Sapienza - Università di Roma

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Coordinate: 41°54′12″N 12°30′57″E / 41.903333°N 12.515833°E41.903333; 12.515833

Sapienza
Università di Roma
Uniroma1.png
Stato Italia Italia
Città Roma
Altre sedi Civitavecchia, Latina, Cisterna di Latina, Terracina, Pomezia, Rieti, Bracciano, Buenos Aires, Malindi
Nome latino Studium Urbis
Motto Il futuro è passato qui
Fondazione 1303
Tipo Pubblica
Rettore prof. Luigi Frati
Studenti 107 327 (a.a. 2012/13[1])
Dipendenti 19 631
Colori 600px Oro e Rosso.png Oro e rosso
Affiliazioni UNICA, UNIMED
Sport CUS Roma
Sito web www.uniroma1.it
 
Francobollo commemorativo del 1989
Francobollo celebrativo del VII centenario della fondazione

La Sapienza - Università di Roma (già Università degli Studi di Roma "La Sapienza"), colloquialmente La Sapienza,[2] è una delle più antiche università italiane, nata per volontà di papa Bonifacio VIII che il 20 aprile 1303 con la bolla pontificia "In suprema praeminentia dignitatis" istituì a Roma lo "Studium Urbis". Con 129.500 iscritti nel 2010 è la terza più grande università d'Europa e la quarantatreesima al mondo per numero di iscritti.

A seguito della riorganizzazione del 2010, conta undici facoltà,[3] oltre 60 dipartimenti, ventuno musei e più di cinquanta biblioteche. Il rettore in carica per il quadriennio 2008-2012 è stato Luigi Frati.

Oltre alle numerose sedi periferiche a Roma, l'Università dispone di un polo succursale a Latina. Gli immobili di proprietà o concessi in uso perpetuo dal demanio sono oltre cento, di cui trentotto dentro la Città Universitaria, e il resto distribuiti all'interno di Roma. La Sapienza è inoltre collegata con due policlinici universitari, il Policlinico Umberto I e l'Ospedale Sant'Andrea, per le attività didattiche e di ricerca relative alla medicina. La Città universitaria occupa circa 439.000 metri quadrati di superficie.

Secondo la Academic Ranking of World Universities, la Sapienza risulta nel 2010 fra i tre atenei più importanti d'Italia,[4] insieme all'Università Statale di Milano e all'Università di Pisa. Nella classifica delle università europee è tra il trentaquattresimo e cinquantaseiesimo posto.

Nel 2013 la Sapienza è l'unica università italiana a comparire tra le prime cento migliori del mondo secondo la classifica internazionale elaborata dal Center for World University Rankings, collocandosi al 62º posto[5]. Nel 2009 secondo la Times Higher Education – QS World University Rankings la Sapienza -per poche posizioni- non rientrava fra le 200 migliori università del mondo, mentre l'unica italiana a comparire in tale classifica era l'Università di Bologna, sorpassando in tal senso la Sapienza- la quale manteneva comunque il secondo posto come migliore Università italiana.[6]

Buona parte della classe dirigente italiana (e di quella europea) si è formata alla Sapienza.[7][8][9][10]

Indice

Storia[modifica | modifica sorgente]

Fondazione dello Studium Urbis[modifica | modifica sorgente]

1934: il cortile del Palazzo della Sapienza, opera di Giacomo della Porta, con la cappella di Sant'Ivo del Borromini, che sarà sede dell'Università di Roma fino al 1935

Nel XIV secolo operano a Roma diverse istituzioni scolastiche ma senza un ente ufficialmente riconosciuto ed esterno alla corte papale. Con la bolla di Bonifacio VIII In Supremae praeminentia Dignitatis del 20 aprile 1303, viene istituita la prima università di Roma, Studium Urbis. I finanziamenti iniziali giungono dalla tassazione del vino forestiero, oltre alla beneficenza di alcuni nobili romani. Quando la sede pontificia viene spostata ad Avignone, la gestione dell'università viene lasciata al Comune di Roma.

Durante tutto il periodo rinascimentale diversi papi ne richiedono al Comune l'incremento del corpo docente, con l'inserimento prosecutivo di nuove cattedre. Inoltre vengono acquistati diversi edifici del rione Sant'Eustachio, dove durante il Seicento viene costruita la nuova sede, voluta da Alessandro VII, fondatore tra l'altro della stessa Biblioteca Alessandrina, ancora oggi in piena attività; la sede è istituita presso il Palazzo della Sapienza. Infatti da soli dieci anni, il nome "Sapienza" era diventato quello ufficiale. Dopo alcuni anni, Francesco Borromini costruì la chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza, la quale, sul portone principale, reca scritto Initium sapientiae timor Domini.

Riforme napoleoniche[modifica | modifica sorgente]

Diverse furono le riforme successive, fra cui le più note quelle di Benedetto XIV (1748) e della Repubblica Romana (1798), ma di fondamentale importanza fu quella introdotta dai francesi stanziatisi a Roma dopo la conquista: l'università viene infatti uniformata alla legislazione imperiale francese, e la sede viene spostata al Palazzo del Collegio Romano, per volontà del rettore Giovanni Ferri de Saint-Constant (1811-1815).

Avvento del Regno d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Durante la fase di passaggio fra lo Stato Pontificio e il Regno d'Italia, garante dell'istituzione fu Terenzio Mamiani, che riuscì a laicizzare l'università e a mantenerne comunque l'alta efficienza e tradizione culturale. Con lettera del consigliere per la Giunta provvisoria del Governo del 3 ottobre 1870, si nomina primo rettore Clito Carlucci, che resta in carica fino al 1872, quando la Camera dei deputati estese alcuni articoli della legge Casati all'ateneo romano e con decreto del 27 agosto 1872 l'Università viene inquadrata nella legislazione nazionale. Carlucci attua profonde riforme nella vita universitaria, prima tra tutte l'istituzione di un Istituto di Fisiopatologia, nel quale vennero creati gli insegnamenti di Fisiologia Sperimentale, Istologia e Anatomia Patologica.

Fu creato un laboratorio per le esercitazioni chimiche e farmaceutiche e si dotarono il più possibile i gabinetti scientifici già esistenti, soprattutto quelli di Mineralogia, Geologia e Paleontologia. Furono poi istituite molte altre cattedre sia nell'area del diritto che in quella economica e perfino un insegnamento di Storia Moderna, cosa che sarebbe stata inconcepibile nel precedente sistema di governo. La Sapienza subisce varie crisi, in concomitanza con il primo conflitto mondiale, a causa degli scontri fra sostenitori dell'interventismo e della neutralità.

