Sauron

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Sauron
L'Occhio di Sauron nell'adattamento cinematografico di Peter Jackson
L'Occhio di Sauron nell'adattamento cinematografico di Peter Jackson
Universo Arda
Lingua orig. Inglese
Alter ego Mairon, Gorthaur il Crudele, Annatar, Artano, Aulendil, Zigûr
Soprannome Oscuro Signore, Signore di Mordor, Signore degli Anelli, Creatore dell'Unico, Ingannatore, Mano Nera, Aborrito, Oscuro Potere, Signore di Barad-dûr, Negromante, Grande Occhio, Nemico, Crudele, Ombra dell'Est
Autore John Ronald Reuel Tolkien
Interpretato da
Voci orig.
Voce italiana Gerolamo Alchieri
Specie Ainur
Sesso Maschio
Etnia Maia di Aulë (in origine)
Data di nascita agli albori del Tempo

Sauron (in quenya, letteralmente, "l'Aborrito") è un personaggio di Arda, l'universo immaginario creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien. È il principale antagonista de Il Signore degli Anelli, ma appare anche ne Il Silmarillion e nei Racconti incompiuti e viene citato ne Lo Hobbit.

All'interno del corpus dello scrittore, Sauron è l'Oscuro Signore di Mordor, un potente spirito del male, allievo di Morgoth, antagonista de Il Silmarillion, e creatore dell'Unico Anello trovato ne Lo Hobbit da Bilbo Baggins e poi ereditato da Frodo Baggins. Prima degli eventi de Il Signore degli Anelli, Sauron fu sconfitto da Isildur e perse l'Unico Anello, ma riuscì a scampare alla morte. Durante la Guerra dell'Anello egli ritorna con l'obiettivo di concludere il suo operato, ovvero quello di conquistare la Terra di Mezzo ed assoggettarne gli abitanti. Il personaggio viene definitivamente sconfitto alla fine de Il Signore degli Anelli quando Frodo distrugge l'Unico Anello, scaraventandolo nelle fiamme del Monte Fato, luogo in cui era stato costruito.

Nelle altre opere, Sauron viene citato nei Racconti Incompiuti e ne Il Silmarillion, nei quali vengono aggiunti dettagli sulla sua origine e alcuni fatti antecedenti la trama de Il Signore degli Anelli, principalmente ambientati durante la Prima e Seconda Era, e ne Lo Hobbit con il nome di Negromante.

Creazione e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Nei Racconti perduti, il ruolo di Sauron è assunto, nel racconto di Tinùviel, da Tevildo, un Principe dei Gatti mostruoso posseduto da uno spirito demoniaco.

Prima della pubblicazione de Il Silmarillion, Tolkien non era mai stato chiaro sulla razza di Sauron. In The Complete Guide to Middle-earth di Robert Foster, l'autore sosteneva che Sauron fosse un Eldar, vale a dire un Elfo. Wystan Hugh Auden sostenne, invece, che Sauron fosse un Valar. Solo dopo l'uscita de Il Silmarillion, Tolkien fece chiarezza sulla razza del personaggio[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Il Silmarillion e Il Signore degli Anelli.

Prima Era[modifica | modifica wikitesto]

« Tra i servi del Nemico che hanno nomi, il massimo era lo spirito che gli Eldar chiamavano Sauron, ovvero Gorthaur il Crudele, che in origine era dei Maiar di Aulë e che continuò ad avere grande parte nella tradizione di quel popolo. »
(J.R.R.Tolkien, Il Silmarillion)
Sauron in ginocchio davanti al suo padrone e maestro Melkor.

