Associazione Calcio Monza Brianza 1912

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A.C. Monza Brianza 1912
Calcio
Badge of Honour FIFA
Badge of Honour UEFA
Attuale campione d’Italia Campione d’Italia in carica
Detentore della Coppa Italia Detentore della Coppa Italia
Detentore della Coppa Italia di C
Detentore della Coppa Italia di D Detentore della Coppa Italia di D
Detentore della Supercoppa Detentore della Supercoppa Italiana
Attuale campione d’Europa Campione d’Europa in carica
Attuale campione del Sudamerica Campione del Sud America in carica
Campione d’Inghilterra in carica Campione d’Inghilterra in carica
Campione in carica MLS Campione in carica Major League Soccer
Detentore della U.S. Open Cup
Attuale campione del mondo Campione del mondo in carica
Detentore della Supercoppa Europea Detentore della Supercoppa d’Europa
Detentore della Coppa UEFA Detentore della Coppa UEFA
Campione di Germania Campione di Germania in carica
Campione di Spagna Campione di Spagna in carica
Attuale detentore della Coppa Intertoto Detentore della Coppa Intertoto
Brianzoli, Biancorossi, Bagaj
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali:  Rosso · Bianco
Simboli: Corona Ferrea
Inno: Monza Alè
Amusia (2006)
Dati societari
Città: Monza
Paese: bandiera Italia
Confederazione: UEFA
Federazione: FIGC
Fondazione: 1912
Presidente: Bandiera dell'Italia Giovan Battista Begnini
Palmarès
Trofei nazionali: 4 Coppe Italia Serie C
4 Coppa Italia Serie C
Trofei internazionali: 1 Torneo anglo-italiano
1 Coppa delle Alpi
Stadio
Brianteo
(18.568 posti)
Contatti
Associazione Calcio Monza Brianza 1912
Via Ragazzi del '99, 14
20052 Monza
Tel. 039 2020308
Fax 039 2023233
www.acmonzabrianza.it
« Io sono del Monza, non riusciremo mai a venire in serie A »

L'Associazione Calcio Monza Brianza 1912 è una società calcistica della città di Monza. Disputa il campionato di serie C1 ed è inserita nel girone A. I colori sociali sono il bianco e il rosso. Il campo di gioco è lo Stadio "Brianteo" di Monza (18.568 posti), mentre la sede e le strutture per gli allenamenti si trovano al Centro Sportivo Monzello, un impianto all'avanguardia e di categoria superiore, situato nella periferia nord della città.

Fu fondata il 1° settembre 1912 come Monza F.B.C. e in seguito alla successiva fusione con Pro Monza, Pro Italia e Juventus, divenne A.C. Monza. Fondendosi con la A.S. Simmenthal del presidente Sada diventò nel 1955 A.S. Simmenthal-Monza. Ritornata nel 1964 alla vecchia denominazione A.C. Monza, la mantenne malgrado la trasformazione in S.p.A. 1967 fino al 1980. Dalla stagione 1980-1981 fino alla stagione 2003-2004, anno del fallimento, ha partecipato al campionato col nome di Calcio Monza. All'asta giudiziaria la società è stata aggiudicata alla famiglia Begnini, operante nel campo delle costruzioni, che ha denominato la nuova società A.C. Monza Brianza 1912, per rendere la squadra più vicina alla nuova provincia di Monza e Brianza.

Il Monza è una delle squadre italiane pluripresenti nel campionato cadetto: 38 volte ha disputato la serie B, l'ultima volta nella stagione 2000/01. Nella sua storia, il club brianzolo non ha mai raggiunto la massima serie, solo sfiorata per ben tre volte consecutive a fine anni Settanta. Detiene il record di vittorie nella Coppa Italia di Serie C: 4 affermazioni. La squadra brianzola vanta un settore giovanile molto organizzato, da sempre fiorente e ai vertici del calcio italiano. Sono numerosi i talenti cresciuti nelle fila biancorosse tra cui Costacurta, Massaro, Monelli e Casiraghi.

Indice

[modifica] La storia

[modifica] Gli esordi

La prima formazione ufficiale del Monza F.B.C.
La prima formazione ufficiale del Monza F.B.C.
« Si è costituita in Monza, dal primo settembre, una nuova società per l’incremento del gioco del calcio, sotto il nome di Monza F.B.C. La nuova società ha fissato la sua sede presso il caffè-pasticceria Roma, sulla piazza omonima »

Il calcio a Monza arriva nei primi anni del Novecento quando vengono fondate le prime società cittadine, tra cui Pro Victoria, Pro Monza e la Pro Italia. Queste ultime due società si fondono dando vita alla sezione calcistica del Veloce Club Monzese. L'1 settembre 1912 viene fondato il Monza F.B.C.. La prima sede del neonato club trova spazio presso il Caffè Pasticceria Roma. La prima vittoria ufficiale è datata 20 settembre, pochi giorni dopo la fondazione, quando i biancazzurri (colori utilizzati nelle prime apparizioni) battono la Juventus Italia per 2-1 sul campo di Triante, allora chiamato Fuori porta perché situato fuori dai limiti daziari cittadini (Via Cavallotti).

Nel 1913 la sezione calcistica si stacca dalla polisportiva ciclistica: unendosi prima con il Monza F.B.C e poi con i dissidenti della Forti e Liberi sotto il nome di Juventus F.C. danno vita all'A.C. Monza.

Le prime partite vengono disputate con squadre della Brianza e del Ticino. Il primo trofeo conquistato dalla squadra monzese è la Coppa Colli, battendo in finale per 3-2 il Saronno.

