Gollum

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Sméagol
Andy Serkis interpreta Gollum nell'adattamento cinematografico di Peter Jackson
Andy Serkis interpreta Gollum nell'adattamento cinematografico di Peter Jackson
Universo Arda
Lingua orig. Inglese
Soprannome

Gollum

Autore John Ronald Reuel Tolkien
1ª app. in Lo Hobbit
Ultima app. in Il Signore degli Anelli
Interpretato da Andy Serkis
Voci orig.
Voci italiane
Specie Hobbit
Sesso Maschio
Etnia Sturoi[1]
Data di nascita 2440 T.E. circa
(EN)
« My precious! »
(IT)
« Il mio tesoro»
(Gollum, riferendosi all'Anello)

Gollum (pr. /ˈɡɔllum/) è un personaggio di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien. Compare con un ruolo minore nel romanzo Lo Hobbit e, come protagonista, nel seguito Il Signore degli Anelli. È uno Hobbit.

All'interno del corpus dello scrittore, Gollum è senza dubbio il personaggio più ambiguo e complesso della saga: mentre tutti gli altri personaggi sono fortemente orientati o verso il Bene o verso il Male, egli è sempre in bilico, pronto a favorire l'uno o l'altro a seconda della sua propria necessità e convenienza. Il ruolo di Gollum ne Lo Hobbit è piuttosto breve, ma è di grande importanza per i fini della trama de Il Signore degli Anelli, nel quale Tolkien, rivalutata la storia di Gollum, lo rende uno dei protagonisti del romanzo. Ne Il Signore degli Anelli, Gollum svolge il ruolo di guida per i protagonisti, Frodo e Sam durante la strada verso Mordor per distruggere l'Unico Anello forgiato dall'Oscuro Signore Sauron; lo stesso Gollum era entrato in possesso di quest'ultimo oggetto (senza conoscerne le origini e il luogo da cui provenisse), ma lo perse nel corso de Lo Hobbit, quando gli venne sottratto da Bilbo.

Seppur sia molto importante nel mondo fantasy di Tolkien, Gollum compare solo in due opere, ma trova spazio anche nelle Appendici, nei quali vengono aggiunti dettagli sulla sua storia prima dei fatti narrati ne Il Signore degli Anelli.

Creazione e sviluppo del personaggio[modifica | modifica sorgente]

Nel racconto Glip, scritto probabilmente da Tolkien intorno al 1928, appare una creatura molto simile a Gollum; secondo Douglas Allen Anderson, questo personaggio avrebbe, poi, ispirato la nascita di Gollum per Lo Hobbit.[2]

Nella prima edizione de Lo Hobbit, Gollum si presenta come una creatura relativamente amichevole e onesta: ammette la sua sconfitta nel gioco degli enigmi con Bilbo e, pur essendo consapevole del furto dell'Anello per mano dello Hobbit, decide, comunque, di aiutarlo a trovare l'uscita.[3] Ne Lo Hobbit non ci sono riferimenti alla specie di Gollum e lo stesso narratore scrive di non sapere "chi o che cosa fosse".[3]

Nel 1937, su richiesta del suo editore, Tolkien comincia il seguito de Lo Hobbit: Il Signore degli Anelli. Nella prima versione del capitolo "L'ombra del passato", la storia di Gollum era raccontata da Gandalf similmente alla versione finale dell'opera, con l'unica differenza che il nome del personaggio non era Sméagol ma Dígol.[4] Nell'idea iniziale dell'autore, Gollum non avrebbe dovuto svolgere un ruolo di rilievo all'interno del romanzo. Così, per ampliare la sua storia, Tolkien decise di far trovare a Gollum un secondo Anello a Mordor e di renderlo un personaggio positivo rispetto a Lo Hobbit; tale idea, successivamente, venne bocciata dall'autore e rimase solo la parte finale della storia del personaggio, ovvero quando lui muore cadendo nel baratro infuocato insieme all'Anello.[5][6]

Nel 1947, mentre è ancora impegnato nella lavorazione de Il Signore degli Anelli, Tolkien pubblica una nuova edizione de Lo Hobbit, dove aggiunge alcune caratteristiche al personaggio.[7]

Biografia del personaggio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli.