Il suo nome era in origine Mairon "l'Ammirabile" ed era un Maia, uno spirito "angelico" della mitologia creata da Tolkien.[2] Fu in origine un potente servo di Aulë il Fabbro, uno spirito più possente, uno dei Valar, o Custodi del Mondo e grande rimase la sua scienza nei saperi tradizionali che appartenevano a quella stirpe[3][4]. Ad ogni modo, Mairon fu presto irretito dall'Oscuro Nemico Melkor, più tardi conosciuto come Morgoth (l'Ainu votato al Male), e diventò una creatura malvagia.[2][5] Da questo momento cambiò nome in Sauron. Questo avveniva prima della distruzione di Almaren. Sauron servì Morgoth fedelmente, e nei giorni a seguire, dopo che Morgoth fu sconfitto e imprigionato fuori dai confini del mondo, Sauron irretì gli Uomini, in particolare quelli del regno di Nùmenor, portando il regno alla distruzione, durante la Seconda Era. Sauron non commise gli errori che fece il suo maestro; infatti, mentre Morgoth voleva controllare o distruggere Arda stessa, (a discapito delle opere costruite dai Valar su di essa), il desiderio di Sauron era di dominare la mente e la volontà di tutti i popoli della Terra di Mezzo.[6]

Durante la Prima Era, i Noldor lasciarono il Reame Beato di Valinor in Aman (la Terra), (contro il consiglio dei Valar) per muovere guerra contro Morgoth, che aveva rubato i Silmaril, gemme magiche che racchiudevano la luce degli alberi di Valinor. In questa guerra Sauron fu il principale servo di Morgoth, acquistando col tempo grande importanza. Sauron a quel tempo era un maestro di illusioni e cambiamenti di forma, e i suoi servi erano Draugluin (Signore dei Lupi Mannari, creati da Sauron) e Thuringwethil (il suo Araldo vampiro). Quando Morgoth lasciò Angband per corrompere gli Atani (Uomini). Sauron diresse una guerra contro gli Elfi durante la quale conquistò l'isola di Tol Sirion, che divenne poi famosa come Tol-in-Gauroth, l'Isola dei Lupi Mannari. Dieci anni più tardi, Finrod Felagund, il Re di Nargothrond, e formalmente signore di Tol Sirion, morì per proteggere Beren nelle segrete di Tor-in-Gaurhoth; dopodiché Lúthien e Huan sconfissero Sauron e salvarono Beren nelle segrete dove fu gettato. Dopo la sconfitta inflittagli da Lúthien, Sauron fu protagonista di una piccola parte degli eventi della Prima Era. Dopo che il suo Signore fu sconfitto, Sauron si pentì (apparentemente) e pregò per la misericordia. Ma non era disposto a ritornare all'Ovest per essere giudicato, quindi scappò e si nascose.[7]

Seconda Era[modifica | modifica wikitesto]

Dopo essere rimasto nascosto e inattivo per circa 1000 anni, durante la Seconda Era Sauron assunse un bell'aspetto, e si fece chiamare "Annatar", il Signore dei Doni, cercando di ingannare Elfi, Edain (Umani) e Nani.[8] Avendo ancora mantenuto il potere di cambiare aspetto, si rese esteticamente piacente, vestito come un nobile consigliere sempre pronto a dispensare saggi suggerimenti.

Comprese subito che gli Uomini erano i più facili da irretire, sottovalutò i Nani, credendo che avrebbero ceduto subito alle lusinghe del potere, quando invece essi si rivelarono quanto mai resistenti. Cercò costantemente di sedurre con le sue conoscenze gli Elfi, sapendo che tra i viventi erano quelli con maggior potere: sapendo anche che gli Elfi erano i più accorti e onesti, usò tutta la sua abilità di ingannatore, cambiando voce e mostrandosi come un signore benevolo e sapiente, ma non riuscì a ricevere la necessaria fiducia che desiderava, infatti Gil-galad (Re Supremo dei Noldor) e Elrond di Rivendell sospettavano che questo misterioso individuo avesse intenzioni meno nobili delle sue parole. In questo periodo Annatar si presentava come una sorta di pacificatore, e sosteneva che tutti i doni che elargiva con tanta generosità erano mirati a rendere più bella la Terra di Mezzo e a renderla simile a Valinor.

