Armi della Terra di Mezzo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La spada elfica Narsil, come realizzata nella versione cinematografica del Signore degli Anelli

Questo è un elenco delle armi utilizzate nelle opere di John Ronald Reuel Tolkien.

Armi uniche[modifica | modifica wikitesto]

Spade[modifica | modifica wikitesto]


Anglachel e Gurthang[modifica | modifica wikitesto]

Anglachel ("ferro astrale" in Sindarin) è una spada dalla lama estremamente dura e temperata (era in grado di spezzare "qualsiasi ferro tratto dal suolo") che l'Elfo Scuro Eöl forgiò, insieme alla gemella Anguirel, ricavando il materiale da una stella cadente: grazie alla sua abilità di fabbro, Eöl produsse infatti da questa un nuovo metallo, che chiamò Galvorn.

Eöl diede, non senza una certa riluttanza, questa spada a Thingol come prezzo per rimanere nella sua foresta, il Nan Elmoth.

Thingol donò l'arma al suo vassallo Beleg, quando questi partì per cercare di convincere Túrin a ritornare con lui nel Doriath, e in quest'occasione la moglie del re, Melian profetizzò:

« Vi è malizia in questa spada. Il nero cuore del fabbro vi risiede ancora. Non amerà la mano che la impugna, né rimarrà con te a lungo. »
(da Il Silmarillion di J. R. R. Tolkien)

La spada, infatti, sembrava essere dotata quasi di vita propria, e, come molte opere di artigianato delle saghe tolkeniane, conteneva parte dell'essere del forgiatore.

Ad un certo punto, Beleg stava cercando con questa di liberare Túrin, che era stato preso prigioniero dagli Orchi ed era svenuto, dai suoi lacci; tuttavia la lama scivolò, ferendo Túrin. Quest'ultimo, riscossosi all'improvviso, non riconobbe Beleg, e lo uccise con Anglachel, un errore fatale che rimpianse a lungo.

Túrin, fu poi condotto da Gwindor alla sua patria, il Nargothrond, e qui la spada Anglachel, che era divenuta nera, fu riforgiata dagli esperti fabbri del Nargothrond, e fu ribattezzata dal suo nuovo portatore, Túrin, col nome di Gurthang, che significa Ferro di Morte. Gli Orchi e gli Elfi soprannominarono la spada, e chi la portava, "Mormegil" (La Spada Nera).

Túrin successivamente uccise grazie alla spada Glaurung, ma quando poco dopo scoprì che sua moglie era in realtà sua sorella, si suicidò per l'orrore, gettandosi disperato sulla sua stessa arma.

« "Salve a te Gurthang! Tu non conosci padrone o lealtà, salvo la mano che ti impugna. Da nessun sangue ti ritrai. Vorrai quindi prendere quello di Túrin Turambar, mi finirai alla svelta?"

E dalla spada si levò in risposta una fredda voce:

"Certamente. Berrò volentieri il tuo sangue, così scorderò il sangue di Beleg, il mio padrone, e quello di Brandir, ingiustamente ucciso. Ti finirò alla svelta." »

(da Il Silmarillion di J. R. R. Tolkien)

La spada si spezzò e fu sepolta nel tumulo dell'eroe, e lì rimase per sempre (quel luogo, dove ebbero tomba anche sua madre e sua sorella, divenne poi l'isola di Tol Morwen).

Anguirel[modifica | modifica wikitesto]

Anguirel era una delle due spade forgiate dall'Elfo Scuro Eöl usando come materiale un nuovo metallo di sua produzione, il Galvorn, estratto da una meteorite. Anglachel, l'altra spada, fu ceduta dall'artefice a Thingol in cambio del suo permesso di dimorare nel Nan Elmoth, mentre Anguirel la tenne per sé.

La spada fu poi sottratta ad Eöl dal figlio Maeglin, quando questi scappò con la madre Aredhel per dirigersi a Gondolin. La lama venne probabilmente smarrita a seguito della caduta di Gondolin.

Aranrúth[modifica | modifica wikitesto]

Aranrúth ("Collera del Re"), era la spada di Elu Thingol, Re del Doriath e Alto Re dei Sindar. È probabile che alla sua morte sia stata ereditata da suo nipote Dior, e successivamente, sia passata nelle mani dei Re di Númenor, discendenti dello stesso. Andò perduta insieme ad Ar-Pharazôn, quando questi fu seppellito sotto le spiagge di Aman.