La Città Universitaria di Roma, realizzata su progetto urbanistico di Marcello Piacentini ed inaugurata nel 1935, in una foto del 1938

All'inizio del ventennio fascista, esattamente nell'ottobre 1931, è istituito l'obbligo di giurare fedeltà al Duce per tutti i docenti universitari: tre di questi si rifiutarono e persero la cattedra (Ernesto Buonaiuti di Storia del Cristianesimo, Giorgio Levi Della Vida di Studi Orientali, Gaetano De Sanctis di Storia Antica).

Nel 1935, al completamento dei lavori pianificati dall'architetto razionalista Marcello Piacentini, la nuova Città Universitaria viene inaugurata alla presenza del re e della regina.

Il delitto di Marta Russo

La lapide in ricordo di Marta Russo.

Nel 1997 un fatto di sangue segna la storia della Sapienza: la giovane studentessa Marta Russo, dopo essere uscita dalla lezione di diritto costituzionale, viene uccisa il 9 maggio nel vialetto situato tra le Facoltà di Giurisprudenza, Scienze Politiche e Scienze Statistiche. Il fatto scosse a lungo l'opinione pubblica italiana e diede vita a un controverso caso giudiziario. Nel 2003 due assistenti dell'Istituto di Filosofia del Diritto, Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro, vengono condannati con sentenza definitiva, il primo a cinque anni e quattro mesi di reclusione per omicidio colposo e il secondo a quattro anni e due mesi per favoreggiamento.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Omicidio di Marta Russo.
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Dal dopoguerra al '68[modifica | modifica sorgente]

Dopo il secondo conflitto mondiale, l'università riprese rapidamente la sua attività. Il 27 aprile 1966 attivisti neofascisti del raggruppamento "Caravella" (sezione del FUAN) provocano violenti incidenti all'interno della Facoltà di Lettere e Filosofia in occasione del rinnovo dell'organismo rappresentativo degli studenti (ORUR).

Nei tafferugli viene colpito Paolo Rossi, studente di architettura iscritto al PSI che precipita dal muretto che delimita la parte destra della sommità della scalinata della Facoltà di Lettere, morendo poi nella notte. Dopo alcuni giorni, il 2 maggio 1966, come richiesto da diversi membri del Parlamento, il rettore Ugo Papi diede le dimissioni, caso unico nella storia plurisecolare della Sapienza. Altri scontri si hanno due anni dopo nella cosiddetta "battaglia di Valle Giulia", ancora oggi sede della Facoltà di Architettura.

Il 1977[modifica | modifica sorgente]

La Sapienza diviene un punto di riferimento nazionale del movimento studentesco del '68 e rimane un luogo di fermento politico per tutti gli anni settanta. In particolare la Sapienza è luogo di grande agitazione durante il 1977 in occasione dello sviluppo del movimento che prende il nome da quell'anno. L'ateneo infatti è teatro di scontri il 17 febbraio durante il comizio del segretario della CGIL Luciano Lama, quando gli studenti della sinistra extraparlamentare contestano violentemente l'iniziativa del sindacato di irrompere nella città universitaria occupata dal movimento.

Dal 2006[modifica | modifica sorgente]

Dal novembre 2006 la Sapienza adotta un nuovo sistema di identità visiva: nel logo la Minerva è stata sostituita da un cherubino, che rimanda all'originaria sede del Palazzo della Sapienza. Vi è stata anche l'eliminazione dell'articolo "La". La nuova denominazione dell'università è "Sapienza Università di Roma".

Dopo la riorganizzazione strutturale del 2010 conta undici facoltà,[3] oltre 60 dipartimenti, ventuno musei e cinquanta biblioteche.

Sedi[modifica | modifica sorgente]

Città universitaria[modifica | modifica sorgente]

L'Aula Magna del Rettorato, realizzata tra il 1933 e il 1935 su progetto di Marcello Piacentini. Sullo sfondo l'affresco di Mario Sironi del 1935 L'Italia tra le Arti e le Scienze.

La città universitaria è stata realizzata da una serie di architetti di stampo razionalista durante gli anni trenta, nel pieno del ventennio. L'opera, fortemente voluta da Mussolini affinché anche la capitale d'Italia avesse il suo centro universitario, s'inquadrava nell'opera di restauro che coinvolse la città fino a tutto il secondo dopoguerra. La città venne inaugurata il 31 marzo 1935 alla presenza del re Vittorio Emanuele III.

L'entrata principale è situata in piazzale Aldo Moro (al civico 5), dove ha sede anche il limitrofo Consiglio Nazionale delle Ricerche. Un grande portale permette di accedere all'interno della città, costituita da una serie di palazzi ed edifici idealizzati per la fruizioni di studenti e professori. Le altre entrate sono poste su tutti i lati del muro che divide l'interno della sede universitaria dal resto della città. Verso nord si trova l'ospedale policlinico "Umberto I", gestito direttamente dall'Università, e parte integrante delle sue strutture; vi hanno sede le facoltà mediche e chirurgiche principali. La prospettiva è sviluppata in modo tale da far emergere la figura della Minerva, opera di Arturo Martini, uno dei simboli principali della Sapienza, raffigurata da una statua bronzea eretta su una vasca d'acqua posta di fronte al Palazzo del Rettorato, opera di Marcello Piacentini.

Un viale porta dall'ingresso principale al piazzale della Minerva, sui cui lati sono situati alla destra i palazzi di Ortopedia e poi di Chimica, e alla sinistra i palazzi di Igiene e Fisica. Nell'edificio principale hanno sede invece gli uffici del Rettorato, la Biblioteca Alessandrina e l'Aula Magna. A destra si trova il Palazzo di Lettere, sede principale della facoltà di Lettere e Filosofia. A sinistra del Rettorato si trova invece il Palazzo di Giurisprudenza, dove si trovano le facoltà di Giurisprudenza, Scienze Politiche e Scienze Statistiche. All'estrema destra del Rettorato, sempre su piazzale della Minerva, l'edificio di Matematica realizzato da Giò Ponti nel 1934. All'interno della città si trovano anche un asilo nido, diversi bar, uffici bancari (Banca di Roma) e postali, moltissime biblioteche e musei aperti al pubblico. Notevole è la grande Cappella Universitaria dedicata alla Divina Sapienza, affidata ai padri gesuiti.