Il 5 ottobre 1919 il Monza tenta l'assalto alla Prima Categoria, il massimo campionato dell'epoca, nello spareggio di Milano contro la Trevigliese. Amaro è l'esito dell'incontro: i brianzoli cedono per 3-2 lasciando ogni speranza di promozione. L'anno successivo il Monza viene ammesso di diritto in Prima Categoria ma la squadra non va oltre l'ultimo posto nel girone eliminatorio, rimanendo a secco di punti e subendo ben 18 reti a fronte delle sole 2 marcature messe a segno nelle partite contro Milan e Pro Patria. Nel 1922 il Monza prende parte al campionato organizzato dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio ma non riesce a qualificarsi per le semifinali interregionali. La squadra si classifica al 2° posto, con 5 punti frutto di due vittorie (contro Juventus Italia e Casteggio), un pareggio (in casa della capolista Enotria) e di tre sconfitte, di cui una rimediata tra le mura amiche. Con la riforma del campionato di calcio 1923 il Monza viene ammesso al campionato di Seconda divisione assieme alle altre sconfitte dei gironi della F.I.G.C., categoria che manterrà fino al 1927, anno in cui il sodalizio brianzolo conquista la promozione in Prima Divisione. Nel 1928 il club monzese cambia i colori sociali, assumendo il bianco e il rosso.

[modifica] La serie C e il record in Coppa Italia

Del Signore mette a segno una rete in un derby con la Pro Lissone degli anni '50
Del Signore mette a segno una rete in un derby con la Pro Lissone degli anni '50
« Allora, qui in zona, erano solo il Monza e la Pro Lissone a tener banco »
(Giuseppe Verderio, cassiere del Monza tra il '17 e il '66)

Tra il Trenta e il Cinquanta il Monza milita stabilmente nel campionato di Prima Divisione che successivamente nel 1935 diventa campionato di Serie C. Il 18 settembre del 1932 i dirigenti monzesi, per festeggiare i vent’anni dalla nascita della società, organizzano la Coppa del Ventennio : nella prima finale la Falck agguanta il terzo posto sconfiggendo il Fanfulla 4-2, mentre tra Monza e Pavia finisce 2-2. I bassaioli si aggiudicheranno la vittoria in un successiva gara dato che non sono ancora previsti i calci di rigore. Nel 1939 il Monza stabilisce il record per compagini di serie C in Coppa Italia arrivando fino ai quarti di finale dove viene eliminato in casa dal Genoa per 2-1. Il record verrà battuto solo nel 1984 dal Bari che raggiunge le semifinali.

La truppa monzese viene inserita nel girone brianzolo e molto spesso incontra squadre limitrofe: sono diventati epici i derby contro i rivali della Pro Lissone, quando le trasferte venivano effettuati dai primi tifosi a bordo degli autocarri e dei furgoni utilizzati durante la settimana per le esigenze lavorative. Con il passare del tempo, crescono i mezzi a disposizione del club e gli obiettivi si fanno sempre più grandi. Con l'arrivo alla presidenza di Giuseppe Borghi nel 1949 vengono gettate le fondamenta per la promozione in serie cadetta. Sotto la guida di Annibale Frossi e con gli innesti di dodici giocatori di notevole caratura, due anni dopo ad Omegna, il 4 giugno 1951 scoppia la gioia della squadra monzese che conquista la matematica promozione in serie B al termine di una cavalcata durata 38 giornate.

[modifica] L'approdo in serie B

Giovanni Cuzzoni, centravanti del Monza dal 1951 al 1954
Giovanni Cuzzoni, centravanti del Monza dal 1951 al 1954

L'esordio tra i cadetti avviene in una stagione difficile come quella del 1951/52. A contendersi l'unico posto valido per la promozione diretta nella massima serie ci sono le neoretrocesse Roma e Genoa insieme al Brescia. Il campionato viene vinto dai giallorossi mentre i brianzoli si salvano solamente all'ultima giornata. A Monza si registra il primo "tutto esaurito" l'8 dicembre 1951 in occasione del match contro la Roma. Allo stadio comunale sono numerosi i supporter giunti da ogni parte d'Italia ma l'orgoglio dei fedelissimi ai colori biancorossi fa stracolmare gli spalti: oltre 12.000 erano le persone presenti. Il risultato pende a favore degli ospiti che si impongono per 2-0 ma i padroni di casa non sfigurano. La formazione di Frossi riesce però a sconfiggere l'armata rossoblu del Genoa il 4 maggio del 1952 grazie un gol allo scadere del primo tempo realizzato da Cuzzoni.

Nordhal in Monza-Roma del 1952; sullo sfondo le tribune del Sada
Nordhal in Monza-Roma del 1952; sullo sfondo le tribune del Sada

[modifica] L'arrivo di Sada e del marchio Simmenthal

Dopo un campionato tranquillo conclusosi in ottava posizione, nal 1954-55 scoppia una crisi dirigenziale all'interno della società, al termine di una stagione difficile e travagliata. Al comando del sodalizio viene posto Gino Alfonso Sada, titolare dell'industria alimentare Simmenthal. Per dieci anni il marchio verrà abbinato ai colori biancorossi e il connubio porterà a conseguire ottimi risultati, i migliori nella storia del club brianzolo. Dopo appena un anno il Monza è di nuovo in prima linea, ma l'amarezza per la mancata promozione in serie A è molta: terzo posto in coabitazione con il Como. I brianzoli tentano ancora la promozione ma i risultati non arrivano. Nel 1962 ricorre il cinquantesimo della fondazione e in quella occasione il "presidentissimo" rassegna le sue dimissioni: ciò lascia tutta la Brianza in apprensione per le sorti del club monzese ma il primo cittadino dell'epoca, Giovanni Centemero, riesce nell'intento di far tornare Sada sui propri passi e rimane alla guida ancora per una stagione.

[modifica] La retrocessione e l'immediata risalita

Il rammarico per l'esito negativo della stagione del 1965-66, che ha portato i brianzoli a lasciare la cadetteria dopo 19 anni consecutivi di permanenza, dura ben poco, infatti dopo appena un anno c'è il ritorno in serie B. Il Monza subisce un ringiovanimento dell'organico e questa scelta porta i frutti desiderati : la squadra rimane nelle prime posizioni per l'intero arco della stagione e a suon di vittorie si giunge allo spareggio con il Como nella cornice dello stadio comunale di Bergamo. Un gol di Maggioni manda in delirio i diecimila tifosi giunti dalla Brianza. La notizia giunge a Monza via telefono e si espande a macchia d'olio nell'intera città la quale accoglie il pullman di ritorno dalla trasferta in un tripudio di gioia.