La scoperta dell'Anello e la nascita di Gollum[modifica | modifica sorgente]

Nell'anno 2463 della Terza Era della Terra di Mezzo, Sméagol si recò con il cugino Déagol a pescare a bordo di una barca nel fiume Anduin, nei pressi dei Campi Iridati (Loeg Ningloron, secondo la lingua degli Elfi). Déagol, in seguito ad una caduta in acqua, vide un anello sul fondo del fiume e, attirato dal luccichio, lo afferrò. Tornato in superficie, mostrò a Sméagol la sua scoperta; ma quando questi, ammirando l'oggetto, lo chiese per sé come regalo di compleanno, Dèagol rifiutò di cederglielo, e Sméagol, accecato dall'ira, lo uccise, appropriandosi dell'anello.[8] Questo, infatti, non era un anello qualsiasi, bensì l'Unico Anello, forgiato da Sauron nel Monte Fato molti anni addietro, alla ricerca di un portatore che lo riconducesse al suo padrone. Questo oggetto gli avvelenò la mente, rendendo Sméagol del tutto dipendente da esso.[8]

Dopo aver scoperto che l'Anello aveva il potere di rendere invisibili, Sméagol cominciò ad usarlo per commettere piccoli furti o inganni nel suo villaggio natale, e per questo venne cacciato, condannato a vagare alla ricerca di un posto dove vivere. Divenne, quindi, Gollum, il cui nomignolo gli venne dato dalla gente del suo villaggio a causa della sua abitudine di produrre un "orribile rumore di gola".[8] La sua nuova intolleranza verso la luce del Sole e della Luna, lo portò a trovare rifugio, sette anni dopo l'uccisione di Dèagol, nelle caverne delle Montagne Nebbiose.[8] Qui, Gollum, cominciò a vagare, spinto dalla sua insita curiosità, cibandosi del poco che trovava, principalmente pesci ed Orchi. Alla fine egli si stabilì definitivamente in un laghetto molto pescoso, collegato con l'esterno, dove resterà, in compagnia dell'Anello e della sua pazzia, per cinquecento anni, dimentico del resto del mondo.[9] A causa della solitudine, Gollum cominciò a parlare con se stesso e con l'Anello stesso, chiamandolo "Tesoro" ("Precious" nella versione originale in inglese), e il bisogno di possederlo divenne la sua unica ragione di vita.

L'incontro con Bilbo Baggins e il furto dell'Anello[modifica | modifica sorgente]

Passarono quasi cinquecento anni dal ritrovamento dell'Unico e, intanto, Sauron aveva ripreso un po' del suo potere, stabilendosi a Dol Guldur, nel Bosco Atro; sentendo che il suo padrone stava risorgendo, l'Anello decise di abbandonare quella creatura che ormai non gli serviva più. Ma sulla sua strada si intromise un altro Hobbit, Bilbo Baggins, che si era perso nelle gallerie delle Montagne mentre era sulla strada per la Montagna Solitaria: egli lo trovò sul pavimento della galleria dove si era perso, e se lo mise in tasca. Poco dopo, incontrò Gollum, al quale chiese aiuto per uscire di lì; ma questi sfidò il suo ospite ad una gara di indovinelli, in cui la posta sarebbe stata la vita di Bilbo. Entrambi erano molto bravi in questo gioco, ma dopo diversi tentativi Bilbo, senza più idee, come ultimo indovinello propose a Gollum una domanda: "Cos'ho in tasca?". Gollum, tentando di rispondere, sbagliò, sancendo la vittoria di Bilbo. Tornato nella sua tana per prendere l'Anello, con l'aiuto del quale meditava di uccidere Bilbo dopo aver onorato la promessa, Gollum si rese conto che il suo amato Tesoro non c'era più; sbraitando dalla rabbia, inseguì Bilbo, intuendo che fosse lui il ladro, e questi, quasi inavvertitamente si infilò l'anello al dito. Dopo aver capito che il suo aggressore non poteva vederlo, lo hobbit seguì l'inconsapevole creatura fino all'uscita, risparmiandogli la vita, sebbene avesse l'occasione di ucciderlo.[10] Nel secondo capitolo della versione cinematografica de Lo Hobbit si vede infatti come Bilbo, approfittando della sua invisibilità, oltrepassa Gollum dandogli un calcio sulla testa e stordendolo, potendo così fuggire e riunirsi ai suoi compagni Nani del gruppo guidato da Scudodiquercia.