Palazzi[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

Con le sue numerose biblioteche, l'Università è sede del Polo SBN, che coordina e gestisce. La Biblioteca Universitaria Alessandrina, sempre all'interno dell'Università, è invece biblioteca responsabile del mantenimento del polo SBN delle biblioteche pubbliche statali di Roma.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Musei dell'università La Sapienza.
  • Museo di Botanica - Erbario
  • Museo Laboratorio di Arte Contemporanea
  • Museo di Arte e Giacimenti Minerari
  • Museo delle Antichità Etrusco-Italiche
  • Museo delle Origini
  • Museo di Anatomia Comparata
  • Museo di Anatomia Patologica
  • Museo di Antropologia
  • Museo di Chimica
  • Museo di Fisica
  • Museo di Geologia
  • Museo di Idraulica
  • Museo di Matematica
  • Museo di Merceologia
  • Museo di Mineralogia
  • Museo di Paleontologia
  • Museo di Zoologia
Museo dell'Arte Classica[modifica | modifica sorgente]

Fondato in origine a Palazzo Testaccio nel 1892 da Emanuel Löwy come Museo dei Gessi, essendo costituita da una gran gipsoteca per l'approfondimento degli studi di archeologia e storia dell'arte. Nel 1925 tutto il materiale venne ospitato presso il Convento di San Michele, e dieci anni dopo spostato nella sua sede attuale, il piano terreno del Palazzo di Lettere, nella Città Universitaria da poco fondata.

Oltre ad una vasta raccolta di impronte gemmarie, periodicamente vengono allestite mostre archeologiche. Si suddivide in più di cinquanta sale ordinate cronologicamente, con ampi tavoli per lo studio; inoltre nelle principali sale del Museo - come l'Odeion - si tengono anche alcune delle lezioni principali.

Museo di Mineralogia[modifica | modifica sorgente]

II 13 novembre 1804 papa Pio VII istituì il Museo di Mineralogia e Storia Naturale e nominò Carlo Giuseppe Gismondi (1762-1824) direttore e professore di Mineralogia. Il Museo fu inaugurato nel 1806 nella sua prima prestigiosa sede: il palazzo della Sapienza, oggi sede dell'Archivio di Stato. Il suo successore, Pietro Carpi (?-1861), acquisì la collezione privata del prefetto pontificio Monsignor Lavinio de' Medici Spada. Il vero "padre” del Museo fu Giovanni Strüver (1842-1915) che, chiamato a Roma da Quintino Sella nel 1873, riuscì ad acquisire altri 10.000 esemplari, frutto delle campagne di raccolta nel Lazio, nell'Isola d'Elba e nelle Alpi, nonchė di cambi e oculati acquisti. Nel 1935 Federico Millosevich (1875-1942), trasportò il Museo nella sua attuale sede, opera dell'architetto razionalista Piacentini.

Museo di Storia della Medicina[modifica | modifica sorgente]

Nel 1938 Adalberto Pazzini fonda una prima raccolta di oggi d'interesse storico-medico. Oggi il Museo di trova allestito su tre piani, con un diverso percorso per ogni livello, con la ricostruzione della bottega di uno speziere e di un alchimista, passando poi alla vera e propria storia della medicina, ed infine con una vasta rappresentazione delle applicazioni moderne della medicina.

Museo del Vicino Oriente[modifica | modifica sorgente]

Ospitato presso la sede delle missioni archeologiche in via Palestro 63, è attualmente diviso in due sezioni: Vicino Oriente ed Egitto. Contiene soprattutto reperti e materiali provenienti dalle missioni archeologiche universitarie svolte nel Vicino Oriente, come in Egitto (Antinoe, Tebe), Sudan (Sonqi, Jebel Barkal), Siria (Ebla), Palestina (Gerico), Fenicia, e più generalmente nel Mediterraneo.

Orto botanico[modifica | modifica sorgente]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Orto botanico di Roma.

L'Orto Botanico nasce come Giardino dei Semplici già nell'XI secolo, anche se in realtà il primo giardino connesso con l'Università venne fondato da papa Niccolò V nel 1477, poi trasferito nei pressi della Fontana dell'Acqua Paola. Alla fine del secolo, più esattamente nel 1492, l'orto fu allestito all'interno di Palazzo Salviati. Oggi si trova dietro l'Accademia dei Lincei, nella zona di Trastevere, anche se una buona parte della vegetazione è custodita nel'Orto Botanico della Città Universitaria.

Servizio di Ateneo per l'Energia[modifica | modifica sorgente]

Il Servizio si occupa della distribuzione e dell'equipaggiamento, oltre che del rifornimento, dell'energia in tutte le sedi accademiche, compresa la Città Universitaria. Fra i progetti in corso si ricordano la Microturbina, un impianto di trigenerazione (presso l'edificio di Farmacologia), la Cogenerazione, un progetto di cogenerazione per il Policlinico Umberto I e la Città Universitaria, ed infine una demo di indagini termografiche all'interno della stessa Città accademica.

Sedi secondarie[modifica | modifica sorgente]

Organizzazione[modifica | modifica sorgente]

Logo precedente dell'università.

Prima dell'approvazione del 17 novembre 2009 da parte del Senato accademico di un piano che ha portato ad una sostanziale riorganizzazione, l'università era organizzata in atenei federati che comprendevano al loro interno facoltà simili per argomenti di studio ed autonome nella gestione delle risorse.[11]

Le Facoltà[modifica | modifica sorgente]

Facoltà di Architettura[modifica | modifica sorgente]

La sede della facoltà di Architettura a piazza Borghese.

È la prima facoltà di Architettura istituita in Italia. Nel 2000 fu divisa in due diverse facoltà: la Prima facoltà di Architettura "Ludovico Quaroni", con presidenza nei pressi di piazzale Flaminio e la Facoltà di Architettura Valle Giulia; nell'ambito della riorganizzazione della Sapienza, dal 1º novembre 2010 è tornata a essere l'unica Facoltà di Architettura della prima Università di Roma e una delle maggiori in Italia. La facoltà ha quattro sedi: Piazza Borghese, Via Flaminia, Via Gianturco e Via Gramsci. A Valle Giulia si trova la Biblioteca Centrale di Architettura, la maggiore biblioteca italiana in materia di architettura[12].

Oltre al corso di laurea magistrale quinquennale in Architettura U.E. (sigla che indica il riconoscimento del titolo nell'Unione Europea), offre corsi di laurea triennali di primo livello in Disegno Industriale, Gestione del Processo Edilizio - Project Management, Scienze dell'architettura, e corsi magistrali di secondo livello in Architettura (Restauro) a riconoscimento europeo, Architettura del paesaggio, Design, Comunicazione Visiva e Multimediale e Product Design (in lingua inglese). Attuale preside della facoltà è Renato Masiani.