[modifica] L'arrivo di Radice in panchina

Il Monza nella stagione 1969/70 è pronto a lottare per un posto in serie A. Alla guida dei brianzoli viene chiamato Luigi Radice, alle prime esperienze come allenatore. Il tecnico di Cesano Maderno compie un ottimo lavoro e alla penultima giornata i biancorossi di scena a Varese sono al secondo posto, a ruota vi sono Foggia, Catania e l'avversario di giornata. All'iniziale vantaggio di Caremi, Bettega e Braida ribaltano il risultato e a gioire sono i varesini. Al Monza rimangono solo numeri da record, come i gol subiti in casa: solo 7 volte Luciano Castellini è stato battuto tra le mura amiche.

[modifica] La presidenza Cappelletti e la stagione dei trofei

La Coppa Italia di serie C del 1974
La Coppa Italia di serie C del 1974

Il sodalizio brianzolo si rinnova nella stagione 1972/73 e acquista un assetto che la rende una delle prime società del calcio moderno. Alla presidenza arriva Giovanni Cappelletti, ex calciatore e noto industriale. Un'altra figura di spicco che entra nell'organico societario è Italo Allodi, precursore degli odierni general manager del calcio italiano. I risultati conseguiti sul campo non ripagano inizialmente il notevole lavoro portato avanti dal club brianzolo e sul terreno di gioco del Bari il Monza abbandona la serie B. Ciò provoca una reazione d'orgoglio del presidente che decide di non gettare la spugna ma di accettare la nuova sfida.

Con la retrocessione in serie C il Monza scopre un nuovo torneo che nel corso degli anni successivi gli consegnerà diverse soddisfazioni : la Coppa Italia di Serie C. I brianzoli si giocano il loro primo trofeo di categoria il 29 giugno 1974 nella finale del Porta Elisa di Lucca contro il Lecce. I pugliesi consegnano la coppa nelle mani del capitano biancorosso Anzolin mettendo a segno un'autorete con Di Somma. L'errore del difensore salentino permette ai biancorossi di gioire per il primo trofeo nazionale messo in bacheca. Il Monza si concede il bis nell’edizione 1974/1975, sconfiggendo il Sorrento il 29 giugno 1975. Il trofeo si decide alla lotteria dei rigori. Termina 4 a 3 con realizzazione decisiva di Sanseverino.

L'annata successiva (1975/76) il Monza è determinato a conquistare la serie B e si dimostra un autentico rullo compressore, tant'è vero che al termine della stagione il distacco dalla seconda classificata (la Cremonese) è di ben 12 punti. I brianzoli possono festeggiare la promozione con 5 turni di anticipo.

[modifica] La vittoria nel Torneo Anglo-Italiano

La stagione si chiude con il successo nel prestigioso Torneo Anglo-Italiano. Le squadre iscritte al torneo solo per l'Italia Teramo, Pistoiese, Udinese, Benevento e Siracusa e per l'Inghilterra Wimbledon, Nuneaton B., Wycombe W., Scarborough, Stafford R. ed Enfield. Il Monza giocò le prime due partite fuori casa contro Scarborough (0-0) e Stafford Rangers (0-1) e il ritorno in casa sempre contro le medesime avversarie (vittoria 2-1 e pareggio 1-1). In seguito ai risultati ottenuti il Monza risulta essere la migliore squadra italiana e dovrà affrontare il Wimbledon (migliore squadra inglese) in finale. La partita, molto dura, si gioca al Sada e viene decisa da un gol siglato da Casagrande nel finale della partita.

[modifica] Serie A: sogno proibito

Il Monza del campionato 1977-78
Il Monza del campionato 1977-78

Il Monza si presenta ai nastri di partenza della stagione 1976/77 con l'etichetta di matricola ma ben presto se la scollerà di dosso diventando una delle protagoniste di un campionato difficile con formazioni blasonate quali il Vicenza di Paolo Rossi e il Cagliari di Virdis. Le parate di Terraneo e i gol di Silva portano il Monza ad un soffio dalla promozione: la sconfitta all'ultima giornata a Modena taglia fuori la squadra brianzola dagli spareggio con Atalanta, Cagliari e Pescara.

« Il Monza si specchia nell’Ascoli e vede la A »
(Titolo del Corriere della Sera del 29/05/1978)

La stagione successiva arriva la seconda scottatura per i tifosi biancorossi; la trasferta di Pistoia, come quella di Modena dell'anno precedente, si conclude con un terribile esito. Dopo aver condotto egregiamente la stagione e convinto anche i giornalisti con una prova di carattere contro l'Ascoli già promosso (4-2 il finale), l'ambiente monzese viene scosso nella settimana decisiva da un atto di vandalismo presso lo stadio Sada: ignoti si sono introdotti nell'impianto sportivo nella notte tra lunedì e martedì e hanno segato i pali di una porta; la società per evitare ripercussioni sull'andamento delle partita e del campionato decide di portare la squadra in un ritiro top secret in Emilia, all'oscuro dei riflettori della stampa e dei tifosi. Intanto gli ultras si preparano alla trasferta organizzata: £ 8.000 il costo del biglietto per il treno speciale e per l'ingresso allo stadio. L'accoglienza nella città toscana non è delle migliori, infatti i tifosi vengono presi a sassate appena scesi dai vagoni. La squadra perde 2-0 ed esplode la rabbia che sfocia in un assalto alla sede di via Manzoni: solo con l'intervento delle forze dell'ordine vengono placati gli animi verso la notte inoltrata.

