bacino del Vajont, invaso artificiale sfruttato per produrre una grande quantità di energia idroelettrica, sulle cui acque cadde una frana di 260 milioni di metri cubi. L'impianto era stato realizzato dalla Sade e il 14 marzo 1963 era stato appena conferito nell'ambito del processo di nazionalizzazione alla neonata Enel. L'impatto della frana nel lago provocò delle ondate, entro e fuori la valle del Vajont, che lambirono i paesi di Erto e Casso e che scavalcarono la diga, distruggendo i paesi a valle di Longarone, Pirago, Rivalta, Villanova e Faè. Questo disastro causò circa duemila vittime. L'Enel fu imputata al processo come società responsabile del disastro, aggravata dalla prevedibilità dell'evento. Nel 1964, anche la Montedison fu coinvolta nel processo, avendo acquisito la SADE, costruttore dell'impianto. [99] Le due società furono condannate a risarcire i danni alle comunità coinvolte nella catastrofe.

1970-1980: crisi energetica e ricerca di nuove fonti[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicità Enel "Per una migliore e più economica utilizzazione dell'energia" negli anni della crisi energetica (1976-1977)[100][101]

Gli anni '70 furono caratterizzati da una forte crisi energetica che portò a drastiche misure di austerity e alla definizione di un piano energetico nazionale che definì come obiettivo la costruzione di nuove centrali elettriche e la ricerca di nuove fonti energetiche.

La crisi energetica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi crisi energetica (1973) e Austerity.

Nel 1975, in seguito alla crisi petrolifera e al piano di Austerity, con la definizione del primo piano energetico nazionale (PEN), si puntò a sostituire la dipendenza dagli idrocarburi con l'utilizzo di altre fonti energetiche, tra cui idroelettriche, geotermiche, incremento dell'uso del carbone, il ciclo dei rifiuti e in particolare con l'utilizzo dell'energia nucleare.[65][102][103][104][105]

Nuovi impianti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi centrale elettronucleare Caorso, centrale termoelettrica di Porto Tolle, centrale idroelettrica di San Fiorano e centrale idroelettrica Luigi Einaudi.

Nel corso del decennio furono realizzati diversi impianti:[106]

1980-1990: rinuncia al nucleare[modifica | modifica wikitesto]

Il decennio dal 1980 al 1990 fu caratterizzato dalla realizzazione di nuovi impianti, anche sperimentali con l'uso di energie alternative, e da una progressiva diminuzione della dipendenza dal petrolio che passò dal 75,3 per cento del 1973 al 58,5 per cento del 1985.[128][129][130]

Il 1986 vide il primo bilancio in attivo di Enel con 14 miliardi e 100 milioni di lire di utile.[131][132][133][134]

Infine nel 1987 in seguito agli eventi di Černobyl, ebbe luogo il referendum sul nucleare che sancì la fine dell'utilizzo dell'energia nucleare in Italia, la chiusura e il blocco della costruzione di centrali nucleari e la definizione di un nuovo piano energetico nazionale.

Nuovi impianti ed energie alternative[modifica | modifica wikitesto]

Vennero realizzati i seguenti impianti:[135]

Nell'ambito delle energie alternative:

Nel 1985 inoltre il centro nazionale di dispacciamento e di controllo della rete elettrica venne gradualmente trasferito dal centro di Roma a Settebagni ed inserito in un contesto europeo di sincronizzazione della produzione di energia elettrica.[166][167]

Referendum, chiusura delle centrali nucleari e nuovo piano energetico nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi disastro di Černobyl' e referendum abrogativi del 1987 in Italia.