Nella facoltà hanno insegnato tra gli altri Marcello Piacentini, Giorgio Calza Bini, Bruno Zevi, Saverio Muratori, Vincenzo Fasolo, Carlo Aymonino, Plinio Marconi, Carlo Cestelli Guidi, Franco Minissi, Italo Insolera, Alessandro Anselmi e Ludovico Quaroni e attualmente insegnano Franco Purini, Paolo Portoghesi, Achille Bonito Oliva, Manfredi Nicoletti, Giovanni Carbonara, Piero Ostilio Rossi e Guendalina Salimei.

La facoltà è oggi strutturata come una federazione di quattro Dipartimenti: Architettura e Progetto (DiAP), Design, Tecnologia dell'Architettura, Pianificazione, Design e Tecnologia dell'Architettura (PDTA), Ingegneria Strutturale e Geotecnica (DISG), Storia, Disegno e Restauro dell'Architettura (DiSDRA). Conta oggi (AA 2013/14) più di duecento docenti di ruolo e circa ottomila studenti.

È celebre per gli scontri avvenuti nel 1968 tra gli studenti che manifestavano, che si diedero il nome Gli Uccelli, e la polizia (passati alla storia come "battaglia di Valle Giulia"), cui prese parte tra gli altri Massimiliano Fuksas e Franco Russo, all'epoca giovani studenti, e Renato Guttuso, che in quella occasione realizzò i celebri murales sulla facciata dell'edificio di Via Grmasci tuttora presenti[13].

Facoltà di Economia[modifica | modifica sorgente]


Si trova all'esterno della Città Universitaria, in via del Castro Laurenziano. Fondata nel 1906 per la "formazione di pubblici funzionari colti e scientificamente preparati per le grandi amministrazioni dello Stato" con il nome di "Istituto superiore di Studi commerciali, Coloniali e Attuariali di Roma", conta ad oggi più di 10.000 iscritti. Il preside è Giuseppe Ciccarone. Molti i nomi illustri del mondo istituzionale, economico e finanziario laureati presso la facoltà, soprattutto alla scuola di Federico Caffè; da Cesare Romiti a Ignazio Visco, da Mario Draghi a Fulvio Conti, per citarne solo alcuni. Nel cortile della facoltà le brigate rosse uccisero il professore Ezio Tarantelli.

Rettori del Regio Istituto Superiore di Studi Commerciali, Coloniali ed Attuariali[modifica | modifica sorgente]

Rettori del Regio Istituto Superiore di Studi Commerciali e Amministrativi[modifica | modifica sorgente]

Rettori del Regio Istituto Superiore di Scienze Economiche e Commerciali[modifica | modifica sorgente]

Presidi della Facoltà di Economia e Commercio[modifica | modifica sorgente]

Presidi della Facoltà di Economia[modifica | modifica sorgente]


Facoltà di Farmacia e Medicina[modifica | modifica sorgente]

Facoltà di Lettere e Filosofia[modifica | modifica sorgente]


Villa Mirafiori, una delle sedi della Facoltà

La facoltà è frutto dell'unione delle ex facoltà di Filosofia, Lettere, Scienze Umanistiche e Studi Orientali, dovuta alla riorganizzazione strutturale dell'Università sul finire del 2010. Le sedi della facoltà sono: Città Universitaria, più precisamente l'edificio di Lettere e Filosofia, accanto al palazzo del Rettorato in piazzale della Minerva; Villa Mirafiori, una villa urbana situata non distante da Piazza Bologna che ospita una tra le più rilevanti biblioteche del settore filosofico, l'ILIESI (Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle Idee) del CNR e la Fondazione Gentile, che comprende la libreria e l'archivio privato di Giovanni Gentile; Ex Vetrerie Sciarra, nel quartiere San Lorenzo; Ex Caserma "Sani", che ospitava la facoltà di Studi Orientali, nelle vicinanze di Piazza Vittorio Emanuele dove ha sede anche l'Istituto Confucio. Alla facoltà afferiscono i seguenti dipartimenti:

  • Filosofia;
  • Istituto italiano di Studi orientali;
  • Scienze dell'antichità;
  • Scienze documentarie, linguistico-filologiche e geografiche;
  • Storia dell'arte e spettacolo - Arti visive, digitali, teatro, cinema, danza, patrimoni culturali;
  • Storia, culture, religioni;
  • Studi europei, americani e interculturali;
  • Studi greco-latini, italiani, scenico-musicali.

In seguito alla fusione delle quattro facoltà preesistenti, la nuova facoltà di Lettere e filosofia è diventata la più grande facoltà dell'Ateneo, raggiungendo gli oltre 5000 iscritti per l'anno accademico 2010/2011 e gli oltre 4000 nel 2011/2012.[14]


Facoltà di Giurisprudenza[modifica | modifica sorgente]


Breve storia [15][modifica | modifica sorgente]


