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L'Uomo Ragno (film)

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L'Uomo Ragno
Nicholas Hammond vestito da Uomo Ragno, in uno scatto di scena
Titolo originaleSpider-Man
PaeseStati Uniti d'America
Anno1977
Formatofilm TV
Genereazione, poliziesco, fantastico
Durata88 min
Lingua originaleinglese
Rapporto4:3
Crediti
RegiaE. W. Swackhamer
SceneggiaturaAlvin Boretz
Interpreti e personaggi
Doppiatori e personaggi
FotografiaFred Jackman Jr.
MontaggioAaron Stell
MusicheJohnnie Spence
ScenografiaJames Hulsey
CostumiFrank Novak
TruccoBeau Hickman
Effetti specialiDon Courtney
ProduttoreEdward Montagne
Produttore esecutivoCharles Fries, Daniel R. Goodman
Casa di produzioneCharles Fries Productions, Dan Goodman Productions
Prima visione
Prima TV originale
Data14 settembre 1977
Rete televisivaCBS
Distribuzione in italiano
Data28 aprile 1978
DistributoreC.E.I.A.D.
Opere audiovisive correlate
SeguitiThe Amazing Spider-Man
L'Uomo Ragno colpisce ancora
AltreL'Uomo Ragno sfida il Drago

L'Uomo Ragno (Spider-Man) è un film per la televisione del 1977 diretto da E. W. Swackhamer, con protagonista Nicholas Hammond. È il primo lungometraggio live action basato sul supereroe omonimo dei fumetti della Marvel Comics, ideato nel 1962 da Stan Lee e Steve Ditko.

Concepito come episodio pilota per lanciare la serie TV della CBS The Amazing Spider-Man,[1] dalla stessa serie tv vennero adattati altri due film, L'Uomo Ragno colpisce ancora (1978) e L'Uomo Ragno sfida il Drago (1979).[1]

A New York vive Peter Parker, un ragazzo statunitense orfano, allevato dalla zia May, e un brillante studente universitario, con una passione per la scienza. Un giorno, un piccolo ragno viene esposto accidentalmente a radiazioni durante un esperimento di laboratorio; l'aracnide finisce per mordere Peter, trasmettendogli i suoi poteri (una forza fisica elevata, una grande agilità, la capacità di aderire a muri e soffitti e un "senso di ragno" che lo avverte dei pericoli imminenti). Il ragazzo, che viene intravisto da alcuni passanti, viene nominato "Uomo Ragno" proprio perché capace di arrampicarsi sui muri come il medesimo animale. Allora Peter, per non essere riconosciuto e per fare soldi con le foto esclusive dell'Uomo Ragno, si cuce un costume costituito da una tuta da ginnastica rossa e blu e una maschera rossa con le lenti bianche. Più avanti costruisce anche un bracciale che lancia ragnatele fatte di un particolare fluido che si solidifica a contatto con l'aria.

Intanto in città accadono altre cose strane: alcune persone innocue, inspiegabilmente, si mettono a compiere svariati crimini; questi vengono ipnotizzati e sfruttati da alcuni gangster sotto copertura (si spacciano per psichiatri, organizzando sedute apparentemente a scopo terapeutico) che mirano a rubare molto denaro entro una certa data.

Più avanti Peter (nei panni dell'Uomo Ragno) scopre un segnale sospetto tramite il suo ricevitore di frequenze e arriva quasi a raggiungere la fonte (un computer che emette segnali ipnotici, impiegato dai malfattori di prima), situata all'interno del palazzo, ma alcuni campioni di kendō lo sorvegliano e si scontrano con lui. L'Uomo Ragno è costretto a battere in ritirata, riuscendo comunque ad avere la meglio sugli scagnozzi. Sicuri del fatto che il supereroe tornerà per smascherarli, elaborano una tattica per contrastarlo meglio al secondo incontro.

Durante una seduta, anche Peter viene ipnotizzato (tramite una spilla che emette suoni ipnotici) e sta per tentare il suicidio insieme ad altri; fortunatamente, la spilla viene staccata dalla giacca del ragazzo e quest'ultimo rinviene. Indossando ancora il costume da Uomo Ragno, egli riesce ad invertire il segnale ipnotico sradicando (con una ragnatela) l'antenna dal tetto del palazzo. Il capo dei criminali rimane ipnotizzato dal suo stesso computer e, sotto il consiglio "amichevole" del supereroe, si costituisce alla polizia.

Alla fine la gang viene arrestata, Peter ha una relazione con la figlia di una delle vittime del complotto e J. Jonah Jameson (il direttore del giornale Daily Bugle) riceve dal ragazzo altre foto straordinarie dell'Uomo Ragno.

Fantafilm scrive che "l'operazione, riuscita in parte sotto il profilo dello spettacolo, naufraga nella banalizzazione del ritratto del protagonista. Dell'eroe del fumetto, Nicholas Hammond si limita, in realtà, a vestire la suggestiva calzamaglia senza farsi carico di approfondire quegli aspetti più sfumati che determinarono la novità del personaggio e il successo del comic presso il giovane pubblico americano. Il film perde la geniale intuizione di Stan Lee di riversare nel nuovo super-eroe l'alienazione fisica e psicologica come riflesso del malessere della generazione "anni '60" che non si riconosce nelle certezze dei padri."[1]

  1. ^ a b c Bruno Lattanzi e Fabio De Angelis (a cura di), L'Uomo Ragno, in Fantafilm. URL consultato il 15 agosto 2017.

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