Il Signore degli Anelli[modifica | modifica sorgente]

All'inizio de Il Signore degli Anelli, ambientato circa sessant'anni dopo il termine de Lo Hobbit, si narra che Sméagol, non trovando più la sua preda, cominciò a sospettare cosa probabilmente era accaduto. Spinto dalla rabbia, dopo tre anni circa uscì dalle caverne dove aveva dimorato per così lungo tempo, e si mise alla ricerca del ladro dell'Anello. Dopo sette anni di ricerca, si diresse verso Mordor, dove nel frattempo Sauron era tornato, e ancora ventinove anni gli furono necessari per raggiungere la caverna sotto il passo di Cirith Ungol, sugli Ephel Dúath, dove incontrò Shelob, della quale si mise al servizio. Fu qui che venne catturato dagli Orchi e portato a Barad-dûr, dove venne torturato affinché rivelasse dove si trovava l'Anello; poiché Bilbo era stato così ingenuo da rivelare a Gollum la sua patria, La Contea, non fu difficile per Sauron avere le informazioni che voleva. Quindi Sméagol, provato dalle torture, fu lasciato andare e venne trovato da Aragorn nelle Paludi Morte; costui lo portò da Thranduil, re degli Elfi del Bosco Atro, affinché lo custodisse[11]; ma anche al vigile occhio degli Elfi, impietositi dalla sorte di Gollum, egli riuscì a sfuggire,[12] lasciando perdere le sue tracce e trovando rifugio nelle Miniere di Moria. Non riuscendo a ritrovare l'uscita nell'intrigo delle sue gallerie, rimase intrappolato per diversi giorni, fino a quando un rumore di passi attirò la sua attenzione: la Compagnia dell'Anello stava infatti passando di là, ed egli cominciò a seguirla, attirato dalla presenza dell'Anello, per molti giorni, trovando finalmente l'uscita e raggiungendo i boschi di Lothlórien, dove riuscì quasi ad aggredire Frodo Baggins, il nuovo portatore del suo Tesoro.

Non dandosi per vinto, Gollum seguì la Compagnia sull'Anduin e quindi Frodo e Sam sugli Emyn Muil, fin quando una notte si decise ad attaccarli. Ma i due, consapevoli d'essere seguiti, riuscirono a neutralizzarlo; Frodo decise di risparmiargli la vita, e in cambio egli giurò di servire il nuovo padrone dell'Anello, e di condurlo a Mordor. Per quattro giorni li guidò attraverso gli Emyn Muil e le Paludi Morte, fino al Morannon, dove suggerì ai due di intraprendere una via più sicura, la stessa che aveva usato lui tempo addietro per raggiungere la tana di Shelob; infatti, essendo venuto a sapere che l'intento di Frodo era quello di distruggere il suo Tesoro, cominciò a meditare su come ucciderlo. Fu pochi giorni più tardi che Frodo e Sam furono rapiti da alcuni Uomini di Gondor, comandati dal capitano Faramir, ai quali Gollum riesce a sfuggire. Errando solo tra gli alberi, trovò uno stagno, nel quale si mette a caccia di pesci, ma al fine viene anch'egli catturato da Faramir; è condannato alla morte, ma per intercessione di Frodo, che ha ancora una volta pietà di lui, venne risparmiato. Rilasciati da Faramir, convinto delle loro buone intenzioni, i tre raggiunsero Minas Morgul e la Scala Tortuosa, il sentiero che conduce a Cirith Ungol, lungo il quale Sméagol li guidò. Giunti in cima alle scale, Gollum si recò da Shelob per informarla della presenza dei due Hobbit, e lasciare a lei l'incombenza di ucciderli; morto il portatore, egli infatti progettava di riprendere l'anello per sé.

Ma, resosi conto che i due erano riusciti a sfuggirle, continuò a seguirli di nascosto nella desolazione di Mordor, fino a che non giunsero alla Voragine dove l'Unico fu creato da Sauron. Irretito infine dal suo potere, Frodo rifiutò di gettarlo, e si infilò l'Anello al dito, rendendosi invisibile; ma Gollum, balzato dal suo nascondiglio, si mise a lottare contro l'invisibile Hobbit, riuscendo infine a staccargli con un morso il dito nel quale era infilato l'Anello. Saltando per la felicità di essersi reimpossessato del Tesoro, mise un piede in fallo, cadendo nel baratro infuocato dell'Orodruin, e portandosi dietro l'Anello, salvando involontariamente la Terra di Mezzo dal potere di Sauron.[13]

Descrizione del personaggio[modifica | modifica sorgente]

