Salignon

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Salignön, Salgnon
Salignon a tavola.jpg
Origini
Altri nomi Salignoùn
Luogo d'origine Italia Italia
Regioni Valle d'Aosta
Piemonte
Dettagli
Categoria formaggio
Riconoscimento P.A.T.
Ingredienti principali siero residuo dalla lavorazione dei formaggi, formaggio sminuzzato, spezie, erbe aromatiche
 

Il Salignön è una ricotta dalla consistenza cremosa e grassa e dal sapore piccante e speziato, ottenuta dal siero residuo della lavorazione casearia arricchito con latte o panna[1][2][3]. È riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (P.A.T.) italiano di due diverse regioni: il Piemonte (con il nome di salgnun o salignun) e la Valle d'Aosta (in questo caso la denominazione riconosciuta è salignoùn).[4]

Zona di produzione[modifica | modifica wikitesto]

Salignon confezionato in vaschetta plastica trasparente

Viene prodotto, con lievi varianti, in Valle d'Aosta e nel Piemonte settentrionale, in particolare in Valsesia.[5]

Preparazione[modifica | modifica wikitesto]

La base della preparazione è la ricotta fresca, impastato con formaggio finemente sminuzzato (ad esempio toma), sale, pepe e peperoncino (da qui il suo colore rosato). L'impasto viene ulteriormente insaporito con erbe aromatiche di montagna e lasciato riposare per un tempo variabile a seconda di quanto lo si desidera piccante.

Utilizzo[modifica | modifica wikitesto]

Viene utilizzato per farcire le tipiche miasse (sottili e croccanti rettangoli di farina di granoturco che vengono cotte su apposite piastre). Si accompagna bene anche con la polenta.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pagina dei formaggi valdostani sul sito routedesvinsvda.it
  2. ^ Il salignön, su Valle d'Aosta. URL consultato il 13/1/2015.
  3. ^ Salignoùn: latticino PAT (Valle d'Aosta), prodotto dalla ricotta, su formaggio.it. URL consultato il 13/1/2015.
  4. ^ Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, Decreto 7 giugno 2012. Dodicesima revisione dell'elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n.142, 20 giugno 2012, pp. 50 e 78.
  5. ^ a b Salagnun, salgnon o salignon, scheda su www.piemonteagri.it

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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