Dispacciamento

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In ingegneria elettrica il dispacciamento è l'attività diretta ad impartire disposizioni per l'utilizzazione e l'esercizio coordinato degli impianti di produzione e della rete di trasmissione dell'energia elettrica, nonché dei servizi ausiliari.[1][2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Nel settore dell'energia elettrica è il servizio che copre in ogni istante l'equilibrio tra la domanda e l'offerta di energia elettrica. Ciò si rende necessario perché l'energia elettrica prodotta non conviene immagazzinarla, è quindi necessario un sistema di monitoraggio che fornisca il valore di quanta energia è necessario produrre, istante per istante, con continuità e sicurezza per il territorio.

Ogni stato ha un suo sistema di gestione; per esempio quello italiano è interconnesso a quello degli altri stati europei, ed è coordinato dal Centro nazionale di controllo che tiene sotto controllo 293 linee elettriche, di cui 3 cavi sottomarini, 281 linee nazionali a 380 kV e 9 interconnessioni tra l'Italia e altri stati.[2] Sempre in Italia, il mercato del servizio del dispacciamento è gestito da Terna. Il prezzo dispacciamento (PD) viene fissato ogni tre mesi dall'Autorità per l'energia.[3]

Il sistema di dispacciamento italiano[modifica | modifica wikitesto]

Dispacciamento - Sala controllo

Il dispacciatore italiano nacque negli anni 70' per migliorare l'efficienza e per ottimizzare il sistema elettrico italiano. L'Italia consuma più energia di quanto ne produca, pertanto oltre al controllo dei centri di produzione il dispacciatore deve controllare e programmare gli scambi energetici con l'estero. Tutti gli stati confinanti sono interconnessi con la rete elettrica italiana tramite elettrodotti a 400kV.

Il dispacciamento italiano, nella sua architettura iniziale, era costituito da un centro nazionale di controllo (CNC) situato a Roma in località Fidene, più otto centri di ripartizione e controllo (CRC) ubicati a Roma, Milano, Torino, Napoli, Cagliari, Palermo, Venezia e Firenze. La prima versione del sistema informatico che controlla il dispacciamento italiano venne realizzato dalla società Rockwell International ed era basato sull'elaboratore DECsystem 10 per quanto riguarda il CNC, mentre i ripartitori (CRC) erano basati su elaboratori della famiglia Digital PDP-11. Una delle caratteristiche principali del sistema era che il ripartitore di Milano era l'unico in grado di prendere il controllo al posto di quello romano, nel caso quest'ultimo perdesse alcune o tutte le funzionalità per guasto, attentato o disastro atmosferico e/o ambientale.

Il cuore del software del dispacciatore è denominato LFC (Load Frequency Control = Controllo Carico Frequenza). Uno dei parametri fondamentali da tenere sotto controllo è infatti la frequenza della rete (50Hz); una eccessiva deviazione da tale frequenza infatti è un segnale predittivo di crisi estremamente importante a seguito del quale la rete elettrica deve reagire incrementando la produzione, oppure operando stacchi di emergenza per evitare il distacco ad opera delle protezioni di sottofrequenza ubicate nei centri di produzione. Una particolarità della prima versione del dispacciatore italiano fu quella di poter operare il controllo verso il CRC di Cagliari esclusivamente in tensione e non in frequenza, a quei tempi infatti l'unica interconnessione di potenza fra il continente e la Sardegna era costituita da un cavo sottomarino in corrente continua, che da Piombino andava verso lo stretto di Bonifacio; le carte nautiche riportavano degli avvisi a proposito del percorso del cavo, dove le bussole potevano risultare inattendibili per effetto del forte campo magnetico.

Il sistema ha subito negli anni numerose modifiche, la prima, negli anni novanta è stata essenzialmente di rinnovamento hardware e software, che lo ha portato ad adottare elaboratori tecnologicamente più avanzati rispetto ai precedenti (Digital VAX 9630 e successivamente Alpha 10000).

Successivamente, l'avvento del mercato libero dell'energia e la massiccia introduzione nella rete di piccoli produttori, ha portato il dispacciatore ad essere un sistema in continua e rapida evoluzione, in modo da poter stare al passo con la dinamicità della rete elettrica. I ripartitori sono passati da otto a quattro e sono state adottate nuove tecnologie di analisi e rilevamento dei dati della rete, in grado di trasmettere i dati salienti al centro di controllo di Roma molto più velocemente (sistema SCADA di tipo WAMS[4]). Grazie alle nuove reti basate su tecnologia IP e agli apparati di acquisizione PMU (Phasor measurement unit), i sistemi di dispacciamento possono arrivare a ricevere un pacchetto con i dati di ogni punto nevralgico della rete ogni 20ms, cioè ad ogni ciclo, contro i due secondi degli albori di tali tecnologie.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Raymond Zreick, Energia elettrica: che cos'è il dispacciamento?, Focus, 19 marzo 2014. URL consultato il 18 aprile 2015.
  2. ^ a b Dispacciamento, Terna. URL consultato il 18 aprile 2015.
  3. ^ Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico, Dispacciamento. URL consultato il 18 aprile 2015.
  4. ^ (EN) Lawrence Broski, Sethuraman Ganesan and Dr. Daniel Karlsson, WAMS: Monitoring, Protection and Beyond, Electric Energy Online, febbraio 2005. URL consultato il 18 aprile 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]