Aspetto fisico ed età[modifica | modifica sorgente]

Illustrazione di Gollum

Nella prima edizione de Lo Hobbit Tolkien non fece riferimenti alla grandezza di Gollum, per cui molti disegnatori lo raffigurarono molto grande[14] Quando l'autore si rese conto dell'omissione, nelle successive edizioni chiarificò che la sua altezza non doveva superare quella degli Hobbit, e ne "Il Signore degli Anelli" lo descriverà poco più basso di Sam. Gollum è descritto usando aggettivi come "scuro", "del colore delle ossa" o "giallo pallido": ad un certo punto uno degli Uomini dell'Ithilien scambia la sua sagoma con quella di uno "scoiattolo nero e senza coda"[15] In un manoscritto scritto come "guida" all'aspetto dei suoi personaggi, Tolkien spiega quest'apparente contraddizione dicendo che Gollum ha una pelle chiara, ma che i suoi vestiti sono scuri, e che spesso è visto in mancanza di luce.[16].

Sebbene, infatti, sia nelle rappresentazioni de Lo Hobbit sia nelle trasposizioni cinematografiche de Il Signore degli Anelli Gollum sia ritratto spesso nudo o con un perizoma, nello Hobbit si dice chiaramente che Gollum aveva un vestito, nelle tasche del quale teneva delle rocce appuntite, denti di Orco, conchiglie e un pezzo di ala di pipistrello.[17] Oltre ad essere piccolo e molto magro, Gollum ha solamente sei denti.[18]

Alla sua morte, Gollum dovrebbe avere un'età tra i 570 e i 600 anni; questa età, straordinaria per un comune essere della sua specie, è dovuta all'Unico Anello, il quale lo rendeva pressoché immortale e non lo faceva invecchiare, come per Bilbo Baggins, che non è invecchiato per tutto il tempo in cui ha tenuto l'anello.[19]

Aspetti caratteriali[modifica | modifica sorgente]

Prima di diventare Gollum, Sméagol era molto simile ad uno Hobbit per quanto riguarda l'aspetto e il carattere. Proprio come questi ultimi, Sméagol aveva una grande passione per il Fiume, per le gite in barca e conosceva un mucchio di indovinelli. Viene descritto da Gandalf come "la persona più curiosa e intrigante della famiglia", amava tuffarsi negli stagni profondi, scavare sotto gli alberi e forare gallerie nelle montagnole.[20]

Dopo essere entrato in possesso dell'Unico Anello, Tolkien lo descrive ne Lo Hobbit come "un essere miserabile e malvagio"[21], molto furbo e violento. Nonostante queste caratteristiche, il personaggio è solito frignare per sconfitte o per situazioni a lui sfavorevoli (come, ad esempio, la perdita dell'Anello ne Lo Hobbit).[22] Mentre era in possesso dell'Anello, Sméagol sviluppò una sorta di personalità dissociata: da una parte Sméagol, che ancora ricordava la sua vita passata e valori come amicizia ed amore, e dall'altra Gollum, del tutto schiavo dell'Anello e della sua volontà, in grado di fare di tutto pur di riportarlo a sé.[8] Nel corso del romanzo, egli è sempre diviso ed in bilico tra queste due opposte identità, che spesso parlano e discutono tra loro.[8] Essendo stato l'Anello la causa dell'allontanamento di Sméagol dal suo popolo, quest'ultimo odia profondamente l'oggetto, ma allo stesso tempo, la sua controparte malvagia, Gollum, lo ama e lo desidera costantemente: «Lui odia e ama l'anello, proprio come odia e ama se stesso».[23] Nonostante la parte malvagia sia sempre etichettata come la più forte, Gandalf rivela che la parte buona di Gollum aveva dimostrato di essere molto più robusta ed era riuscita, seppur per poco, a reggere la pressione di quella malefica.[23]

Il possesso dell'Unico Anello ha provocato a Gollum un aumento della percettività, specialmente quella legata all'olfatto e all'udito[senza fonte]. Inoltre, probabilmente a causa della sua lunga permanenza nella profondità delle montagne o dalla somiglianza tra sole e luna e l'occhio di Sauron (come disse Gandalf), odia la luce del sole e della luna (che lui chiama "faccia gialla" e "faccia pallida"), e evita di esporvisi, se possibile. Nonostante il suo aspetto emaciato, possiede una forza notevole, che gli permette di lottare senza difficoltà anche contro Frodo e Sam. In tale occasione, la sua morsa viene definita "molle ma terribilmente forte"[24] Gollum è inoltre descritto come esperto nuotatore e abile barcaiolo; oltremodo goloso di pesci, preferisce mangiare la carne (e il cibo in genere) cruda.[25] Inoltre rifiuta di mangiare, come di toccare, le cose fatte dagli Elfi, gli "Elfi terribili dagli occhi luminosi"[26], perché apparentemente gli provocano una reazione dolorosa.