Annatar riuscì invece a stringere amicizia con gli Elfi fabbri dell'Eregion, grazie al fatto che questi erano sempre avidi di nuove tecniche di fabbricazione dei gioielli (come anche i Nani). Con il suo aiuto gli Elfi forgiarono svariati Anelli del Potere, (senza l'aiuto di Sauron, Celebrimbor forgiò Narya, l'anello di rubino, Nenya, l'anello di diamante e Vilya, l'anello di zaffiro) ma Sauron in segreto forgiò l'Unico Anello nella Montagna di Fuoco, con cui dominare tutti gli altri, fondendo in esso la maggior parte del suo potere e della sua volontà.[9] Ma quando l'Oscuro Signore infilò al dito l'Unico Anello i Noldor capirono di essere stati ingannati, e nascosero i loro tre Anelli più potenti (Narya, Nenya e Vilya) che Sauron desiderava possedere più di tutti gli altri perché così avrebbe dominato le menti degli Elfi e controllato ciò che gli anelli potevano controllare (esempio, il mantenimento della pace e la conservazione della bellezza nei luoghi in cui erano nascosti). Sauron però, accortosi che il suo inganno era stato smascherato, invase l'Eregion devastandolo; in questa guerra perse la vita anche Celebrimbor alle porte di Moria.

Sauron però riuscì a riprendersi molti Anelli del Potere, che poi distribuì tra vari re degli uomini e dei nani; mentre non impiegò molto tempo per sottomettere alla sua volontà gli umani, trovò più difficile schiavizzare i nani, ai quali gli anelli del potere non facevano alcun effetto negativo se non quello di renderli collerici quando non riuscivano a trovare sempre più ricchezze. In questo periodo Sauron divenne "l'Oscuro Signore di Mordor", erigendo la Torre Oscura di Barad-dûr, vicino al Monte Fato, dove forgiò l'Unico Anello[10]; costruendo il Cancello Nero di Mordor per prevenire invasioni; e formando massicce armate di Orchi e Uomini (principalmente Esterling e Sudroni). A causa di questo, verso la fine della Seconda Era, Sauron assunse nelle regioni più orientali della Terra di Mezzo (che erano state da lui sottomesse) il titolo di "Signore della Terra" e "Signore degli Uomini".[11]

Quando Ar-Pharazôn usurpò il trono di Númenor, nell'anno 3255, vide il crescente regno orientale di Sauron come una minaccia. Quindi con una flotta veleggiò verso il porto di Umbar e vi approdò con un grandioso apparato di guerra. I servi di Sauron che videro la flotta di Ar-Pharazon furono così sgomenti della potenza numenoreana da fuggire via impauriti; allora Sauron stesso, che ancora aveva bell'aspetto, decise di umiliarsi prostrandosi a terra e implorando perdono agli uomini. L'atto di sottomissione era stato congegnato da Sauron per ingannare il re umano, ma probabilmente lui stesso provò timore di fronte alla gloria degli uomini. Così Ar-Pharazon, che fra tutti i sovrani di Numenor fu il più potente e al contempo il più ambizioso, decise orgogliosamente e ingenuamente di imprigionare Sauron[3]; l'oscuro signore approfittò dello sfrontata arroganza del re per ingraziarselo, ben presto infatti ne conquistò la fiducia[3] tanto da raggiungere il rango di sommo sacerdote.[12]

Dapprima Sauron convinse Ar-Pharazon che egli era un sovrano troppo potente per dover dimorare solo in Numenor, incitandolo così a spadroneggiare sulle coste della Terra di Mezzo, soprattutto a Umbar; poi cominciò a diffondere tra la popolazione la paura della morte, che secondo Sauron era una maledizione imposta dagli invidiosi Valar; inoltre negò l'esistenza di Eru, affermando che l'unico vero Signore del Mondo risiedeva nel Vuoto, intrappolato dai malvagi dei; così Sauron continuò a obnubilare la già debole mente del re, incitandolo a istituire culti religiosi in adorazione di Morgoth e a perseguitare crudelmente gli infedeli, che spesso venivano offerti in sacrificio al loro dio malvagio; alla fine Sauron convinse il re che il popolo di Numenor si prendesse con la forza ciò che i Valar gli aveva negato, cioè l'immortalità: allora Ar-Pharazon preparò il più grande esercito che mai si fosse visto in Arda e salpò verso Aman.

