Flagello di Durin

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Flagello di Durin
Il Flagello di Durin durante lo scontro con Gandalf
Il Flagello di Durin durante lo scontro con Gandalf
Universo Arda
Lingua orig. Inglese
Soprannome Male del Mondo Antico, Ombra e Fiamma
Autore John Ronald Reuel Tolkien
Specie Balrog
Sesso Maschio
Data di nascita Prima della creazione di e di Arda

Il Flagello di Durin è un personaggio di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien.

È un Balrog, un Maia corrotto da Morgoth.

Aspetto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Balrog § Aspetto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ainu creato da Eru Ilúvatar, egli, come gli altri Balrog, divenne un alleato di Morgoth prima ancora della creazione di . Dopo questa, discese su Arda insieme al suo padrone, che servirà per tutta la Storia di Arda fino alla Guerra dell'Ira; in questa guerra vennero uccisi quasi tutti i suoi conspecifici, ed egli, in qualche modo, fu tra i pochi Balrog che riuscirono a sfuggire alle forze di Valinor, andandosi a nascondere nei cunicoli più profondi delle Montagne Nebbiose.

Lì vi rimase per più di cinque millenni, indisturbato, fino a che, nell'anno 1981 della Terza Era, i minatori di mithril del Re dei Nani Durin VI, scavando, giunsero ai suoi nascondigli. Durin fu quindi ucciso da questa creatura, cui per questo motivo da allora in poi si decise di dar nome Flagello di Durin.[1][2] I Nani tentarono di combattere il Balrog, ma i suoi poteri erano enormemente più grandi dei loro; tutti i tentativi da loro compiuti di difendere la loro colonia di Khazad-dûm dal mostro fallirono, e anche il Re Náin I, figlio di Durin VI, assieme a moltissimi suoi sudditi, venne ucciso.[1]

Questo costrinse i superstiti Nani a fuggire da quel luogo. Sembra che poi il Flagello sia giunto sino agli Elfi Silvani dell'Agrifogliere, molti dei quali fuggirono a causa del "Terrore Innominato" (non venne riconosciuto come un Balrog, al tempo). Da allora gli Elfi cominciarono a chiamare il luogo di provenienza del Balrog, Khazad-dûm, come Moria, il "Pozzo Nero", e da lì a 500 anni nessuno osò più disturbare il Balrog.

Attorno al 2480 della Terza Era, Sauron cominciò a tradurre in realtà i suoi piani di guerra contro la Terra di Mezzo. Egli inviò Orchi e Troll sulle Montagne Nebbiose, perché bloccassero tutti i passi. Alcune di queste creature raggiunsero Moria, e il Balrog permise loro di rimanere mentre vi dimorava.

Nel 2799 T.E., si tenne la Battaglia di Nanduhirion, la più importante e cruenta battaglia della Guerra tra Nani ed Orchi, davanti ai cancelli orientali di Moria. Questa battaglia vide i Nani vincitori; ma questo non bastò a far loro riconquistare l'antica Khazad-dûm, poiché la minaccia del Balrog non poteva essere sconfitta nemmeno con un intero esercito. Nel 2989 T.E, Balin, assieme ad alcuni suoi compagni tentò nuovamente la colonizzazione di Moria, la quale fallì miseramente con la morte di Balin stesso e di gran parte dei suoi seguaci.

Gandalf e il Balrog precipitano in un lago sotterraneo in una scena del film Il Signore degli Anelli - Le due Torri.

Nel gennaio 3019 T.E., infine, la Compagnia dell'Anello attraversò i profondi cunicoli di Moria, diretta al Monte Fato. Essa si scontrò col Flagello di Durin alla fine del suo viaggio nelle miniere, sul luogo chiamato Ponte di Khazad-dûm; l'elfo Legolas riconobbe subito il Balrog, avendone memoria nei racconti della sua gente, e lo Stregone Gandalf lo sfidò personalmente, sapendo bene che i poteri dell'essere potevano essere paragonati solo ai suoi. Infatti sia il Flagello di Durin che Gandalf erano Maiar, e perciò appartenevano alla stessa classe.

Quando il Balrog avanzò verso la Compagnia, sul Ponte, Gandalf spezzò quest'ultimo, facendo precipitare l'avversario nell'abisso sottostante. Ma nella caduta, egli intrecciò la sua frusta attorno alle ginocchia di Gandalf, trascinandolo con sé. Dopo una lunga caduta, i due atterrarono in un enorme lago sotterraneo, che estinse le fiamme che ricoprivano il corpo del Balrog, indebolendolo molto. Rendendosi conto del suo stato, il Flagello di Durin fuggì, inseguito da Gandalf, che gli stette alle calcagna per otto giorni, finché essi non salirono fino al picco di Celebdil, la sommità della montagna sotto la quale sorgeva Moria. A questo punto le fiamme del Balrog si rinvigorirono, facendo aumentare il suo potere; ebbe così inizio la Battaglia del Picco, nella quale i due avversari si contrastarono per due giorni e due notti, fino a quando il Balrog, esausto e sconfitto, cadde morto, rompendo un lato della montagna. Anche Gandalf perì dopo la battaglia, ma fu rimandato poco dopo nella Terra di Mezzo con nuovi poteri, come Gandalf il Bianco.

Adattamenti cinematografici[modifica | modifica wikitesto]

Nella versione animata de Il Signore degli Anelli diretta da Ralph Bakshi il Flagello di Durin è rappresentato simile ad un leone con delle grandi ali, capace di camminare in posizione verticale e di volare.

Nella trilogia di Peter Jackson, invece, la raffigurazione del Balrog è basata su un'illustrazione di John Howe. In questa rappresentazione il Flagello di Durin ha un teschio animale come testa, delle corna di ariete molto ricurve, zampe animali con artigli, e un corpo umanoide dalla schiena arcuata, buio ma percorso da tagli infuocati, come se fosse fatto di carbone incandescente parzialmente raffreddatosi. Il Balrog emette delle fiamme a comando, e una sorta di foschia impenetrabile che nasconde quasi del tutto un paio di grandi ali. Durante il combattimento con Gandalf evoca prima una spada di fuoco, poi una frusta a più punte anch'essa di fuoco, entrambe nella mano destra. Il Balrog morto, ormai ucciso da Gandalf, è rappresentato con le fiamme ormai spente e la foschia dissolta.

Il Flagello di Durin appare nell'episodio La compagnia dell'anello, all'inizio de Le due torri e in un flashback in una parte seguente dello stesso film.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b J.R.R. Tolkien, Il ritorno del Re. Il Signore degli Anelli. Vol. 3. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 411, Appendice A - "Annali dei Re e Governatori". ISBN 88-452-3227-1
  2. ^ J.R.R. Tolkien, Il ritorno del Re. Il Signore degli Anelli. Vol. 3. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 430, Appendice B - "Il calcolo degli anni". ISBN 88-452-3227-1
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