Il Monza del campionato 1978-79
Il Monza del campionato 1978-79
« Dopo un'ora di gioco il Pescara aveva già vinto lo spareggio di Bologna, gol di Pavone al 40' e autorete di Giusto su tiro di Nobili al quarto d'ora del secondo tempo. A quel punto il Monza si è arreso, questo dice la cronaca »

Ma è nella stagione 1978-79 che il Monza si avvicina più che mai alla Serie A. La squadra brianzola inizia a suscitare simpatia in diversi angoli del Paese e l'idea di un triplice derby milanese nella massima serie affascina i giornalisti sportivi dell'epoca. Al penultimo turno di campionato basterebbe un pareggio in casa con il Lecce, ma succede l'imprevedibile. La formazione pugliese gioca alla morte nonostante la salvezza già acquisita e passa in vantaggio con un gran tiro dalla distanza di Loddi. Il Monza avrebbe l'occasione di pareggiare, ma il rigore calciato da Massimo Silva non è impeccabile e il portiere può respingere. Il Pescara, poche settimane prima dato per spacciato nei giochi relativi alla promozione, vince e agguanta al terzo posto in classifica i biancorossi a 46 punti. Nell'ultima giornata le due squadre vincono entrambe. Si va così allo spareggio sul campo neutro di Bologna: gli abruzzesi sono supportati da quasi trentamila tifosi contro i poco più di tremila monzesi. Finisce 2-0 per il Pescara con i gol di Pavone e autorete di Giusto.

Il Monza del campionato 1979-80
Il Monza del campionato 1979-80
« Abbiamo incassato a San Siro quanto a Monza in tre partite. Così abbiamo dimostrato agli increduli che il Monza può far richiamo e calamitare la sua brava fetta di spettatori »
(Giovanni Cappelletti dopo Monza-Bari)

L'ultima stagione di Cappelletti alla presidenza del Monza (1979-80) è anche l'ultima nella quale i brianzoli sarebbero in grado di raggiungere la massima serie. La squadra brianzola cerca di puntare sui giovani talenti, ottenendo ottimi risultati: è l'anno della coppia M&M, Paolo Monelli e Massaro, due ragazzi lanciati nel calcio grazie alla convinzione del presidente monzese. Lo stesso Cappelletti è il precursore del progetto dello stadio Brianteo, un nuovo impianto più agevole e dinamico, conforme alle esigenze di una società che punta in alto. Questa volontà è emersa dopo l'esperimento messo in atto allo stadio di San Siro, quando il Monza giocò il match interno contro il Bari: sugli spalti della Scala del calcio accorsero quasi 20.000 spettatori.

Massimo Silva
Massimo Silva
« Dopo la partita andai dai giornalisti e dissi: il rigore non c'era. Agnolin me lo rinfaccia ancora adesso »
(Marco Nicoletti in merito a Monza-Como del 1980)

Il 13 aprile 1980 in un acceso derby Monza-Como accadde uno dei torti arbitrali più incisivi ed eclatanti che la società brianzola abbia mai subito nella sua storia. Il Como, sotto per 3-1, cerca di recuperare e segna al 73' con Pozzato. I lariani, riversati nell'area monzese, vogliono il pareggio. All'ultimo disperato tentativo Corti serve con un diagonale Nicoletti, tampinato alle spalle da Giusto. L'attaccante ospite si aggiusta il pallone con una mano e l'arbitro, Luigi Agnolin, fischia clamorosamente un calcio di rigore che fa rimanere esterrefatti gli oltre diecimila presenti: nessuno capiva come mai un arbitro internazionale non avesse sanzionato un vistoso fallo di mano. Nel dopopartita si scatena l'ira dei tifosi, dei giocatori e persino dei dirigenti. Il direttore di gara viene aggredito da un consigliere brianzolo ed è costretto a lasciare lo stadio dopo le 20.00, tra due ali di gente inferocita, scortato dalla polizia.

I biancorossi chiudono il campionato in quinta posizione, a soli tre punti dalla zona promozione. Si chiude così un ciclo costellato di trofei e promozioni, al quale però è mancato il grande salto verso la Serie A.

[modifica] L'inizio dell'era Giambelli

Una fase di gioco di Lazio-Monza del campionato 1982-83
Una fase di gioco di Lazio-Monza del campionato 1982-83

All'inizio della stagione 1980-81 il geometra Valentino Giambelli rileva la società da Giovanni Cappelletti. L'allenatore non è più Magni, al suo posto c'è Sergio Carpanesi, mentre la squadra è sostanzialmente la stessa che l'anno precedente ha sfiorato la promozione. Le cose si mettono male fin dall'inizio della stagione, Carpanesi viene esonerato, ma neanche il suo successore, Lamberto Giorgis, riuscirà a raddrizzare il campionato. A poche giornate dal termine, con la retrocessione ormai certa, nuovo cambio di allenatore, con la promozione di Franco Fontana (ex giocatore biancorosso) dal ruolo di allenatore della Primavera. Debuttano in prima squadra due giovani molto promettenti provenienti dal settore giovanile, Fulvio Saini ed Angelo Colombo.

Il Monza della stagione 1981-82 è completamente diverso da quello visto nella stagione precedente. La retrocessione ha comportato le cessioni di Monelli e Massaro alla Fiorentina, ma il Monza può ancora contare su giocatori del calibro di Motta e Ronco, oltre ai confermati Saini e Colombo. Nonostante la squadra sia completamente nuova, il Monza parte molto bene grazie ad un'ottima difesa e ad un attacco micidiale formato dal trio Bolis-Galluzzo-Pradella. La promozione arriva alla penultima giornata con la vittoria contro la Triestina per 1-2, che rende matematico il raggiungimento del secondo posto alle spalle dell'Atalanta.

Il ritorno in serie B avviene in una stagione particolare dove i biancorossi incrociano il proprio destino con quello di due nobili decadute a causa degli scandali del calcioscommesse : il Milan e la Lazio. Nella campagna estiva il Monza conferma in attacco Pradella mentre la partenza di Galluzzo viene rimpiazzatta dall'arrivo di Lorenzo Marronaro, alla prima esperienza in un campionato cadetto. La salvezza matematica arriva solo all'ultima giornata (2-2 a Bologna), frutto di un buon rendimento tra le mura amiche e dei gol messi a segno dalla coppia d'attacco (23 in due sui 40 gol totali). Alcune soddisfazioni però la formazione brianzola riesce a togliersele, innanzitutto la posizione finale (7° posto, il migliore risultato della gestione Giambelli) e poi la vittoria contro le "aquile biancocelesti": un netto 2-0 con reti Papais e Pradella.