In seguito al disastro di Černobyl' del 1987, fu indetto un referendum che sancì l'interruzione dei programmi energetici del nucleare in Italia. In relazione alle centrali esistenti o in costruzione:[63][107][168][169][170]

A seguire nel 1988 il nuovo piano energetico nazionale (PEN) stabilì come obiettivi fondamentali l'incremento dell'efficienza energetica, la protezione dell'ambiente, lo sfruttamento delle risorse nazionali, la diversificazione delle fonti di approvvigionamento dall'estero e in generale la competitività del sistema produttivo.[171][172][173][174][175][63]

1990-2000: liberalizzazioni e privatizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Decreto Bersani.
Il logo Enel nato nel 1998 e formato dall'albero e dalla scritta disegnata da Bob Noorda in occasione della piena privatizzazione dell'azienda.[19]

Tra il 1990 ed il 2000 si assistette ad una progressiva liberalizzazione del mercato dell'energia elettrica.[63]

Nel luglio del 1992 il Governo Amato I trasformò Enel in società per azioni con il Ministero del Tesoro come unico azionista.[176]

Attraverso il Decreto Bersani nel 1999 si avviò la liberalizzazione del mercato elettrico; ne conseguì un riassetto societario di Enel con la separazione delle attività di produzione, trasmissione, distribuzione e vendita di energia.[177][178][179]

Nuovi impianti ed energie alternative[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 2000 venne avviato da Enel il progetto di collegamento tra le reti elettriche di Italia e Grecia attraverso la posa di un elettrodotto sottomarino di una lunghezza di 160 km che avrebbe unito Otranto (Puglia) con la città greca di Aetos (Peloponneso) e capace di trasportare 600 megawatt di energia a tensione continua. La realizzazione del progetto conclusasi nel 2002, ebbe un costo complessivo di 339 milioni di Euro.[180][181][182]

Nell'ambito delle energie alternative:

Liberalizzazione, privatizzazione e quotazione in borsa[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1991 con la legge 9 gennaio 1991, n. 9, si assistette ad una prima parziale liberalizzazione della produzione di energia elettrica proveniente da fonti convenzionali e da fonti rinnovabili; venne concesso alle imprese di produrre energia elettrica per uso proprio con l'obbligo di cederne la quantità in eccesso a Enel.[189][190][63]
  • Nel 1999, il Governo D'Alema I emanò il Decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 (cosiddetto decreto Bersani), attraverso il quale venne definitivamente liberalizzato il settore elettrico; si aprì così la possibilità per altri soggetti di operare nel mercato dell'energia. Si profilò per Enel, fino a quel momento unico soggetto titolare della produzione, distribuzione e vendita di energia elettrica in Italia, l'obbligo di modificare il suo assetto societario; distinguendo quindi le tre fasi e costituendo tre diverse società: Enel Produzione, Enel Distribuzione e Terna (la proprietà di Terna fu ceduta completamente da Enel nel 2005). Inoltre venne stabilita per Enel una soglia massima di produzione di energia elettrica pari al 50% dell'intera produzione sul suolo nazionale. [191][192][179][193][194][195][196]
  • Nel 1999 anno Enel con il nuovo assetto societario venne privatizzata per il 31,7%. Alla privatizzazione fece seguito la quotazione in borsa; le azioni Enel vennero quotate nella Borsa Italiana con un valore di 4,3 euro per ogni titolo; il totale dell'offerta fu di 4.183 milioni di azioni per un valore totale di 18 miliardi di Euro.[197][198][199][200][201][202]

Altre operazioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Wind Telecomunicazioni.

2000-2010: politiche ambientali e internazionalizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il decennio dal 2000 al 2010 fu caratterizzato da alcune politiche di riduzione dell'impatto ambientale nella produzione di energia e da una progressiva internazionalizzazione di Enel attraverso numerose acquisizioni e fusioni. [208][209][210]

Politiche ambientali[modifica | modifica wikitesto]

Il marchio di Enel Green Power.

