Enel

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Enel S.p.A.
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Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Borse valori Borsa Italiana: ENEL
Fondazione 27 novembre - 6 dicembre 1962
Fondata da Governo italiano
Sede principale Roma
Gruppo Gruppo Enel
Persone chiave
Settore produzione, distribuzione e vendita di energia, servizi
Prodotti Elettricità
Fatturato Green Arrow Up.svg84,1 miliardi $[1] (2012)
Risultato operativo Green Arrow Up.svg16,7 miliardi [1] (2012)
Utile netto Green Arrow Up.svg4,148 miliardi [2] (2011)
Dipendenti 73.702[3] (2012)
Slogan «Energia alla tua vita»
Sito web www.enel.com

Enel S.p.A. (acronimo di Ente Nazionale per l'energia Elettrica[4][5]) è la società per azioni principale in Italia e la seconda in Europa tra quelle fornitrici di energia elettrica agli utenti finali attraverso centrali elettriche di produzione e la rete di distribuzione[6].

È il 4º gruppo economico italiano per fatturato (tra i primi 500 al mondo) dopo ENI, Exor ed Assicurazioni Generali.[7]

Dal 1992 è una società per azioni, in parte privatizzata. Fino al 1999 era monopolista statale del settore, escluse alcune aziende municipalizzate e investitori - stranieri e non - minori. Tuttora il Ministero dell'Economia e delle Finanze italiano è l'azionista di riferimento, con una quota del 31,244%.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La nascita[modifica | modifica sorgente]

L'ente fu istituito dal Governo Fanfani IV, con la delibera della camera dei deputati del 27 novembre 1962, che diventò poi la legge 6 dicembre 1962 n. 1643 ("Istituzione dell'Ente nazionale per l'energia elettrica e trasferimento ad esso delle imprese esercenti le industrie elettriche") su proposta dell'onorevole Aldo Moro, il quale accolse le richieste in tal senso del Partito Socialista Italiano.

Tale norma prevedeva la nazionalizzazione delle aziende e delle imprese operanti nel settore della produzione, commercializzazione, distribuzione, trasporto di energia elettrica, nonché di tutte quelle operanti in settori funzionalmente e tecnicamente connessi. I socialisti, in particolare su spinta di Riccardo Lombardi condizionarono il loro sostegno al governo proprio alla nazionalizzazione dell'energia elettrica.

Sino ad allora l'elettricità era gestita da aziende di dimensione media, talvolta anche piccola, sparse sul territorio, in qualche modo collegate e controllate da poche aziende più grandi. Le aziende capofila erano:

Gli Amici del Mondo[modifica | modifica sorgente]

Nel 1960 ci fu un importante convegno sulla nazionalizzazione dell'industria elettrica, organizzato dagli Amici del Mondo e sostenuto dal Partito Radicale.[8] La relazione introduttiva fu tenuta da Eugenio Scalfari che sottolineò i probabili benèfici effetti sul regime dei prezzi e sul versante tecnico e prese ad esempio le esperienze delle nazionalizzazioni già effettuate in Francia ed in Inghilterra.

Il convegno suscitò una profonda discussione politica. Il sistema elettrico era per sua natura estremamente influente sul piano politico.

Il convegno si tradusse pressoché immediatamente in lavori preparatori della legge, nei quali il punto più discusso fu la modalità di indennizzo ai vecchi azionisti (che comprendevano anche un numero cospicuo di piccoli risparmiatori).

Vinsero le posizioni di Guido Carli, governatore della Banca d'Italia e l'indennizzo fu immediato. La posizione di Riccardo Lombardi chiedeva invece la dilazione in quattro anni dei pagamenti, da garantirsi con obbligazioni. Per ottenere l'adozione del suo piano, Carli minacciò le dimissioni, che avrebbero gettato il Paese nel caos a causa del gravissimo attentato alla credibilità del sistema politico-economico che un simile atto avrebbe rappresentato in ottica anche internazionale.

La nazionalizzazione[modifica | modifica sorgente]

Il primo compito dell'Enel fu quello di assorbire ben 1.270 imprese esercenti attività elettriche e dare loro un'organizzazione amministrativa, tecnica ed operativa comune.

Tra le operazioni tecniche più complesse fu la realizzazione di un centro per il cosiddetto "dispacciamento", ovvero un super-centro per il coordinamento di tutte le forniture alle utenze italiane e per l'approvvigionamento dall'estero. Era il punto di partenza di una riorganizzazione della frammentazione del sistema. Negli anni il sistema fu riordinato e la riorganizzazione effettuata allora tuttora costituisce lo scheletro operativo della configurazione attuale.