Nome[modifica | modifica sorgente]

Il vero nome di Gollum in Ovestron è Trahald, che avrebbe il significato di "scavare un buco, strisciare" oppure "adatto a infilarsi in un buco". Il nome Sméagol, invece, deriva forse da una parola in antico inglese, ossia smygel, con il medesimo significato, cioè "buco, solco", ma non ha niente in comune con "smial", ovvero i corridoi o tunnel delle case hobbit.[27]

Sulla pronuncia del nome Sméagol non c'è ancora accordo; nell'adattamento per la radio che fece la BBC nel 1981, nel film d'animazione di Ralph Bakshi del 1978 e nella trilogia di Peter Jackson, è pronunciato /ˈsmiːgɒl/, sebbene nelle sue registrazioni originali, Tolkien pronunciasse indistintamente sia ˈsmiːgɒl che /ˈsmiːægɒl/. Tolkien aveva l'abitudine di mettere i segni diacritici in posizioni variate rispetto alle regole (ad esempio, il nome Eärendil va pronunciato come se fosse scritto Ëarendil), perciò, poiché la parola sméagol ha forti somiglianze con il verbo antico inglese smēaġan, "riflettere", è possibile che l'accento acuto sulla e rappresenti la macron dell'antico inglese, rendendo la pronuncia corretta /ˈsmiːægɒl/. Inoltre ci sono diverse persone convinte che la pronuncia corretta del nome dovrebbe essere /ˈsmɛːɑgɒl/, ossia come lo leggerebbe un madrelingua italiano[28]. Questa interpretazione è probabilmente scorretta, e deriva da un errore nella considerazione dell'accento sulla e: infatti, anche se Tolkien avesse voluto far pronunciare le lettere e ed a distinte l'una dall'altra (cosa non del tutto ovvia, poiché in nessun sistema di scrittura esiste un accento acuto facente funzioni di una dieresi), in antico inglese, probabilmente, come in inglese moderno, la e si pronunciava i. In ogni caso bisogna ricordare che le regole di pronuncia riportate nelle Appendici de Il Signore degli Anelli riguardano solo le lingue elfiche, e non l'antico inglese usato per rappresentare l'Ovestron; è per il fatto che non abbiamo chiare indicazioni dell'autore, che sulla pronuncia delle lingue non elfiche esistono insicurezze di questo tipo.

Accoglienza e similitudini con altri personaggi letterari[modifica | modifica sorgente]

Il personaggio di Gollum è stato, molto spesso, oggetto di numerose analisi. Thomas Honegger fa notare che il suo stile di parola è a metà strada tra quello di un serpente e quello di un neonato.[29] Principalmente, il personaggio di Gollum incarna l'oscurità dell'Unico Anello[30] e, invece, secondo altre critiche, viene definito come l'unione simbolica tra Sauron e il suo alter-ego Smeagol.[31] Per Verlyn Flieger, Gollum è stato definito uno dei personaggi più memorabili della narrativa del ventesimo secolo.[30]

Gollum è spesso paragonato a Grendel, antagonista del poema Beowulf di cui Tolkien era un grande ammiratore.[32] Entrambi sono molto simili nell'aspetto e condividono uno stile di vita praticamente identico.[33] Gollum è anche simile a Caino, personaggio biblico nonché, nella finzione letteraria, antenato di Grendel: entrambi uccidono un loro parente (Déagol per Gollum e Abele per Caino) e vengono scacciati dalla loro famiglia.[34] In una delle sue lettere al figlio Christopher, Tolkien paragona il rapporto tra Sam e Gollum a quello tra Ariel e Calibano, due personaggi della commedia La tempesta di William Shakespeare.[35] Gollum è stato paragonato anche a Gagool, che compare nel romanzo Le miniere di re Salomone[36] e ai Morlocchi (Morlock nell'originale), esseri mostruosi e ripugnanti che vivono nelle viscere della terra che appaiono nel romanzo La macchina del tempo.[37] Un'altra somiglianza con Gollum si ha nel personaggio del drago Fáfnir, uno degli antagonisti della Saga dei Völsungar; come il drago, anche Gollum viene corrotto dalla cupidigia e dall'avidità, e trasformato in un essere mostruoso, che vive solo e soltanto per proteggere il suo bene più prezioso, l'Anello.