Acquisizioni e fusioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 2000 Enel attraverso la sua controllata Erga acquistò CHI Energy produttore di energia rinnovabile operante nel mercato statunitense e canadese; l'operazione costò ad Enel 170 milioni di dollari. [218][219][220]
  • Nel 2001 Enel si aggiudicò la gara per l'acquisto di Viesgo, società controllata di Endesa e operante sul mercato spagnolo della produzione e distribuzione di energia elettrica con una capacità netta installata di 2400 MW.[221][222][223][224]
  • Nel 2004 Enel venne incluso nel Dow Jones Sustainability Index Dow Jones Sustainability Index, indice borsistico che valuta le performance finanziarie delle compagnie mondiali in base a principi di eccellenza economico-finanziaria e di sostenibilità ambientale.[225][226][227]
  • Nel 2002 Enel cedette Eurogen S.p.A, Elettrogen S.p.A e Interpower S.p.A. in ottemperanza a quanto prescritto dal Decreto Bersani in merito alla liberalizzazione della produzione di energia elettrica.[228][229][230][231]

Nuovi impianti ed energie alternative[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 2001 Enel avviò in Brasile la costruzione di una linea di trasmissione ad alta tensione lunga 1.095 km.[232][233]
  • Nel 2009 Enel diede vita al progetto Archilede; il nuovo sistema di illuminazione urbana fu scelto da 1600 comuni; questa nuova tecnologia di illuminazione intelligente permetteva di realizzare un risparmio energetico di circa 26 GWh/anno riducendo le emissioni di anidride carbonica di 18.000 ton/anno.[234][235][236]
  • Nel 2009 Enel inaugurò una nuova centrale fotovoltaica, presso il Parco di Villa Demidoff a Pratolino (Firenze). Il progetto denominato “Diamante” prevedeva la messa in funzione di un impianto capace di immagazzinare l'energia accumulata nelle ore diurne sotto forma di idrogeno al fine di utilizzare tale energia in assenza di sole.[237][238][239]
  • Nel 2010 nacque la centrale solare termodinamica Archimede a Priolo Gargallo in provincia di Siracusa (Sicilia); si tratta della prima centrale al mondo a utilizzare la tecnologia dei sali fusi integrata con un impianto a ciclo combinato.[240][241][242]

Altre operazioni[modifica | modifica wikitesto]

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Enel produce, distribuisce e vende elettricità e gas in Europa, Nord America e America Latina.

Lavorano in Enel oltre 80.000 persone, che gestiscono un parco centrali tra termoelettrico, nucleare, idroelettrico, geotermico, eolico, fotovoltaico e altre fonti. Circa il 44% dell'energia elettrica prodotta da Enel è priva di emissioni di anidride carbonica.[senza fonte] Nel 2009 Enel ha conseguito ricavi per oltre 64 miliardi di euro (+4,7% sul 2008). Il Margine operativo lordo (MOL) si è attestato a 16 miliardi di euro (+12,1% sul 2008), mentre l'utile netto è stato di 5,4 miliardi di euro (+1,9% sul 2008).

Enel ha sostituito presso quasi tutti i suoi clienti (32 milioni) i contatori elettromeccanici con contatori elettronici, i quali consentono una lettura dei consumi in tempo reale e una gestione a distanza dei contratti. È stato inoltre utilizzato un sistema a onde convogliate in collaborazione con la statunitense Echelon Corporation.[254]

Presenza internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Presenza del Gruppo Enel nel mondo

Con oltre 30 GW di impianti che utilizzano fonti energetiche rinnovabili (idrico, geotermico, eolico, solare e biomasse) in Europa e nelle Americhe, Enel è uno dei leader mondiali del settore. Inoltre, Enel è fortemente impegnata nella crescita nelle rinnovabili e nella ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie amiche dell'ambiente con molti progetti in Italia e all'estero.

Il 17 settembre 2008, Enel ha costituito Enel Green Power, società dedicata allo sviluppo e alla gestione della produzione elettrica da fonti rinnovabili, società che produce circa 4.500 MW con impianti idrici, eolici, geotermici, fotovoltaici e a biomasse in Europa e nelle Americhe.

Enel è presente in Europa (Bulgaria, Francia, Grecia, Italia, Romania, Russia, Slovacchia e Spagna), in Nord America (Canada e Stati Uniti) e America Latina (Brasile, Cile, Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Messico e Panama). Con la controllata Endesa, Enel è presente anche in Argentina, Colombia, Marocco, Perù e Portogallo.

