Gondor

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Gondor
La bandiera di Gondor
La bandiera di Gondor
Nome originale Gondor
Altri nomi Regno Númenoreano del Sud, Reame in Esilio
Tipo Regni degli uomini
Ideatore John Ronald Reuel Tolkien
Appare in Il Signore degli Anelli
Il Silmarillion
Racconti incompiuti
Caratteristiche immaginarie
Governo Monarchia
Capo Re di Gondor
Sovrintendenti di Gondor
Fondatore Isildur e Anárion
Nascita SA 3320
Fine TA 3019
Pianeta Arda
Continente Terra di Mezzo
Capitale Osgiliath
Minas Tirith
Razze Uomini

Gondor è un regno di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien.

Insieme ad Arnor, è uno dei regni in esilio degli Uomini di Númenor nella Terra di Mezzo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Come Arnor nel nord, Gondor è un regno degli Uomini, fondato da Isildur e Anárion, i figli di Elendil, dopo la caduta di Númenor. Esso è posto al sud della Terra di Mezzo settentrionale, nelle foci dell'Anduin e ad ovest di Mordor. Il nome significa "terra della pietra", dalla parola Sindarin gond "pietra" e (n)dor "paese, terra", ed è chiamato così a causa dell'Ered Nimrais e delle altre catene montuose che vi si trovano, oltre alle numerose città Dunedain come Osgiliath.

La fondazione[modifica | modifica sorgente]

Prima della caduta di Númenor, la regione di Gondor era abitata da numerosi Númenóreani immigrati dagli insediamenti Dunedain lungo la costa, che lentamente si spinsero sempre più all'interno, e si mescolarono con gli Uomini indigeni, se questi erano amichevoli, o li cacciarono, confinandoli in luoghi come il Dunland.

Gondor, che durante gli anni del colonialismo era chiamato semplicemente Entroterra di Belfalas o di Pelargir, era più fertile di Arnor, a causa della valle dell'Anduin e dell'Ithilien, e perciò ebbe quasi sempre una popolazione più numerosa; prima dell'arrivo delle navi di Elendil, comunque, il territorio era diviso in varie signorie feudali comandate da nobili Numenoreani e facenti parte dell'Impero Coloniale di Nùmenor.

Gondor come regno a sé stante e completamente indipendente fu fondato dopo la caduta di Númenor, come regno in esilio per i Dùnedain sopravvissuti all'Akallabeth.

All'epoca della fondazione, Gondor era semplicemente composto dall'Ithilien, dal Lebennin, dal Lossarnach e da parte dell'Anorien, comprese Osgiliath, Minas Anor e Minas Ithil. I Dùnedain già residenti a Gondor accolsero pacificamente i fratelli superstiti della Caduta, ed insieme iniziarono la costruzione del Regno.

Gondor prese parte all'Ultima Alleanza per contrastare il potere di Sauron, che lo vinse temporaneamente nella battaglia di Dagorlad, al termine della Seconda Era.

La prosperità di Gondor[modifica | modifica sorgente]

Dopo la guerra contro Sauron, il potere e la prosperità di Gondor aumentarono: i Dùnedain prosperarono e, dal nucleo originario nella valle dell'Anduin, si sparsero sempre di più lungo la costa, colonizzando le verdi regioni di Anfalas e Belfalas, verso sud nell'Harondor (processo interrotto solo da un'invasione degli Esterling nel 492 della Terza Era), e anche nel Calenardhon e nel Rhovanion del sud, poco sopra Dagorlad, e continuarono a crescere per tutto il nono secolo. Mentre il potere del reame fratello di Gondor, Arnor, arrivò all'apice, il momento di Gondor doveva ancora venire.

Gondor controllava anche numerose entità feudali vassalle del regno, come il Principato di Dol Amroth, fondato dal mezzelfo Galador, la Marca dell'Enedwaith ed il Principato di Harondor, tutte regioni abitate in maggioranza da Dunedain.

L'età d'oro di Gondor[modifica | modifica sorgente]

La potenza di Gondor raggiunse l'età d'oro sotto i quattro "Re Navigatori", vale a dire:

  1. Tarannon Falastur r. 840–913. Il primo dei quattro re, che morì senza figli
  2. Eärnil I r. 913–936. Nipote di Tarannon
  3. Ciryandil r. 936–1015
  4. Hyarmendacil I (Ciryaher) r. 1015–1149. L'ultimo dei Re delle Navi.

Nel regno del potente re Hyarmendacil I (circa dodicesimo secolo T.E.) Gondor raggiunse l'apice del suo potere. Durante il regno di Hyarmendacil, i confini di Gondor raggiunsero la loro più ampia espansione. Il reame si estendeva ad est fino al mare di Rhûn, a sud fino alle più vicine terre degli Haradrim, a nord fino al Bosco Atro, e a ovest fino ai confini di Arnor. Il suo esercito era immenso per numero e potenza.

