Anelli del Potere

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
L'unico anello

Gli Anelli del Potere, o Anelli di Potere, sono degli oggetti di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien. Si tratta di anelli dai grandi poteri magici le cui proprietà variano a seconda della personalità e delle intenzioni dei loro artefici, e la cui efficacia invece varia a seconda del potere, delle intenzioni, della forza di volontà e delle azioni di chi li indossa.

La creazione degli Anelli del Potere[modifica | modifica wikitesto]

Gli Anelli del Potere nominati ne Il Silmarillion e Il Signore degli Anelli, vennero creati da Celebrimbor nella Seconda Era.

Celebrimbor li forgiò con l'aiuto di Sauron che in quell'epoca si aggirava tra gli Elfi e gli Uomini della Terra di Mezzo facendosi chiamare Annatar (in quenya Signore dei doni) e presentandosi, senza svelare la sua vera identità, come un uomo saggio e di bell'aspetto.

Ponendosi ai loro occhi come un demiurgo benevolo, Sauron cercò di irretire gli elfi offrendo diverse conoscenze in particolar modo nell'arte della fabbricazione di monili e oggetti dotati di potere e bellezza, facendo leva sul sentimento di emulazione delle opere degli Ainur.

« Ma perché dunque la Terra di Mezzo dovrebbe restare per sempre desolata e buia, laddove gli Elfi potrebbero renderla altrettanto bella di Eresseä, che dico, perfino di Valinor? [...] Non è dunque nostro dovere di lavorare fianco a fianco al suo arricchimento e per l'elevazione di tutte le stirpi elfiche che vi si aggirano, all'oscuro del molto potere e della sapienza che sono di coloro che stanno al di là dal Mare? »
(Un estratto dei discorsi rivolti da Sauron/Annatar agli elfi; in Il Silmarillion, op. cit., p. 362)

La sua opera lo condusse in tutto l'Eriador e ciò che restava del Beleriand (con l'eccezione del Lindon, l'unica contrada dove non fu benvoluto) e, soprattutto, in Eregion, nella città di Ost-in-Edhil, presso i Noldor che, per la loro ambizione, si dimostrarono i più sensibili alle sue parole.

Fu così che Sauron insegnò a Celebrimbor, Signore dell'Eregion, il più valente dei fabbri di Ost-in-Edhil, l'arte della creazione degli anelli magici, e gli orafi elfici ne crearono molti, tra i quali, appunto, i Grandi Anelli o Anelli del Potere.

A questo periodo risale anche la creazione dell'Unico Anello, che Sauron forgiò segretamente a Mordor presso il Monte Fato, infondendo in esso gran parte della sua volontà e forza vitale, col proposito di dominare tramite esso tutti gli altri anelli, e, conseguentemente, coloro che li portavano.

« in segreto Sauron costruì un Unico Anello con cui dominare tutti gli altri, il cui potere era legato a questo con assoluta soggezione e destinato a durare solo quanto quello dell'anello di Sauron. Buona parte della forza e della volontà dell'Avversario fluì in esso, e ciò perché il potere degli anelli elfici era assai grande, sicché l'anello che doveva governarli non poteva che essere un oggetto di potenza senza pari. Sauron lo forgiò nella Montagna di Fuoco della Terra d'Ombra. E, a patto che avesse con sé l'Unico Anello, era al corrente di tutto ciò che si faceva per mezzo degli anelli minori, e poteva vedere e governare gli stessi pensieri di coloro che li portavano su di sé. »
(Il Silmarillion, op. cit., pp. 362-363)

Una volta forgiato l'Unico Anello, Sauron se lo mise al dito e tutti coloro che portavano gli anelli magici furono consapevoli della verità «sicché irati e impauriti, si sfilarono gli anelli»[1]. Sfumata la possibilità di controllarli, Sauron mosse guerra ai Noldor ingiungendo che gli consegnassero tutti gli anelli del potere.

Gli elfi tentarono di resistere, ma vennero sconfitti e Sauron si impadronì di tutti gli anelli con l'eccezione dei tre più potenti (che diverranno noti, in seguito, come i Tre Anelli o i Tre Anelli degli Elfi) che Celebrimbor aveva forgiato - a differenza di tutti gli altri - senza l'aiuto di Sauron.

I Nove e i Sette Anelli[modifica | modifica wikitesto]

Una volta recuperati gli anelli, Sauron cercò di soggiogare Nani e Uomini distribuendo loro i potenti artefatti. Nove (Nove Anelli, Nove Anelli degli Uomini) furono donati ad altrettanti re degli Uomini che, resi schiavi dal loro potere, si sarebbero trasformati, in seguito, nei nove nazgûl: potenti spettri succubi di Sauron.