Spagna e Portogallo[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio di ottobre del 2007, Enel, assieme al partner spagnolo Acciona, ha concluso un'offerta pubblica congiunta sull'intero capitale di Endesa, principale azienda elettrica spagnola, arrivando a detenere congiuntamente il 92% del pacchetto azionario (Enel 67%, Acciona 25%). Nel mese di febbraio del 2009 ha rilevato la quota di Endesa detenuta da Acciona per 11,1 miliardi di euro, portando la sua quota al 92,06%.[255] A dicembre 2014 Enel possiede il 70,14%[256] del capitale azionario di Endesa. Inoltre, Enel Green Power gestisce impianti di generazione da rinnovabili in Spagna e Portogallo.

Endesa

America del Nord[modifica | modifica wikitesto]

Attraverso Enel Green Power, il Gruppo è uno dei principali operatori indipendenti del continente americano nelle rinnovabili con Enel North America ed Enel latin America, due società che dispongono di oltre 1.400 MW di potenza installata.

In America del Nord, Enel North America ha impianti da 788 MW (idrico, geotermico, eolico e biomasse).

Nel marzo 2007, Enel, attraverso la sua sussidiaria Enel North America, ha annunciato l'acquisto di AMP Resources. L'acquisto comprende, nel settore dello sviluppo del geotermico, quattro progetti in fase avanzata e uno in fase ormai operativa, che aggiungeranno circa 150 MW di potenza alle operazioni di Enel in America, oltre a fornire accesso a una gamma di future opportunità.

Il 2 ottobre 2008, Enel ha inaugurato il parco eolico di Smoky Hills da 250 MW in Kansas, il più grande realizzato dal gruppo nel mondo e il più grande mai costruito in Kansas. Il 17 aprile 2009, sono stati inaugurati in Nevada, nella contea Churchill, due innovativi impianti geotermici di Enel Green Power. Stillwater e Salt Wells: così si chiamano le due nuove centrali e hanno una capacità installata complessiva di 65 MW lordi.

Enel North America

America Latina[modifica | modifica wikitesto]

In America Latina, Enel dispone di impianti eolici e idroelettrici da oltre 668 MW. Enel America Latina opera in Cile e in El Salvador nel settore geotermico. Tramite Endesa, il Gruppo Enel è ai primi posti in America Latina con circa 16 GW di capacità installata da termoelettrico, idroelettrico e altre rinnovabili: 4,4 GW in Argentina, 1 GW in Brasile, 5,6 GW in Cile, 2,9 GW in Colombia e 1,8 GW in Perù.

Enel Latin America

Francia[modifica | modifica wikitesto]

In Francia, Enel ha acquisito Erelis, controllata di Enel Green Power che dispone di 12 MW di impianti eolici in esercizio e progetti fino a 500 MW. Era inoltre presente nel settore nucleare con una quota del 12,5% del progetto di nucleare di nuova generazione European Pressurized Reactor (EPR) capitanato da EDF, il cui primo impianto (1.600 MW) è in costruzione a Flamanville, in Normandia; tuttavia nel dicembre 2012 esce dal progetto chiedendo il rimborso delle spese anticipate[257].

In Francia, Enel è anche presente nel settore delle rinnovabili con Enel Green Power che dispone di 68 MW di impianti eolici in esercizio e progetti fino a 500 MW. Nel settore del trading, Enel possiede il 5% della borsa elettrica francese Powernext ed è uno dei principali operatori nel trading, avendo venduto 3,3 TWh a grandi clienti francesi nel 2009.

Bulgaria[modifica | modifica wikitesto]

In Bulgaria, Enel ha acquisito nel marzo del 2003 il controllo di una delle principali centrali del Paese, Maritza East III: un impianto da 602 MW alimentato a lignite.

Slovacchia[modifica | modifica wikitesto]

In Slovacchia, Enel detiene il 66% della società elettrica Slovenske Elektrarne, il primo produttore di energia elettrica della Slovacchia e il secondo dell'Europa centro-orientale, con una capacità produttiva di circa 5.345 MW e ben bilanciata tra nucleare, termoelettrico e idroelettrico.