Dopo altre due salvezze conquistate in extremis i biancorossi non riescono a ripetere le imprese delle passate stagioni concludendo il campionato 1985-86 in ultima posizione. Lo scarso rendimento fuori dalle mura amiche ha compromesso la permanenza in serie cadetta (2 vittorie, 2 pareggi e ben 15 sconfitte). Uniche note positive sono le due vittorie esterne, ottenute su campi ostici : la prima conquistata contro l'Empoli (poi promosso in serie A) e la seconda conquistata all'Olimpico contro la Lazio (rete storica di "Dustin" Antonelli al '75).

[modifica] Il Monza dei giovani

Il Monza del campionato 1987-88
Il Monza del campionato 1987-88

La stagione 1986/87 è contrassegnata da un rinnovamento dell'organico. Il settore giovanile brianzolo riesce a sfornare diversi talenti che poi vengono lanciati nel professionismo e la società decide di puntare su giovani promesse provenienti anche da altre squadre. È il caso di Alessandro Costacurta, il quale viene prestato al Monza per una stagione e degli atleti di casa Pierluigi Casiraghi e Francesco Antonioli. Dopo appena due stagioni il Monza riesce a riconquistare la serie cadetta e la sua terza Coppa Italia di Serie C, piegando il Palermo in finale per 2-0 nell'ultima gara disputata dai biancorossi al vecchio impianto cittadino del Sada.

Nell'estate del 1988 avviene il battesimo dello stadio Brianteo: un nuovo impianto da 20.000 posti in grado di regalare alla città brianzola il "grande salto" nella massima serie. Le premesse sono buone e l'esordio è da ricordare: 2-1 in Coppa Italia contro la Roma davanti a 12.000 spettatori. La campagna abbonamenti va a gonfie vele e complice le agevolazioni per gli studenti si raggiunge la quota di 2642 tessere vendute, un record per il sodalizio biancorosso. Torna l'entusiasmo per una possibile rinascita e ritorno agli antichi splendori ma le speranze svaniscono nell'arco di un biennio. Dopo una salvezza in extremis, la squadra di Pierluigi Frosio non riesce a ripetersi l'anno successivo e nello spareggio salvezza di Pescara il Monza viene sconfitto dal Messina per 1-0. Una retrocessione inattesa che rimette in discussione i piani societari.

[modifica] L'accordo con il Milan e la fine della gestione Giambelli

La retrocessione porta un cambiamento alla guida tecnica della squadra biancorossa, chiamando in panchina il giovane zonaiolo Franco Varrella. Il matrimonio però è molto controverso e la stagione successiva viene optata una scelta interna con la promozione di Giovanni Trainini quale allenatore della prima squadra, dopo aver svolto un ottimo lavoro nel settore giovanile. Da subito si nota l'impronta dell'allenatore bresciano che porta all'esordio in serie C1 diversi giocatori, tra cui Anselmo Robbiati.

Il Monza torna in serie B il 31 maggio 1992 pareggiando per 1-1 la gara decisiva in casa contro il Chievo davanti a 12.000 spettatori, vincendo così il duello a distanza contro i rivali lariani. La permanenza in serie B dura però l'arco di un biennio. Per il Monza si prospetta un altro mesto ritorno in serie C.

I brianzoli raggiungono i play-off nella stagione 1994-95 e in quella successiva ma in entrambe le occasioni vengono eliminati in semifinale prima dal Fiorenzuola poi dall'Empoli. Nel 1997 il geometra Giambelli stringe un complesso accordo di collaborazione con il Milan che di fatto subordinava il Monza quale società satellite dei rossoneri. Negli anni successivi il club di via Turati manda una serie di giovani promesse che però non si rivelano tali, deludendo le aspettative della piazza e dello staff tecnico. La squadra, con Luigi Radice in panchina, conclude la sua rincorsa verso i play-off raggiungendo il 5° posto all'ultima giornata. Dopo aver battuto il Brescello nella doppia sfida delle semifinali, il 15 giugno 1997 il Monza torna in serie B vincendo sul neutro di Ferrara la finale contro il Carpi. La partita finisce 3-2 con le reti di Pietranera, Cancellato e Asta per i biancorossi.

La società monzese torna in serie B e contro i pronostici di inizio stagione riesce a conquistare una salvezza, seppur sofferta. Decisiva sarà la vittoria per 2-0 sul campo della Reggiana alla penultima giornata. Si mettono in luce diversi calciatori, tra cui un giovane Christian Abbiati, all'esordio tra i professionisti.

[modifica] Gli anni bui

Dopo poco più di 12 mesi di presidenza Fazzolari, nel gennaio del 2001 la dirigenza passa nelle mani di Massimo Belcolle, imprenditore locale presidente della Centrale del Latte, e del legale Cesare D'Evant. La squadra, nonostante l'arrivo di Marco Branca e di alcuni elementi scuola Milan come Aliyu, viene data da molti come una delle candidate per la retrocessione in serie C1. La squadra ben figura in estate (vincendo con Perugia e pareggiando 1-1 in amichevole con la Juventus) e nelle prime partite di campionato ma il ruolino di marcia è di molto sotto alle aspettative, chiudendo il girone di andata con soli 11 punti. Il clima di contestazione diventa pesante: non solo la curva, ma anche i club dei distinti, esprimono il loro sdegno nei confronti di una società che stava cadendo nel baratro. A fine gennaio arriva una scossa da parte della dirigenza: esonerato Antonelli, al suo posto arriva Gaetano Salvemini. L'allenatore emiliano sortisce l'effetto rivitalizzante e fa conquistare alla compagine brianzola un bottino di 17 punti nelle prime 9 partite del ritorno ma le fievoli speranze di salvezza si esauriscono dopo un filotto negativo di 6 sconfitte. Per il Monza ormai la retrocessione in serie C1 è inevitabile: l'abbandono matematico della categoria cadetta avviene alla terz'ultima giornata con l'Empoli invece l'ultima partita in serie B è datata 10 giugno 2001 quando il Monza, davanti a 104 paganti (record negativo in serie B), imbottito di giovani batte la Pistoiese in una partita senza alcun valore per la classifica.