La Facoltà di Giurisprudenza è senz'altro una di quelle di più antica fondazione. È stata istituita, infatti, contemporaneamente alla nascita dell'Ateneo, nel 1303. Intenzione di Bonifacio VIII era dotare la città di Roma di una scuola di Diritto che esprimesse la superiore autorità della Chiesa anche nel campo degli studi giuridici.
La facoltà si distinse, nei secoli successivi, per la forte attenzione concentrata sugli insegnamenti di Diritto canonico e Diritto civile (di fatto, Diritto romano), nonché per la fedele adesione alla tradizione Mos Italicus come metodo d'insegnamento: le quali cose comportarono un atteggiamento di scarsa sensibilità agli sviluppi scientifici dell'umanesimo giuridico prima e dell'illuminismo giuridico poi. L'ordinamento dei corsi rimase a lungo fermo su tale impostazione tradizionale, e fu sostanzialmente chiuso alle sollecitazioni, provenienti da altre facoltà, verso l'introduzione di nuove materie; fece eccezione solamente l'insegnamento di Diritto penale.
Ciò non toglie, tuttavia, che l'attività dell'ateneo sia sempre stata connotata da forte vivacità culturale nonché da un corpo docente di alto livello, la cui ricostruzione esatta è resa possibile dai Rotuli istituiti nel 1514.
Alcune riforme importanti incisero in modo particolare sull'attività della facoltà: nel 1552 papa Giulio III, al quale era toccato riorganizzare l'Ateneo dopo i tragici eventi del Sacco di Roma (1527), assegnò al Collegio degli avvocati concistoriali l'autorità di conferire il dottorato in diritto civile e in diritto canonico. Tale riforma venne confermata alla fine del secolo da Sisto V il quale aggiunse alle funzioni del Collegio degli avvocati quella della scelta e della nomina del rettore dello Studio romano.
Nel 1811-1812, i francesi, nel tentativo di riformare l'Università romana in base alle indicazione di Giovanni Ferri de Saint-Costant, previdero l'eliminazione dell'insegnamento di Diritto canonico e l'introduzione di quelli di Diritto civile, commerciale, processuale civile e processuale penale. La riforma non fu mai attuata, in quanto il dominio francese su Roma si interruppe bruscamente nel 1814, e il papa Leone XII, con la riorganizzazione degli studi universitari che operò nel 1824, si limitò a mantenere in vita il precedente ordine degli studi, salvo innovarne la metodologia di insegnamento. Innovazione che comunque riscosse il consenso dei grandi giuristi tedeschi Friedrich Carl von Savigny e K.J.A. Mittermaier, i quali ebbero l'occasione di visitare la facoltà.
La principale svolta che la Facoltà conobbe si ebbe con l'annessione di Roma al Regno d'Italia (1870), in seguito alla quale l'ordine degli studi fu radicalmente rinnovato- venendo conformato alle previsioni della cd. legge Casati, che si ispirava agli ordinamenti delle grandi università europee- e il corpo docente fu arricchito da giuristi chiamati da tutta Italia. Fu così che la Facoltà di Giurisprudenza conobbe un periodo di fortissima innovazione- sia sul piano degli insegnamenti, sia su quello delle metodologie- e di intensissima attività culturale; la sua autorità fu confermata dalle frequenti richieste di pareri da parte del Parlamento e del Comune di Roma, nonché dalla previsione, con l'istituzione del Consiglio Superiore della Magistratura (1921), che i membri laici fossero designati dalla stessa.
Nel corso del Novecento, si avvicendarono nell'insegnamento presso la facoltà di Giurisprudenza alcuni dei più grandi giuristi del secolo; tuttora l'organico del corpo docente risulta ricco di giuristi ed economisti di prestigio, alcuni dei quali sono stati allievi dei grandi docenti sopracitati.

La Facoltà oggi[modifica | modifica sorgente]


L'edificio nel quale ha la sua sede attuale la Facoltà di Giurisprudenza- inaugurato nel 1935- si trova all'interno della Città Universitaria, accanto al Rettorato.

Attualmente, la facoltà di Giurisprudenza conta più di 11.000 iscritti, risultando così una delle più affollate. Il preside in carica è il prof. Giorgio Spangher, ordinario di Diritto Processuale Penale.

L'offerta didattica della facoltà risulta vasta e completa, per quanto riguarda gli insegnamenti obbligatori, ma -di recente- meno vasta per quanto riguarda quelli complementari, a causa del recente pensionamento di molti docenti e delle serie difficoltà che la Facoltà ha incontrato nel sostituirli; e si estende in ognuno dei principali ambiti dell'insegnamento del Diritto: privatistico, pubblicistico, internazionalistico, storico, filosofico ed economico.

Quella di Giurisprudenza de "La Sapienza" è stata l'unica facoltà in Italia a non aver applicato la riforma Berlinguer (l. 30/2000): con tale riforma è entrato in vigore l'ordinamento semestrale, in virtù del quale l'anno è diviso in due semestri, comprendenti 3 mesi circa di lezione e 3 (circa) di esami. Pertanto, essa ha seguito, fino all'a.a. 2011-2012 [16], il tradizionale ordinamento annuale precedente a tale riforma: pertanto, ad un compatto periodo di lezioni che, di solito, va da novembre a maggio (salvo la sessione invernale monoappello di gennaio), segue un altro compatto periodo di sei mesi, da maggio a novembre, nel quale si concentrano gli esami, ovvero la sessione estiva (3 appelli) e la sessione autunnale (3 appelli). In conseguenza di ciò, gran parte degli esami "sdoppiati" in altre facoltà (per esempio, Diritto privato I e Diritto privato II) si presentano invece come "compatti" in questa facoltà (per esempio, l'esame di Diritto privato è unico e riguarda l'intera materia).
La semestralizzazione è stata adottata solo a partire dall'a.a. 2012-2013 [17].

La facoltà offre, al proprio interno, il corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza - a ciclo unico, corrispondente al tradizionale percorso quadriennale preceduto da un anno di base- e il corso di Laurea Triennale in Scienze Giuridiche- integrabile al suo termine con la Laurea Specialistica 3+2 in Giurisprudenza. Ad essi si aggiunge, a partire dall'a.a. 2011-2012, il corso di Laurea Triennale in Diritto e Amministrazione Pubblica, in collaborazione con le facoltà di Economia e Scienze Statistiche.
Numerose, inoltre, sono le collaborazioni con facoltà di diritto straniere. Si segnalano, per la loro importanza, la Doppia Laurea Magistrale Italo-Francese, offerta in collaborazione con la facoltà parigina di Paris II (Pantheon-Assas), lo scambio con la Columbia Law School, ed è prossimo all'attivazione il Diploma di Giurista Europeo, offerto in collaborazione con le facoltà di Diritto della Humboldt-Universität zu Berlin e del King's College di Londra.

Dal'anno accademico 2013/2014 la Sapienza si apre al e-learning e istituisce il corso di laurea magistrale in giurisprudenza online, telematico.[18]


Cronologia dei Presidi della Facoltà di Giurisprudenza, dall'Unità d'Italia ad oggi [19][modifica | modifica sorgente]