Il piano di Sauron si fondava sull'idea che i Valar avrebbero distrutto Ar-Pharazon e il suo esercito, eliminando il più grande ostacolo alla conquista della Terra di Mezzo.[3] Tuttavia, i Valar non avevano potere diretto sui Figli di Eru:[13] per evitare una guerra, decisero di rinunciare al titolo di guardiani del mondo e invocare Ilúvatar.

Eru distrusse la flotta del Re e seppellì Ar-Pharazon e il suo esercito nelle Grotte degli Obliati. Allo stesso tempo Númenor fu sprofondata nel mare e le Terre Occidentali vennero separate dal mondo. Nella distruzione della Terra del Dono, Sauron perse la sua forma corporea e con essa tutte le energie che aveva impiegato per conquistare i Numenoreani."[14] Da allora non fu più in grado di assumere una forma fisica gradevole, affidandosi unicamente all'Anello per sottomettere i suoi alleati.[14]

Un gruppo di Númenóreani fedeli furono salvati dai Valar durante la distruzione dell'isola e giunsero alla Terra di Mezzo, dove fondarono i Regni di Arnor e di Gondor. Questi Uomini, guidati da Elendil l'Alto, e dai suoi figli Isildur e Anarion, si allearono con il Re degli Elfi, Gil-galad, e insieme attaccarono Sauron e, dopo una lunga guerra, lo sconfissero, nonostante Elendil e Gil-galad perissero nello scontro con Sauron.[15] Isildur, figlio di Elendil, prese la spada del padre e colpì Sauron che era stato gravemente ferito, gli tagliò il dito in cui portava l'Anello e lo tenne per sé.[15] Ma l'Anello si volle liberare di Isildur, che morì per mano degli Orchi, nei pressi dei Campi Iridati. Allora l'Anello finì nelle acque dell'Anduin e non se ne seppe più nulla per secoli.[16]

Sauron perse quasi tutto il suo potere, vagando come spirito impietoso e terribile per moltissimo tempo.[15]

Terza Era[modifica | modifica wikitesto]

Durante la Terza Era della Terra di Mezzo, Sauron crebbe di nuovo, prima in una fortezza chiamata Dol Guldur, il Colle di Stregoneria, nel Bosco Atro meridionale. A Dol Guldur fu conosciuto come il "Negromante", e gli Elfi non capirono subito che altri non era che Sauron, ma pensarono si trattasse di uno dei Nazgûl, forse il Re Stregone di Angmar in persona. Allora Gandalf lo stregone si recò a Dol Guldur e scoprì la verità, e spinse il Consiglio ad attaccare Dol Guldur. Ma il Bianco Consiglio era presieduto da Saruman, che voleva per sé l'Anello, e che era convinto che il potere dell'Anello si sarebbe rivelato da sé.[17] Più tardi, invece, Saruman scoprì che i servitori di Sauron ispezionavano l'Anduin nei pressi di Campo Gaggiolo e che Sauron era quindi al corrente della fine di Isildur.[18] Allora ordinò di attaccare Dol Guldur, perché voleva impedire a Sauron di trovare l'Anello.[18] Sauron, nel frattempo, tornò a Mordor, dove ricostruì Barad-dûr e ordinò di occupare Dol Guldur.[18] Fortificò Mordor e si preparò alla guerra contro Gondor e gli Elfi.