« I giocatori che sono venuti sono elementi importanti per la Serie C: faranno di questa squadra una protagonista, una delle migliori del torneo »
(Giorgio Vitali, responsabile dell'area tecnica, alla presentazione della squadra - 16 Luglio 2001)

Acquisita la retrocessione in terza serie, Belcolle rivoluziona la squadra, dando un netto taglio alle spese, affidandola nelle mani di mister Simone Boldini. L'obiettivo è un immediato ritorno in serie B ma l'iniziale entusiasmo verrà meno nell'arco di poche partite. Alla 4a giornata il Monza è già ultimo; a parte qualche soddisfazione contro squadre di vertice, i biancorossi non si schioderanno mai dalla zona play-out. Neanche il ritorno di Roberto Antonelli sulla panchina brianzola riesce a dare speranza ad una squadra priva di identità e di carattere che precipita verso la serie C2, un disonore per la società monzese che all'alba del suo 90° compleanno vede raggiungere il traguardo più basso della sua storia.

Per il Monza l'onta di un declino è una realtà. La società passa nelle mani di Priamo Atzeni, imprenditore sardo, con D'Evant che rimane alle spalle e osserva l'operato del nuovo presidente. Presentazione in tono minore

« Non facciamo promesse, non abbiamo la bacchetta magica: siamo rimasti un po' indietro con il mercato e finora non abbiamo fatto nessun grosso botto. Ma entro 10-15 giorni lo faremo »
(Priamo Atzeni, presidente, alla presentazione della squadra - 15 Luglio 2003)

[modifica] Il fallimento e la rinascita

La situazione è ormai al collasso: la società brianzola non ha più una sede, gli allenamenti vengono organizzati autonomamente in quanto il “Monzello” è sotto sequestro e le partite interne sono disputate allo stadio Breda di Sesto San Giovanni perché il comune ha tagliato l’erogazione di acqua e gas al Brianteo[1]. Atzeni si trova tra le mani una società sommersa dai debiti; la strada verso il fallimento e il 18 maggio 2004 il Calcio Monza non esiste più.

« Avevo voglia di impegnarmi in prima persona nel calcio, dopo 5 anni come vice presidente dell'Atalanta. E non certo per bisogni di pubblicità, era una sfida personale. Il Monza era fallito, la società allo sbando, la squadra non aveva più a disposizione né il Brianteo, né il Monzello. Abbiamo puntato sulla professionalità, creando una struttura societaria che fa invidia a molte società più grandi e blasonate della nostra »
(Giovan Battista Begnini in merito all'acquisizione all'asta del Calcio Monza)

Grazie all’opera del giudice Maurizio Fontana, sfruttando un decreto legislativo che permette di istituire il regime di esercizio provvisorio di attività, la società viene messa all’asta ripulita dei debiti accumulati dalla precedente gestione. Alla terza convocazione d’asta del 3 giugno 2004 si presenta Gianbattista Begnini, imprenditore impegnato nel campo dell’edilizia nonché vicepresidente dell’Atalanta, il quale acquista il sodalizio assegnandogli la denominazione di Associazione Calcio Monza Brianza, in vista della futura istituzione della provincia brianzola, configurando così una società volta ad inglobare il tifo dell’area circostante.

Nella stagione 2004-05 si riparte con un gruppo rinnovato e due ritorni al passato: l'allenatore Giovanni Trainini e il fantasista Anselmo Robbiati. Il gruppo non è giovane, però di qualità composto da giocatori esperti nella categoria. Il Monza naviga nelle parti alte della classifica ma i risultati sono fin troppo altalenanti per una squadra che punta alla promozione. La società decide il cambio di guida tecnica, chiamando sulla panchina biancorossa Antonio Sala, il quale imprime una spinta decisiva nella rincorsa play-off, raggiungendo il terzo posto finale. Negli spareggi il Monza affronta nella doppia sfida la Valenzana: all'andata in terra piemontese finisce 0-0 mentre il ritorno in casa è drammatico e i brianzoli vengono sconfitti per 3-2, con gli orafi che realizzano i tre penalty assegnati dal direttore di gara. Un epilogo beffardo per una società con grandi ambizioni.

Nell'estate del 2005 avviene il cambio della guida tecnica ma il gruppo rimane pressoché lo stesso della stagione precedente: viene chiamato Giuliano Sonzogni, molto vicino alla famiglia Begnini ed esperto della categoria. Una esperienza nuova per il "baffo di Zogno", abituato alle piazze calde del Sud Italia nonostante sia di origini bergamasche. La squadra parte per il ritiro di Bormio, consapevole di un possibile ripescaggio in serie C1, vista la precaria situazione economica di diverse società in terza serie. La stagione parte con il botto, infatti i brianzoli eliminano nel primo turno di Coppa Italia il Lecce (formazione di serie A) nella gara unica giocata al Brianteo: dopo l'1-1 dei tempi regolamentari, ai rigori finisce 5-3. L'impresa non si ripete nel turno successivo quando la squadra biancorossa viene fermata dal Pavia dopo i calci di rigore.

[modifica] Il ripescaggio e la serie B sfiorata

All'indomani dell'eliminazione dalla Coppa Italia giunge la notizia dalla federazione che la società aspettava da due mesi: il Monza viene ammesso alla serie C1. I gironi vengono subito compilati e come già successo nella stagione precedente viene adottata una divisione "verticale", diversa rispetto al tradizionale taglio Nord-Sud. I brianzoli sono inseriti nel girone A: tra le squadre più temibili vi sono Padova, Pavia (finalista la stagione precedente), Spezia, Genoa (retrocesso per illecito sportivo) e Salernitana (ripartita dalla C1 grazie al Lodo Petrucci, nonché outsider temibili quali Cittadella e Teramo.