Dagmor[modifica | modifica wikitesto]

Dagmor era il nome della spada appartenuta a Beren. Non si hanno altre informazioni su quest'arma, o su che fine abbia fatto.

Glamdring[modifica | modifica wikitesto]

La Spada Glamdring

Glamdring era la spada forgiata per il Sire Elfico Turgon, della stirpe dei Noldor, nella Prima Era. Andò smarrita per migliaia di anni, finché non venne rinvenuta da Gandalf (insieme a Pungolo e Orcrist) nella tana dei Troll ne Lo Hobbit, il quale la tenne per sé, e continuò a portarla lungo tutti gli eventi della trilogia de Il Signore Degli Anelli. Non si sa con certezza che fine abbia fatto l'arma dopo le vicende raccontate dalla trilogia; ci sono due teorie principali: secondo la prima, Gandalf la portò con sé nelle Terre Imperiture alla fine della Terza Era, mentre per la seconda sarebbe stata posta prima fra i cimeli in retaggio degli Elfi del Bosco Atro, per passare poi in custodia ad Aragorn che la pose nei sotterranei dove è conservato il tesoro di Minas Tirith.

Glamdring viene tradotto "Battinemici", e gli Orchi ne Lo Hobbit la chiamano spregiativamente "Martello".

Glamdring, insieme alla gemella Orcrist, vengono descritte ne Lo Hobbit come corredate da splendidi foderi e con l'impugnatura riccamente decorata da gioielli. Nei Racconti incompiuti, una delle note alla storia di Tuor recita che la spada di Turgon era "...bianca ed oro...in un fodero d'avorio..." benché Glamdring non sia menzionata, è ragionevole presumere che sia proprio essa la spada descritta. Come molte altre spade elfiche, la lama era formata a guisa di foglia lanceolata; incastonata nella guardia c'era una piccola pietra grezza blu.
La guardia è istoriata con rune in lingua elfica. Nel film de Il Signore Degli Anelli diretto da Peter Jackson, le rune recitano[1]:

<<Turgon aran Gondolin tortha, gar a matha i vegil Glamdring
Gûd Daedheloth, Dam an Glamhoth>>

ossia:
<<Turgon il re di Gondolin tiene, possiede e impugna la spada Glamdring, Nemica del regno di Morgoth, Martello degli Orchi>>.

Questa iscrizione non viene mai menzionata in nessuno degli scritti di J. R. R. Tolkien. Tutto quello che Tolkien dice ne Lo Hobbit è che i nomi delle spade erano scritti in rune, ma non aggiunge altro. L'iscrizione inventata per la spada nel film tuttavia, è plausibilie, in quanto Elrond ne Lo Hobbit era stato in grado di identificare che la spada era appartenuta a Turgon.

Sorge però qui un problema, in quanto l'iscrizione è scritta in Sindarin, ma in un tardo articolo J. R. R. Tolkien afferma chiaramente che Turgon aveva ristabilito il Quenya come linguaggio ufficiale della sua casata in Gondolin. Curiosamente, viene menzionato ne Lo Hobbit il fatto che Gandalf non sia riuscito a decifrare le rune, mentre Elrond sì, suggerendo così che esse erano scritte in normale Cirth, ma in un modo speciale tale per cui Gandalf non sia riuscito ad interpretarle. O, più probabilmente, ci si trova di fronte ad un'inconguenza tra le opere di Tolkien (Occorre ricordare che Lo Hobbit originariamente non era stato concepito per integrarsi in modo stretto con il corpus mitologico del Silmarillion).

Benché l'iscrizione nella versione cinematografica sia scritta in un Sindarin e Cirth "contemporanei" agli eventi de Il Signore degli Anelli, è più che lecito pensare che i linguaggi Elfici sicuramente siano cambiati dall'epoca di Turgon, cosicché è possibile che Elrond, in quanto reduce della Prima Era, sia stato in grado di leggere l'iscrizione mentre Gandalf, che ha vissuto ad Aman fino alla Terza Era, non ne sia stato in grado in quanto poco pratico di elfico antico.

Come tutte le spade forgiate dagli elfi, Glamdring dovrebbe risplendere di luce bianca od azzurrina quando ci sono Orchi (o Balrog) nelle vicinanze, come Pungolo, la spada di Frodo o Orcrist, la spada di Thorin Scudodiquercia, che furono anch'esse forgiate a Gondolin. Tuttavia questo particolare è stato omesso nella trilogia cinematografica de Il Signore Degli Anelli, ad eccezione che per Pungolo, forse perché si è pensato che potesse confondere il pubblico (durante l'incontro tra Frodo e Bilbo a Gran Burrone, quando quest'ultimo dona la spada al primo, gli ricorda delle sue caratteristiche).