Tale era la potenza di Gondor durante questo periodo, che la gente diceva per invidia: «Le pietre preziose a Gondor sono sassolini coi quali giocano i bambini».

Il declino di Gondor[modifica | modifica sorgente]

Ma dopo questo tempo, cominciò un lungo periodo di declino. Tre grandi calamità stroncarono Gondor durante il secondo millennio della Terza Era, e furono la principale causa del decadimento: la guerra civile, la grande epidemia e l'invasione dei Carrieri, una tribù degli Esterling.

La Lotta delle Stirpi[modifica | modifica sorgente]

Nel XV secolo della Terza Era, una grande guerra civile, chiamata Lotta delle Stirpi, dilaniò la nazione. Il re era di sangue misto: sua madre era degli Uomini del nord. Il disprezzo popolare portò al rovesciamento del re Eldacar da parte di Castamir, l'ammiraglio delle forze navali gondoriane, che possedeva un po' di sangue reale. Il figlio del re fu ucciso, e questi fuggì al nord. Castamir fu poi conosciuto come Castamir l'Usurpatore. Durante i dieci anni che seguirono, egli diede prova di essere crudele e spietato, e a causa del suo amore per la vecchia flotta, si interessò alle regioni costiere, mentre le province interne erano ignorate e abbandonate alla rovina. Allora, Eldacar tornò a Gondor con un'armata di Uomini del nord, e si unì a schiere di abitanti delle province interne, come Calenardhon, Anórien e Ithilien. La grande battaglia fra le armate del re e quelle di Castamir avvenne ai guadi dell'Erui, vicino Osgiliath. La città fu devastata durante il combattimento, il grande ponte distrutto e il suo palantír disperso. Eldacar uccise Castamir, vendicando il figlio, e reclamò il suo trono, ma i figli di Castamir si salvarono e riuscirono a difendere Pelargir, poiché il re non aveva flotta da mandar loro contro. Quando ebbero radunato tutte le forze possibili, salparono verso Umbar, dove si unirono ai Corsari, e da qui continuarono a dare guerra a Gondor per molti anni, e solo durante il regno di Elessar Gondor riuscì a sottomettere di nuovo la città. La Lotta delle Stirpi provocò danni orribili. La maggior parte dei Dunedain di sangue puro morì o ripudiò il lignaggio; la linea di successione si inquinò irreparabilmente.

La Grande Epidemia[modifica | modifica sorgente]

Più tardi, durante il regno di Telemnar, nipote di Eldacar, un altro male si abbatté su Gondor e su tutta la Terra di Mezzo: una grande epidemia, portata dai venti dell'Est, uccise il re e tutti i suoi figli, assieme a numerosi abitanti di Gondor, specialmente di Osgiliath. Allora, a causa della scarsità di popolazione, gli avamposti messi a guardia contro il ritorno del Male a Mordor furono abbandonati. Questi avvenimenti accaddero mentre l'Ombra si infittiva nel Bosco Atro, e mentre accaddevano infausti avvenimenti segno del prossimo ritorno di Sauron.

Con la morte del re, anche l'Albero Bianco di Minas Anor avvizzì. Ma il successivo re, Tarondor, ripiantò un alberello, e inoltre spostò ufficialmente la capitale da Osgiliath a Minas Anor. Tarondor ebbe il regno più lungo di tutti i re di Gondor, ma non poté fare altro che riorganizzare il suo reame.

In questo periodo numerose Marche di confine del regno vengono abbandonate dai rappresentanti di Gondor, e di fatto divengono signorie in mano a signori della guerra locali o territori desolati e in via di spopolamento.

L'invasione dei Carrieri[modifica | modifica sorgente]

Appena Gondor si riprese dall'epidemia, l'invasione dei Carrieri devastò il regno. Questi, sobillati dagli inviati di Sauron, attaccarono Gondor attorno al 1850 e gli attacchi perdurarono per oltre un secolo. La svolta ci fu dopo il 1944, quando il capitano dell'armata del sud, Eärnil, sconfisse e sbaragliò il nemico nell'Ithilien, attaccando i Carrieri nel loro più grande accampamento e cacciandoli definitivamente da Gondor.

La dinastia dei re caduti[modifica | modifica sorgente]

Riunificazione rifiutata[modifica | modifica sorgente]

Nel 1944 della Terza Era, a Gondor ci fu una crisi dinastica, poiché il re Ondoher era stato ucciso in battaglia con entrambi i suoi figli. Di conseguenza sia Arvedui, il genero di Ondoher e re di Arthedain ad Arnor (imparentato quindi sia con Isildur che con Anarion), sia il generale vittorioso Eärnil, che era un lontano parente del precedente re, reclamarono il trono. I Dúnedain di Gondor elessero Eärnil, che divenne re col nome di Eärnil II.