Il disastro del Vajont[modifica | modifica sorgente]

L'Enel fu coinvolta nel Disastro del Vajont, accaduto il 9 ottobre 1963 al bacino del Vajont, invaso artificiale sfruttato per produrre una grande quantità di energia idroelettrica, sulle cui acque cadde una frana di ben 260 milioni di metri cubi. L'impianto era stato realizzato dalla Sade e successivamente ceduto alla Edison ed era stato appena conferito nell'ambito del processo di nazionalizzazione alla neonata Enel. L'impatto della frana nel lago provocò delle ondate, entro e fuori la valle del Vajont, che lambirono i paesi di Erto e Casso e che scavalcarono la diga, distruggendo i paesi a valle di Longarone, Pirago, Rivalta, Villanova e Faè. Questo disastro costò la vita a circa duemila persone. L'Enel, insieme alla Montedison, venne imputata al processo come società responsabile del disastro, aggravata dalla prevedibilità dell'evento. Le due società furono costrette a risarcire i danni alle comunità coinvolte nella catastrofe.

La diffusione dell'energia elettrica[modifica | modifica sorgente]

Crescendo i consumi insieme alla rapida trasformazione delle abitudini di vita (ad esempio grazie alla massiccia diffusione degli elettrodomestici), l'Enel raggiunse il risultato di avere il secondo fatturato industriale italiano, dietro solo alla Fiat.

Come impegno legislativo negli anni successivi venne dato impulso alla cosiddetta "elettrificazione rurale", cioè all'espansione della rete elettrica nelle campagne; le asperità geografiche resero indubbiamente costosa questa operazione, richiedendo la realizzazione di un numero elevato di infrastrutture (dalle cabine alle linee palificate), garantendo il diritto all'energia elettrica per la quasi totalità dei cittadini-utenti.

Crisi petrolifera[modifica | modifica sorgente]

La crisi petrolifera internazionale che avrebbe condotto l'Italia alle politiche di "austerity" (1974), diede la stura a numerose ricerche su eventuali fonti alternative per la produzione di energia. L'Enel riprese gli studi sull'energia nucleare ed ottenne di poter costruire nuove centrali. Gli studi sulle altre energie, ad esempio sull'energia eolica, pur da molto tempo oggetto di approfondite analisi, furono accantonati in favore del potenziamento delle vecchie centrali idroelettriche, a molte delle quali furono applicati dispositivi per il ripompaggio dell'acqua.[9]

Ma i disagi riguardarono molti aspetti della quotidianità: dalla chiusura anticipata dei negozi, a quella dei programmi televisivi, a mille altri espedienti ancora, si emanarono norme eccezionali volte a ridurre drasticamente quei consumi sino a poco tempo prima tanto intensivamente sollecitati. I consumi calarono, ed il governo dispose un piano energetico nazionale (1975) che in pratica segnava una decisa svolta verso il nucleare. Ma i consumi calarono anche per effetto di un calo della produzione industriale, segnale di una crisi che da energetica diveniva ora economica generale; il riflesso sulla popolazione rese per una volta ben accette norme restrittive come quelle sul contenimento del consumo energetico, ad esempio per i riscaldamenti delle abitazioni (tuttora in vigore).

La scelta antinucleare[modifica | modifica sorgente]

L'Italia restò, tra i principali paesi europei, quello maggiormente sbilanciato verso la produzione termoelettrica e pertanto risentì più degli altri dell'aumento del prezzo del petrolio. Quando erano in studio nuovi programmi sul nucleare, si verificò la sciagura della centrale nucleare ucraina di Černobyl' (26 aprile 1986), che causò il rigetto popolare di tale energia col referendum dell'8 novembre 1987. Benché la dirigenza e le maestranze fossero per la maggior parte favorevoli allo sviluppo di nuove centrali, l'Enel non prese posizione durante la campagna elettorale.

La "de-nazionalizzazione"[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79.

Con la legge n. 9/1991, l'Enel fu autorizzata a costituire società operanti nei settori di sua competenza e, contemporaneamente, si aprì la strada a una certa liberalizzazione della produzione elettrica.

L'anno successivo, il Governo Amato I, nell'ambito della ristrutturazione del bilancio dello Stato per via dell'enorme debito pubblico cumulato, emanò il decreto legge 11 luglio 1992, n. 333, convertito nella legge 8 agosto 1992, n. 359, col quale l'Enel divenne una società per azioni, il cui azionista unico era l'allora Ministero del Tesoro.

Nel 1999, col Governo D'Alema I, con l'emanazione del Decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 (il cosiddetto decreto Bersani) in seno a Enel, viene costituita la società Terna, a cui sono conferiti tutti gli asset della società relativi alla rete di trasmissione ad alta tensione, tra cui il centro nazionale di controllo dove si gestisce e monitora il sistema elettrico italiano e le interconnessioni con l'estero. Enel resta azionista unico di Terna fino al 2004, mentre la gestione, per garantire la neutralità, viene affidata a un ente pubblico di nuova creazione: il Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale (GRTN). Successivamente, Terna è quotata in Borsa, mentre una quota del 30% è ceduta alla Cassa Depositi e Prestiti.