Gúthwinë[modifica | modifica wikitesto]

Gúthwinë (In inglese antico "Amica della battaglia") era la spada appartenuta ad Éomer, che egli portò con sé nella battaglia del Trombatorrione e, con ogni probabilità, anche nella battaglia sui Campi del Pelennor ed in quella davanti al Morannon.

Herugrim[modifica | modifica wikitesto]

Herugrim era la spada di Re Théoden. Egli l'affidò a Grima il Vermilinguo il quale, con la scusa di tenerla al sicuro, la nascose per lasciarla ad arrugginire. La spada venne rispolverata quando Gandalf guarì Théoden.

Narsil e Andúril[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Narsil.

Narsil era la spada del Re Elendil dei Dúnedain. Venne forgiata durante la Prima Era dal Nano Telchar, sicché è "cugina" della lama Angrist che svelse un Silmaril dalla corona di Morgoth. In nome contiene gli elementi nar, "fuoco" e thil, "luce bianca", in riferimento al Sole ed alla Luna.

Elendil utilizzò Narsil durante l'assedio di Barad-dûr e, una volta ucciso da Sauron, quest'ultimo mise il piede sulla lama, rompendola. Suo figlio Isildur ne prese un frammento e lo utilizzò per staccare l'Unico Anello dalla mano di Sauron. Isildur conservò poi i frammenti dell'arma. Dopo l'assassinio di Isildur nell'anno 2 della Terza Era, i frammenti furono portati da Ohtar, scudiero di Isildur, a Gran Burrone, dove venne allevato il figlio minore di Isildur, Valandil.

I Frammenti di Narsil furono uno dei cimeli dei Re di Arnor, e dopo la scomparsa del Regno del Nord, rimasero come eredità dei Raminghi, tuttavia la spada venne riforgiata solo durante la Guerra dell'Anello.

Nel 3019 T. E. Narsil fu riforgiata a Gran Burrone col nome di Andúril (Sindarin per "Fiamma dell'Ovest") per l'erede di Isildur, Aragorn. Egli portò la spada durante il viaggio verso sud come membro della Compagnia dell'Anello, e questa si inserisce cospicuamente nella vicenda, a volte col nome La Lama che fu Spezzata.

Boromir, figlio del Sovrintendente di Gondor, giunse a Gran Burrone in tempo per il Consiglio di Elrond a causa del sogno profetico di suo fratello Faramir, nel quale gli era stato comandato di "cercare la Lama che fu Spezzata". Aragorn spesso utilizza la spada per stabilire la sua identità regale.

Narsil (rotta e poi riforgiata) è simbolo del potere regale di Arnor e Gondor. Come Capitano dei Raminghi del Nord, Aragorn porta con sé i frammenti dell'antica spada, in incognito eppure sempre vigile, e la spada viene riforgiata quando egli avanza per reclamare il suo regno.

Nella trasposizione cinematografica de Il Signore degli Anelli di Peter Jackson, Narsil è spezzata non in due, ma in diversi frammenti (conservati come reliquie a Gran Burrone), e non viene riforgiata fino al terzo film, Il Ritorno del Re, quando la spada viene consegnata ad Aragorn (che sembra ne abbia bisogno come incoraggiamento) da Elrond. Nel libro, Aragorn cinge la spada fin dal principio, quando incontra gli Hobbit a Brea e la sua riforgiatura precedente alla partenza della Compagnia dell'Anello è un passo decisivo verso la riconquista del suo regno. Nel film, inoltre, Narsil non è una spada, ma piuttosto ha la forma allungata di uno spadone a due mani, e presenta un singolare pomo cavo alla fine dell'impugnatura, decorato con rune elfiche.

Orcrist[modifica | modifica wikitesto]

Orcrist era la spada di Thorin Scudodiquercia, nano di stirpe regale, citata ne Lo Hobbit.

Orcrist in Sindarin significa "Fendiorchi"; fu creata dai fabbri elfici di Gondolin, che ne fecero un'arma temibile per i tradizionali nemici degli Elfi, Orchi (che chiamano la spada "Coltello") ed altre creature malvagie della Terra di Mezzo. Come Pungolo e Glamdring, la lama ha la capacità di percepire la presenza degli Orchi nelle vicinanze ed avvertire il suo portatore risplendendo di luce azzurra. È possibile che Orcrist sia stata la spada di Ecthelion di Gondolin, che uccise Gothmog, signore dei Balrog, se non addirittura di Turgon stesso.