  • Prof. Ilario Alibrandi, docente di diritto romano - per l'anno 1870/71;
  • Prof. Giuseppe Galluzzi - per I’anno 1871/72;
  • Prof. Filippo Serafini, docente di diritto romano – per l'anno 1872/73;
  • Prof. Pasquale Stanislao Mancini, docente di diritto internazionale e politico - dal 1873 al 1875/76;
  • Prof. Francesco Protonotari, docente di economia politica [20]- dal 1876 al 1881/82;
  • Prof. Luigi Maurizi, docente di diritto commerciale [21] - per l'anno 1882/83;
  • Prof. Francesco Schupfer, docente di storia del diritto e politico - dal 1883/84 al 1884/85;
  • Prof. Luigi Palma, docente di diritto pubblico - dal 1885/86 al 1886/87;
  • Prof. Francesco Filomusi Guelfi, docente di filosofia del diritto e di diritto civile, nonché politico - dal 1887/88 al 1888/89;
  • Prof. Luigi Maurizi - dal 1889/90 al 1891/92;
  • Prof. Gaetano Semeraro, docente di diritto romano- dal 1892/93 al 1895/96;
  • Prof. Lorenzo Meucci, docente di diritto amministrativo - per l'anno 1896/97;
  • Prof. Vittorio Scialoja, docente di diritto romano e di diritto civile - dal 1897/98 al 1906/07;
  • Prof. Antonio Salandra, docente di diritto amministrativo e politico - dal 1906/07 al 1909/10;
  • Prof. Francesco Schupfer - dal 1909/10 al 1914/15;
  • Prof. Vittorio Scialoja - per l'anno 1915/16;
  • Prof. Antonio Salandra - dal '1915/16 al 1924/25;
  • Prof. Pietro De Francisci, docente di diritto romano e ministro- dal 1925/26 al 1929/30;
  • Prof. Giorgio Del Vecchio, docente di filosofia del diritto- dal 1930/31 al 15.9.1938;
  • Prof. Pier Silverio Leicht, docente di storia del diritto italiano- dal 16.9.1938 al 6.5.1944;
  • Prof. Filippo Vassalli, docente di diritto civile- dal 29.7.1944[22] al 16.5.1955;
  • Prof. Francesco Calasso, docente di storia del diritto italiano- dal 1955/56 al 10.2.1965;
  • Prof. Salvatore Satta, docente di diritto processuale civile e scrittore- dal 20.2.1965 al 10.5.1966;
  • Prof. Rosario Nicolò, docente di diritto civile - dall1 1.5.1966 al 23.1 1.1980;
  • Prof. Mario Talamanca, docente di diritto romano - dal 24.1 1.1980 al 3.8.1995;
  • Prof. Carlo Angelici, docente di diritto commerciale- dal 4.8.1995 al 03.2009;
  • Prof. Mario Caravale, docente di storia del diritto italiano- dal 03.2009 al 03.2012;
  • Prof. Giorgio Spangher, docente di diritto processuale penale- in carica


Docenti presso la Facoltà[modifica | modifica sorgente]


Docenti celebri del passato [19][modifica | modifica sorgente]


Professori emeriti [23][modifica | modifica sorgente]
  • Gaetano Arangio-Ruiz, docente di diritto internazionale
  • Franco Cordero, docente di diritto processuale penale
  • Manlio Mazziotti di Celso, docente di diritto costituzionale
  • Pietro Rescigno, docente di diritto civile
  • Marcello Gallo, docente di diritto penale
  • Renato Scognamiglio, docente di diritto del lavoro
  • Stefano Rodotà, docente di diritto civile
  • Gustavo Minervini, docente di diritto commerciale
  • Gaetano Carcaterra, docente di filosofia del diritto
  • Giuseppe Guarino, docente di diritto amministrativo
  • Gilberto Lozzi, docente di diritto processuale penale
  • Giuseppe De Luca, docente di diritto processuale penale
  • Piero Bellini, docente di storia del diritto canonico
  • Ennio Cortese, docente di storia del diritto italiano
  • Alberto Romano, docente di diritto amministrativo
  • Salvatore A. Tondo, docente di storia del diritto romano
  • Mattia Persiani, docente di diritto del lavoro
  • Giovanni Cesare Ferrara, docente di diritto costituzionale
  • Delfino Siracusano, docente di diritto processuale penale
  • Cesare Massimo Bianca, docente di diritto civile
  • Carmine Punzi, docente di diritto processuale civile


Facoltà di Ingegneria civile e industriale[modifica | modifica sorgente]


Palazzo di Ingegneria, sede della facoltà.

La prima Scuola d'Ingegneria nasce con un motu proprio di papa Pio VII del 23 ottobre 1817; la scuola fu creata seguendo il modello delle due scuole ingegneristiche più rinomate in Europa, quella viennese e quella parigina. La necessità di aprire una scuola locale è dovuta soprattutto ai costi eccessivi richiesti dall'assunzione di ingegneri stranieri per lo Stato Pontificio.

Insieme, venne fondata anche una sede distaccata a Ferrara, ma che ebbe vita breve. Viene nominato come primo direttore l'ingegnere idraulico Giuseppe Venturoli. La sede principale è in via Eudossiana 18, nella ex sede del convento annesso alla Basilica di San Pietro in Vincoli al colle Oppio. Alcuni corsi di laurea sono stati attivati presso le sedi distaccate di Latina e di Rieti, mentre vari insegnamenti (specialmente relativi ai primi anni di alcuni corsi di laurea) si svolgono presso la sede di via Scarpa, situata vicino alla facoltà di Economia. Il preside è Fabrizio Vestroni, succeduto nel 2007 a Tullio Bucciarelli, già a capo della facoltà dal 1996.

Facoltà di Ingegneria dell'informazione, informatica e statistica[modifica | modifica sorgente]


È nata a seguito dei distaccamenti dalla facoltà di Ingegneria e di Scienze Naturali dei settori dell'Informatica e Ingegneria dell'informazione, accorpati quindi alla preesistente Facoltà di Scienze Statistiche. Il 27 novembre 2009 si era tenuta la cerimonia di inaugurazione della Facoltà di Ingegneria dell'Informazione, successivamente questa si è trasforamata nella facoltà attuale. La presidenza è nella nuova sede di via Ariosto (vicino alla sede della Facoltà di Ingegneria, nei centro storico).

Facoltà di Medicina e Odontoiatria[modifica | modifica sorgente]


La I Facoltà di Medicina e Chirurgia attualmente si articola su un Polo di Roma-Policlinico Umberto I (comprendente 4 Corsi di Laurea Specialistica in Medicina e Chirurgia, 1 Corso di Laurea Magistrale in Odontoiatria ed 1 in Biotecnologie Mediche) ed un Polo di Latina- Pontino, comprendente 1 Corso di Laurea Specialistica in Medicina e Chirurgia. La I Facoltà di Medicina e Chirurgia offre inoltre 4 Classi di Laurea delle Professioni Sanitarie (Infermieristiche, della Riabilitazione, Tecniche, della Prevenzione) in diverse strutture sanitarie del centro-sud per un totale di circa 80 Corsi attivati sia triennali che specialistici, numerose Scuole di Specializzazione dell'area sanitaria; numerosi Dottorati di Ricerca e Master di I, II e III Livello. Il preside è Adriano Redler.