Ne Il Signore degli Anelli, Gollum trova un altro personaggio simile a lui nel carattere, ovvero Grima Vermilinguo: entrambi i personaggi, infatti, sono succubi delle forze del male ed entrambi tradiscono i loro rispettivi padroni.[38]

Adattamenti[modifica | modifica sorgente]

Gollum è apparso in molti adattamenti cinematografici e radiofonici de Il Signore degli Anelli. Nel 1952, Gollum venne doppiato da Tolkien stesso in una registrazione fatta insieme a dei suoi amici. Tale registrazione venne, successivamente rilasciata nel 1975 e Tolkien rimase molto soddisfatto della sua prestazione vocale, così come anche la maggior parte della critica.[14][39]

Il primo adattamento è quello prodotto dalla BBC Radio nel 1956, in cui Gollum era doppiato da Gerik Schjelderup, che però non riscosse il successo sperato; persino Tolkien rimase deluso dell'opera.[40]

Andy Serkis alla prima del film Il Ritorno del Re a Wellington, Nuova Zelanda

Il primo lungometraggio nel quale fu rappresentato Gollum è stata la versione animata de Lo Hobbit della Rankin/Bass, nel 1977, e quella, sempre della medesima casa di produzione, de Il Ritorno del Re, nel 1980, in cui la voce del personaggio era affidata a Theodore Gottlieb. Ne Lo Hobbit, il personaggio è una creatura simile ad un rospo, dal colore verde pallido e dagli occhi grandi e senza pupille.

Nella versione animata di Ralph Bakshi, del 1978, la voce di Gollum è invece affidata a Peter Woodthorpe, e fu animato tramite la tecnica del rotoscopio e il suo nome nell'edizione italiana viene pronunciato Gollam. Nel film appare scuro, pelato ed emaciato.

Nella trilogia e nei tre prequel[41] di Peter Jackson, infine, Gollum è una immagine generata al computer, la cui voce e i cui movimenti sono stati affidati all'attore Andy Serkis. Il personaggio CGI è stato creato seguendo le caratteristiche facciali di Serkis, mentre i suoi movimenti sulla pellicola sono stati riprodotti utilizzando un misto tra la motion capture, in cui le movenze dell'attore sono state convertite in immagini digitali, e il tradizionale processo di keyframing, a partire da un pupazzo digitale creato da Jason Shleifer e Bay Raitt. Il processo di creazione del personaggio è stato molto lungo, e ha richiesto il lavoro di un gran numero di artisti digitali. Ne Ritorno del Re, Serkis appare in carne ed ossa, in un flashback, come Sméagol prima che l'Anello lo trasformasse in Gollum. Per la sua interpretazione, Serkis ha vinto ai MTV Movie Awards come "miglior performance virtuale"[42] e il personaggio di Gollum è stato protagonista di diversi sondaggi di popolarità, dove si è classificato al 62º posto nella lista dei 100 migliori cattivi del cinema, della televisione, dei fumetti e dei videogiochi secondo la rivista Wizard[43] e al 13º posto tra i migliori 100 personaggi cinematografici secondo Empire.[44]

Gollum è apparso anche nel fan film di La caccia a Gollum sempre come immagine generata al computer.[45]

Riferimenti a Gollum in altri media[modifica | modifica sorgente]