Il monopolio e la libera concorrenza[modifica | modifica sorgente]

La liberalizzazione del mercato elettrico è avvenuta nel 1999, con il cosiddetto Decreto Bersani, che ha avuto sicuramente una grossa influenza sullo sviluppo conseguente di Enel.

Il problema della posizione monopolistica dell'Enel nel mercato specifico dell'energia elettrica è stato sollevato con lo sviluppo delle tematiche giuridiche collegate ai principi di libera concorrenza. La questione presentava qualche affinità con quella precedentemente affrontata per la Telecom Italia, monopolista di stato nella telefonia. Per favorire la liberalizzazione, Enel è stata costretta a: cedere la gestione della rete di trasporto dell'energia elettrica (Terna) e successivamente anche la proprietà, vendere ai suoi concorrenti centrali di produzione per 15.000 MW (una potenza pari a quella del Belgio) e la rete di distribuzione, con i relativi utenti, nelle principali città (Roma, Milano, Torino, Verona, Brescia, Trento, Modena ecc.) alle ex municipalizzate.

Attualmente operano sul mercato elettrico italiano, uno dei più liberalizzati d'Europa, circa 100 operatori, tra i quali i maggiori gruppi europei come le francesi Électricité de France (EDF) e Gaz de France-SUEZ, le tedesche E.ON e RWE AG, le svizzere Alpiq[10] e Repower,[11] l'austriaca Verbund.[12]

Decentramento energetico[modifica | modifica sorgente]

Dopo la privatizzazione di un unico ente centralizzato per la gestione dell'energia la cui produzione era concentrata in poche centrali di "taglia alta", si è iniziato a discutere di decentramento energetico per il quale ogni comunità dovrebbe produrre e utilizzare localmente l'energia di cui ha bisogno.

L'ottica di questa politica energetica è la costruzione di impianti di media taglia, principalmente rinnovabili.

Il solare fornisce una quota marginale del fabbisogno nazionale di energia elettrica: meno dello 0,001%, mentre in Germania arriva fino allo 0,3% dell'energia prodotta; Enel è presente in questo settore, che rappresenta in ogni caso un'opzione energetica di grande interesse per il futuro: Enel Green Power gestisce la centrale da 3,3 MW di Serre Persano (Salerno), uno dei più grandi impianti fotovoltaici al mondo e in Italia sta completando l'installazione di circa 50 MW fotovoltaici, con importanti progetti di crescita nei prossimi anni. A Priolo Gargallo (Siracusa) Enel ha avviato il progetto Archimede, un impianto solare termico da 5 MW progettato insieme all'ENEA. Quest'ultimo impianto, in fase di completamento, si basa su un'idea innovativa di sfruttamento dell'energia solare, consistente in un processo di integrazione industriale tra un impianto solare termodinamico e una centrale convenzionale con ciclo combinato a gas. Con Enel.si,[13] l'azienda è leader nel mercato fotovoltaico a livello nazionale: negli ultimi tre anni, ha curato l'installazione di oltre 50 MW di impianti fotovoltaici per clienti industriali, terziario e domestici. Questi impianti consentiranno di produrre nei prossimi anni a livello Paese circa 61.500 MWh annui di energia elettrica da fonte solare, pari ai consumi di circa 20.000 famiglie italiane, con un risparmio annuo complessivo pari a circa 36.000 tonnellate di CO2.

L'energia eolica ha conosciuto uno sviluppo eccezionale negli ultimi anni e si stima che nel prossimo futuro continui a crescere a un ritmo di circa il 30% l'anno. In Italia è stata la fonte che nell'ultimo decennio ha registrato il maggiore incremento. Attualmente Enel Green Power gestisce 17 centrali eoliche, per una potenza complessiva di 331 MW. E per le famiglie la società Enel.si ha lanciato da poco la nuova offerta del "minieolico": piccoli generatori eolici che possono alimentare una casa, una villetta, un agriturismo, ma anche piccole stazioni meteo, o addirittura imbarcazioni, a condizione che nell'area vi sia vento a sufficienza.

Nel campo delle fonti rinnovabili l'Italia vanta il primato mondiale nella geotermia (con 31 impianti geotermoelettrici in Toscana e una produzione di oltre 5 miliardi di kWh l'anno) che sta esportando negli Stati Uniti e in America latina. L'ulteriore sviluppo della produzione geotermoelettrica in Italia rappresenta un obiettivo importante della strategia di Enel Green Power.

