The Fantastic Four (film)

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The Fantastic Four
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneGermania, Stati Uniti d'America
Anno1994
Durata90 min
Rapporto1,85:1
Genereazione, avventura, fantascienza
RegiaOley Sassone
SoggettoStan Lee, Jack Kirby
SceneggiaturaCraig J. Nevius, Kevin Rock
ProduttoreSteven Rabiner
Produttore esecutivoRoger Corman, Bernd Eichinger
Casa di produzioneNew Horizons, Constantin Film
FotografiaMark Parry
MontaggioGlenn Garland
MusicheDavid Wurst, Eric Wurst
ScenografiaBradford Johnson
CostumiReve Richards
TruccoSuzanne Rodier
Interpreti e personaggi

The Fantastic Four è un film inedito diretto da Oley Sassone. È un film di supereroi indipendente con protagonista il team dei Fantastici Quattro, creato per i fumetti Marvel Comics da Stan Lee e Jack Kirby. La distribuzione del film venne inizialmente annunciata per il 4 settembre 1993, poi posticipata al 19 gennaio 1994 (e questo è l'anno che compare nei titoli di coda), ma esso non venne mai distribuito ufficialmente.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Reed Richards e Victor von Doom sono due giovani studenti universitari di fisica che lavorano assieme ad un acceleratore di particelle il quale, nel corso di una sperimentazione, esplode ferendo Victor, che viene creduto morto.

Passati dieci anni Richards è un affermato scienziato che lavora ancora all'acceleratore: la soluzione per il suo funzionamento sembra essere una maggiore energia che deve essere necessariamente tratta da una cometa. Grazie a una composizione di natura adamantina viene alimentata una navicella spaziale che porta Richards assieme all'amico Ben Grimm e i fratelli Susan e Johnny Storm nello spazio alla ricerca della fonte di energia necessaria per l'alimentatore. Avviene però un incidente: il diamante originale è stato rubato e sostituito con un falso dal Gioielliere, un mostruoso e avido personaggio amante delle pietre preziose, causando l'incidente allo shuttle che espone i quattro all'energia della cometa e li fa precipitare, incolumi, sulla Terra.

I quattro scoprono i loro superpoteri quando una squadra delle forze dell'ordine li conduce in un laboratorio per studiarli. I quattro sono precipitati a Latveria, il regno di von Doom ormai divenuto Dottor Destino, dal quale fuggono facilmente. Tornati a New York, Ben Grimm - trasformato nella Cosa, abbandona il gruppo a causa delle sue orribili sembianze, che non gli permettono di vivere una vita normale. Vagabondando per la città incontra un gruppo di morloch che lo convincono ad unirsi alla banda del Gioielliere, composta da freaks. Qui giunto trova nel covo Alicia Masters, una giovane scultrice non vedente, con la quale aveva avuto un rapido incontro prima della trasformazione, sufficiente a far capire ai due di provare del sentimento l'uno verso l'altra.

Destino irrompe nel covo del Gioielliere per impadronirsi del diamante necessario a costruire un raggio capace di distruggere la città di New York: impossessatone, fugge a Latveria e Ben torna dal gruppo di amici che, ormai divenuto cosciente dei propri poteri parte alla volta del castello di Destino per sventarne i piani.

Nel corso della battaglia finale Richards, ormai scoperto che Destino altri non è che l'ex compagno universitario Victor, lo sconfigge mentre la Torcia umana ferma con le proprie fiamme il raggio mortale, salvando la città. Il film termina con il matrimonio di Sue e Reed.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1983 il produttore tedesco Bernd Eichinger ebbe un incontro con Stan Lee, per valutare la possibilità di realizzare un film ispirato al suo fumetto dei Fantastici 4, anche se i diritti per tutti i personaggi si sarebbero liberati solo tre anni dopo: i diritti relativi allo sfruttamento della Torcia Umana infatti appartenevano alla Universal Studios fin dal 1977 (motivo per cui il personaggio non compariva neppure nel cartone animato di fine anni '70 della NBC).[1] Nel 1986, rientrata la Marvel in possesso dei diritti su tutti i personaggi, la casa di produzione di Eichinger, la Neue Constantin (una delle principali case di produzione tedesche), acquisì i diritti per realizzare un film sul supergruppo per una cifra "non enorme", che voci di corridoio volevano essere di circa 250.000 dollari.[1]

