Teleri

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I Teleri (al singolare Teler) sono una stirpe di Arda, l'universo immaginario creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien. È la terza (e la più numerosa) delle tre stirpi degli Eldar partite da Cuiviénen per il Grande Viaggio verso Aman.

Il nome[modifica | modifica sorgente]

Essi chiamavano sé stessi Lindar, "i cantori"; i vari gruppi che si staccarono dal popolo dei Lindar assunsero nomi diversi come i Nandor e i Sindar.

Teleri è il nome dato a questa schiera dagli Elfi che li avevano preceduti nel viaggio verso Aman e significa "gli ultimi arrivati". Per estensione tale nome fu usato da Vanyar e Noldor per indicare tutti gli appartenenti al terzo clan degli Eldar, sia che fossero giunti effettivamente in Aman sia che si fossero fermati nella Terra di Mezzo, lungo la marcia (Nandor e Sindar).

I Teleri di Aman venivano chiamati anche Falmari ("Elfi del mare"), nome la cui etimologia riprende il frangersi delle onde sulla costa.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La divisione tra Teleri e Avari[modifica | modifica sorgente]

Un gruppo di elfi dei boschi si dirige verso i Porti Grigi, nel film La Compagnia dell'Anello di Peter Jackson.

La grande stirpe dei Lindar perse una parte dei propri membri alla partenza per il Grande Viaggio verso Valinor. Coloro che si rifiutarono di seguire l'invito dei Valar furono chiamati (insieme ad appartenenti alle altre stirpi elfiche) gli Avari, "i riluttanti"; Teleri furono invece chiamati quelli che si erano messi in cammino per il viaggio, guidati da Elwë (Thingol, che era già stato in Aman al cospetto dei Valar) e Olwë, suo fratello.

Nandor[modifica | modifica sorgente]

Il viaggio durò parecchi anni. Le tre stirpi si misero in marcia insieme, guidati da Oromë. Ma il cammino dei Teleri fu più lento, poiché essi si fermarono una prima volta sulla riva orientale del fiume in seguito chiamato Anduin il Grande; qui alcuni, rifiutandosi di oltrepassare le Montagne Nebbiose, si stanziarono definitivamente sotto la guida di Lenwë e costituirono il popolo dei Nandor, detti anche Elfi Silvani. In epoche successive a loro si unirono Avari e qualche Sindar.

Tra la fine della Terza Era e l'inizio della Quarta, alcuni degli Elfi Silvani del Bosco Atro andarono, col figlio del loro re Thranduil, Legolas, a dimorare nell'Ithilien, per aiutare Re Elessar di Gondor e Arnor nella ricostruzione di quella contrada.

Nandorin[modifica | modifica sorgente]

I Nandor parlavano, nel leggendarium tolkeniano il Nandorin, del quale si conoscono tuttora solo una trentina di vocaboli. Della favella degli elfi verdi non si sa quasi niente neanche fino a che punto Tolkien l'abbia sviluppato. Dai pochi vocaboli pervenuti si crede che il Nandorin avesse un sistema di formazione del plurale molto simile al Sindarin, alcune desinenze sembrano invece corrispondere a quelle del Quenya.[1]

Laiquendi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elfi Verdi.

In anni successivi il figlio di Lenwë, Denethor, riprese il cammino verso Ovest, e prima che nascesse la Luna condusse una parte dei Nandor nel Beleriand, dove si stabilirono nell'Ossiriand.

Caratteristica di questo popolo è l'amore per l'acqua ed il vivere presso cascate e torrenti; maggiore di quella di tutti i loro simili è la loro conoscenza di erbe ed animali: per questo sono chiamati anche Elfi Verdi (Laiquendi).

I Sindar[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindar.

La schiera che proseguì verso l'Ovest attraversò le Montagne Nebbiose, le terre dell'Eriador e dimorò per qualche tempo presso il fiume Gelion.

L'amore sbocciato tra Elwë e Melian la Maia tolse ai Teleri la loro guida: molti di essi, legati a lui da parentela o affetto, si staccarono dal popolo in viaggio per cercarlo. Prima che fosse ritrovato, essi avevano chiamato se stessi Eglath, "il popolo abbandonato". La riunificazione tra essi ed Elwë segnò la nascita di una nuova stirpe; il loro re assunse il nome di Thingol Mantogrigio (Elu Thingol) ed essi furono detti Sindar ("Elfi del crepuscolo" o "Elfi grigi").

Il Grande Viaggio e i Falathrim[modifica | modifica sorgente]

Coloro che avevano proseguito la marcia erano guidati da Olwë, il fratello di Elwë che divenne poi loro signore in Valinor. In attesa di poter passare il mare, dimorarono presso le Bocche del Sirion, dove Ossë e la sua sposa Uinen vennero sovente ad incontrarli ed ammaestrarli.

I Noldor e i Vanyar, che avevano già compiuto il viaggio, infine persuasero Ulmo a Valinor a trasportare i Teleri in Aman: come per le altre stirpi egli svelse così l'isola che sarebbe stata poi chiamata Tol Eressëa trasportando gli elfi.

Ma Ossë persuase alcuni dei Teleri a rimanere presso di lui ad est del grande mare: questi costruirono i porti di Brithombar e di Eglarest e furono detti Falathrim, "gli Elfi delle Falas"; Círdan il Carpentiere fu loro signore e furono i primi a costruire navi. Coloro che partirono, per raggiungere Valinor ebbero in dono da Ossë cigni bianchi che trainassero le navi che egli aveva loro insegnato a costruire.

I Teleri a Valinor[modifica | modifica sorgente]

I Teleri non giunsero però subito in Aman, ma si stanziarono sull'isola di Tol Eressëa; in seguito giunsero in Aman e si stanziarono sulla costa di Eldamar (che significa "casa degli Elfi"), fondando la città di Alqualondë.

Essi amavano sopra ogni cosa solcare le acque della baia con le loro agili navi, fatte a somiglianza di cigni, con becchi d'oro ed occhi d'oro e giaietto e bianche vele tessute dalle loro spose e figlie. Sulle spiagge avevano sparso opali, diamanti e pallidi cristalli, dono dei Noldor, e le loro dimore ad Alqualondë, il Porto dei Cigni illuminato da molte lampade, erano fatte di perle prese al mare. Essi che dimoravano presso le onde erano i più superbi cantori tra gli Eldar e la musica degli Ainur era nelle loro voci.

I fatti di Alqualondë e la Guerra d'Ira[modifica | modifica sorgente]

Dopo il fratricidio di Alqualondë ad opera di Fëanor e di quelli che erano con lui, i Teleri si allontanarono sempre più dai loro fratelli. Se nella Guerra d'Ira accettarono di portare con le loro navi gli eserciti di Valinor al di qua del mare, fu solo per amore di Elwing, sposa di Eärendil, che era della loro stessa stirpe. Però, nessuno di loro volle, né allora né mai, mettere piede nella Terra di Mezzo.

Il linguaggio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Telerin comune e Telerin.

Nel periodo di tempo in cui i Teleri dimorarono su Tol Eressëa, il loro linguaggio, il Telerin di Aman (derivato dal Telerin comune) assunse una differenza più marcata rispetto a quello di Vanyar e dei Noldor, diventando un idioma a sé stante.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Helge Fauskanger, Nandorin - la lingua degli Elfi Verdi. URL consultato il 2 gennaio 2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]