Sauron tentò di corrompere anche i Nani allo stesso modo regalando loro sette anelli (Sette Anelli, Sette Anelli dei Nani), ma fallì nel suo intento: la stirpe dei Nani, creazione di Aulë, non poteva essere schiavizzata con la magia[2]. Gli Anelli infiammarono però la brama d'oro dei loro portatori, rendendoli immensamente ricchi e potenti; Gandalf afferma che all'origine di ogni grande tesoro dei Nani, c'era uno degli Anelli. Ben presto Sauron cercò di recuperare gli artefatti, rivelatisi inutili. Tre Anelli tornarono tra le sue mani, mentre quattro furono perduti o distrutti dal fuoco dei draghi.

I Tre Anelli[modifica | modifica wikitesto]

Narya, Nenya e Vilya rappresentati nel film La Compagnia dell'Anello

I Tre Anelli Elfici si chiamano Narya, Nenya e Vilya; Celebrimbor affidò Nenya a Galadriel, Vilya a Gil-Galad, (che lo diede ad Elrond prima della Battaglia dell'Ultima Alleanza), e Narya a Círdan il Carpentiere che in seguito lo consegnò a Gandalf. Nella Seconda Era, Narya e Vilya sono entrambi custoditi da Gil-Galad. I Tre Anelli furono forgiati a Ost-in-Edhil, nel 1590 S.E. da Celebrimbor.

Vilya, l'Anello d'Aria, fatto d'oro e ornato con uno zaffiro. Il suo potere è ignoto, ma con ogni probabilità è legato alla salvaguardia e alla conservazione, dato che Celebrimbor creò i Tre con questo preciso scopo. Controlla i venti.

Nenya è l'Anello d'Acqua, l'Anello di Diamante, forgiato con Mithril e ornato da una pietra bianca. Il suo Portatore acquista il potere di conservare, salvaguardare e nascondere dal male. Galadriel utilizzò questo potere per creare e difendere Lothlorie. Dopo la partenza di Galadriel, tutto ciò che era stato creato con questo anello cadde in rovina. Domina l'acqua.

Narya è l'Anello Rosso, l'Anello di Fuoco, il più forte. Il suo Portatore è in grado di instillare la speranza, coraggio e audacia in coloro che lo circondano, dando loro la forza per combattere la tirannia e la disperazione. In più protegge dal male chi lo indossa e ciò che lo circonda. Ha potere sul fuoco di Anohor.

Tutti gli Anelli hanno il potere di preservare ciò che è stato e di mantenere "giovane" il luogo in cui è custodito.

Poiché Sauron non aveva avuto alcun ruolo nella loro creazione, i Tre Anelli non ne avevano subito l'influenza malvagia (benché legati al potere dell'Unico), di conseguenza coloro che li portavano non potevano essere assoggettati alla volontà dell'Oscuro Signore. I tre anelli vennero utilizzati a lungo dagli elfi, dopo che Isildur ebbe sottratto l'Unico a Sauron e questo scomparve fisicamente dalla Terra di Mezzo e fino all'epoca degli eventi narrati ne Il Signore degli Anelli; non furono usati per scopi di potere e dominio, ma per curare e mantenere integri i luoghi dove gli elfi abitavano.
Tuttavia se Sauron fosse stato in grado di recuperare l'Unico Anello, tutte le opere compiute tramite loro sarebbero state disvelate e corrotte, come spiega Elrond a Frodo, Gandalf e i rappresentanti dei popoli liberi durante il consiglio di Gran Burrone:

« tutto ciò ch'è stato compiuto da coloro che posseggono i Tre si volgerà contro di essi per distruggerli, e rivelerà a Sauron la loro mente ed il loro cuore, qualora il Nemico riconquistasse l'Unico. Allora sarebbe meglio che i Tre Anelli non fossero mai esistiti. »
(Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello, op. cit., p. 339.)

Secondo Elrond[3], gli elfi non sapevano cosa sarebbe accaduto ai Tre Anelli in caso di distruzione dell'Unico: alcuni speravano di poterli utilizzare liberamente senza più alcun pericolo; altri, come Elrond, ritenevano invece che la scomparsa dell'Anello del Potere avrebbe segnato la fine del potere dei Tre, e di tutto ciò che era stato creato o conservato tramite loro, come infatti poi accadde. Gli Elfi erano disposti però a rinunciare a tutto, pur di non sottomettersi a Sauron.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Silmarillion, op. cit., p. 363.
  2. ^ Il Silmarillion, op. cit., p. 364.
  3. ^ La Compagnia dell'Anello, op. cit., p. 339.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • J.R.R. Tolkien, Il Silmarillion, Rusconi Libri, Milano 1989 ISBN 88-18-12049-2
  • J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli: La Compagnia dell'Anello, Bompiani, Milano 2002

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Tolkien Portale Tolkien: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Tolkien