L'avvio è sorprendente e dopo quattro giornate i brianzoli si ritrovano da soli in vetta alla classifica a punteggio pieno. La squadra subisce un calo verso la fine del girone d'andata e il cammino verso i play-off sembra ormai compromesso, visto il trend negativo e il valore della rosa. Il gruppo però è forte e conquista 6 vittorie in 7 partite, tornando prepotentemente in zona play-off. La matematica qualificazione viene conquistata il 1 maggio sul campo del fanalino di coda Fermana. In semifinale i biancorossi affrontano nella doppia sfida il Pavia. La gara di andata finisce 1-1 con Bertolini che risponde al vantaggio iniziale di Veronese, mandando in delirio i 1.500 tifosi al seguito. Il ricordo della stagione precedente è ancora vivo nella mente della dirigenza, la quale fa in modo di caricare al massimo la squadra per affrontare con la giusta determinazione la gara; dopo appena 5' il Monza passa in vantaggio con Bertolini e al 10' l'attaccante lecchese firma il raddoppio, chiudendo in anticipo la pratica qualificazione.

« A Genova abbiamo perso ancor prima di scendere in campo, adesso cercheremo di vincere in casa e, quando sarà il momento, di far del nostro meglio là »
(Giuliano Sonzogni alla vigilia della finale di andata)

Il Monza affronta in finale il Genoa, una squadra che poco o nulla ha a che fare con la serie C. Il match di andata è contraddistinto dalle forti misure di sicurezza per fronteggiare l'invasione dei tifosi liguri, limitando la capienza a 9.900 posti. La lotta è impari e i rossoblu vincono per 2-0. Il ritorno sembrerebbe una pura formalità ma invece la partita è vera e i brianzoli con una prova di carattere cercano di riaprire il discorso promozione; Egbedi porta in vantaggio i biancorossi, ammutolendo lo stadio di Marassi, ma negli ultimi minuti viene alzata una barricata dalla difesa genoana che mantiene il risultato invariato. Al Monza non rimane che il ricordo di un'annata sopra le righe e di aver sfatato il "tabù Genova". All'indomani della sconfitta nella finale play-off, la società si mette al lavoro per allestire una squadra in grado di confermare i risultati della stagione precedente. Alcune pedine dell'undici titolare vengono cedute a società di serie maggiore ma vengono prontamente sostituite da valide alternative. Come nella stagione precedente, il Monza prende parte alla Coppa Italia maggiore e sorprende nuovamente: dopo aver eliminato il Bari al 1° turno (1-0 con rete di Egbedi), lotta alla pari con la Lazio per oltre 120' (nei novanta minuti la partita termina 1-1 con Beretta che a pochi minuti dal termine risponde al vantaggio iniziale siglato da Mauri) ma viene fermato dai biancocelesti ai calci di rigore.

La partenza è di nuovo strepitosa, rimanendo in testa per 11 giornate nelle prime 13 partite. Un brusco calo nei mesi di dicembre e gennaio (solo 5 punti in 7 partite) allontana i brianzoli dalla zona play-off. La squadra di Sonzogni raggiunge la matematica certezza della partecipazione agli spareggi solo all'ultima di campionato: il successo sul Pizzighettone vale il 5° posto, in virtù degli scontri diretti favorevoli con il Cittadella, giunto anch'esso a 54 punti.

All'andata il Monza viene sconfitto dal Sassuolo per 1-0 ma al ritorno i biancorossi con una grande prova di carattere vincono per 4-2. Nella finale d'andata contro il Pisa, in una gara molto combattuta, i brianzoli vincono per 1-0 con Fabiano che trasforma il rigore assegnato dal direttore di gara per fallo su Beretta. Un risultato che però non basta a realizzare il sogno promozione, in quanto all'Arena Garibali di Pisa, i nerazzurri vincono per 2-0 ai tempi supplementari. Nel dopopartita si registrano dei tafferugli fra alcuni tifosi pisani e monzesi sotto lo sguardo delle forze dell'ordine [2]. Alla fine la società toscana verrà multata per 5.000 euro e nel comunicato ufficiale non viene minimamente fatto alcun accenno agli sontri avvenuti al termine del match [3].

Nella stagione [[2007/08 il Monza torna nell'anonimato di centro classifica e conclude il girone A di serie C1 al 9° posto in coabitazione con il Novara una stagione senza acuti e senza grandi ambizioni.