Romania[modifica | modifica wikitesto]

In Romania, Enel è attivo nella vendita di elettricità tramite Enel Energie ed Enel Energie Muntenia e nella distribuzione di elettricità tramite Electrica Banat, Electrica Distributie Dobrogea ed Electrica Muntenia Sud. Il Gruppo ha circa 2,6 milioni di clienti nel Paese.

Russia[modifica | modifica wikitesto]

In Russia, Enel è un operatore verticalmente integrato dall'upstream alla generazione e alla vendita di energia elettrica. Nel settore upstream, attraverso SeverEnergia (un consorzio partecipato da Enel al 19,6%, da Gazprom al 51% e da Eni al 29,4%), Enel gestisce alcuni promettenti asset nel settore del gas naturale. Inoltre, Enel attualmente possiede il 56,39% del capitale della Genco (Generation Company) “Enel OGK-5” (ex “OGK-5”), che dispone di quattro centrali termoelettriche per circa 8.200 MW situate nelle aree a più alta crescita del Paese. Nel settore della vendita, Enel possiede il 49,5% di RusEnergoSbyt, il più importante trader di elettricità in Russia che ha tra i suoi clienti le maggiori aziende del Paese.[258]

Principali azionisti[modifica | modifica wikitesto]

Compagine azionaria aggiornata al 5 giugno 2014 secondo i dati Consob sugli azionisti rilevanti.[259]

Consiglio di amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Aggiornato a dicembre 2014.[260]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

  • Conferita il 11/10/2010:
Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza.»
— D.P.C.M. 11 ottobre 2010

Società del Gruppo Enel[modifica | modifica wikitesto]

La situazione attuale (2009) delle società controllate dal gruppo sono, in ordine alfabetico, le seguenti:[261]

Situazione attuale[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 2002 e il 2004 la conclusione del processo di riassetto previsto dal decreto Bersani, l'uscita da settore dell'acqua e la vendita del patrimonio immobiliare dell'azienda, permettono a Enel di mettere in atto una nuova strategia di focalizzazione sul core business dell'energia.

Il 30 luglio del 2008 Enel inaugura a Civitavecchia una nuova centrale il cui progetto era partito alla fine del 2003. Si tratta di una riconversione di un vecchio impianto a olio combustibile. La nuova centrale ha una capacità totale di 1.980 MW, è composta da tre gruppi ed è in grado di soddisfare il 50% del fabbisogno di energia elettrica nel Lazio. L'impianto riduce le emissioni dell'88%, e le emissioni di anidride carbonica del 18%.

Per quanto riguarda il gas, Enel ha concluso la realizzazione di cinque centrali a ciclo combinato che hanno sostituito gli impianti tradizionali a gas.

Concluso l'adempimento degli obblighi previsti dalla legge italiana con la cessione di Terna (la società che gestisce la rete nazionale di trasmissione), Enel si dedica a una strategia di internazionalizzazione, finalizzando acquisizioni come quella di Slovenské elektrárne (SE), maggior produttore di energia elettrica della Slovacchia e secondo dell'Europa Centro-orientale, di alcune società di distribuzione in Romania, della Genco Russa Ogk 5 e della società elettrica spagnola Endesa.

A fine 2006 viene presentato un piano a favore dell'ambiente, che prevede investimenti per nuove fonti rinnovabili e per la ricerca. In questo ambito, Enel si occupa della cattura e sequestro dell'anidride carbonica con alcuni progetti basati sulla tecnologia di cattura post-combustione.

