Éowyn

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Éowyn
Éowyn ne Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re
Éowyn ne Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re
Universo Arda
Lingua orig. Inglese
Alter ego Dernhelm
Soprannome Dama Bianca di Rohan, Dama dell'Ithilien
Autore John Ronald Reuel Tolkien
Interpretata da Miranda Otto
Voce italiana Ilaria Stagni
Specie Uomini
Sesso Femmina
Etnia Rohirrim
Luogo di nascita Rohan
Data di nascita 2995 T.E.
Parenti
« Così Aragorn mirò per la prima volta alla luce del giorno Éowyn, Dama di Rohan, e la trovò

bella, bella e fredda, come una mattina di pallida primavera, e non ancora maturata in donna. »

(J.R.R. Tolkien, Le due Torri[1])

Éowyn è un personaggio di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien. Nella trasposizione cinematografica dell'opera, curata da Peter Jackson, il personaggio è interpretato da Miranda Otto con la voce italiana di Ilaria Stagni.

Origini[modifica | modifica sorgente]

La principessa di Rohan Éowyn è un personaggio del Signore degli Anelli. Nasce nell'anno 2995 della Terza Era, figlia di Éomund e Théodwin, la nipote di Théoden di Rohan, ed è sorella di Éomer. Appare nel secondo volume della trilogia (Le due torri), quando Gandalf, Aragorn, Legolas e Gimli giungono alla reggia di Rohan, Edoras. Éowyn viene presentata al lettore dagli occhi di Aragorn.

Vicende successive[modifica | modifica sorgente]

Dopo la partenza di Re Théoden, Éowyn rimase in qualità di reggente al trono e si trasferì nella fortezza di Dunclivo. Quando ritornarono i cavalieri e il Re, Éowyn avrebbe voluto partire assieme a loro nella guerra contro Sauron, ma fu lasciata ancora una volta a Dunclivo. Éowyn allora si travestì sotto le spoglie di un cavaliere di nome Dernhelm e, in accordo col maresciallo Efhelm, capo della Éored in cui si trovava, partì anche lei con gli altri.

Quando l'esercito di Rohan raggiunse Minas Tirith assediata, il Signore dei Nazgûl piombò su di loro. Nevecrino, il cavallo del Re, impazzì per il terrore e Théoden cadde sotto di lui. Il Re Stregone, sceso dal cielo in groppa a una terribile cavalcatura alata, atterrò sul povero animale. Ma Dernhelm (alias Éowyn) fronteggiò il terribile Nazgûl. Questi all'inizio si sentiva sicuro, protetto dalla profezia secondo cui nessun uomo vivente avrebbe potuto ucciderlo. Ma Éowyn, che invece era una donna, dopo aver decapitato l'orrenda bestia alata che il Signore dei Nazgûl cavalcava, pur ferita dalla mazza del Re Stregone, che le ruppe un braccio, rivelò la propria identità e vibrò il colpo finale nel volto dello spettro, eliminando definitivamente il terribile Re (aiutata in questo arduo compito anche da Merry che lo aveva pugnalato alle spalle).

Sia Merry sia Éowyn subirono gli influssi malefici del contatto con il Re Stregone. Éowyn fu condotta immediatamente alle Case di Guarigione, poiché tale era il suo pallore che sulle prime era stata data per morta. Merry invece aveva avuto una breve discussione con Théoden morente, ma nessuno si era curato di lui. Fu perciò costretto a trascinarsi da solo fino a Minas Tirith, dove incontrò l'amico Pipino, che gli salvò la vita facendolo portare alle Case. Là Gandalf e Aragorn diagnosticarono il male, e così Aragorn curò Éowyn, Merry e Faramir, salvandoli dalla morte con i poteri taumaturgici di cui disponeva. Alla fine Éowyn si innamorò di Faramir, e i due andarono a vivere nell'Ithilien dopo la fine della guerra.