L'ultimo erede di Anárion[modifica | modifica sorgente]

Durante la Battaglia di Fornost, l'erede di Eärnil, Eärnur, portò le forze di Gondor alla vittoria contro il Re Stregone di Angmar, che sarebbe diventato poi il signore dei Nazgûl. Benché Eärnur sperasse di combattere con lui, quando egli gli si avvicinò, il cavallo dell'Uomo si spaventò e fuggì. Eärnur fu trascinato via, ma quando tornò, l'Elfo Glorfindel lo aveva fatto fuggire, e disse ad Eärnur: «Non lo inseguire. Lontano è ancora il suo destino, ed egli non cadrà per mano di un uomo».

Ma durante questo tempo, nel 2002 T.E., la città sorella di Minas Anor, Minas Ithil, era stata catturata dagli Spettri dell'Anello, che vi si erano stabiliti e avevano rubato il palantír della Torre. Minas Ithil fu rinominata Minas Morgul, Torre del Terrore, e Minas Anor fu rinominata Minas Tirith, Torre di Guardia, a sorveglianza delle malefatte della torre gemella.

Quando, nel 2043, Eärnur ascese al trono di Gondor, il Re Stregone di Angmar lo sfidò a duello in Minas Morgul. Il sovrintendente Mardil riuscì a trattenere il re dall'andare incontro allo Stregone, ma quando, sette anni dopo, questi ripeté la sfida, nemmeno il sovrintendente riuscì a fermare Eärnur, che partì assieme ad alcuni compagni per accogliere la sfida. Di questi non si ebbe più notizia. Poiché non si ebbe testimonianza certa della morte del re e non si trovarono discendenti di sangue puro, con la morte di Eärnur ebbe fine la stirpe di Anárion.

I sovrintendenti[modifica | modifica sorgente]

I sovrintendenti regnanti[modifica | modifica sorgente]

Il posto del Re fu preso da una lunga discendenza ereditaria di sovrintendenti regnanti, che governò Gondor in nome del re, in attesa del suo ritorno. Ogni nuovo sovrintendente che entrava in carica doveva giurare di «tenere lo scettro e regnare in nome del Re fino all'ora del suo ritorno»; ma ben presto le parole divennero un rituale, e i sovrintendenti non ci prestarono più caso: eppure ancora molti a Gondor speravano nel ritorno del re, e i sovrintendenti non sedettero mai sul trono, né portarono lo scettro, ma solo il bastone bianco, simbolo del loro incarico.

Gli ultimi sovrintendenti regnanti furono Denethor II e suo figlio minore Faramir (dal momento che il maggiore, Boromir, membro della Compagnia dell'Anello, era stato ucciso dagli Uruk-hai di Saruman).

Cirion ed Eorl[modifica | modifica sorgente]

Nel 2510 della Terza Era, quando il Sovrintendente Cirion prese il potere di Gondor, la nazione attraversava uno dei più grandi pericoli della sua storia: la tribù Esterling dei Balchoth invase Gondor con una grande forza. Essendo la popolazione del Calenardhon assai ridotta, per il sovrintendente era difficile difendere la linea del fiume Anduin. Allora Cirion inviò soccorsi a nord, ma invano, poiché i Balchoth avevano ormai attraversato l'Anduin travolgendo i difensori. Un esercito venne deviato a sud, verso il Limterso, dove fu attaccato da una schiera di Orchi delle Montagne Nebbiose. In quel mentre giunsero da nord aiuti inaspettati, e per la prima volta a Gondor si udirono i corni dei Rohirrim. Eorl il Giovane, venuto coi suoi cavalieri, disperse gli Orchi e uccise tutti i Balchoth sui Campi del Calenardhon. Cirion allora donò a Eorl quel territorio, e questi giurò di difendere Gondor in caso di bisogno. Il Calenardhon cambiò nome e venne chiamato Rohan, nome che deriva dal nome "Rohirrim", "signori dei cavalli".

La guerra dell'Anello[modifica | modifica sorgente]

All'inizio della guerra dell'Anello, Gondor controllava un territorio relativamente piccolo rispetto al periodo di massimo splendore: il potere di Minas Tirith si esercitava sulle regioni dell'Anorien, del Lebennin, di Dol Amroth, di Anfalas e del Lossarnach, riducendo sostanzialmente le terre del regno ai territori a sud dei Monti Bianchi, escluso l'Anorien, le uniche ancora abitate dai Dunedain. Rohan rimaneva ufficialmente ancora vassallo di Gondor, ma da alcuni decenni i due regni si erano sostanzialmente estraniati e i rapporti erano molto radi.