Sauron costruì enormi armate di Orchi. Si alleò con gli Uomini mercenari dell'Est (Rhûn) e del Sud (Harad). Chiamò a sé i suoi più temibili servitori, i Nazgûl, o "Schiavi dell'Anello", ognuno soggiogato da uno dei Nove Anelli. Sauron adottò il simbolo dell'Occhio rosso senza palpebre, divenuto simbolo di potere e paura per tutta la Terra di Mezzo.

Ma fu sconfitto quando l'Unico Anello, trovato da Bilbo Baggins l'Hobbit, fu gettato nella Voragine del Fato sull'Oroduin, il Monte Fato, a Mordor, nelle stesse fiamme dalle quali fu forgiato. Il Portatore dell'Anello, Frodo Baggins, fallì all'ultimo, non riuscendo a resistere al potere dell'Anello nel luogo stesso della sua creazione; ma un precedente possessore dell'Anello, Gollum, salvò la missione recuperando l'Anello in un disperato tentativo di riprenderselo, e cadendo nella Voragine insieme ad esso.[19] Fu l'ultimo atto di Gollum contro Frodo che portò alla sicura sconfitta di Sauron, per sempre.[19] Il potere di Sauron venne meno, e la sua potenza nella Terra di Mezzo cessò, e le creature animate dal suo spirito furono come private della forza interiore che le guidava.[19] Il suo spirito divampò sopra Mordor come una malefica nuvola nera, ma fu spazzato via da un potente vento dall'Ovest, e Sauron perse completamente i suoi poteri, non potendoli mai più riacquistare.[19]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Aspetto[modifica | modifica wikitesto]

Una replica dell'armatura di Sauron utilizzata nel film di Peter Jackson

Prima degli eventi de Il Signore degli Anelli, Sauron aveva un corpo bello a vedersi. Era in grado di assumere molteplici forme, a seconda delle proprie esigenze. Ad esempio, per ingannare Elfi, Edain (Umani) e Nani, assunse un bell'aspetto, e si fece chiamare "Annatar".[8] Dopo la sua sconfitta per mano di Gil-Galad ed Elendil e la perdita dell'Unico Anello, Sauron fu incapace di assumere una forma fisica e divenne «nero e orrendo[20]».

Ne Il Signore degli Anelli, Sauron viene identificato con il simbolo del Grande Occhio infuocato. La sola vista dell'occhio provoca grande terrore come era accaduto a Frodo che lo aveva osservato nello Specchio di Galadriel.[21] L'Occhio viene descritto in questo modo da Frodo:

« I contorni dell'Occhio erano di fuoco, mentre nel globo vitreo della cornea gialla e felina, vigile e penetrante, si apriva, nel buio di un abisso, la fessura nera della pupilla come una finestra sul nulla.[22] »

Nell'adattamento cinematografico di Peter Jackson, Saruman, durante una discussione con Gandalf, descrive l'Occhio di Sauron «un grande occhio, senza palpebre, avvolto nelle fiamme»[23].

Nonostante Tolkien scriva che Sauron appaia nella Terza Era solo nella figura di Occhio infuocato, nel testo appaiono alcuni indizi che fanno intuire che forse l'Oscuro Signore era in grado di assumere una forma umana, benché sgradevole e oscura (come accadde dopo la caduta di Numenor in cui perì il suo corpo gradevole simile a quello di un Elfo o di un Uomo), e forse anche debole fisicamente (ma non spiritualmente, dato che manteneva gran parte dei suoi poteri magici) visto che Gollum, che era stato prigioniero a Mordor, parla di un Sauron con "quattro dita sulla mano nera", indicando che forse lo aveva visto.[24] Anche Aragorn e Pipino che lo videro nel Palantír non parlano di un Occhio ma di un "lui" generico. Inoltre ne Le due Torri Gorbag e Shagrat dicono che o avrebbero portato il prigioniero (Frodo) a Barad-dûr o sarebbe venuto lui in persona a vedere il prigioniero.[25][26]

