Gil-galad

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Gil-galad
Mark Ferguson interpreta Gil-galad nell'adattamento cinematografico di Peter Jackson
Mark Ferguson interpreta Gil-galad nell'adattamento cinematografico di Peter Jackson
Universo Arda
Lingua orig. Inglese
Alter ego

Artanáro, Rodnor, Ereinion

Soprannome

Custode di Vilya

Autore John Ronald Reuel Tolkien
Interpretato da Mark Ferguson
Specie Elfi
Sesso Maschio
Etnia Noldor
Data di nascita 445 P.E.
Parenti
(EN)
« Gil-galad was an Elven-king.
Of him the harpers sadly sing:
The last whose realm was fair and free
Between the mountains and the sea. »
(IT)
« Gil-galad sugli elfi soleva regnare:
Tristi cantano ora i menestrelli
I giorni ancor liberi e belli
Del suo regno tra i Monti ed il Mare. »
(J. R. R. Tolkien, Il Signore degli Anelli)

Gil-galad [gil ˈgaːlad] è un personaggio di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien, che compare ne Il Silmarillion ed è citato ne Il Signore degli Anelli.

Il nome e l'origine[modifica | modifica sorgente]

Gil-galad, ne Il Silmarillion e nei Racconti incompiuti, è figlio di Fingon, e fu chiamato Ereinion ("rampollo di re"), ma secondo la genealogia consolidata dal canone della Terra di Mezzo, reperibile in uno degli ultimi scritti di Tolkien, The Peoples of Middle-earth, egli è figlio di Orodreth, Re di Nargothrond, e fu chiamato inizialmente Rodnor (nome paterno), forma Sindarin del Quenya Artanáro ("nobile fuoco"), mentre Ereinion è un altro dei suoi nomi (probabilmente il nome materno). Gil-galad è un epessë, un soprannome elfico. In elfico significa "stella di radianza".[1] Il soprannome deriva dall'elmo, che brillava da lontano, se colpito dalla luce. Pare che avesse i capelli scuri e gli occhi grigi dei Noldor, anziché quelli chiari dei Vanyar, tipici della casa di Finarfin.

La storia[modifica | modifica sorgente]

Gioventù[modifica | modifica sorgente]

Nato dopo l'esilio dei Noldor nella Terra di Mezzo, visse per qualche tempo con lo zio Finrod Felagund nel Nargothrond. Dopo la morte di questi, nonché quella del nonno Angrod nella Dagor Bragollach, in cui morì anche il Re Supremo Fingolfin, il giovane Rodnor era stato mandato dal padre Orodreth, divenuto re di Nargothrond, presso le bocche del Sirion (da cui successivamente si trasferirà sull'isola di Balar) dove strinse amicizia con Círdan. Sfuggì così al massacro della battaglia delle Innumerevoli Lacrime, dove morì il nuovo Re Fingon, e al successivo sacco di Nargothrond, in cui perirono il padre e la sorella Finduilas.

Re Supremo[modifica | modifica sorgente]

Dopo la morte di Turgon nella caduta di Gondolin, Gil-galad divenne l'ultimo Re Supremo dei Noldor nella Terra di Mezzo. Con i giovani cugini Elrond ed Elros, partecipò, anche se con un ruolo di secondo piano per la giovane età, alla guerra d'Ira, in cui i Noldor e gli Edain, con il supporto dell'esercito di Valinor e di Eärendil, sconfissero Morgoth e distrussero Angband. Dopo lo sprofondamento del Beleriand, a causa degli sconvoglimenti terrestri successivi alla caduta del Potere del Nord, si spostò nei resti di questa terra, ovvero l'orientale Ossiriand (o Lindon), vicino ai Monti Azzurri, ma dimorava anche occasionalmente nella città di Annúminas, che poi diede ai Dúnedain. Per tutta la Seconda Era regnò nel Lindon su molti Noldor e su alcuni Sindar, sulla riva del Grande Mare, e fu alleato dei Númenóreani, che furono al suo fianco nella lotta contro Sauron, specialmente del re Tar-Aldarion. Fu inoltre custode di Vilya, l'anello di zaffiro che gli fu dato da Celebrimbor quando Sauron rivelò le proprie vere intenzioni nei riguardi degli Anelli del Potere. Egli fu l'unico che riconobbe l'Oscuro Signore di Mordor, nelle vesti dell'elfo Annatar, riconoscendo il crudele Maia ribelle, che aveva servito Morgoth come luogotenente e si era nascosto alla collera dei Valar, e gli impedì l'ingresso nel Lindon. Dopo aver inviato in aiuto dell'Eregion, un altro regno dei Noldor, il suo araldo e consigliere Elrond, suo cugino, riuscì a cacciare Sauron dall'Eriador, riducendo di molto le forze del Nemico. Consegnò gli altri anelli, Nenya e Narya a Cirdan e a Galadriel. Elrond rimase nell'Eriador e fondò Gran Burrone, mentre Galadriel si rifugiò successivamente a Lórien.

L'ultima alleanza e la caduta[modifica | modifica sorgente]

Costituì, dopo la fine di Númenor, insieme ad Elendil, a cui era legato da amicizia personale, l'Ultima Alleanza tra gli Elfi e gli Uomini, e partecipò alla guerra contro Sauron che segnò la fine della Seconda Era. Infatti, in essa Sauron venne sconfitto, o almeno così si credette, e l'Anello Dominante perduto, grazie all'impresa di Isildur, che lo tagliò dal dito del Nemico. Ma Gil-galad morì a Mordor, insieme ad Elendil, nell'ultimo duello contro l'Oscuro Signore. Secondo ciò che scrive Isildur, fu ucciso dal calore della mano di Sauron, dopo aver ceduto ad Elrond, probabilmente prima della battaglia, il proprio Anello.

Dopo di lui, nessuno assunse il titolo di Re Supremo dei Noldor nella Terra di Mezzo (benché vivessero ancora discendenti di Finwë, quali Elrond stesso).

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Gil-galad appare brevemente nel prologo del film di Peter Jackson La Compagnia dell'Anello, al momento della donazione dei Tre Anelli elfici e dell'Ultima Alleanza.
  • Aveva una lancia molto potente, chiamata Aeglos o Aiglos, che incuteva il terrore nei nemici.

La Casa di Finarfin[modifica | modifica sorgente]

 
Finwë
 
Indis
 
Olwë
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Fingolfin
 
Finarfin
 
Eärwen
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Finrod
 
Orodreth
 
Angrod
 
Aegnor
 
Galadriel
 
Celeborn
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Finduilas
 
 
 
 
 
 
 
Elrond
 
Celebrían
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Arwen


Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ne Il Signore degli Anelli è invece erroneamente tradotto (da Frodo) "luce di stelle".


Predecessore Re Supremo dei Noldor Successore
Turgon 510 P.E. - 3441 S.E. Nessuno
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