Éomer

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Éomer
Karl Urban interpreta Éomer nell'adattamento cinematografico di Peter Jackson
Karl Urban interpreta Éomer nell'adattamento cinematografico di Peter Jackson
Universo Arda
Lingua orig. Inglese
Soprannome Eadig
Autore J. R. R. Tolkien
Interpretato da Karl Urban
Voce italiana Riccardo Rossi
Specie Uomini
Sesso Maschio
Etnia Rohirrim
Data di nascita 2991 T.E.
Affiliazione Aragorn,
Parenti

Éomer Eadig è un personaggio di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J. R. R. Tolkien. Fu il diciottesimo Re di Rohan, e venne soprannominato "Eadig", che significa "il Benedetto", perché durante il suo regno Rohan si riprese dalle ferite della guerra contro Sauron e divenne nuovamente ricca e prospera. La sua spada è Gúthwinë, mentre il suo cavallo è Firefoot (Zoccofuoco).

Il personaggio[modifica | modifica sorgente]

Creazione[modifica | modifica sorgente]

Éomer compare per la prima volta nel capitolo secondo de Le due torri, scritto tra la fine del 1941 e l'inizio del 1942. Rispetto a molti personaggi, Tolkien ebbe idee chiare su Éomer fin dall'inizio, motivo per il quale quest'ultimo non ha subito cambiamenti nel corso delle varie revisioni ai capitoli de Le due torri.[1]

Aspetto[modifica | modifica sorgente]

Del suo aspetto si apprende che è un uomo molto alto che indossava un elmo da cui spioveva a guisa di criniera una bianca coda di cavallo.[2] In un altro scritto, Tolkien scrive che Éomer è alto come Aragorn,[3] quindi all'incirca 198 cm.[4]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Figlio di Éomund[2] e di Théodwin, sorella di Théoden, re di Rohan. Alla morte del padre nel 3002, ucciso da una banda di orchetti, sua madre Théodwin si ammala e muore per il dolore. Il piccolo Éomer, insieme alla sorella Éowyn, passa allora sotto la tutela dello zio Théoden e diventa grande amico di suo cugino Théodred. All'epoca della Guerra dell'Anello è il terzo maresciallo del Riddermark.[2] Quando suo cugino cade combattendo ai Guadi dell'Isen contro l'esercito di Saruman, Eomer diventa automaticamente erede al trono di Rohan, ma non è ben visto ad Edoras, perché si rifiuta di eseguire gli ordini di Grima Vermilinguo, consigliere del re e fedele servo di Saruman, che non vuole che l'esercito di Rohan agisca contro le forze dello stregone. Un esempio di ciò è la sua disubbedienza nel lasciare passare una compagnia di Orchi nel territorio di Rohan; Eomer li insegue e li annienta; in questo modo, senza saperlo, impedisce che Pipino e Merry arrivino nelle grinfie di Saruman.[5]

Dopo l'arrivo di Gandalf a Edoras e la caduta del velo con cui Grima, ed indirettamente Saruman rendevano Theoden incapace di agire, e la conseguente cacciata del servitore del re, Eomer riacquista presso la corte il suo prestigio, venendo liberato dalla sua prigionia.[6] Guida così l'esercito di Rohan insieme ad Aragorn nella battaglia del fosso di Helm, dove Rohan risulta vittoriosa contro le forze di Saruman. Accompagna poi il re a Gondor, e dopo la morte di suo zio diventa il diciottesimo re di Rohan.

[modifica | modifica sorgente]

Eomer dopo la guerra può sedere sul suo trono di Edoras, inaugurando la terza linea di regnanti sul trono di Rohan. Regna per ben 65 anni, più a lungo di tutti i predecessori, a eccezione di Aldor il Vecchio.[7] Sposa Lothíriel, la figlia del principe Imrahil di Dol Amroth, da cui avrà un solo figlio, Elfwine.[7] A causa del matrimonio con quest'ultima, parte del sangue elfico dei principi si diffuse nella stirpe reale di Rohan, essendo Lothiriel discendente di Galador il Mezzelfo. Grande amico di Re Elessar, continua ad accompagnarlo in tutte le missioni belliche che il re di Gondor compie lungo i suoi confini più lontani.

Adattamenti[modifica | modifica sorgente]

Nel film Il Signore degli Anelli del regista Peter Jackson è interpretato dall'attore Karl Urban. Il personaggio compare nel secondo e terzo film della trilogia.

Nel film non è Erkenbrand, il capitano dell'esercito dato per disperso, che giunge infine a determinare le sorti della battaglia, ma Éomer. Nel romanzo invece questi ha partecipato alla battaglia da dentro le mura. Inoltre, nel film egli viene bandito, mentre nel romanzo viene semplicemente imprigionato.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The Treason of Isengard, pp. 392, 401.
  2. ^ a b c J.R.R. Tolkien, Le due torri, op. cit., Capitolo II (libro III) - "I Cavalieri di Rohan", p. 43.
  3. ^ The Lord of the Rings: A Reader's Companion, p. 367-368.
  4. ^ The Lord of the Rings: A Reader's Companion, p. 229.
  5. ^ J.R.R. Tolkien, Le due torri, op. cit., Capitolo III (libro III) - "Gli Uruk-hai", p. 78.
  6. ^ J.R.R. Tolkien, Le due torri, op. cit., Capitolo VI (libro III) - "Il re del Palazzo d'Oro", pp. 149-150.
  7. ^ a b J.R.R. Tolkien, Il Ritorno del Re, op. cit., Appendice A - "Annali dei Re e Governatori", pp. 409-410.
Tolkien Portale Tolkien: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Tolkien