Inoltre gode di un importante contributo della fonte idroelettrica: che copre circa il 15% della domanda elettrica nazionale, grazie all'impegno di Enel che ha sviluppato un know-how importante che pone la Società all'avanguardia nel mondo nello sviluppo di questa fonte rinnovabile. E oggi, visto che il potenziale idroelettrico è ormai quasi del tutto utilizzato, oltre a rendere più efficienti gli impianti esistenti, si guarda con particolare interesse allo sviluppo dell'idro fluente[14] che può diventare un contributo non trascurabile alla copertura della domanda elettrica. Gli impianti idroelettrici di piccola taglia sono caratterizzati da modalità costruttive e organizzative di scarso impatto sul territorio, possono essere gestiti anche da piccole comunità, nonché integrati in un uso plurimo ed equilibrato della risorsa acqua. Attualmente Enel Green Power gestisce in Italia oltre 270 centraline idroelettriche, per una potenza complessiva di 1.507 MW.

Enel fa parte inoltre della piattaforma di ricerca europea dedicata alle reti intelligenti (smart grids), le reti di distribuzione del futuro, che permetteranno al consumatore di interagire in tempo reale con la rete: conoscere il prezzo dell'energia. Decidere se consumare in quel momento o spostare i propri consumi in ore di minore carico, valutare l'opportunità di generare lui stesso l'energia per i propri consumi. Il risultato sarà una rete elettrica simile a una rete internet in cui i differenti utilizzatori, interrogandosi e scambiando le necessarie informazioni, potranno definire localmente i flussi di energia, nel rispetto dei vincoli tecnici e sicurezza.

Ad oggi è la più importante azienda elettrica d'Italia e la seconda utility quotata d'Europa per capacità installata. Enel è un operatore integrato, attivo nella produzione, distribuzione e vendita di elettricità e gas. A seguito dell'acquisizione della compagnia elettrica spagnola Endesa, Enel è ora presente in 40 Paesi, con una capacità installata netta di circa 95.400 MW, e serve più di 61 milioni di clienti nell'elettricità e nel gas. Quotata dal 1999 alla Borsa di Milano, Enel è la società italiana con il più alto numero di azionisti, circa 1,2 milioni tra retail e istituzionali nel 2009. Enel è anche il secondo operatore nel mercato del gas naturale in Italia, con circa 2,7 milioni di clienti e una quota di mercato del 10% circa in termini di volume.

Altre operazioni[modifica | modifica sorgente]

Nel 2001, Infostrada viene ceduta per 12 miliardi di euro dalla tedesca Mannesmann e poi accorpata a Wind, che già era una controllata di Enel.

Nel maggio 2005, Enel cede il 70% di Wind a Naguib Sawiris, amministratore delegato del gruppo Orascom, tramite una società veicolo (la Weather Investment S.r.l.). Nel dicembre del 2006, Enel ha perfezionato l'uscita dal settore delle telecomunicazioni con la cessione di un ulteriore 26,1% a Weather Investment S.p.A.

Attività[modifica | modifica sorgente]

Enel produce, distribuisce e vende elettricità e gas in tutta Europa, Nord America e America Latina.

Lavorano in Enel oltre 80.000 persone, che gestiscono un parco centrali molto diversificato tra idroelettrico, termoelettrico, nucleare, geotermico, eolico, fotovoltaico e altre fonti rinnovabili. Circa il 44% dell'energia elettrica prodotta da Enel è priva di emissioni di anidride carbonica. Nel 2009 Enel ha conseguito ricavi per oltre 64 miliardi di euro (+4,7% sul 2008). Il Margine operativo lordo (MOL) si è attestato a 16 miliardi di euro (+12,1% sul 2008), mentre l'utile netto è stato di 5,4 miliardi di euro (+1,9% sul 2008).

Per prima al mondo, Enel ha sostituito presso quasi tutti i suoi clienti (32 milioni) i tradizionali contatori elettromeccanici con moderni contatori elettronici, i quali consentono una lettura dei consumi in tempo reale e una gestione a distanza dei contratti. Una innovazione indispensabile per lo sviluppo delle reti intelligenti che ha attirato l'interesse di molte utilities in tutto il mondo: in Spagna, Endesa è in procinto di installare 13 milioni di contatori elettronici ai suoi clienti. È stato inoltre utilizzato un sistema a onde convogliate in collaborazione con l'americana Echelon Corporation.[15]

Completata la fase di crescita internazionale, Enel è ora impegnata nel consolidamento delle attività acquisite e nell'ulteriore integrazione del suo business.

Presenza internazionale[modifica | modifica sorgente]

Presenza del Gruppo Enel nel mondo

Dopo aver completato la vendita degli asset non core, Enel si è impegnata nella crescita all'estero nel settore dell'elettricità e del gas.

Con oltre 30 GW di impianti che utilizzano fonti energetiche rinnovabili (idrico, geotermico, eolico, solare e biomasse) in Europa e nelle Americhe, Enel è uno dei leader mondiali del settore. Inoltre, Enel è fortemente impegnata nella crescita nelle rinnovabili e nella ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie amiche dell'ambiente con molti progetti in Italia e all'estero.