In Lo Hobbit, Thorin venne mortalmente ferito durante la Battaglia dei Cinque Eserciti, e dopo la sua morte la spada venne collocata sopra la sua tomba, ed essa risplendeva nel buio, all'approssimarsi dei nemici.

Ringil[modifica | modifica wikitesto]

Ringil era la spada di Fingolfin, Alto Re dei Noldor. si diceva che mordesse come il gelo e scintillasse come ghiaccio. Fingolfin la brandì contro Morgoth, infliggendogli sette ferite e tagliandogli il piede destro. Tuttavia, Fingolfin venne abbattuto dal Nero Nemico, che gli spezzò il collo.

Pugnali[modifica | modifica wikitesto]


Angrist[modifica | modifica wikitesto]

Angrist (in Sindarin: "Tagliaferro") era un pugnale forgiato dal rinomatissimo fabbro Telchar di Nogrod, appartenuto a Curufin. Era così affilato e potente da non poter essere tenuto nel fodero; venne sottratto a Curufin da Beren, il quale lo usò per svellere uno dei Silmaril dalla Corona Ferrea di Morgoth; quando Beren cercò di impadronirsi anche delle altre due Gemme, la lama si spezzò e una scheggia raggiunse Morgoth sulla guancia, svegliandolo. Beren abbandonò il pugnale, che da allora non venne più utilizzato.

Lame dei Tumuli[modifica | modifica wikitesto]

Le Lame dei Tumuli erano pugnali o spade corte forgiate nel reame di Arnor verso la metà della Terza Era, probabilmente appartenuti in ultimo a re Minalcar di Cardolan. Vennero ritrovate dagli Hobbit nel tumulo di uno Spettro dei Tumuli, e Tom Bombadil le diede loro perché le usassero come spade nel loro viaggio. La spada di Frodo si ruppe nel confronto col Nazgul sulle rive del fiume vicino a Gran Burrone, e venne rimpiazzata da Pungolo. Sam, Merry e Pipino conservarono le loro.

L'arma di Merry ebbe un ruolo fondamentale nella Battaglia dei Campi del Pelennor: essendo stata incantata col potere di ferire il Re Negromante stesso dal fabbro di Arnor che la forgiò tempo fa, questa particolare lama spezzò l'incantesimo che proteggeva le carni del Nazgul e ne perforò il ginocchio quando Merry lo colpì, facendolo cadere e dando ad Éowyn, che altrimenti sarebbe stata sopraffatta senza speranza alcuna, la possibilità di ucciderlo. Il potere del Nazgul distrusse la lama, che iniziò a fumare e si incenerì poco dopo averlo colpito.

Le Lame dei Tumuli sono descritte come di colore rossastro, con iscrizioni in caratteri risplendenti nella lingua di Númenor. Non arrugginiscono mai, finché sono tenute nei loro foderi, e sono tutte corredate di "incantesimi esiziali per Mordor".

Pugnale Morgul[modifica | modifica wikitesto]

Un Pugnale Morgul è un pugnale incantato ed avvelenato.

A Colle Vento, durante il suo viaggio verso Gran Burrone con l'Anello, lo Hobbit Frodo venne pugnalato da un Pugnale Morgul dal signore dei Nazgûl. Un frammento della lama rimase dentro la ferita, scavandosi lentamente la strada verso il cuore, e minacciando di uccidere Frodo, tramutandolo in uno spettro. Elrond fu in grado di rimuovere la scheggia e sanare la ferita, ma successivamente, ogni anno, all'anniversario del suo ferimento, Frodo ebbe seri problemi di salute; solo la sua dipartita dalla Terra di Mezzo verso Eldamar sarebbe riuscita a guarirlo.

È noto che gli effetti curativi della pianta Athelas (o Foglia di Re) riescono a rallentare gli effetti venefici dei Pugnali Morgul, così come altre patologie causate dai malefici di Mordor, come per esempio l'Alito Nero degli Spettri dell'Anello.

Un'altra vittima di un Pugnale Morgul fu Boromir I, l'undicesimo Sovrintendente di Gondor (non Boromir II, della Compagnia di Frodo), il quale morì per la ferita, ma senza divenire uno spettro.

