Leopold Müller

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Leopold Müller al Geomechanik Kolloquium 1966 a Salisburgo

Leopold Müller (Salisburgo, 7 gennaio 1908Salisburgo, 1º agosto 1988) è stato un geologo austriaco.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Dopo esser cresciuto a Salisburgo, vive in città e studia al liceo con il futuro direttore d'orchestra Herbert von Karajan. Poi studia a Vienna e studia alla Technische Universität Wien Müller è tuttora considerato un pioniere della geomeccanica e della geologia applicata. Poi si iscrive a ingegneria e infine si laurea con lode e diventa dottore in Scienze Tecniche, tra il 1930 e il 1935 si occupa della costruzione della Großglockner-Hochalpenstraße, poi nel dopoguerra diventa direttore dei lavori sull'autostrada tedesca Bundesautobahn 8 e poi constribuisce alla costruzione della centrale idroelettrica di Kaprun costruita a partire dal 1938 al 1955. Inoltre si occupa del restauro della Hohensalzburg e dell'Herkules a Kassel (Germania). Dal 1959 viene designato dalla SADE per lo studio della diga del Vajont e del monte Toc dato che Giorgio Dal Piaz era ormai troppo vecchio e la frana del Toc era a rischio di cadere nel lago. Già nel 1961 quando misure cautelative non rispondono ormai più alla sicurezza assoluta e l'unica possibilità è l'abbandono del progetto dichiara:[1]

« [...] Quando aumenta il livello del lago una più grande zona di roccia viene plastificata dalla presenza d'acqua; la roccia milonitizzata si rammollisce e l'argilla entro le fessure diventa lubrificante. La mobilità della montagna viene in conseguenza ancora una volta aumentata. La parte di massa di frana che si trova nella falda d'acqua è soggetta ad una spinta verso l'alto. Questa sottospinta corrisponde ad una diminuzione di peso ed influenza l'equilibrio delle masse in un senso sfavorevole. La pressione dell'acqua entro le fessure tende ad allontanare le parti in cui è suddivisa la roccia ed ha un effetto di allentamento.

Questo effetto è tanto più grande quanto più alto è il livello della falda d'acqua. [...] Poiché la falda d'acqua viene influenzata dal livello nel serbatoio e dalle oscillazioni di esso, anche tutti i fattori sopracitati [...] vengono influenzati direttamente dal livello del serbatoio. [...] Da ciò risulta che l'influenza di precipitazioni sarà tanto più grande quanto più grande sarà il livello del lago. »

E emise questa sentenza:

« A mio parere non possono esistere dubbi su questa profonda giacitura del piano di slittamento o della zona limite. Il volume della massa di frana deve essere quindi considerato di circa 200 milioni di metri cubi. »

Il 9 ottobre 1963 avvenne il disastro che provocò la morte di circa 2 000 persone a causa di una frana lunga km di oltre 270 milioni  di rocce e terra provocando lo spostamento di 25 milioni di metri cubi d'acqua e partecipa quindi come tecnico della SADE al processo del Vajont che si tenne all'Aquila dal 1964 al 1971[2]. Inoltre dal 1965 viene chiamato dal professore e politico tedesco Hans Leussink a insegnare alla Karlsruher Institut für Technologie dove insegna meccanica delle rocce e geotecnica. Tiene 300 conferenze in vari Paesi europei e ospite in vari convegni negli Stati Uniti, Italia, Giappone e Cina. Inoltre partecipa alla costruzione di tunnel a Francoforte, Norimberga, Monaco, Bochum e Dortmund. Nel 1977 riceve la laurea ad honorem dall'Università di Salisburgo in ingegneria geotecnica e in geotecnica delle rocce. Muore a Salisburgo a 80 anni d'età.

La diga di Kaprun (Austria) costruita dal 1938 al 1955.
La diga del Vajont, studiata da Müller dal 1959 al 1963, fino al disastro del Vajont.
La frana del monte Toc che causò il disastro del Vajont con la cossidetta "M" di Müller.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Le indagini del prof. Leopold Muller
  2. ^ Partecipanti al processo del Vajont

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 109528599 LCCN: n82081255

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