Boromir
| Boromir | |
|---|---|
| Sean Bean interpreta Boromir nell'adattamento cinematografico di Peter Jackson | |
| Universo | Arda |
| Autore | John Ronald Reuel Tolkien |
| Interpretato da | Sean Bean |
| Voce orig. | Michael Graham Cox (versione animata de Il Signore degli Anelli del 1978) |
| Voci italiane |
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| Specie | Uomini |
| Sesso | Maschio |
| Etnia | Dúnedain (Gondoriani) |
| Data di nascita | 2978 T.E. |
| Parenti | |
Boromir è un personaggio di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien. Ne Il Signore degli Anelli è il figlio maggiore del sovrintendente di Gondor, Denethor, nonché fratello di Faramir[1] e membro della Compagnia dell'Anello. Sarà l'unico dei membri del gruppo a morire nel racconto; Tolkien giustifica la morte del personaggio poiché egli è l'unico che tenta di impradronirsi dell'Unico Anello.
Indice |
[modifica] Libri
[modifica] Biografia del personaggio
[modifica] A Gondor
Boromir è il figlio maggiore di Denethor, sovrintendente di Gondor, e fratello maggiore di Faramir. Nacque il 2978 della Terza Era[2] e il suo nome gli è stato dato in onore del grande condottiero Boromir che riuscì ad riconquistare Osgiliath nel 2475. In seguito, divenuto capitano degli uomini di Gondor, riuscì a difendere Osgilliath con un drappello di uomini dalle armate di Mordor capitanate dal re degli stregoni.[3] Da questa vittoria, tuttavia, solo pochi rientrarono a Minas Tirith, tra cui lo stesso Boromir, suo fratello e altri quattro valorosi soldati.[3]
[modifica] Il viaggio
Il 4 luglio 3018, Boromir parte per Gran Burrone[4] in cerca di un "interpretazione" del sogno che ossessionava lui e suo fratello. Inizialmente la missione doveva andare proprio a quest'ultimo, ma Boromir poi decise di prendere sulle spalle la responsabilità della missione, nonostante la preoccupazione di suo padre.[5]
| Vedevo allora il cielo a oriente farsi oscuro, mentre rombavano i tuoni; ma da occidente, ove ancora permaneva una fioca luce, giunse una voce, remota ma chiara, che gridava:
Cerca la Spada che fu rotta,
I consigli della gente dotta
Lì un segno verrà mostrato,
Il Flagello d'Isildur s'è svegliato,
|
| Il sogno di Faramir; J.R.R.Tolkien, Il Signore degli Anelli.[3] |
Una volta giunto a Gran Burrone, Elrond lo invita al Consiglio di Elrond dove è il primo ad intervenire nella discussione. Boromir cerca di convincere il Consiglio a portare l'Unico Anello a Gondor e di utilizzarlo contro le forze del male, ma Gandalf si oppone rivelando che l'anello non può essere utilizzato per questi propositi.
In seguito, Boromir si unisce alla "Compagnia dell'Anello" guidata da Gandalf, il cui compito è di accompagnare Frodo a Mordor per distruggere l'Anello.[6] Prima di partire, Boromir soffiò il suo Corno dicendo che "non sarebbero andati avanti come dei ladri nella notte".[7] Elrond, Signore della Elfi di Gran Burrone, lo avvertì di non suonare il corno finché non avesse raggiunto il confine di Gondor.[7]
A seguito della morte di Gandalf, la Compagnia si reca nei boschi di Lothlórien, casa della Dama elfica Galadriel e di Sire Celeborn. Qui Galadriel lo mette in guardia sul destino che aspetta la sua città e il suo popolo e regala al capitano di Gondor una cinta d'oro poco prima della sua partenza da Lórien.[8] In seguito, Boromir cerca di convincere un riluttante Aragorn a portare l'Anello a Gondor, per poi dirigersi a Mordor con più forze, nel vano tentativo di distruggere l'Unico. Aragorn, però, ritiene che la decisione spetti a Frodo, il Portatore dell'Anello che, chiedendo tempo per decidere, viene assalito da Boromir, momentaneamente soggiogato dall'Anello e dal desiderio di salvare il suo popolo.[9]
[modifica] L'attacco ad Hamon hen e la morte
Dopo aver riacquistato la ragione, Boromir si riscatta combattendo per salvare gli Hobbit Merry e Pipino dall'attacco degli Orchi che sorprende la Compagnia alle Cascate di Rauros. Nonostante i suoi sforzi, gli Hobbit vengono comunque rapiti e Boromir perisce nello scontro venendo colpito al petto e al cuore da diverse frecce dalle penne nere.[10]
In seguito, il corpo di Boromir viene ritrovato da Aragorn a circa un miglio dal campo di Parth Galen. Il Ramingo arriva in tempo solo per raccogliere la dolente confessione del moribondo sul suo tentativo di impadronirsi dell'anello e la sua invocazione del perdono. Con l'aiuto di Gimli e Legolas, Aragorn si attarda a dare al corpo dell'amico le esequie funebri: con le armi in pugno e il corpo orgogliosamente composto, Boromir viene deposto in una delle barche elfiche e sospinto verso le cascate di Rauros.[11]