Facoltà di Medicina e Psicologia[modifica | modifica sorgente]


La facoltà, di cui è preside Vincenzo Ziparo, nasce dalla fusione della II Facoltà di Medicina con le Facoltà di Psicologia 1 e Psicologia 2. Ha sede all'Ospedale Sant'Andrea, su Via di Grottarossa, con accesso diretto dal G.R.A. e in via dei Marsi, 78. La facoltà propone diversi Corsi di studio di area medica, Psicologica e Pedagogica. Per quanto riguarda l'area medica, l'offerta formativa si compone di un corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia, un corso di Laurea in Biotecnologie, un corso di Laurea Specialistica in Biotecnologie Molecolari e Cellulari, 14 corsi di Laurea per le Professioni Sanitarie, 1 corso di Laurea Specialistica in Scienze Infermieristiche, 34 Scuole di Specializzazione e vari Dottorati e Master. Per quanto riguarda l'area psicologica e pedagogica l'offerta formativa propone 4 corsi di laurea, 9 corsi di laurea magistrale, 5 Scuole di Specializzaione e vari Master e Dottorati. Oltre alle sedi del corso di Laurea, la facoltà ha anche aperto un reparto di Pediatria presso l'ospedale HEWO di Quià (Mekele, Tygray, Etiopia), dove si svolgono missioni nell'ambito della scuola di specializzazione.

Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia, Comunicazione[modifica | modifica sorgente]


Nata dalla fusione delle preesistenti Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia e Scienze della Comunicazione, è dislocata sia all'interno della Città Universitaria, sia presso la sede distaccata di via Salaria 113. La Facoltà è attualmente guidata dal Prof. Giuseppe Venanzoni.

Alla Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia, Comunicazione fanno capo (in ordine alfabetico) i seguenti dipartimenti:

  • Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale (direttore Mario Morcellini);
  • Dipartimento di Scienze Politiche (direttore Fulco Lanchester);
  • Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche (direttore Sandro Bernardini).

Alla Facoltà fanno capo diversi osservatori permanenti come l'Osservatorio Europeo (coordinato dal Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche[24]), l'Osservatorio Mediamonitor Politica[25], l'Osservatorio Mediamonitor Minori[26] e il Cinemonitor[27] (questi ultimi coordinati dal Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale). Al Dipartimento di CoRiS è anche affidata la gestione e il coordinamento di Radio Sapienza[28] (web radio d'Ateneo) e del ComunicLab[29] (magazine online sui media italiani).

Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali[modifica | modifica sorgente]


Oltre alle strutture di facoltà, sono presenti anche nove musei ed un orto botanico, collocato all'interno delle mura della Città Universitaria. Alcuni corsi sono attivi anche nelle sedi di Civitavecchia e di Latina. Preside eletto è Piero Negrini.

Alla facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali fanno capo i seguenti dipartimenti:

  • Dipartimento di Matematica Guido Castelnuovo (direttore Emanuele Caglioti)
  • Dipartimento di Scienze della Terra
  • Dipartimento di Chimica (direttore Aldo Laganà)
  • Dipartimento di Fisica (direttore Egidio Longo)
  • Dipartimento di Biologia e Biotecnologie Charles Darwin
  • Dipartimento di Biologia Ambientale

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Scuola di Ingegneria Aerospaziale
la sede coincideva originariamente con quella della Facoltà di Ingegneria, presso il monastero di San Pietro in Vincoli, di fronte al Colosseo, ma è stata in seguito spostata in Via Salaria 851,[30] vicino all'aeroporto dell'Urbe. Contestualmente la "Scuola di Ingegneria Aerospaziale" è stata sospesa e fa ora parte del Dipartimento di Ingegneria Astronautica, Elettrica ed Energetica,[31] con un corso di laurea magistrale in Ingegneria astronautica. Presidente del consiglio del corso di studi è il professor Silvano Sgubini.[32]
Scuola speciale per archivisti e bibliotecari
ha sede in Viale Regina Elena. Il preside è Attilio De Luca.

Reputazione e classifiche mondiali e nazionali[modifica | modifica sorgente]

Year THE World University Rankings
(Mondo)
Academic Ranking of World Universities
(Mondo)
QS World University Rankings[33]
(Mondo)
Webometrics Ranking of World Universities[34]
(Mondo)
CENSIS/La Repubblica
(Mega atenei statali - Italia)[35]
2013 301-350 101-150 196 145/93 6
2012 301-350 101-150 216 122/200 6
2011 301-350 101-150 210 180/184 7
2010 101-150 - 211/204 10
2009 101-151 205 200 -
2008 101-151 205 - -
2007 102-150 183 - -
2006 100 - - -
2005 97 - - -
2004   94 - - -
2003   70 -
2002     -
2001       -

Sport[modifica | modifica sorgente]

L'attività sportiva è ampiamente integrata dal CUS Roma, il centro polisportivo collegato all'Università. Fra le squadre, spicca nel rugby il CUS Roma Rugby, fra le più importanti nel settore. È inoltre attivo un team dedito alle competizioni automobilistiche di Formula SAE, conosciuto come Sapienza Corse[36].

Collegamenti[modifica | modifica sorgente]

  • Città Universitaria
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 È raggiungibile dalla stazione Castro Pretorio.
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 È raggiungibile dalla stazione Policlinico.
È raggiungibile dalla fermata Università La Sapienza del tram Rete_tranviaria_di_Roma
È raggiungibile dalla fermata Università La Sapienza del tram Rete_tranviaria_di_Roma
È raggiungibile dalla fermata Verano del tram Rete_tranviaria_di_Roma
È raggiungibile dalla fermata Verano del tram Rete_tranviaria_di_Roma
  • Facoltà di Architettura (Piazza Borghese)
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 È raggiungibile dalla stazione Spagna.
  • Facoltà di Architettura (Via Gianturco e Via Flaminia)
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 È raggiungibile dalla stazione Flaminio.
  • Facoltà di Architettura (Via Gramsci)
È raggiungibile dalla fermata Galleria Nazionale Arte Moderna del tram Rete_tranviaria_di_Roma
È raggiungibile dalla fermata Galleria Nazionale Arte Moderna del tram Rete_tranviaria_di_Roma
  • Facoltà di Lettere e Filosofia (ex Caserma Sani)
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 È raggiungibile dalla stazione Vittorio Emanuele.
È raggiungibile dalla fermata P.za Vittorio Emanuele (MA) del tram Rete_tranviaria_di_Roma
È raggiungibile dalla fermata P.za Vittorio Emanuele (MA) del tram Rete_tranviaria_di_Roma
  • Facoltà di Lettere e Filosofia (ex Vetrerie Sciarra)
È raggiungibile dalla fermata Reti del tram Rete_tranviaria_di_Roma
È raggiungibile dalla fermata Reti del tram Rete_tranviaria_di_Roma
  • Facoltà di Lettere e Filosofia (Villa Mirafiori)
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 È raggiungibile dalla stazione Bologna.
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 È raggiungibile dalla stazione Sant'Agnese - Annibaliano.
  • Facoltà di Psicologia
È raggiungibile dalla fermata Scalo San Lorenzo (Via degli Ausoni) del tram Rete_tranviaria_di_Roma
  • Facoltà di Ingegneria (Via Eudossiana/San Pietro in Vincoli)
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 È raggiungibile dalla stazione Cavour.