Pungolo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pungolo.

Pungolo è il nome dato da Bilbo ad un pugnale elfico forgiato a Gondolin durante la Prima Era. Pungolo venne utilizzato come spada da Bilbo, che lo trovò nel covo degli Uomini Neri (troll di pietra) insieme a Glamdring e Orcrist. Benché sia da considerarsi un pugnale per le dimensioni di un uomo o di un elfo, per uno Hobbit, Pungolo può essere considerato una spada a tutti gli effetti.

Bilbo diede la lama a Frodo, appena prima della partenza della Compagnia dell'Anello da Gran Burrone. È possibile che l'arma sia appartenuta a Turgon quando questi era un ragazzino.

Peter Jackson, regista della serie cinematografica de Il Signore degli Anelli aggiunse un'iscrizione sulla lama (della quale non c'è cenno nelle opere di Tolkien), che in Sindarin recita: "Maegnas (Pungiglione in Sindarin) è il mio nome, e sono il flagello dei ragni."

Come tutte le lame elfiche, Pungolo ha la capacità magica di individuare la presenza di Orchi nelle vicinanze, risplendendo di luce azzurrina, come quando la Compagnia attraversa le miniere di Moria.

Gollum, che è apertamente disgustato da qualunque cosa sia stata prodotta dagli Elfi, ha paura di Pungolo. Inoltre, Pungolo sembra avere delle peculiari proprietà di efficacia contro le ragnatele dei ragni giganti, come Shelob. Frodo asserisce che vi erano ragnatele giganti a Gondolin, e quando taglia le tele di Shelob con Pungolo, queste sembrano liquefarsi al contatto con la lama, mentre al contrario Sam scopre che è quasi impossibile spezzarle con la sua Lama dei Tumuli.

Lance[modifica | modifica wikitesto]


Aeglos[modifica | modifica wikitesto]

Aeglos (o Aiglos) era la lancia appartenuta ad Ereinion, detto anche Gil-galad. Il suo nome significa "punta di ghiaccio" (da aeg: appuntito; los: ghiaccio). Era alta nove piedi (circa 2,75 metri); la lama ne misurava circa un quinto (due piedi, ossia 60 cm) ed era incisa in filigrana di ottone.

Sulla lama era incisa, in lingua elfica la seguente frase[1]:

<<Gil-galad ech vaegannen matha,
Aith helegnin i orch gostatha;
Nin ciniel na nguruthos
Hon essnin istatha: Aiglos>>

ovvero:
<<Gil-galad impugna una lancia ben fatta,
l'Orco avrà timore della mia punta di ghiaccio;
quando mi vedrà, nel terrore della morte
conoscerà il mio nome: Aiglos>>

Dopo che Gil-galad morì nella battaglia contro Sauron, sul Monte Fato, la lancia venne recuperata da Elrond che la riportò a Gran Burrone, dove venne riposta nella stessa sala in cui vennero conservati i frammenti di Narsil.

Archi e frecce[modifica | modifica wikitesto]


Belthronding e Dailir[modifica | modifica wikitesto]

Belthronding, un arco incantato di tasso nero e Dailir, una freccia infallibile in grado di ritornare sempre indietro, appartenevano entrambe a Beleg Cúthalion, e sono citate nel Lai dei figli di Húrin.

Freccia Nera[modifica | modifica wikitesto]

La Freccia Nera era un cimelio della casata di Girion, ereditata da Bard l'Arciere. Era l'ultima freccia rimasta a Bard quando Smaug attaccò Pontelagolungo, e con questa l'arciere riuscì a colpire il drago nel suo unico punto vulnerabile, uccidendolo.

La Freccia Nera fu forgiata dal nano Thror, che nel libro Lo Hobbit era "Re Sotto La Montagna". Non è noto se avesse proprietà magiche, ma Bard diceva di essere sempre riuscito a recuperarla dopo averla utilizzata (come la freccia Dailir di Beleg).

Freccia Rossa[modifica | modifica wikitesto]

La Freccia Rossa rappresentava il simbolo con cui Gondor chiedeva aiuto ai suoi alleati in caso di necessità.

Era una freccia con delle penne nere, costituite da filamenti di acciaio e prendeva il suo nome dalla punta, dipinta di rosso, a simboleggiare il sangue e quindi la serietà della situazione. Anche le frecce degli Orchi avevano le penne nere.