Le leggende a Gondor narreranno che la barca contenente Boromir, dopo aver oltrepassato le cascate e le acque spumeggianti, avrebbe raggiunto Osgiliath prima di raggiungere il Grande Mare.[12] Il corpo di Boromir viene appena intravisto da Faramir nell'Ithilien prima che possa scomparire verso il mare.[13]
[modifica] Caratteristiche
| « Un po' scostato dagli altri Frodo notò un uomo alto dal volto bello e nobile, dai capelli scuri e dagli occhi grigi, dall'espressione orgogliosa e severa. Portava mantello e stivali, come se fosse reduce da un lungo viaggio a cavallo; infatti, benché gli abiti fossero sontuosi e la cappa foderata di pelliccia, le tracce della sua cavalcata erano piuttosto evidenti. Aveva una collana d'argento ornata da un'unica pietra bianca e i capelli erano tagliati sopra le spalle. Appeso al balteo portava un grande corno dalla punta d'argento, che teneva ora posato sulle ginocchia. Guardava Frodo e Bilbo con grande meraviglia. "Questi è Boromir", disse Elrond rivolgendosi a Gandalf, "un uomo del Sud. È giunto nella grigia mattina e chiede consiglio. L'ho pregato di essere anch'egli presente, poiché questo consesso risponderà alle sue domande" » | |
Di animo gentile e nobile, Boromir era un valoroso soldato, preferito continuamente dal padre Denethor. Nelle Appendici viene rivelato che Boromir era il combattente più forte di Gondor e che nessuno tra i suoi compagni poteva rivaleggiare con lui.[15] Faramir, suo fratello minore, lo descrive come un uomo molto estroverso che preferiva da bambino le storie militari dei re passati alle storie elfiche.[16] Éomer, invece, definisce Boromir "più simile ai rapidi figli di Eorl che non ai gravi uomini di Gondor".[17]
Il personaggio di Boromir rappresenta la razza umana, considerata dall'autore come debole e impura, poiché il personaggio tenterà di impadronisi dell'Unico Anello, seppur per uno scopo nobile. L'anello tramuterà Boromir in un essere violento e aggressivo:
| « Il suo viso amichevole era deformato dalla rabbia; un fuoco infuriava nei suoi occhi.[18] » |
Oltre ad una spada lunga con manico ed elsa in ferro rivestito di pelle, uno scudo rotondo da esploratore[7], Boromir portava sempre con sè il Corno di Gondor, un cimelio di Gondor che veniva tramandato da sovrintendente in sovrintendente da generazioni. Il Corno era di bue selvatico, era ornato d'argento e inciso con lettere antiche in oro.[19] Si narra che verrà subito portato soccorso a chi lo suona se questo corno viene suonato in un momento di grave pericolo in un posto entro le frontiere di Gondor[19]; quando però Boromir viene assalito dagli Orchi si trova troppo distante dalle frontiere del suo paese anche se il suono del suo corno viene comunque udito a Minas Tirith.[20] Sebbene non sia tecnicamente un oggetto mistico, il Corno è intrisicamente di natura magica ed un suo suono è sufficiente a terrorizzare il più risoluto dei nemici. Il corno viene recuperato dai soldati di Gondor, spezzato in due, e portato dal Sovrintendente.[21]
La morte di Boromir è parallela alla morte di Orlando[22] che suona l'Oliphante per avvertire Carlo Magno dell'attacco dei baschi (nella Chanson dai saraceni) alle truppe francesi. Tuttavia le due morti sono molto diverse: Boromir muore trafitto dalle frecce nemiche, mentre Orlando muore unicamente per l'immenso sforzo di suonare il corno. Altro parallelismo con la morte di Boromir è il combattimento di Sétan nel ciclo irlandese di Candullino.[22]
[modifica] Titoli e nome
Nelle Appendici a Boromir gli viene attribuito il titolo di "Capitano della Torre Bianca"[15], mentre Faramir gli attribuisce i titoli di "Alto Capitano della Torre Bianca" e "nostro Capitano Generale".[23]
Il nome "Boromir" viene descritto da Tolkien nelle note delle Appendici con un nome dalle "forme miste".[24] Letteralmente, il nome "Boromir" significa "Gioiello Fedele". Lo stesso nome fu assunto nella Terza Era dall'11° Sovrintendente di Gondor che viene citato nelle Appendici de Il ritorno del Re, probabilmente in onore del suo antico omonimo o forse perché Tolkien, pensando che il suo Silmarillion non sarebbe mai stato pubblicato, utilizzò molti nomi in entrambe le storie.
