Centrale idroelettrica di San Fiorano
| Centrale idroelettrica di San Fiorano | |
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L'ingresso della centrale
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| Localizzazione | |
| Nazione | |
| Località | Sellero |
| Informazioni generali | |
| Situazione | operativa |
| Proprietario | ENEL |
| Anno di costruzione | 1968 - 1972 |
| Inizio produzione commerciale | 1973 |
| Macchinario idraulico | |
| Tipologia delle turbine | Pelton |
| Salto motore netto nominale | 1.403 m |
| Produzione elettrica | |
| Potenza netta | 568 MW |
| Producibilità | 342 GWh |
La centrale di San Fiorano è una centrale idroelettrica di generazione e pompaggio[1] di proprietà ENEL con una capacità totale di 568 MW[2] e una produzione media annua di 342 Gwh.[2] Si trova in località Scianica, nel territorio del comune di Sellero, in provincia di Brescia.
Dotata di turbine Pelton è la centrale idroelettrica italiana che presenta il maggior dislivello medio tra bacino e turbina: 1.403,80 metri (quello minimo è di 1.361,50 m mentre quello massimo è di 1.439,70 m). [3] [1]
[modifica] La storia
I primi progetti erano stati pensati già negli anni trenta: la Società Generale Elettrica dell'Adamello aveva infatti pensato ad un progetto per convogliare le acque del Lago d'Arno direttamente sul fondovalle. Per questo predispose vari studi, tra cui uno intitolato Studio per la centrale Arno-Scianica.[1]
Nel 1940 fu costruito un canale di derivazione Cedegolo-Cividate Camuno: in previsione al ridimensionamento della centrale di Cedegolo fu predisposto un sifone per l'immisione di acqua all'altezza del lago d'Arno. Tutt'oggi la centrale di San Fiorano lo utilizza per riconvogliare le acque a monte.[1]
Durante gli anni cinquanta l'interesse per la costruzione di questa centrale diminuì poiché la Edison predispose un progetto per scaricare le acque del lago nel nuovo invaso del Poglia.[1] Negli anni sessanta fu pensato un progetto che prevedeva la costruzione di una nuova centrale in Val Palobbia e l'arrivo delle acque in quella di Cividate.[1]
Con l'arrivo dell'ENEL e l'aumento dei consumi questo progetto si trovò a richiedere troppo tempo e così si rispolverò quello più vecchio.[1]
I lavori di costruzione furono effettuati tra il 1968 e il 1972 [1] anche se la consegna all'ENEL avvenne un anno dopo, nel 1973, quando entrò in servizio.[2]. Una volta terminati fu chiusa la centrale di Isola mentre quella di Cedegolo venne ridimensionata.
[modifica] Caratteristiche
La centrale ha due gruppi binari di turbine Pelton e due gruppi ternari, sempre Pelton, ad asse verticale. [1]
Dati: [1]