La Freccia Rossa viene menzionata la prima volta, nelle opere di Tolkien, quando Borondir di Gondor insieme a cinque messaggeri cavalcarono verso nord, lungo il corso dell'Anduin, per rintracciare gli antichi alleati di Gondor, gli Éothéod, poiché Gondor era stata attaccata dagli Esterling, nel 2509 della Terza Era. Borondir fu l'unico sopravvissuto della spedizione e consegnò la Freccia Rossa (probabilmente una semplice freccia nemica con la punta insanguinata, per simboleggiare il grave pericolo che stavano correndo) al Re degli Éothéod, Eorl il Giovane.

Non è chiaro se fu questo episodio che diede il via alla tradizione della Freccia come richiesta d'aiuto, o se già prima Gondor utilizzasse questo metodo. Comunque sia, la Freccia era il simbolo della chiamata a raccolta dei Rohirrim. Durante la Guerra dell'Anello, la Freccia Rossa fu portata a Rohan da Hirgon, e Re Théoden cavalcò insieme ai suoi uomini verso la Battaglia dei Campi del Pelennor, per difendere Gondor e i paesi liberi della Terra di Mezzo contro la minaccia di Sauron.

Nel film Il ritorno del Re, diretto da Peter Jackson, la Freccia non appare, infatti sono i fuochi di segnalazione che vengono usati da Gondor per chiedere aiuto ai suoi alleati Rohirrim.

Asce e Martelli[modifica | modifica wikitesto]


Ascia di Durin[modifica | modifica wikitesto]

L'Ascia di Durin era il massimo cimelio dei Nani del Popolo di Durin, appartenuta a Durin I, padre di tutti i Lungobarbi. Rimase a Khazad-dûm dopo che questa colonia fu abbandonata nell'anno 1981 della Terza Era. Nel 2989 T.E. fu ritrovata dalla spedizione guidata da Balin, e perduta nuovamente nel 2994 T.E., quando la colonia venne distrutta.

Dramborleg[modifica | modifica wikitesto]

Dramborleg era la grande ascia usata da Tuor. Sembra che riuscisse a muoversi addirittura di sua volontà, e uccise ben cinque Balrog durante la Caduta di Gondolin. Dopo la partenza del suo padrone per l'Ovest, rimase ai suoi discendenti, e divenne così uno dei cimeli della casa regnante di Númenor, e andò perduta durante l'inabissamento dell'isola alla fine della Seconda Era.

Grond[modifica | modifica wikitesto]

Grond (detto anche Martello degli Inferi) è il nome di due armi dell'universo fantasy creato da J.R.R. Tolkien

Nella Prima Era, Grond era il martello da guerra di Morgoth Bauglír, che egli brandì nel suo duello contro Fingolfin. Ogni volta che il martello colpiva il suolo, formava un vero e proprio cratere, da cui salivano fumo e fiamme. Morgoth riuscì ad uccidere l'Alto Re, ma non senza venire ferito ben sette volte (otto, contando il piede).

Durante la Guerra dell'Anello nella Terza Era, questo nome è stato usato per un enorme ariete, lungo un centinaio di piedi e con la testa forgiata a forma di lupo, che venne utilizzato durante l'assedio di Minas Tirith. Con l'aiuto degli incantesimi che il Re Negromante di Angmar aveva gettato sull'arma durante la sua forgiatura a Mordor, Grond fu in grado di abbattere i formidabili cancelli di Minas Tirith in appena tre colpi.

Nella trasposizione cinematografica del Ritorno del Re curata da Peter Jackson, Grond erutta fiamme dalle sue fauci e viene spinto da enormi creature simili a rinoceronti; e l'intera struttura portante della macchina da guerra ricorda le fattezze di un lupo.

Armi del Re Stregone di Angmar[modifica | modifica wikitesto]


Ne La Compagnia dell'Anello il Re Stregone di Angmar porta una normale spada, come gli altri Spettri, oltre alla Lama Morgul con la quale pugnala Frodo.

Ne Il ritorno del Re, è equipaggiato con una spada che rende fiammeggiante quando fronteggia Gandalf davanti alle porte infrante di Minas Tirith. Tuttavia, nel suo duello contro Éowyn utilizza un grande mazzafrusto.