Personalità[modifica | modifica wikitesto]

Sauron è un essere di pura malvagità, intelligente, sadico e aggressivo[2]. In origine era un essere buono e gentile, ma divenne malvagio dopo essersi unito con Melkor[2]. Rimane totalmente fedele a quest'ultimo fino alla sua scomparsa, pur non condividendone gli ideali. Infatti, mentre Melkor voleva distruggere la Terra di Mezzo e i suoi abitanti, Sauron vuole conquistarla e dominarla[6]. Sauron è in grado di tessere trame e può facilmente accattivarsi la benevolenza delle altre razze della Terra di Mezzo, dimostrandosi così un bravissimo ingannatore. Ciò è in parte dovuto alla sua abilità di assumere qualsiasi forma. Nella Seconda Era, ad'esempio, assunse le sembianze di "Annatar", il Signore dei Doni, cercando di ingannare Elfi, Edain (Umani) e Nani[8], e successivamente creò l'Unico Anello proprio per dominare tutti gli anelli magici sulla Terra di Mezzo[9].

Nomi e titoli[modifica | modifica wikitesto]

"Sauron" è un nome quenya, che può essere tradotto con l'Aborrito.[27] In Sindarin, era invece chiamato Gorthaur il Crudele. Il nome originale è Mairon "l'Ammirabile". Anche dopo essere stato corrotto continuò a farsi chiamare Tar-Mairon ("Re Eccellente") fino alla caduta di Nùmenor[28]. Gli elfi lo chiamarono anche Annatar, cioè "signore dei doni" quando egli li aiutò a fabbricare gli Anelli.[8] I Dúnedain lo chiamarono "Sauron l'Ingannatore" a causa del suo ruolo durante la caduta di Númenor e la forgiatura degli Anelli del Potere. I suoi più famosi titoli, l'"Oscuro Sire di Mordor" e il "Signore degli Anelli" appaiono solo qualche volta nei libri. Gli altri titoli (come "il Nemico") sono simili a quelli di Morgoth.

Adattamenti[modifica | modifica wikitesto]

Benedict Cumberbatch alla prima del film Lo Hobbit - La desolazione di Smaug a Los Angeles.

Sauron è apparso in molti adattamenti cinematografici e radiofonici de Il Signore degli Anelli. Il primo adattamento è quello prodotto dalla BBC Radio nel 1956, in cui Sauron era doppiato da Felix Felton, che però non riscosse il successo sperato; persino Tolkien rimase deluso dell'opera[29].

Nella versione a cartoni del 1978 Sauron appare in forma fisica nel prologo mentre forgia l'Unico e durante il combattimento con Isildur. Il personaggio non è animato, ma è stato interpretato da un attore attraverso il rotoscopio, una tecnica di animazione utilizzata per creare un cartone animato in cui le figure umane risultino realistiche. Il disegnatore ricalca le scene a partire da una pellicola filmata in precedenza.[30] Nel film prodotto da Rankin/Bass, Il ritorno del Re, Sauron compare solamente con le sembianze dell'Occhio[31].

Nella trilogia de Il Signore degli Anelli di Peter Jackson, il ruolo di Sauron è interpretato da Sala Baker (solo nel prologo del primo film) e doppiato da Alan Howard.[32] Nel prologo de La Compagnia dell'Anello, Sauron compare in forma fisica, durante il combattimento con Isildur: è un uomo alto e forte, ma è totalmente ricoperto da un'armatura, e combatte con l'ausilio di una mazza. L'aspetto di Sauron è stato progettato da John Howe che si è ispirato alle illustrazioni raffiguranti Morgoth. Nelle altre apparizioni, invece, Sauron compare nelle sembianze dell'Occhio. Nella sceneggiatura originale de Il ritorno del Re, Sauron compariva, prima con l'aspetto di Annatar e poi con quello che aveva nel prologo del primo film, durante la battaglia al Cancello Nero e affrontava Aragorn. Durante la post-produzione si decise di tagliare digitalmente il personaggio di Sauron e di sostituirlo con un Troll.[33][34].