A fine 2008/inizio 2009, Enel inizia a dismettere una serie di attività per ridurre l'indebitamento finanziario, aumentato negli ultimi mesi, per effetto dell'acquisizione del 92% del capitale di Endesa, tra cui Enel Linee Alta Tensione S.r.l. (rete di trasmissione elettrica ad alta tensione), ceduta da Enel Distribuzione S.p.A., nel dicembre 2008 a Terna S.p.A., ed Enel Rete Gas S.p.A.[266][267] (che manterrà comunque una quota di minoranza), il 29 maggio 2009 Enel Distribuzione cede per 480 milioni di euro l'80% di Enel Rete Gas alla cordata F2i Reti Italia S.r.l. formata da F2I (75%) ed Axa Private Equity (25%). Ora il contratto dovrà essere approvato da AGCM e da AEEG.[268]

Bilancio 2013[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2013 Enel ha realizzato un fatturato di 80.53 miliardi di euro, di cui:

  • 30.93 miliardi da Iberia e America Latina
  • 22.91 miliardi da Generazione ed Energy Management
  • 16.92 miliardi da Mercato
  • 7.73 miliardi da Attività Internazionali
  • 7.69 miliardi da Infrastrutture e Reti
  • 2.82 miliardi da Energie rinnovabili

Elisioni da sottrarre per 8.5 miliardi.

Ebitda di 17.01 miliardi, Ebit di 9.94 miliardi (contribuiscono in maggior parte Iberia e America Latina con 3.83 miliardi, Infrastrutture e Reti con 3.02 mld, Energie Rinnovabili con 1.71 mld), utili per 3.25 miliardi.

52.83 miliardi di patrimonio netto, indebitamento finanziario netto di 39.86 miliardi, il valore residuo di immobili, impianti e macchinari ammonta a 81.05 miliardi, 71.394 dipendenti.

Ha prodotto 286.1 TWh di energia (33% da rinnovabili, 29% da carbone, gas 14%, nucleare 14%, olio 10%), distribuiti 404 TWh, ha venduto 8.6 miliardi di metri cubi di gas naturale e 91.72 miliardi di KWh.

In Italia ha un numero medio di clienti pari a 27.81 milioni e 1.13 milioni di km di rete di distribuzione.

Fonti: Bilancio Enel al 31.12.13

Le tariffe[modifica | modifica wikitesto]

L'Autorità per l'energia elettrica e il gas fissa ogni 3 mesi le tariffe del mercato tutelato sulla base dell'andamento dei prezzi dei combustibili. Una parte consistente della bolletta elettrica è composta di cosiddette componenti di sistema e dall'accisa. A seguito della liberalizzazione del mercato elettrico anche per i clienti domestici, avvenuta il 1º luglio 2007, in alternativa alle tariffe del mercato tutelato, Enel ha proposto una serie di offerte commerciali.

Il Progetto E-mobility Italy[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre 2009 è partito in Italia il Progetto E-mobility Italy, una sperimentazione basata su una flotta di 100 Smart ED. Le auto sono state distribuite nelle città di Roma, Pisa e Milano. La sperimentazione, in collaborazione con Daimler, intende verificare la possibilità di utilizzare le Smart ED per gli spostamenti in ambito urbano con veicoli elettrici. Per la ricarica dei veicoli si utilizzano le colonnine installate da Enel, che funzionano secondo lo schema di funzionamento dei contatori elettronici domestici che Enel ha installato nelle case italiane.

Enel Cuore Onlus[modifica | modifica wikitesto]

Enel Cuore è una ONLUS italiana costituita da Enel per gestire i fondi dell'azienda destinati alla beneficenza e alla solidarietà. Sostiene progetti nel campo dell'assistenza sociale, della salute, dell'educazione, e dello sport.

I fondi dell'Associazione derivano dalle "liberalità" di Enel e di altre società controllate. La onlus opera in Italia e all'estero e cooperando con le persone, gli enti non profit, il mondo del volontariato e le istituzioni.

Correnti musicali[modifica | modifica wikitesto]

L'iniziativa Correnti musicali, voluta dall'azienda (che nel 2003 era diventata socio fondatore dell'Accademia Santa Cecilia), consiste nel trasformare le centrali elettriche in palcoscenici musicali. Gli artisti che si sono esibiti nel 2010 sono Patty Pravo, Noemi, Simone Cristicchi e Irene Grandi.[269]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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