Armi generiche[modifica | modifica wikitesto]

Spade[modifica | modifica wikitesto]

Spada degli elfi alti, realizzata per il film

Tra gli elfi, i Noldor erano celeberrimi per le loro spade, ed anche i Nani utilizzavano spade per combattere: ne Lo Hobbit le truppe di Dáin II Piediferro portavano spade corte e scudi, oltre che asce. Il nano Telchar forgiò Narsil, la spada di Elendil, la quale più tardi fu impugnata da Aragorn (dopo essere stata riforgiata; col nome di Andúril). Come descritto nei Racconti Incompiuti, i Númenóreani utilizzavano una spada corta denominata eket; Isildur. caduto nella disastrosa imboscata di Campo Gaggiolo, gettò via tutte le armi e l'armatura, tranne il suo eket.

Gli Orchi di solito usano spade ricurve (scimitarre), solitamente con la lama intrisa di veleno, mentre gli Uruk-hai utilizzano spade corte a lama larga. Nella trasposizione cinematografica de Le due Torri di Peter Jackson le armate di Orchi di Saruman utilizzano una strana spada corta con la lama a sezione triangolare (ad un solo taglio) simili a delle mannaie, con una punta da perforazione rivolta a 90° rispetto al taglio della lama.

Lance[modifica | modifica wikitesto]

La lancia era un'arma comune nella Terra di Mezzo. I Vanyar erano famosi per le loro lance; i Raminghi della Grigia Compagnia combatterono con la lancia nella battaglia dei Campi del Pelennor. Ovviamente, la lancia era anche l'arma principale dei cavalieri Rohirrim.

Inoltre, gli Elfi di Bosco Atro combatterono con le lance nella Battaglia dei Cinque Eserciti.

Saruman usò dei lanceri sia nella Battaglia dei Guadi dell'Isen sia in quella del Trombatorrione.

Archi[modifica | modifica wikitesto]

L'arco è l'arma per eccellenza degli Elfi. È noto che gli elfi utilizzavano sia archi lunghi (come nel caso degli Elfi del Doriath e di Lothlórien) sia corti (nel caso di Legolas e degli elfi di Bosco Atro). Sembra che i boscaioli ne Lo Hobbit portassero grandi archi, così come gli Uruk-hai di Saruman; nella trasposizione cinematografica, gli Uruk-hai, tranne il loro capo Lurtz nel primo film che uccide Boromir con tre frecce del suo arco, utilizzano delle balestre.

Nei Racconti incompiuti si menziona il fatto che i Númenóreani utilizzavano un arco peculiare, fatto di acciaio cavo, assai temuto da parte dei loro nemici.

Asce[modifica | modifica wikitesto]

I Sindar della Prima Era andavano in battaglia armati alla leggera, e con asce. Nella trilogia cinematografica de Il Signore degli Anelli il nano Gimli utilizza diverse asce: alcune da lancio (come dei tomahawk, ma con l'impugnatura molto lunga, a due mani), e per il corpo a corpo usa spesso l'ascia bipenne di Balin ritrovata a Moria nella tomba del nano.

L'ascia più famosa era l'Ascia di Durin, Padre dei Nani e primo Re di Moria, persa durante il sacco di Moria e ritrovata da Balin durante la ricolonizzazione. Andò nuovamente perduta dopo che il Flagello di Durin distrusse la colonia e uccise i nani.

Picconi[modifica | modifica wikitesto]

I Nani della truppa di Dain vengono descritti equipaggiati di picconi o piccozze a due mani ("two-handed mattocks").

Scudi[modifica | modifica wikitesto]

Gli scudi della Terra di Mezzo variavano grandemente, in forme e dimensioni, in base alla razza o al popolo che li produceva.

Gli scudi degli Elfi erano prodotti in metallo, resistenti ma allo stesso tempo leggeri e maneggevoli. La loro foggia riproduceva le forme arboree della natura: quelli usati nella Seconda Era, ad esempio, ricordavano foglie allungate ed ornate da intagli serpeggianti e sinuosi; le due estremità erano rastremate ed appuntite, in modo da poter essere usate in caso di necessità anche come armi da offesa.

Gli scudi nanici, invece, erano più squadrati e tozzi, composti da legno rinforzato con bande di metallo.

Per quanto riguarda invece gli scudi prodotti dagli Uomini, questi si rifanno principalmente a due stili: gli scudi dei Gondoriani, di derivazione Númenoreana, erano forti e massicci, in legno bordato di metallo, ed erano rettangolari con il bordo inferiore che si estendeva a formare una punta, per aumentarne la copertura; quelli dei Rohirrim erano anch'essi di legno, ma questo veniva spesso ricoperto da cuoio conciato. Erano inoltre di forma circolare, per non costituire un potenziale pericolo a cavallo e cavaliere durante la cavalcata.