Acquisiti i diritti Eichinger cercò finanziatori per il film fino a quasi la loro scadenza, prevista per il 31 dicembre 1992. L'impresa si rivelò ardua per via del costo eccessivo degli effetti speciali che un film di supereroi avrebbe comportato, dell'ordine delle decine di milioni di dollari (secondo quanto riferito a posteriori da Roger Corman, Bernd Eichinger idealmente cercava un finanziamento da 40 milioni di dollari[2]). Warner Bros. e Columbia Pictures mostrarono interesse nel progetto, ma senza che questo si concretizzasse in un'offerta reale. Se da una parte la DC Comics aveva dimostrato, con la serie di film su Superman degli anni 70/80 e il Batman del 1989, che i film di supereroi potevano rivelarsi dei grandi successi al botteghino, dall'altra nessun personaggio della Marvel Comics era fino a quel momento riuscito a emulare simili risultati, ed anche i progetti cinematografici per altri personaggi di cui la Casa delle Idee aveva ceduto i diritti in quel periodo (come l'Uomo Ragno) si trovavano in una sorta di limbo.[1]

Con l'avvicinarsi della scadenza dei diritti Eichinger decise di realizzare il film (il contratto con la Marvel prevedeva il rinnovo solo se avesse iniziato le riprese prima della scadenza), non un blockbuster come aveva tentato in un primo tempo, ma un prodotto realizzato in economia. Contattò quindi Roger Corman, noto regista e produttore statunitense specializzato in produzioni a basso costo, a cui propose la realizzazione del film con un budget di 1.400.000 dollari,[3] con il vincolo di iniziare i lavori a fine anno, prima della scadenza dei diritti, in modo da poter chiedere poi il rinnovo degli stessi.[1] La regia venne affidata al regista di videoclip (ma con alcune esperienze in campo cinematografico e televisivo) Oley Sassone,[1] gli effetti speciali vennero affidati alla società californiana Mr. Film, al tempo pioniera dell'animazione al computer,[4] mentre John Vulich e Everett Burrel, della Optic Nerve, realizzarono i costumi.[3]

Gli attori protagonisti furono Alex Hyde-White nel ruolo di Mister Fantastic/Reed Richards, Jay Underwood in quelli della Torcia Umana/Johnny Storm, l'attrice televisiva ed ex Miss Nebraska Rebecca Staab in quelli della Donna invisibile/Susan "Sue" Storm (al suo primo ruolo da protagonista in una produzione destinata al grande schermo) e Carl Ciarfalio nel ruolo della Cosa (mentre l'ex giocatore dei Dallas Cowboys Michael Bailey Smith ne interpreta la controparte umana, Ben Grimm). Il film presentava anche il personaggio del Dottor Destino, interpretato da Joseph Culp, anch'egli al suo primo ruolo cinematografico di una certa importanza, e del Gioielliere, quest'ultimo vagamente ispirato all'Uomo Talpa, interpretato da Ian Trigger.

Le riprese durarono 21 giorni, a cavallo tra il dicembre 1992 ed il gennaio 1993, con turni lavorativi anche di 12 ore consecutive,[1] periodo in cui Lee visitò diverse volte il set. Terminate queste iniziò un lento lavoro di post produzione, che si protrasse per diversi mesi.[1] Gli autori delle musiche, David ed Eric Wurst, finanziarono in parte (6.000 dollari) la registrazione delle stesse, effettuate dall'orchestra della Capitol Records.[1]

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Il trailer del film venne distribuito insieme a Carnosaur - La distruzione, prodotto dallo stesso Corman, nella primavera del 1993. Terminate le riprese del film il cast iniziò un tour promozionale, con la presentazione di spezzoni di film e sessioni di autografi, toccando anche la San Diego Comic-Con International,[1] ed ottenendo la copertina della rivista Film Threat.[5]

Distribuzione mancata[modifica | modifica wikitesto]

La prima del film venne inizialmente annunciata per il weekend precedente il Labor Day (ovvero sabato 4 settembre 1993)[6], per poi essere posticipata al 19 gennaio 1994, presso il Mall of America di Minneapolis.[1]

Poco prima di Natale[3], inaspettatamente per il cast, venne annunciato che il film non sarebbe stato distribuito. All'annuncio della cancellazione della distribuzione si sparse la voce secondo cui il film era solo un ashcan copy, un artefatto realizzato esclusivamente per mantenere i diritti legali sui personaggi. Nonostante ufficialmente non esistessero più copie del film, dopo alcuni anni delle sue riproduzioni, ovviamente non autorizzate, iniziarono a circolare nell'ambito della pirateria home video prima, e del file sharing poi, rendendo quindi pubblico il contenuto del film.