Criticità[modifica | modifica sorgente]

Scandalo Esamopoli[modifica | modifica sorgente]

Negli anni 80 e 90 una grande inchiesta investì l'ateneo romano. L'inchiesta riguardava la compravendita di esami, accertata poi dall'autorità giudiziaria, da parte di decine di studenti della facoltà di Economia e commercio e della facoltà di Giurisprudenza. La magistratura appurò che vigeva un sistema dove alcuni studenti pagando una cifra di 500 mila lire ad un bidello costui li faceva figurare l'esame tra quelli regolarmente sostenuti. L'inchiesta coinvolese nomi illustri (come quello di Antonio Mastrapasqua).[37]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ [1]
  2. ^ Il nome la Sapienza - Sapienza – Università di Roma. URL consultato il 3 luglio 2011.
  3. ^ a b Facoltà | Sapienza - Università di Roma
  4. ^ Academic Ranking of World Universities - 2010 - Italy, Academic Ranking of World Universities, Istituto per l'Educazione Superiore, Università Jiao Tong di Shanghai, 2010.
  5. ^ La Sapienza scala le classifiche Unico ateneo italiano nella top 100 - Roma - Repubblica.it
  6. ^ Times Higher Education-QS World University Rankings 2009 - Top 200 World Universities
  7. ^ Un italiano «molto tedesco» | Italia Dall'Estero
  8. ^ Boldrini, le battaglie senza quartiere di Laura dalla parte dei senza diritti - Repubblica.it
  9. ^ La biografia di Stefano Rodotà - Scienza & Tecnologia - Repubblica.it
  10. ^ Altiero Spinelli - Biografia
  11. ^ Unimagazine. it
  12. ^ Manuela Corbosiero, "La Biblioteca Centrale delle Facoltà di Architettura "Ludovico Quaroni" e Valle Giulia (Roma)", in Culture del testo e del documento, a. 11, n. 33, settembre-dicembre 2010, p. 65.
  13. ^ Europaconcorsi: Notizie: Roma - Il '68 di Guttuso torna a Valle Giulia
  14. ^ Servizi | Sapienza - Università di Roma | Dati iscrizioni
  15. ^ Guida della Facoltà, pagg. 3-4, http://www.ius-sapienza.org/drupaluni/sites/default/files/allegati/GuidaFacolta_0_0.pdf
  16. ^ Ordine degli studi per l'a.a. 2011-2012, http://www.ius-sapienza.org/drupaluni/sites/default/files/allegati/OrdineStudi20112012_0_0.pdf
  17. ^ Ordine degli studi per l'a.a. 2012-2013, http://www.ius-sapienza.org/drupaluni/sites/default/files/allegati/OrdineStudi20122013_1.pdf
  18. ^ Corriereuniv
  19. ^ a b Guida della Facoltà, pag. 4, http://www.ius-sapienza.org/drupaluni/sites/default/files/allegati/GuidaFacolta_0_0.pdf
  20. ^ SIUSA | Archivi di personalità - Protonotari Francesco
  21. ^ voce omonima in "Dizionario Biografico degli Italiani"
  22. ^ In realtà, Filippo Vassalli ricopriva l’ufficio di preside, in qualità di facente funzione, già dalle prime settimane del giugno 1944. Durante l'occupazione nazista di Roma era decaduto dalla carica Pier Silverio Leicht. Il 6 maggio 1944 il consiglio di facoltà aveva eletto preside Salvatore Di Marzo, docente di diritto romano, senatore del regno ed ex podestà di Palermo. Successivamente alla liberazione di Roma da parte degli angloamericani, intervenuta il 4 giugno 1944, Di Marzo fu rimosso dall’ufficio (Mario Stella Richter jr: Filippo Vassalli preside e la chiamata di Tullio Ascarelli alla facoltà giuridica romana.
  23. ^ Sapienza - Facoltà di Giurisprudenza
  24. ^ Osservatorio Europeo
  25. ^ Osservatorio Mediamonitor Politica
  26. ^ Osservatorio Mediamonitor Minori
  27. ^ Cinemonitor Sapienza
  28. ^ Radio Sapienza
  29. ^ ComunicLab
  30. ^ Sede ing. astronautica
  31. ^ storia della scuola
  32. ^ Consiglio del corso di studio ing. astronautica
  33. ^ Tra il 2004 e il 2009, la classifica veniva pubblicata in collaborazione con Times Higher Education, un settimanale britannico che tratta di istruzione superiore. A partire dal 2010 la collaborazione è terminata, e Times Higher Education ha cominciato a pubblicare una propria versione della classifica, Times Higher Education World University Rankings.
  34. ^ La classifica Webometrics è pubblicata ogni semestre, a gennaio e a luglio. I numeri nella tabella indicano la posizione in classifica nel gennaio e nel giugno di ogni anno.
  35. ^ La classifica CENSIS/La Repubblica divide gli atenei statali in mega (le strutture con oltre 40 mila iscritti), grandi (gli atenei dai 20 mila ai 40 mila studenti), medi (le università dai 10 mila ai 20 iscritti), piccoli (con studenti fino a diecimila) e politecnici.
  36. ^ Sapienza Corse - sito ufficiale
  37. ^ Il Giornale - La Armellini barò sugli esami proprio come Mastrapasqua

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Ateneo[modifica | modifica sorgente]

  • Nicola Spano, "L' Università di Roma" (Ristampa anastatica), Casa editrice La Sapienza, Roma 2008
  • Ida Mitrano, La Sapienza 1932-1935, Casa Editrice La Sapienza, Roma 2008 Indice e abstract

Facoltà di Economia[modifica | modifica sorgente]

  • R. Cagiano De Azevedo, La Facoltà di Economia. Cento anni di storia, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli, 2006, ISBN 978-88-498-1172-8.
  • A. Celant (a cura di), 100 anni … e la storia continua. Gli eventi della Facoltà con parole e immagini, Marchesi Grafiche, Roma, 2011, ISBN 978-88-86248-16-7.

Facoltà di Filosofia[modifica | modifica sorgente]

  • Candida Carella, L'insegnamento della filosofia alla Sapienza di Roma nel Seicento, Olschki, Firenze 2007;

Facoltà di Giurisprudenza[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]