Il 17 settembre 2008, Enel ha costituito Enel Green Power, la società del Gruppo dedicata allo sviluppo e alla gestione della produzione elettrica da fonti rinnovabili nel mondo, società che produce circa 4.500 MW con impianti idrici, eolici, geotermici, fotovoltaici e a biomasse in Europa e nelle Americhe.

Enel è presente in Europa (Bulgaria, Francia, Grecia, Italia, Romania, Russia, Slovacchia e Spagna), in Nord America (Canada e Stati Uniti) e America Latina (Brasile, Cile, Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Messico e Panama). Con Endesa, la presenza di Enel si estende anche in Argentina, Colombia, Marocco, Perù e Portogallo.

Spagna e Portogallo[modifica | modifica sorgente]

All'inizio di ottobre del 2007, Enel, assieme al partner spagnolo Acciona, ha concluso positivamente un'Offerta Pubblica congiunta sull'intero capitale di Endesa, la principale azienda elettrica spagnola, arrivando a detenere congiuntamente il 92% del pacchetto azionario della utility spagnola (Enel 67%, Acciona 25%). Nel mese di febbraio del 2009 ha rilevato la quota di Endesa detenuta da Acciona per 11,1 miliardi di euro, portando la sua quota al 92,06%.[16] Enel ora possiede il 92,06% del capitale azionario di Endesa. Inoltre, Enel Green Power gestisce impianti di generazione da rinnovabili in Spagna e Portogallo.

Endesa

America del Nord[modifica | modifica sorgente]

Attraverso Enel Green Power, il Gruppo è uno dei principali operatori indipendenti del continente americano nelle rinnovabili con Enel North America ed Enel latin America, due società che dispongono di oltre 1.400 MW di potenza installata.

In America del Nord, Enel North America ha impianti da 788 MW (idrico, geotermico, eolico e biomasse).

Nel marzo 2007, Enel, attraverso la sua sussidiaria Enel North America, ha annunciato l'acquisto di AMP Resources. L'acquisto comprende, nel settore dello sviluppo del geotermico, quattro progetti in fase avanzata e uno in fase ormai operativa, che aggiungeranno circa 150 MW di potenza alle operazioni di Enel in America, oltre a fornire accesso a una gamma di future opportunità.

Il 2 ottobre 2008, Enel ha inaugurato il parco eolico di Smoky Hills da 250 MW in Kansas, il più grande realizzato dal gruppo nel mondo e il più grande mai costruito in Kansas. Il 17 aprile 2009, sono stati inaugurati in Nevada, nella contea Churchill, due innovativi impianti geotermici di Enel Green Power. Stillwater e Salt Wells: così si chiamano le due nuove centrali e hanno una capacità installata complessiva di 65 MW lordi.

Enel North America

America Latina[modifica | modifica sorgente]

In America Latina, Enel dispone di impianti eolici e idroelettrici da oltre 668 MW. Enel America Latina opera in Cile e in El Salvador nel settore geotermico. Tramite Endesa, il Gruppo Enel è ai primi posti in America Latina con circa 16 GW di capacità installata da termoelettrico, idroelettrico e altre rinnovabili: 4,4 GW in Argentina, 1 GW in Brasile, 5,6 GW in Cile, 2,9 GW in Colombia e 1,8 GW in Perù.

Enel Latin America

Francia[modifica | modifica sorgente]

In Francia, Enel ha acquisito Erelis, controllata di Enel Green Power che dispone di 12 MW di impianti eolici in esercizio e progetti fino a 500 MW.
Era inoltre presente nel settore nucleare con una quota del 12,5% del progetto di nucleare di nuova generazione European Pressurized Reactor (EPR) capitanato da EDF, il cui primo impianto (1.600 MW) è in costruzione a Flamanville, in Normandia; tuttavia nel dicembre 2012 esce dal progetto chiedendo il rimborso delle spese anticipate[17].
In Francia, Enel è anche presente nel settore delle rinnovabili con Enel Green Power che dispone di 68 MW di impianti eolici in esercizio e progetti fino a 500 MW.
Nel settore del trading, Enel possiede il 5% della borsa elettrica francese Powernext ed è uno dei principali operatori nel trading, avendo venduto 3,3 TWh a grandi clienti francesi nel 2009.

Enel Erelis

Bulgaria[modifica | modifica sorgente]

In Bulgaria, Enel ha acquisito nel marzo del 2003 il controllo di una delle principali centrali del Paese, Maritza East III: un impianto da 602 MW alimentato a lignite.

Enel Bulgaria

Slovacchia[modifica | modifica sorgente]

In Slovacchia, Enel detiene il 66% della società elettrica Slovenske Elektrarne, il primo produttore di energia elettrica della Slovacchia e il secondo dell'Europa centro-orientale, con una capacità produttiva di circa 5.345 MW e ben bilanciata tra nucleare, termoelettrico e idroelettrico.