Nel 3019 Gondor subì un grande attacco alla sua capitale, Minas Tirith, nella battaglia dei Campi del Pelennor. Lo schieramento nemico era formato da Orchetti, Haradrim, Esterling e Variag (che sarebbero dovuti essere usati per il saccheggio della città), e Corsari di Umbar, sconfitti però dal'esercito dei Morti guidato da Aragorn. La città aveva come alleati meno di tremila guerrieri dei Feudi del Sud, tra cui l'esercito di Imrahil Dol Amroth. Durante la battaglia, quando Grond distrugge il Cancello della Città, Gandalf è l'unico ad attendere e affrontare il signore dei Nazgûl. Quando i gondoriani erano vicini alla sconfitta, i Rohirrim giunsero, inaspettati come la prima volta, e spinsero gli orchi verso il fiume. I Rohirrim subirono gravi perdite, ma all'ultimo momento giunse sul campo di battaglia Aragorn al comando di un esercito conquistato nei porti a sud.

I giorni successivi Aragorn, con al seguito un esercito di poche migliaia di uomini, marciò fino ad arrivare al Nero Cancello. Con la distruzione dell'Anello da parte di Frodo e la conseguente sconfitta di Sauron, la dinastia dei re risorse, e Aragorn, col nome di Elessar, divenne Re dei Regni Riuniti di Gondor e Arnor.

Faramir, l'ultimo erede dei sovrintendenti regnanti, mantenne l'ufficio di sovrintendente e fu nominato principe dell'Ithilien, appena riconquistato.

Regioni di Gondor[modifica | modifica sorgente]

Gondor era divisa in diverse e vicine regioni autonome. Queste sono le più importanti:

Inoltre, Gondor ha posseduto le seguenti regioni in vari momenti della sua storia:

  • Harondor o Gondor Meridionale, regione contestata tra Gondor e l'Harad, de facto divisa in potentati personali di vari Signori della Guerra, spesso Haradrim o Nùmenoreani Neri.
  • Calenardhon che fu donata a Eorl e divenne Rohan; formalmente stato vassallo di Gondor, de facto indipendente.
  • Enedwaith, posseduta per un certo periodo, tre secoli circa, soprattutto per il porto di Tharbad; il dominio di Gondor in questa regione è sempre stato molto debole.
  • Rhovanion, conquistato da Romendacil II, venne abbandonato agli inizi della decadenza di Gondor.
  • Harad del Nord, conquistato da Hyarmendacil I
  • Umbar, mai completamente sottomessa (vedere Lotta delle Stirpi)
  • Mordor, mai colonizzata a causa del suo clima ostile
  • Khand, per pochi anni e come stato vassallo.
  • Alcuni porti costieri a sud dell'Harad.

Città e fortezze di Gondor[modifica | modifica sorgente]

Minas Tirith, la capitale del regno a partire dalla Terza Era, nell'adattamento cinematografico di Peter Jackson
  • Calembel
  • Dol Amroth, città sulla baia di Belfalas
  • Erech, fortezza di Gondor, abbandonata alla fine della Terza Era
  • Ethring
  • Linhir
  • Minas Tirith (Minas Anor), la Città dei Re
  • Osgiliath, città e antica capitale di Gondor, distrutta e abbandonata alla fine della Terza Era, ma probabilmente il re Elessar la ricostruì agli inizi della Quarta Era
  • Pelargir, il grande porto del sud, sotto il controllo dei Corsari durante la guerra dell'Anello, e successivamente riconquistata da Gondor
  • Tarnost

Inoltre, Gondor possedeva questi avamposti:

Simboli di Gondor[modifica | modifica sorgente]

Bandiera dei re di Gondor
Stemma dei re di Gondor

L'emblema del regno, che veniva portato anche su uniformi, scudi e armature, era una raffigurazione dell'Albero Bianco di Gondor su sfondo nero; la bandiera, però, veniva esposta sulla Cittadella (la parte più alta di Minas Tirith) solo nei periodi in cui a Gondor regnava il Re: lo stendardo nero, stemma della Casa di Elendil, presentava l'Albero Bianco, sormontato da sette stelle (simboleggianti i palantiri) e dalla corona alata. I Sovrintendenti, invece, esponevano una bandiera bianca o color argento, e il sigillo era formato dalle lettere «R.ND.R» (consonanti di Arandur "servo del re") sormontate da tre stelle. I principi di Dol Amroth avevano uno stendardo raffigurante un cigno d'argento (forse a ricordo delle barche di Lórien, e delle origini elfiche della casata).

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Note[modifica | modifica sorgente]

John Ronald Reuel Tolkien