Provola

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Provola
Formaggio Murmari - 5.jpg
Provole dei Nebrodi (appese)
Origini
Luogo d'origineItalia Italia
RegioniBasilicata
Calabria
Campania
Lazio
Sardegna
Sicilia
Zona di produzioneSud Italia
Dettagli
Categoriaformaggio
RiconoscimentoP.A.T.
SettoreFormaggi

La provola è un formaggio di latte vaccino, a latte crudo e a pasta cotta o pasta semicotta e filata.

In genere ha la forma di una sfera schiacciata, dal peso di circa mezzo chilo.

Una provola ottenuta da latte bufalino viene prodotta in Campania.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

L'istituto di scienze dell'alimentazione (ISA) sostiene che l'origine del termine "Provola" deriva dalla parola "Pruvatura" o "Pruvula" con la quale veniva anticamente identificato il formaggio fatto assaggiare ai componenti del Capitolo (adunanza dei religiosi) recatosi in processione al monastero di San Lorenzo in Capua, in provincia di Caserta.

Poiché però a Napoli nell’antichità si parlava greco e infatti i romani chiamavano i napoletani ‘i greci della Campania’, alcuni propongono invece un’etimologia più glottologica e cioè quella che richiama il nome dal greco antico provolà (attico προβολή, dorico προβολά, dove con il segno β si rendeva anche la voce 'v'), termine che significa ‘sporgenza’ e con il quale si indicavano quindi genericamente tutte quelle cose che sporgessero, come per esempio uno scoglio, o che si tenessero protese in avanti, come nel caso di armi; il nome sarebbe quindi dovuto a quella caratteristica piccola protuberanza che la provola presentava nella sua forma più classica, cioè in quella che tuttora si dà al formaggio chiamato appunto ‘provolone’ e alla qualità detta ‘scamorza’. [1]

È comunque il latticino di origine campane del quale possediamo le più antiche documentazioni, ed è di conseguenza rappresentata nei presepi napoletani sin dal 1600.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il Provolone Valpadana ha ottenuto il riconoscimento DOP:

Con il nome di "provola" o sue varianti sono registrate nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Guglielmo Peirce, Le origini preistoriche dell’onomastica italiana. P. 3. Napoli, 2001. Le cronache militari del Regno di Napoli e l’evoluzione tecnico-tattica della guerra verso il declino dell’egemonia spagnola (1668-1707). P. 544. Napoli, 2008.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]