Slovenske Elektrarne

Romania[modifica | modifica sorgente]

In Romania, Enel è attivo nella vendita di elettricità tramite Enel Energie ed Enel Energie Muntenia e nella distribuzione di elettricità tramite Electrica Banat, Electrica Distributie Dobrogea ed Electrica Muntenia Sud. Il Gruppo ha circa 2,6 milioni di clienti nel Paese.

Enel Romania

Russia[modifica | modifica sorgente]

In Russia, Enel è un operatore verticalmente integrato dall'upstream alla generazione e alla vendita di energia elettrica. Nel settore upstream, attraverso SeverEnergia (un consorzio partecipato da Enel al 19,6%, da Gazprom al 51% e da Eni al 29,4%), Enel gestisce alcuni promettenti asset nel settore del gas naturale. Inoltre, Enel attualmente possiede il 56,39% del capitale della Genco (Generation Company) “Enel OGK-5” (ex “OGK-5”), che dispone di quattro centrali termoelettriche per circa 8.200 MW situate nelle aree a più alta crescita del Paese. Nel settore della vendita, Enel possiede il 49,5% di RusEnergoSbyt, il più importante trader di elettricità in Russia che ha tra i suoi clienti le maggiori aziende del Paese.[18]

Principali azionisti[modifica | modifica sorgente]

Compagine azionaria aggiornata al 5 giugno 2014 secondo i dati Consob sugli azionisti rilevanti.[19]

Consiglio di amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Aggiornato al 2014.[20][21][22]

  • Presidente: Maria Patrizia Grieco
  • Amministratore Delegato: Francesco Starace
  • Consigliere: Alessandro Banchi
  • Consigliere: Alberto Bianchi
  • Consigliere: Paola Girdinio
  • Consigliere: Salvatore Mancuso
  • Consigliere: Alberto Pera
  • Consigliere: Anna Chiara Svelto
  • Consigliere: Angelo Taraborrelli

Persone legate all'Enel[modifica | modifica sorgente]

  • Maria Patrizia Grieco - Presidente
  • Francesco Starace - Amministratore Delegato e Direttore Generale

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

  • Conferita il 11/10/2010:
Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza.»
— D.P.C.M. 11 ottobre 2010

Società del Gruppo Enel[modifica | modifica sorgente]

La situazione attuale (2009) delle società controllate dal gruppo sono, in ordine alfabetico, le seguenti:[23]

Situazione attuale[modifica | modifica sorgente]

Tra il 2002 e il 2004 la conclusione del processo di riassetto previsto dal decreto Bersani, l'uscita da settore dell'acqua e la vendita del patrimonio immobiliare dell'azienda, permettono a Enel di mettere in atto una nuova strategia di focalizzazione sul core business dell'energia.

Enel si impegna in un processo di diversificazione delle fonti energetiche per ridurre la dipendenza dal petrolio e dal gas e, di conseguenza, anche il prezzo dell'energia.

Il 30 luglio del 2008 Enel inaugura a Civitavecchia la nuova centrale a carbone pulito, il cui progetto era partito alla fine del 2003. Si tratta di una riconversione di un vecchio impianto a olio combustibile. La nuova centrale ha una capacità totale di 1.980 MW, è composta da tre gruppi ed è in grado di soddisfare il 50% del fabbisogno di energia elettrica nel Lazio. Grazie alle migliori tecnologie utilizzate, l'impianto riduce tutte le emissioni dell'88%, e le emissioni di anidride carbonica del 18%. Enel ha in progetto un'analoga riconversione a Porto Tolle (Rovigo), dove è ancora in corso l'iter autorizzativo.

Per quanto riguarda il gas Enel ha concluso da qualche anno la realizzazione di 5 centrali a ciclo combinato che hanno sostituito gli impianti tradizionali a gas, aumentando l'efficienza e riducendo le emissioni. Enel, con la società Nuove Energie, sta inoltre portando avanti un progetto di realizzazione di un rigassificatore da 8 miliardi di metri cubi a Porto Empedocle (Agrigento), il cui iter autorizzativo è alla fase finale. L'impianto permetterà di importare il gas in Italia in forma liquida, attraverso apposite navi metaniere, riportarlo poi allo stato gassoso e immetterlo nella rete di distribuzione.

Aumenta in questi anni anche l'attenzione agli aspetti etici, riconosciuta a livello mondiale con l'inclusione di Enel nei più prestigiosi indici borsistici che tengono conto dell'impegno delle aziende nella Corporate Social Responsibility.