Nella trilogia de Lo Hobbit, sempre diretta da Peter Jackson, il ruolo di Sauron è doppiato e interpretato attraverso la motion capture dall'attore brittanico Benedict Cumberbatch.[35] Sebbene venga solo menzionato nel libro, nella trilogia Sauron ha un ruolo importante: i film di Peter Jackson, infatti, mostrano i primi tentativi dell'Oscuro Signore di piegare al suo volere i popoli della Terra di Mezzo[36].

Nei vari videogiochi del Signore degli Anelli compare sia come l'Occhio che in armatura - in alcuni casi anche giocabile. In Guardians of Middle-Earth il suo design in armatura viene rielaborato, apparendo più grande e con la padronanza del fuoco. In La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor viene per la prima volta rivelato il vero aspetto di Sauron.

Critiche e cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Sauron ha ricevuto critiche molto positive ed ha ispirato antagonisti di altri cicli di romanzi: Randall Flagg della serie di romanzi scritta da Stephen King[37], Shai'tan della serie di romanzi La Ruota del Tempo di Robert Jordan[38] e Lord Voldemort della serie di romanzi di Harry Potter.[39]

Il cantante polacco Wojciech Wąsowicz si è soprannominato Sauron in onore del personaggio.[40].

Il personaggio di Sauron è stato parodiato in alcuni sketch e serie animate. Nella serie I Griffin (Family Guy) nell'episodio Sibling Rivalry c'è una scena in cui l'Occhio di Sauron, doppiato in lingua originale da Seth MacFarlane, si lamenta della perdita della sua lente a contatto.[41]. Nel fumetto X-Men compare un mutante di nome Sauron, il cui nome è un chiaro omaggio all'omonimo personaggio ideato Tolkien.[42] Nella serie di romanzi Death Day di William Dietz compare una razza aliena chiamata proprio Sauron.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ W. H. Auden, "Good and Evil in The Lord of the Rings", Tolkien Journal, III:I (1967), pp. 5-8
  2. ^ a b c d Humphrey Carpenter, La realtà in trasparenza,  pp. 358 e seguenti
  3. ^ a b c d Humphrey Carpenter, La realtà in trasparenza,  p. 205
  4. ^ Christopher Tolkien, Morgoth's Ring,  p. 52
  5. ^ J.R.R Tolkien, Il Silmarillion, quinta e ultima parte: Of the Rings of Power and the Third Age
  6. ^ a b Christopher Tolkien, Morgoth's Ring,  p. 396
  7. ^ Christopher Tolkien, The Lost Road and Other Writings. Boston: Houghton Mifflin, p. 333, ISBN 0-395-45519-7
  8. ^ a b c d J.R.R Tolkien, Il Silmarillion,  p. 287
  9. ^ a b J.R.R. Tolkien, Lettere,  no. 131.
  10. ^ J.R.R. Tolkien, Lettere,  no. 131, p. 153.
  11. ^ J.R.R. Tolkien, Lettere,  no. 183, p. 243.
  12. ^ Christopher Tolkien, Morgoth's Ring,  p. 398
  13. ^ J.R.R. Tolkien, Lettere,  no. 156, p. 206.
  14. ^ a b J.R.R. Tolkien, Lettere,  no. 211, p. 280.
  15. ^ a b c J.R.R. Tolkien, La Compagnia dell'Anello,  Capitolo II (libro I) - "L'ombra del passato", p. 97.
  16. ^ J.R.R. Tolkien, La Compagnia dell'Anello,  Capitolo II (libro I) - "L'ombra del passato", p. 98.
  17. ^ J.R.R. Tolkien, Il Ritorno del Re,  Appendice B - "Il calcolo degli anni", p. 432.