Sassone ha affermato di aver avuto la notizia della mancata distribuzione direttamente da Eichinger e di aver avuto l'impressione che il produttore tedesco originariamente si aspettasse un prodotto più scadente rispetto a quanto poi invece realizzato.[1] Secondo il regista è possibile che la Neue Constantin, dopo la fine delle riprese (che di per sè bastavano per il rinnovo dei diritti), non abbia poi seguito i vari passaggi della postproduzione e non fosse al corrente del, comunque lento, avanzamento di questa che aveva portato al compimento del film.[3]

Nel 2002, con le copie pirata ormai in circolazione da alcuni anni, Stan Lee, nel documentario Stan Lee's Mutants, Monsters & Marvels, affermò che il film era stato pensato fin dall'inizio da Eichinger per non essere mai distribuito, ma lo stesso ne aveva tenuto all'oscuro tutto il cast, compresi il produttore Corman ed il regista Sassone, che invece si erano impegnati al meglio per realizzarlo.[7]

Sia Corman che Eichinger daranno in seguito versioni differenti da quella di Lee, il primo evidenziando anche i notevoli costi e gli impegni sostenuti per il tour promozionale, decisamente eccessivi per un film che non si sarebbe voluto far uscire.[1] Corman venderà la pellicola, comunque con profitto, a Eichinger (grazie ad una clausola contrattuale, che permetteva l'acquisto da parte del produttore tedesco della stessa, fino a 90 giorni dal termine della produzione[3]), il quale, come si scoprirà solo nel 2003 (durante una conferenza stampa relativa al film Spider-Man),[3] l'avrebbe poi subito ceduta per alcuni milioni di dollari ad Avi Arad, da pochi mesi tra gli amministratori della Marvel Entertainment. Secondo Eichinger, Arad aveva intenzione di distruggere la copia del film, probabilmente temendo che una produzione a basso costo su un brand così importante avrebbe potuto affossare tutti i futuri progetti cinematografici basati sulle proprietà della casa editrice.[1]

La volontà di rimandare la realizzazione del film definitivo destinato alla distribuzione internazionale fu probabilmente anche influenzata dalla massiccia quantità di effetti speciali di cui il film necessitava e dalla consapevolezza che gli effetti digitali dell'industria cinematografica erano in quegli anni in una fase di rapida evoluzione.

Nel 1994 lo stesso Eichinger, che aveva mantenuto i diritti, propose a Chris Columbus, reduce dai successi di Mamma, ho perso l'aereo e Mrs. Doubtfire - Mammo per sempre, di realizzare un nuovo film sul gruppo, con un budget di 40 milioni di dollari, ma, dopo aver dato il via alla preproduzione nel 1996, questo progetto finì arenato.[1]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il giornalista di Esquire Barry Thompson il film, seppur ricco di difetti negli economici effetti speciali e a volte teatralmente eccessivo, è al di sopra dei seguenti I Fantastici 4 e I Fantastici 4 e Silver Surfer.[8] Nel novembre del 1998 il periodico Wizard Magazine lo inseriva tra le ultime posizioni della sua classifica dei "50 Top Comic Movies of All Time (...and Some So Bad You've Just Got to See Them)", ma in una posizione superiore a Batman & Robin, Steel, Red Sonja e Virus, tutti realizzati con budget nettamente superiori e regolarmente distribuiti nei cinema.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n (EN) Robert Ito, Fantastic Faux, Los Angeles, Marzo 2005, pag 108 e seg e 218 e seg
  2. ^ (EN) Shirrel Rhoades, Comic Books: How the Industry Works, Peter Lang, 2008, ISBN 9780820488929, pag 264
  3. ^ a b c d e f (EN) ...It's Clobberin' Time?, articolo di approfondimento dal sito THIRD MILLENNIUM entertainment
  4. ^ (EN) Sheila Muto, The Fantastic Four Movie You'll Never See, Wired, settembre 1994
  5. ^ (EN) Copertina ed articolo di Film Threat, Issue 12, ottobre 1993, riportati dal sito kleefeldoncomics.com
  6. ^ (EN) Film Threat, Issue 12, ottobre 1993, pag 41
  7. ^ Si veda la trascrizione del dialogo presente in Stan Lee's Mutants, Monsters & Marvels tra il fumettista e Kevin Smith (EN) sulla scheda del film del sito The agony booth
  8. ^ (EN) Barry Thompson, The Superhero Movie Marvel Really Doesn't Want You to See, articolo di , del 10 luglio 2015

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]