Gli scudi degli Orchi, infine, erano rozzi, costruiti con materiali di recupero come metalli e legname e messi insieme in maniera rudimentale; a seconda dell'etnia orchesca, potevano essere più o meno elaborati: ad esempio gli scudi portati in guerra dagli eserciti di Sauron e di Saruman erano solidi e forgiati appositamente per la guerra, mentre quelli degli Orchi di Moria erano più raffazzonati, creati con ciò che restava del precedente popolo nanico.

Armature[modifica | modifica wikitesto]

I soldati della Terra di Mezzo utilizzavano di solito armature di maglia o a scaglie. Quasi tutte le armature utilizzate a Rohan venivano comprate presso Gondor (in cambio di cavalli), cosicché i guerrieri delle due nazioni tendevano ad assomigliarsi nell'abbigliamento da guerra, contrariamente a quanto si vede nei film di Peter Jackson.

I nani erano famosi per la realizzazione di armature di maglia di eccezionale qualità; un esempio per tutti la maglia di Mithril indossata da Frodo.

Gli Orchi indossavano cotte di maglia di scarsa qualità, con anelli radi e malamente congiunti tra loro. Tuttavia, ne Il Silmarillion, Beleg, quando sceglie un'arma nelle armerie di Thingol, scegliendo Anglachel afferma di non aver avuto fino ad allora una lama in grado di competere con le armature degli Orchi. Questo fa supporre che la qualità dei prodotti degli Orchi sia andata diminuendo col passare del tempo.

Armi del film[modifica | modifica wikitesto]

Armi uniche[modifica | modifica wikitesto]

Hadhafang[modifica | modifica wikitesto]

Nella trasposizione cinematografica de Il Signore Degli Anelli curata da Peter Jackson, Hadhafang è la spada utilizzata da Arwen per difendere Frodo contro i Nazgul. La spada e la sua storia non fanno parte del romanzo, e sono stati inventati appositamente per il film.

Infatti, siccome nella pellicola il personaggio di Arwen ha una scena d'azione (contrariamente a quanto avviene nel romanzo, dove il suo ruolo è ricoperto da Glorfindel), era necessario equipaggiarla con un'arma che avesse una storia ed una tradizione alle spalle, come quasi tutte le armi dell'opera originale.

Stando alle fonti ufficiali della trilogia cinematografica, Hadhafang (il cui nome è un neologismo Sindarin che significa letteralmente "Massacra-folla") appartenne un tempo alla principessa elfica Idril, che amò il mortale Tuor e diede alla luce Eärendil, il padre di Elrond, che a sua volta è il padre di Arwen.

Prima della nascita di Arwen, Elrond impugnò Hadhafang alla fine della Seconda Era, durante l'Ultima Alleanza, nella grande battaglia contro Sauron alle falde del Monte Fato.

La lama dell'arma è decorata con delle rune (Cirth) in Sindarin che recitano: "Aen estar Hadhafang i chathol hen, thand arod dan i thang an i arwen." che tradotto diventa "Questa lama è chiamata Hadhafang, una nobile difesa per una nobile dama, contro schiere di nemici." (In Sindarin "Arwen" significa "Donna Nobile (o Regale)").

Come tutte le suppellettili della trilogia cinematografica, è stata realizzata dalla Weta Workshop.

Armi generiche[modifica | modifica wikitesto]

Balestre[modifica | modifica wikitesto]

Gli Uruk-hai utilizzano delle balestre nella battaglia del Fosso di Helm; Tolkien non fa mai menzione di balestre nei suoi libri.

Lhang[modifica | modifica wikitesto]

La parola lhang indica una spada elfica con un'impugnatura molto lunga e la lama ricur Tolkien; è stata disegnata e realizzata dagli artigiani della Weta Workshop appositamente per la trilogia cinematografica de Il Signore Degli Anelli. Come forma, ricorda una spada giapponese di tipo nagamaki.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Il Signore degli Anelli: Armi e Battaglie, C. Smith, Bompiani, 2003

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Chris Smith, Il Signore degli Anelli, Armi e Battaglie, Milano, Bompiani, 2003, ISBN 88-452-5479-8.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Gli Ainur, gruppo progressive rock italiano, hanno composto un brano intitolato Anglachel - The Black Sword, contenuto nel loro secondo disco Children of Hurin del 2007.
Tolkien Portale Tolkien: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Tolkien