[modifica] Adattamenti
Nella trasposizione cinematografica a cartoni animati di Ralph Bakshi, la voce di Boromir è di Michael Graham Cox. In questo film il personaggio assomiglia ad un vichingo e non possiede quell'aspetto bello e nobile caratterizzato nel romanzo.
Nella trasposizione cinematografica curata da Peter Jackson il personaggio è interpretato da Sean Bean, con la voce italiana di Massimo Corvo. Bruce Willis, fan del libro, si rivelò interessato ad interpretare il personaggio, mentre Liam Neeson venne avvicinato per il ruolo, ma poi rifiutò dopo aver letto la sceneggiatura.[25]
Contrariamente al libro, ne La Compagnia dell'Anello, Boromir viene ucciso da un solo nemico, Lurtz (il capitano degli Uruk-hai inventato per il film), mentre nel racconto di Tolkien, Boromir viene ucciso da un orco o più orchi sconosciuti, essendo stato "colpito da molte frecce". Tale scena è presente nel secondo libro, Le due torri, mentre nel film gli autori hanno deciso di inserirla nel primo film.
Non compare mai ne Le due Torri, ma soltanto nella versione estesa del film. Nella prima scena, Faramir vede il corpo del fratello in una delle barche elfiche di Lórien. La seconda scena è un flashback di Faramir in cui Boromir, dopo aver conquistato Osgiliath dall'assalto delle truppe di Sauron, ha un discorso con suo padre che gli ordina di recuperare l'Unico Anello a Gran Burrone. Nel libro, invece, Boromir parte per Gran Burrone in cerca di un'interpretazione al sogno del fratello. La scena si conclude con la partenza di Boromir che saluta suo fratello Faramir. Tali sequenze sono servite a caratterizzare di più il rapporto tra i due fratelli.[26][27]
Nel film Il ritorno del re Boromir appare in alcuni ricordi di Pipino e in una scena estesa inventata per il film: dopo la perdita di Osgiliath Faramir e Denethor fanno un discorso e il Sovrintendente chiama suo figlio "il pupillo del mago" e ha una visione di Boromir.
[modifica] Note
- ^ J.R.R. Tolkien, Le due torri. Il Signore degli Anelli. Vol. 2. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 326, cap. 5 (libro quarto) - "La finestra che si affaccia a occidente". ISBN 88-452-3226-3
- ^ J.R.R. Tolkien, Il ritorno del Re. Il Signore degli Anelli. Vol. 3. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 434, Appendice B - "Il calcolo degli anni". ISBN 88-452-3227-1
- ^ a b c J.R.R. Tolkien, La compagnia dell'anello. Il Signore degli Anelli. Vol. 1. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 332, cap. 2 (libro secondo) - "Il Consiglio di Elrond". ISBN 88-452-3225-5
- ^ J.R.R. Tolkien, Il ritorno del Re. Il Signore degli Anelli. Vol. 3. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 435, Appendice B - "Il calcolo degli anni". ISBN 88-452-3227-1
- ^ J.R.R. Tolkien, La compagnia dell'anello. Il Signore degli Anelli. Vol. 1. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 333, cap. 2 (libro secondo) - "Il Consiglio di Elrond". ISBN 88-452-3225-5
- ^ J.R.R. Tolkien, La compagnia dell'anello. Il Signore degli Anelli. Vol. 1. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 368, cap. 3 (libro secondo) "L'Anello va a Sud". ISBN 88-452-3225-5
- ^ a b c J.R.R. Tolkien, La compagnia dell'anello. Il Signore degli Anelli. Vol. 1. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 372, cap. 3 (libro secondo) "L'Anello va a Sud". ISBN 88-452-3225-5
- ^ J.R.R. Tolkien, La compagnia dell'anello. Il Signore degli Anelli. Vol. 1. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 433-487, cap. 8 (libro secondo) - "Addio a Lórien". ISBN 88-452-3225-5
