Centrale termoelettrica di Porto Tolle

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La centrale.

La centrale termoelettrica di Porto Tolle, situata sul delta del Po in prossimità dell'omonimo comune, è un grande impianto (ai primi posti in Europa) di produzione di energia elettrica di proprietà di Enel S.p.A..

Divisa in quattro gruppi da 660 MW l'uno, ha dunque una potenza nominale totale di 2,640 MW e può generare circa l'8% del fabbisogno italiano di energia elettrica.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'impianto è composto da quattro gruppi costruiti tra il 1980 e il 1984:

  • 1ª unità: 9 ottobre 1980;
  • 2ª unità: 3 giugno 1981;
  • 3ª unità: 23 giugno 1982;
  • 4ª unità: 25 gennaio 1984.

Le caldaie (così come le turbine a vapore) sono di produzione Franco Tosi S.p.A. mentre il loro montaggio fu affidato alla società Fochi per le caldaie dei gruppi n° 1 e n° 2 e alla società Fontana montaggi & costruzioni per quelle dei gruppi n° 3 e n° 4.

Le turbine a vapore di tutti i quattro gruppi furono assemblate invece dalla Turbo S.p.A. di Belluno.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

Combustibile[modifica | modifica sorgente]

Il combustibile utilizzato è dal 1995, secondo un decreto del Presidente del Consiglio Dini, l’Orimulsion, prima di esso veniva utilizzato gasolio STZ allo 0,25% in zolfo.

È stato calcolato che attualmente il consumo è di 138 tonnellate ogni ora.

Il 5 gennaio 2011 è stata autorizzata la sua conversione a carbone da parte della Direzione generale per l’energia nucleare, le energie rinnovabili e l’efficienza energetica del Ministero per lo sviluppo economico d'intesa con la Regione Veneto[1].

Il 17 maggio 2011 con sentenza del Consiglio di Stato viene annullata la decisione del Tar del Lazio di un anno fa che con il decreto del 29 luglio 2009 del Ministero dell’Ambiente aveva dato parere positivo alla Via, "Valutazione di impatto Ambientale" per la nuova opera. «Di conseguenza viene travolto anche il provvedimento del ministero dello Sviluppo economico con cui si autorizza la conversione dell'impianto.

Conversione energetica[modifica | modifica sorgente]

Il vapore prodotto dal generatore a pressione supercritica ad attraversamento forzato è convertito in energia meccanica da una serie di turbine ad azione e reazione ad asse unico raffreddate ad acqua.

Caratteristica tecnica dell'impianto Misura
frequenza della turbopompa 87 Hz
Portata della turbopompa 611 kg/s
Potenza nominale della turbopompa 29 MW
Pressione all'uscita della pompa. 37,1 MPa
Portata del combustibile al carico nominale 38,3 kg/s
Portata del vapore al surriscaldatore 575 kg/s
Pressione all'uscita del surriscaldatore. 26 MPa
Spillamenti lungo la turbina. 7
Potenza massima continua prevista della turbina 677 MW
Potenza massima di punta della turbina 739 MW
Pressione del vapore principale alla turbina 24,7 MPa
Temperatura del vapore principale alla turbina 538 °C
Pressione del vapore risurriscaldato alla turbina 3,8 MPa
Temperatura del vapore risurriscaldato alla turbina 538 °C
Pressione all'uscita della turbina kPa
Potenza complessa dell'alternatore 750 MVA
Tensione elettrica nominale dell'alternatore 20 kV
Corrente elettrica nominale dell'alternatore 21,6 kA
Frequenza dell'alternatore 50 Hz
Fattore di potenza dell'alternatore 0.9
Rapporto di corto circuito dell'alternatore 0.45
Numero per sezione dei trasformatori principali 2
Potenza complessa di ciascun trasformatore principale 370 MVA
Rapporto di trasformazione dei trasformatori principali 0.05
Consumo specifico netto dei trasformatori principali 2.42

Ciminiera[modifica | modifica sorgente]

I gas combusti sono espulsi in atmosfera attraverso una gigantesca ciminiera alta 250 metri e composta da 4 condotti, in modo da disperdere efficacemente le particelle inquinanti.

Tale costruzione risulta essere la struttura in muratura più alta in Italia e la seconda più alta fra quelle artificiali dopo il trasmettitore di Caltanissetta.

Inquinamento[modifica | modifica sorgente]

La centrale di Porto Tolle impiega grandi quantità di combustibile, e conseguentemente produce notevoli quantità di agenti inquinanti sia in forma gassosa che in forma solida. L'emissione generalmente considerata più dannosa a livello di impatto globale è quella di emissione di gas serra[senza fonte]: si calcola che la centrale produca circa dieci milioni di tonnellate di anidride carbonica all'anno[senza fonte].

I principali agenti inquinanti che possono essere liberati in aria per legge sono:

  • Gruppi 1-2-3
    • SO2: 3.400 Mg/Nm3
    • NOx: 800 Mg/Nm3
    • Polveri: 120 mg/Nm3
    • CO: 250 mg/Nm3
  • Gruppo 4
    • SO2: 400 Mg/Nm3
    • Nox: 200 Mg/Nm3
    • Polveri: 50 mg/Nm3
    • CO: 250 mg/Nm3

Tali limiti non sono però stati rispettati per via degli studi sulla conversione a Orimulsion o carbone, per cui è stata condannata; i reati per cui è stata emessa condanna sono quelli di getto pericoloso di cose (art.674 C.P.) e peggioramento delle emissioni, art.13 co.5 del D.P.R. 24 maggio 1988 n°203.

La sospensione dell'attività però è stata derogata dal Ministero delle attività produttive con decreto legge n. 281 del 23 dicembre 2003, per il forte timore della possibilità di nuovi black out dopo quello del 28 settembre 2003 che ha lasciato l'Italia al buio per ore[senza fonte].

Nel 2010, il Presidente della regione Veneto, Giancarlo Galan, ha proposto la riconversione della centrale a gas a centrale nucleare[2] in seguito all'intenzione espressa dalle autorità nazionali di reinvestire in tale senso, poi sospesa in seguito al disastro di Fukushima Dai-ichi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Energia: autorizzata conversione a carbone della Centrale di Porto Tolle (Rovigo).
  2. ^ G.d.V. 21.03.10

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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