[modifica] Cronistoria

Cronistoria del Associazione Calcio Monza Brianza
  • 1912 - Nasce il Football Club Monza e la sezione calcistica del Veloce Club Monzese
  • 1913 - Dalla fusione di tre società nasce l'Associazione Calcio Monza.
  • 1913/14 - 3° nel girone B di Terza Categoria Lombarda.
  • 1914/15 - 6° nel girone B di Promozione Lombarda.
  • 1915-17 - Partecipazione a tornei gestiti da società affiliate F.I.G.C.
  • 1917-19 - Esce dalla F.I.G.C. e partecipa a tornei U.L.I.C.
  • 1919/20 - Non si qualifica al campionato di Prima Categoria (sconfitto per 3-2 dalla Trevigliese) ma vincendo il girone B di Promozione accede alle finali che la promuovono come 2° classificato.
  • 1920/21 - 4° nel girone B del gruppo Lombardo di Prima Categoria dell'Italia settentrionale. Retrocesso e poi successivamente ripescato.
  • 1921/22 - 2° nel girone A Lombardo di Prima Categoria. Non viene ammesso alla nuova Prima divisione.
  • 1922/23 - 6° in Seconda divisione Nord, vince gli spareggi con Chiasso e Canottieri Lecco.
  • 1923/24 - 4° in Seconda divisione Nord.
  • 1924/25 - 6° in Seconda divisione Nord.
  • 1925/26 - 10° in Seconda divisione Nord. Non viene ammesso alla nuova Prima divisione.
  • 1926/27 - 1° in Seconda divisione Nord. Promosso in Prima divisione Nord dopo aver vinto il girone A di finale.
  • 1927/28 - 6° nel girone B di Prima divisione.
  • 1928/29 - 7° nel girone B di Prima divisione. Assume i colori biancorossi.
  • 1929/30 - 4° nel girone B di Prima divisione.
  • 1930/31 - 7° nel girone C di Prima divisione.
  • 1931/32 - 4° nel girone C di Prima divisione.
  • 1932/33 - 12° nel girone A di Prima divisione.
  • 1933/34 - 1° nel girone B di Prima divisione, 4° nel girone C delle finali..
  • 1934/35 - 3° nel girone B di Prima divisione.
  • 1935/36 - 6° nel girone B di serie C.
  • 1936/37 - 12° nel girone B di serie C.
  • 1937/38 - 9° nel girone B di serie C.
  • 1938/39 - 9° nel girone B di serie C.
  • 1939/40 - 11° nel girone C di serie C.
  • 1940/41 - 16° nel girone B di serie C. Retrocesso in Prima divisione.
  • 1941/42 - 1° nel campionato regionale di Prima divisione. 5° nel girone finale. Promosso in serie C.
  • 1942/43 - 9° nel girone C di serie C.
  • 1943/44 - 8° nel Torneo Misto C - Prima divisione organizzato dal Direttorio II Zona Lombardia.
  • 1944-45 - Attività sospesa causa eventi bellici in corso.
  • 1945/46 - Nel girone E di serie C.
  • 1946/47 - 1° nel girone E di serie C.
  • 1947/48 - 2° nel girone F di serie C. Ammesso alla nuova serie C.
  • 1948/49 - 12° nel girone A di serie C.
  • 1949/50 - 5° nel girone A di serie C.
  • 1950/51 - 1° nel girone A di serie C. Promosso in serie B dopo spareggio con l'Omegna (1-0).
  • 1951/52 - 14° in serie B.
  • 1952/53 - 4° in serie B.
  • 1953/54 - 7° in serie B.
  • 1954/55 - 13° in serie B.
  • 1955/56 - 3° in serie B.
  • 1956/57 - 8° in serie B.
  • 1957/58 - 4° in serie B.
  • 1958/59 - 7° in serie B.
  • 1959/60 - 16° in serie B.
  • 1960/61 - 5° in serie B - Vince la Coppa delle Alpi.
  • 1961/62 - 8° in serie B.
  • 1962/63 - 9° in serie B.
  • 1963/64 - 15° in serie B.
  • 1964/65 - 18° in serie B.
 
  • 1965/66 - 19° in serie B. Retrocesso in serie C.
  • 1966/67 - 1° nel girone A di serie C. Promosso in serie B dopo aver vinto lo spareggio con il Como a Bergamo.
  • 1967/68 - 8° in serie B.
  • 1968/69 - 11° in serie B.
  • 1969/70 - 5° in serie B.
  • 1970/71 - 15° in serie B.
  • 1971/72 - 17° in serie B.
  • 1972/73 - 16° in serie B.
  • 1973/74 - 3° nel girone A di serie C - Vince la Coppa Italia di Serie C.
  • 1974/75 - 2° nel girone A di serie C - Vince la Coppa Italia di Serie C.
  • 1975/76 - 1° nel girone A di serie C. Promosso in serie B - Vince il torneo Anglo-Italiano.
  • 1976/77 - 5° in serie B.
  • 1977/78 - 4° in serie B.
  • 1978/79 - 3° in serie B. Perde lo spareggio con il Pescara a Bologna (2-0).
  • 1979/80 - 5° in serie B.
  • 1980/81 - 20° in serie in serie B. Retrocesso in serie C1.
  • 1981/82 - 2° in serie C1 girone A. Promosso in serie B.
  • 1982/83 - 7° in serie B.
  • 1983/84 - 13° in serie B.
  • 1984/85 - 9° in serie B.
  • 1985/86 - 20° in serie B. Retrocesso in serie C1.
  • 1986/87 - 5° in serie C1 girone A.
  • 1987/88 - 1° nel girone A di serie C - Promosso in serie B - Vince la Coppa Italia di Serie C.
  • 1988/89 - 15° in serie B.
  • 1989/90 - 15° in serie B. Retrocesso in C1 dopo aver perso lo spareggio con il Messina a Pescara (2-0).
  • 1990/91 - 7° in serie C1 girone A - Vince la Coppa Italia di Serie C.
  • 1991/92 - 2° in serie C1 girone A. Promosso in serie B.
  • 1992/93 - 14° in serie B.
  • 1993/94 - 20° in serie B. Retrocesso in serie C1.
  • 1994/95 - 4° in serie C1 girone A. Perde la semifinale playoff con il Fiorenzuola.
  • 1995/96 - 4° in serie C1 girone A. Perde la semifinale playoff con l'Empoli.
  • 1996/97 - 5° in serie C1 girone A - Promosso in serie B dopo finale playoff con il Carpi a Ferrara.
  • 1997/98 - 16° in serie B.
  • 1998/99 - 14° in serie B.
  • 1999/00 - 13° in serie B.
  • 2000/01 - 18° in serie B. Retrocesso in serie C1.
  • 2001/02 - 18° in serie C1 girone A. Retrocesso in serie C2.
  • 2002/03 - 7° in serie C2 girone A.
  • 2003/04 - 8° in serie C2 girone A.
  • 2004 A seguito del fallimento, cambia la denominazione in Associazione Calcio Monza Brianza 1912.
  • 2004/05 - 3° in serie C2 girone A. Perde la semifinale playoff con la Valenzana. Ripescata in serie C1 come migliore esclusa.
  • 2005/06 - 3° in serie C1 girone A. Perde la finale playoff con il Genoa.
  • 2006/07 - 5° in serie C1 girone A. Perde la finale playoff con il Pisa.

[modifica] Piazzamenti recenti

MONZA: Piazzamenti ottenuti dal 1992 al 2007
Stagione Serie Pos G V N P GF GS Pt Note
1991/92 C1/A 34 13 19 2 34 15 45 Promosso in serie B
1992/93 B 13° 38 6 21 12 24 31 33