- ^ J.R.R. Tolkien, La compagnia dell'anello. Il Signore degli Anelli. Vol. 1. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 514-518, cap. 10 (libro secondo) - "La Compagnia si scioglie". ISBN 88-452-3225-5
- ^ J.R.R. Tolkien, Le due torri. Il Signore degli Anelli. Vol. 2. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 59-60, cap. 3 (libro terzo) - "Gli Uruk-hai". ISBN 88-452-3226-3
- ^ J.R.R. Tolkien, Le due torri. Il Signore degli Anelli. Vol. 2. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 21-28, cap. 1 (libro quarto) - "L'addio di Boromir". ISBN 88-452-3226-3
- ^ J.R.R. Tolkien, Le due torri. Il Signore degli Anelli. Vol. 2. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 26, cap. 1 (libro terzo) - "L'addio di Boromir". ISBN 88-452-3226-3
- ^ J.R.R. Tolkien, Le due torri. Il Signore degli Anelli. Vol. 2. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 327, cap. 5 (libro quarto) - "La finestra che si affaccia a occidente". ISBN 88-452-3226-3
- ^ J.R.R. Tolkien, La compagnia dell'anello. Il Signore degli Anelli. Vol. 1. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 325, cap. 2 (libro secondo) - "Il Consiglio di Elrond". ISBN 88-452-3225-5
- ^ a b J.R.R. Tolkien, Il ritorno del Re. Il Signore degli Anelli. Vol. 3. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 391, Appendice A - "Annali dei Re e Governatori". ISBN 88-452-3227-1
- ^ J.R.R. Tolkien, Il ritorno del Re. Il Signore degli Anelli. Vol. 3. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 390, Appendice A - "Annali dei Re e Governatori". ISBN 88-452-3227-1
- ^ J.R.R. Tolkien, Le due torri. Il Signore degli Anelli. Vol. 2. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 49, cap. 2 (libro terzo) - "I Cavalieri di Rohan". ISBN 88-452-3226-3
- ^ J.R.R. Tolkien, La compagnia dell'anello. Il Signore degli Anelli. Vol. 1. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 517, cap. 10 (libro secondo) - "La Compagnia si scioglie". ISBN 88-452-3225-5
- ^ a b J.R.R. Tolkien, Le due torri. Il Signore degli Anelli. Vol. 2. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 326, cap. 5 (libro terzo) - "La finestra che si affaccia a occidente". ISBN 88-452-3226-3
- ^ J.R.R. Tolkien, Il ritorno del Re. Il Signore degli Anelli. Vol. 3. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 437, Appendice B - "Il calcolo degli anni". ISBN 88-452-3227-1
- ^ J.R.R. Tolkien, Le due torri. Il Signore degli Anelli. Vol. 2. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 329, cap. 5 (libro quarto) - "La finestra che si affaccia a occidente". ISBN 88-452-3226-3
- ^ a b J.R.R. Tolkien, Le due torri. Il Signore degli Anelli. Vol. 2. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 7, "Prefazione". ISBN 88-452-3226-3
- ^ J.R.R. Tolkien, Le due torri. Il Signore degli Anelli. Vol. 2. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 317, cap. 4 (libro quarto) - "Erbe aromatiche e stufato di coniglio". ISBN 88-452-3226-3
- ^ J.R.R. Tolkien, Il ritorno del Re. Il Signore degli Anelli. Vol. 3. Bompiani (collana I grandi tascabili), 2004. pag. 481, Appendice F - "Notizie etnografiche e linguistiche". ISBN 88-452-3227-1
- ^ Brian Sibley, Three-Ring Circus in Peter Jackson: A Film-maker's Journey, London, Harpercollins, 2006, 388–444. ISBN 0-00-717558-2
- ^ Jeremy Conrad. The Lord of the Rings: The Two Towers (Special Extended Edition) in Reviews. IGN, 23 novembre 2003. URL consultato il 1º febbraio 2008.
- ^ Jonathon. Review: The Two Towers Extended Edition - Better, worse, or just plain silly? in News. The One Ring, 3 novembre 2003. URL consultato il 1º febbraio 2008.
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