Concluso l'adempimento degli obblighi previsti dalla legge italiana con la cessione di Terna (la società che gestisce la rete nazionale di trasmissione), Enel si dedica a una strategia di internazionalizzazione, finalizzando acquisizioni di grande importanza come quella di Slovenské elektrárne (SE) maggior produttore di energia elettrica della Slovacchia e secondo dell'Europa Centro-orientale, di alcune società di distribuzione in Romania, della Genco Russa Ogk 5 e della società elettrica spagnola Endesa.

A fine 2006 viene presentato un piano a favore dell'ambiente, che prevede investimenti per nuove fonti rinnovabili e per la ricerca e l'applicazione delle migliori tecnologie di abbattimento delle emissioni. In questo ambito, Enel è impegnata sul fronte della cattura e sequestro dell'anidride carbonica con alcuni progetti d'avanguardia, tutti basati sulla tecnologia di cattura post-combustione. Considerati dalla Commissione Europea tra i più interessanti in questo filone, questi progetti hanno per obiettivo la generazione di elettricità da fonti fossili con "emissioni zero" tramite la cattura dei fumi esausti alla ciminiera e la separazione dell'anidride carbonica che, trasformata in liquido, potrebbe così essere stoccata in sicurezza in formazioni geologiche adatte come acquiferi salini o giacimenti esausti di metano o petrolio.

A fine 2008/inizio 2009, Enel inizia a dismettere una serie di attività per ridurre l'indebitamento finanziario, aumentato negli ultimi mesi, per effetto dell'acquisizione del 92% del capitale di Endesa, tra cui Enel Linee Alta Tensione S.r.l. (rete di trasmissione elettrica ad alta tensione), ceduta da Enel Distribuzione S.p.A., nel dicembre 2008 a Terna S.p.A., ed Enel Rete Gas S.p.A.[28][29] (che manterrà comunque una quota di minoranza), il 29 maggio 2009 Enel Distribuzione cede per 480 milioni di euro l'80% di Enel Rete Gas alla cordata F2i Reti Italia S.r.l. formata da F2I (75%) ed Axa Private Equity (25%). Ora il contratto dovrà essere approvato da AGCM e da AEEG.[30]

Bilancio 2013[modifica | modifica sorgente]

Nel 2013 Enel ha realizzato un fatturato di 80.53 miliardi di euro, di cui:

  • 30.93 miliardi da Iberia e America Latina
  • 22.91 miliardi da Generazione ed Energy Management
  • 16.92 miliardi da Mercato
  • 7.73 miliardi da Attività Internazionali
  • 7.69 miliardi da Infrastrutture e Reti
  • 2.82 miliardi da Energie rinnovabili

Elisioni da sottrarre per 8.5 miliardi.

Ebitda di 17.01 miliardi, Ebit di 9.94 miliardi (contribuiscono in maggior parte Iberia e America Latina con 3.83 miliardi, Infrastrutture e Reti con 3.02 mld, Energie Rinnovabili con 1.71 mld), utili per 3.25 miliardi.

52.83 miliardi di patrimonio netto, indebitamento finanziario netto di 39.86 miliardi, il valore residuo di immobili, impianti e macchinari ammonta a 81.05 miliardi, 71.394 dipendenti.

Ha prodotto 286.1 TWh di energia (33% da rinnovabili, 29% da carbone, gas 14%, nucleare 14%, olio 10%), distribuiti 404 TWh, ha venduto 8.6 miliardi di metri cubi di gas naturale e 91.72 miliardi di KWh.

In Italia ha un numero medio di clienti pari a 27.81 milioni e 1.13 milioni di km di rete di distribuzione.

Fonti: Bilancio Enel al 31.12.13

Le tariffe[modifica | modifica sorgente]

Le tariffe italiane, in alcuni casi, sono più care della media europea[senza fonte], anche perché[senza fonte] l'Italia produce la sua elettricità per il 60% con idrocarburi[31], mentre nel resto d'Europa, una percentuale similare è prodotta con il carbone e il nucleare[32]. L'Autorità per l'energia elettrica e il gas fissa le tariffe ogni 3 mesi sulla base dell'andamento dei prezzi dei combustibili. Una parte consistente della bolletta elettrica è composta di tasse nazionali e imposte degli enti locali. A seguito della completa liberalizzazione del mercato elettrico anche per i clienti domestici, avvenuta il 1º luglio 2007, Enel ha lanciato una serie di offerte commerciali rivolte alle famiglie. La più recente "Energia tutto compreso", consente ai clienti di sapere con certezza quanto andranno a pagare in bolletta, in base alla taglia dei consumi che loro stessi scelgono.

Il Progetto E-mobility Italy[modifica | modifica sorgente]

Nel novembre 2009 è partito in Italia il Progetto E-mobility Italy, una sperimentazione basata su una flotta di 100 Smart ED. Le auto sono state distribuite nelle città di Roma, Pisa e Milano. La sperimentazione, in collaborazione con Daimler, intende verificare la possibilità di utilizzare le Smart ED per gli spostamenti in ambito urbano con veicoli elettrici. Per la ricarica dei veicoli si utilizzano le colonnine installate da Enel, che funzionano secondo lo schema di funzionamento dei contatori elettronici domestici che Enel ha installato nelle case italiane.

