Robiola di Roccaverano

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Robiola di Roccaverano
Robiola di Roccaverano.jpg
Origini
Luogo d'origineItalia Italia
RegionePiemonte
Dettagli
Categoriaformaggio
RiconoscimentoD.O.P.
SettoreFormaggi
Consorzio di tutelahttp://www.robioladiroccaverano.com
Altre informazioniReg. CE n.1263/96 (GUCE L. 163/96 del 02.07.1996)
 

La Robiola di Roccaverano (DOP) è un formaggio italiano a denominazione di origine protetta[1].

Etimologia e storia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome robiola deriverebbe da Robbio[2], comune italiano in provincia di Pavia, dove già nel XVI secolo veniva lavorato questo formaggio[3]. Di antica origine, è citata da A. Frugoli nel suo ponderoso trattato scritto intorno al 1638, Pratica e Scalcaria, ove si afferma:

«...e questo prodotto con latte di capra sarà il peggiore di tutti i formaggi, poiché asciuga rapidamente e non sarà adatto a coloro che soffrono di malinconia o a chi soffre di renella.»

(da A. Frugoli, Pratica e Scalcaria[4])

La prima certificazione di origine della robiola di Roccaverano ebbe luogo con il DPR del 14 marzo 1979 e il riconoscimento europeo è del 2 luglio 1996 (Reg. CE n.1263/96, GUCE L. 163/96)[5].

Diffusione[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo è legato a Roccaverano, un comune in provincia di Asti, ma l'area di produzione della robiola comprende il territorio a cavallo fra le province di Asti e di Alessandria nella parte orientale delle Langhe[6].

Descrizione e procedimento produttivo[modifica | modifica wikitesto]

È un formaggio fresco, a latte crudo piuttosto grasso a, pasta cruda e bianca e privo di crosta. Deve contenere come minimo il 50% di latte caprino, che può essere integrato con percentuali variabili di latte vaccino e/o ovino. Il latte vie portato a temperatura di 18º, con aggiunta di presame liquido; talvolta viene spruzzato di sale di cucina. Può essere consumato dopo il quarto giorno dalla cagliata. Si presenta in forme cilindriche di diametro tra i dieci ed i quindici centimetri con bordi arrotondati e di peso unitario mediamente tra i 250 e i 350 grammi. La pasta è quasi bianca o di un pallido paglierino, privo di crosta vera e propria, dal gusto "dolce", un po' più saporito nelle forme stagionate. Costituisce anche l'ingrediente base di alcuni tipi di bruss. È ben accompagnato da vini quali la barbera d'Asti, la barbera del Monferrato, il dolcetto di Ovada e il grignolino d'Asti[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Robiola di Roccaverano, su Fondazione Slow Food. URL consultato il 16 aprile 2018.
  2. ^ Robiola in Vocabolario, su treccani.it. URL consultato il 16 aprile 2018.
  3. ^ Lomellina, patria di latte e formaggi, su laprovinciapavese.gelocal.it. URL consultato il 16 aprile 2018.
  4. ^ Citato in E. Faccioli, L'Arte della Cucina Italiana, Torino, Ed. Einaudi, 1987, p. 620>
  5. ^ Il consorzio, su robioladiroccaverano. URL consultato il 16 aprile 2018.
  6. ^ Robiola di Roccaverano DOP, su formaggio.it. URL consultato il 16 aprile 2018.
  7. ^ (EN) Ministero Agricoltura e Foreste, DOC cheeses of Italy, Milano, Franco Angeli, 1992, pp. 97-98

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