  18. ^ a b c J.R.R. Tolkien, Il Ritorno del Re,  Appendice B - "Il calcolo degli anni", p. 433.
  19. ^ a b c d J.R.R. Tolkien, Il Ritorno del Re,  Capitolo VIII (libro VI) - "Monte Fato".
  20. ^ J.R.R. Tolkien, Il Ritorno del Re,  Appendice A - "Annalli dei Re e Governatori", p. 365.
  21. ^ J.R.R. Tolkien, La Compagnia dell'Anello,  Capitolo VII (libro II) - "Lo specchio di Galadriel", pp. 514-473-474.
  22. ^ J.R.R. Tolkien, La Compagnia dell'Anello,  Capitolo VII (libro II) - "Lo specchio di Galadriel", p. 473.
  23. ^ Questa descrizione appare solamente all'interno della trilogia cinematografica di Peter Jackson, nella prima parte de La Compagnia dell'Anello.
  24. ^ J.R.R. Tolkien, Le due torri,  Capitolo III (libro IV) - "Il Cancello Nero è chiuso", p. 298.
  25. ^ J.R.R. Tolkien, Le due torri,  Capitolo XI (libro III) - "Il palantìr", p. 238.
  26. ^ J.R.R. Tolkien, Il Ritorno del Re,  Capitolo II (libro V) - "Monte Fato", pp. 61-62.
  27. ^ J.R.R. Tolkien, Elvish Linguistic Fellowship (Parma Eldalamberon) #17, 2007, p. 183
  28. ^ Parma Eldalamberon #17, 2007, p. 183
  29. ^ Jim Smith; Matthews, J. Clive, pp. 15–16
  30. ^ Jerry Beck, The Lord of the Rings in The Animated Movie Guide, Chicago Review Press, 2005, p. 155, ISBN 978-1-55652-591-9.
  31. ^ (EN) The Eye of Sauron - J.R.R. Tolkien's The Return of the King
  32. ^ (EN) Lord of the Rings: The Fellowship of the Ring cast, Yahoo! Movies. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  33. ^ (EN) Sauron vs. Aragorn, YouTube.
  34. ^ La suddetta scene compare nei contenuti speciali dell'edizione estesa del film Il ritorno del Re
  35. ^ (EN) Third ‘Hobbit’ Film Renamed ‘The Battle of the Five Armies’, The Wall Street Journal. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  36. ^ Andrea Francesco Berni, Peter Jackson parla dello Hobbit, BadTaste.it, 18 settembre 2006. URL consultato il 14 dicembre 2013.
  37. ^ Winter, Douglas E. (1982). Fear Itself: The Horror Fiction of Stephen King. San Francisco, California: Underwood-Miller. p. 197. ISBN 0-934438-58-7.
  38. ^ (EN) Parallel Characters in The Lord of the Rings and The Wheel of Time. URL consultato il 4 agosto 2013.
  39. ^ (EN) Caroline Monroe, How Much Was Rowling Inspired by Tolkien? in GreenBooks. TheOneRing.net. URL consultato il 4 agosto 2013.
  40. ^ (PL) Wywiad in horna.rockmetal.art.pl. URL consultato il 4 agosto 2013.
  41. ^ (EN) Family Guy- Season 4. URL consultato il 4 agosto 2013.
  42. ^ Il personaggio di Sauron è uno dei tanti antagonisti degli X-Men e compare per la prima volta nel 60° volume del fumetto, pubblicato nel settembre 1969.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Biografia dell'autore
  • (EN) Humphrey Carpenter, J.R.R. Tolkien — A Biography, London, HarperCollins, 2002, ISBN 0-00-713284-0.
  • (EN) Humphrey (ed.) Carpenter, The Letters of J.R.R. Tolkien, HarperCollins, 1981, 2006, ISBN 0-261-10265-6.
Opere

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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