« "Devo dunque lasciare il mio popolo, uomo di Gondor?" ella disse.

"E vorresti che la tua gente orgogliosa dicesse di te: 'Ecco un signore che ha domato una selvaggia fanciulla del Nord! Non vi era dunque una donna della razza dei Númoreani ch'egli potesse scegliere?'". "Lo vorrei", disse Faramir. E la prese fra le braccia e la baciò sotto il cielo assolato, e non si curò di essere in piedi sulle mura, visibile a molti. E molti infatti li videro, e videro la luce che brillava intorno a loro mentre scendevano dalle mura e si recavano, mano nella mano, nelle Case di Guarigione. »

(J.R.R. Tolkien, Il Ritorno del Re[2])

La personalità di Éowyn[modifica | modifica sorgente]

Il personaggio di Éowyn ha una personalità articolata, forse addirittura la più complessa di tutto il romanzo. Dapprima quello di Éowyn era solo un mero desiderio di gloria per la propria casata: per questo contava di sposare Aragorn e diventare una guerriera.

Quando Vermilinguo aveva stregato Théoden con le sue malevoli parole, ne aveva destinate alcune anche alle orecchie di Éowyn, che sperava di rapire. E quelle parole erano servite allo scopo di sminuire ancora di più il valore della Casata di Rohan agli occhi di Éowyn.
Quando il re Théoden partì per andare in aiuto di Gondor, Éowyn capì che egli stava probabilmente andando incontro alla morte. Si aggregò di nascosto all'armata e portò con sé Merry, con il quale aveva sviluppato un profondo sentimento di amicizia e fiducia reciproca, perché avevano entrambi desiderio di combattere, ed entrambi erano stati messi da parte. Ma in fin dei conti quello di Éowyn era un desiderio di morte: la fanciulla voleva morire ed essere ricordata, poiché credeva che la casa di Eorl fosse ormai giunta alla fine. Quando fu salvata da Aragorn, pian piano si rese conto di poter ancora vivere, assistita sia dallo stesso Merry sia da quello che sarebbe diventato suo marito, Faramir, tutti e tre duramente feriti e convalescenti nelle Case di Guarigione di Minas Tirith.

Da notare il gesto di Aragorn, che dopo averla curata non la svegliò personalmente, ma la fece chiamare dal fratello, affinché ella non ricordasse per prima cosa il proprio amore impossibile.

Un'altra cosa che Éowyn capì dopo il suo duello con il Re Stregone fu che il valore e la grandezza non sono necessariamente associati alla forza: infatti Merry le aveva salvato la vita, colpendo inaspettato il tracotante Re Stregone e permettendo a Éowyn di sferrargli il colpo fatale (tra parentesi, Merry fu nominato cavaliere del Mark proprio per volere di Éowyn).

Eowyn è una figura di donna moderna, che autodetermina il proprio destino affrontando con coraggio le avversità; lotta per il suo popolo affrontando imprese tipicamente "maschili", consapevole della maggiore forza degli avversari, armata della spada ma anche di un cuore delicato eppure impavido e incline alla sfida. Se a fianco dello zio si comporta come un guerriero, sa offrire la sua dolcezza all'uomo di cui si è innamorata (Aragorn) e, con dignità regale e accettazione del suo destino, sa ritirarsi quando comprende che il suo sogno è impossibile.

Infine Éowyn trova la felicità innamorandosi di Faramir, che aveva cercato il suo amore senza desideri di gloria. Anche in questo Éowyn si dimostra intelligente e volitiva, capace di riconoscere ed accettare l'amore destinato a lei come il bene più prezioso.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il Signore degli Anelli, Le due Torri, Libro I, cap.VI, p.136; ed. Bompiani, Libri Oro, Milano 2007.
  2. ^ Il Signore degli Anelli, Il Ritorno del Re, Libro II, cap.V, p.272; ed. Bompiani, Libri Oro, Milano 2007.
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