Enel Cuore Onlus[modifica | modifica sorgente]

Enel Cuore è la ONLUS italiana, costituita da Enel per coordinare e gestire i fondi dell'azienda destinati alla beneficenza e alla solidarietà. Sostiene progetti nel campo dell'assistenza sociale, della salute, dell'educazione, e dello sport.

I fondi dell'Associazione derivano dalle "liberalità" di Enel e di altre società da essa controllate. La Onlus opera in Italia e all'estero e cooperando con le persone, gli enti non profit, il mondo del volontariato e le istituzioni.

Correnti musicali[modifica | modifica sorgente]

L'iniziativa Correnti musicali, voluta dall'azienda (che già dal 2003 ha dimostrato l'interesse per il panorama musicale divenendo socio fondatore dell'Accademia Santa Cecilia), consiste nel trasformare le centrali elettriche in palcoscenici musicali. Gli artisti che si sono esibiti nel 2010 sono Patty Pravo, Noemi, Simone Cristicchi e Irene Grandi.[33]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Global 500 2013: Full List - Fortune
  2. ^ Profitti in calo per Enel. Il titolo soffre in Borsa in repubblica.it, 8º marzo 2012. URL consultato il 8º marzo 2012.
  3. ^ Bilancio consolidato del 2012
  4. ^ [1] www.enel.it
  5. ^ Il primo acronimo proposto, ENEEL, ovvero Ente Nazionale per l'Energia ELettrica, fu presto abbandonato a favore di Enel (Ente Nazionale Energia ELettrica).
  6. ^ Azienda - Enel.it
  7. ^ [2]
  8. ^ Gli atti del convegno sono pubblicati in Le baronie elettriche, Laterza, Bari, 1960.
  9. ^ Ripompaggio dell'acqua. Nelle centrali idroelettriche dotate di bacino sia a monte che a valle e in cui, per mezzo di pompe o turbine reversibili, si riporta l'acqua dal bacino a valle a quello a monte aiutando la rete di distribuzione nei momenti quotidiani di maggior richiesta di energia. Vedi la voce Centrale idroelettrica.
  10. ^ Alpiq Italia: La storia di Atel (Aar e Ticino SA di Elettricità)
  11. ^ Rezia Energia Italia - In breve
  12. ^ (EN) http://www.verbund.at/cps/rde/xchg/internet/hs.xsl/153_154.htm
  13. ^ ENEL Green Team
  14. ^ Idro fluente. Impianto che non dispone di bacino a monte e viene installato lungo un corso d'acqua; principio usato in passato nei mulini ad acqua. Vedi la voce Piccolo idroelettrico
  15. ^ http://www.enel.it/eWCM/salastampa/comunicati/11086-1_PDF-1.pdf
  16. ^ Acciona (Entrecanales) esce in cambio di impianti nelle rinnovabili per 2,9 miliardi. Mediobanca advisor
  17. ^ Enel abbandona il nucleare in Francia. Avrà un rimborso di 613 milioni - Il Fatto Quotidiano
  18. ^ Azienda - Enel.it
  19. ^ {{http://www.consob.it/main/documenti/assetti_proprietari/semestre1-2014/117467_Az.html?filedate=05/06/2014&sem=/documenti/assetti_proprietari/semestre1-2014/117467_Az.html&docid=0&link=Pie-chart+Capitale+ordinario%253D%252Fdocumenti%252Fassetti%252Fsemestre1-2014%252F117467_TOrdDich.html%253B+Pie-chart+Capitale+votante%253D%252Fdocumenti%252Fassetti%252Fsemestre1-2014%252F117467_TVotDich.html&nav=false}}
  20. ^ Enel, Consiglio di Amministrazione
  21. ^ Enel: primo cda nomina Starace amministratore delegato
  22. ^ ENEL: L'ASSEMBLEA APPROVA IL BILANCIO 2013 E NOMINA IL NUOVO CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
  23. ^ Azienda - Enel.it
  24. ^ STORIA
  25. ^ [3]
  26. ^ Enel Servizi - Enel.it
  27. ^ ENEL Sole
  28. ^ Enel: Al Via Cessione Rete Gas, Domani Avviso Vendita - Economia - Excite Italia
  29. ^ Kataweb NewsControl
  30. ^ Enel cede 80% di Rete Gas a F2I e Axa - Il Sole 24 ORE
  31. ^ IEA - Electricity/Heat in Italy in 2008
  32. ^ IEA - Electricity/Heat in European Union - 27 in 2008
  33. ^ Correnti musicali

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]