  • In Affari Tuoi dell'edizione 2003-2005, Paolo Bonolis era solito riferirsi al medico in servizio al Teatro Tiburtina, presenza fissa dello show, con l'imitazione di Gollum che dice "Il mio Tesoro", per via della sua somiglianza con il personaggio.
  • In South Park, l'infermiera Gollum prende il nome proprio dall'orribile mostro, avendo una deformità spiegata nell'episodio 02x05. Inoltre, nell' episodio 12x6 (intitolato Il ritorno della Compagnia dell'Anello alle Due Torri e parodia della trilogia) Butters, dopo la visione di un film porno, comincia ad avere comportamenti simili a quelli di Gollum e segue Stan, Cartman, Kyle e Kenny (che stavano riportando il film al videonoleggio) per reimpossessarsene.
  • In A tutto reality: Il tour, Ezekiel diviene temporaneamente uno zombie simile a Gollum, per vendicarsi della sua precoce eliminazione. La scena in cui Ezekiel cade nel vulcano bruciando il milione di dollari, evoca chiaramente la morte di Smeagol nel baratro.
  • In Futurama - Il gioco di Bender, Fry si trasforma in Gollum perché viene corrotto dal dado del potere.
  • Nella diciassettesima puntata della terza serie di Big Bang Theory Sheldon Cooper, entrato in possesso dell'anello usato nelle riprese dei film di Peter Jackson, sogna se stesso trasformato in Gollum.
  • Gollum viene parodiato anche in Fanboy & Chum Chum da Fanboy
  • Gollum è oggetto di citazione nel personaggio del Re Ghiaccio, il principale antagonista della serie animata Adventure Time: similmente a Gollum, il Re è entrato in possesso di un oggetto pregno di una malefica magìa (nel suo caso, la sua corona), che lo trasforma fisicamente e lo rende mentalmente instabile.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tolkien, J. R. R. (1980), Christopher Tolkien, ed., Unfinished Tales, Boston: Houghton Mifflin, Part IV, III-Notes, ISBN 0-395-29917-9
  2. ^ J.R.R. Tolkien. Lo Hobbit annotato, op. cit., p. 119.
  3. ^ a b The History of the Hobbit., op. cit., pp. 166–167.
  4. ^ The Return of the Shadow, p. 86.
  5. ^ The Return of the Shadow, p. 370.
  6. ^ The Return of the Shadow, p. 380.
  7. ^ J.R.R. Tolkien, Lettere, op. cit., no. 111, p. 124.
  8. ^ a b c d e f J.R.R. Tolkien, La Compagnia dell'Anello, op. cit., Capitolo II (libro I) - "L'ombra del passato", pp. 98-100.
  9. ^ J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit, op. cit., Capitolo 5 - "Indovinelli nell'oscurità", pp. 90-91.
  10. ^ J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit, op. cit., Capitolo 5 - "Indovinelli nell'oscurità", pp. 90-109.
  11. ^ J.R.R. Tolkien, La Compagnia dell'Anello, op. cit., Capitolo II (libro I) - "L'ombra del passato", pp. 104-106.
  12. ^ J.R.R. Tolkien, La Compagnia dell'Anello, op. cit., Capitolo II (libro II) - "Il Consiglio di Elrond", pp. 343-344.
  13. ^ J.R.R. Tolkien, Il Ritorno del Re, op. cit., Capitolo III (libro VI) - "Monte Fato", pp. 258.
  14. ^ a b J.R.R. Tolkien. Lo Hobbit annotato, op. cit., p. 118.
  15. ^ J.R.R. Tolkien, Le due Torri, op. cit., Capitolo V (libro IV) - "La finestra che si affaccia a occidente", p. 338.
  16. ^ Hammond, Wayne & Scull, Christina. The Lord of the Rings: A Reader's Companion. London, HarperCollins, 2005. pag. 447
  17. ^ «Pensò a tutte le cose che lui stesso teneva in tasca: lische di pesce, denti di orchi, conchiglie umide, un pezzetto d'ala di pipistrello, una pietra affilata per affilarci le sue zanne e altre cose orribili. Si sforzò di pensare che cosa potesse tenere in tasca l'altra gente.» J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit, op. cit., Capitolo 5 - "Indovinelli nell'oscurità", p. 98.
  18. ^ «I denti! I denti! tesssoro mio! Ma noi ne abbiamo solo ssei!» J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit, op. cit., Capitolo 5 - "Indovinelli nell'oscurità", p. 93.
  19. ^ Sméagol, The Encyclopedia of Arda. URL consultato il 28 novembre 2010.
  20. ^ J.R.R. Tolkien, La Compagnia dell'Anello, op. cit., Capitolo II (libro I) - "L'ombra del passato", pp. 98.
  21. ^ J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit, op. cit., Capitolo 5 - "Indovinelli nell'oscurità", p. 99.
  22. ^ J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit, op. cit., Capitolo 5 - "Indovinelli nell'oscurità", p. 103.
  23. ^ a b J.R.R. Tolkien, La Compagnia dell'Anello, op. cit., Capitolo II (libro I) - "L'ombra del passato", pp. 101.
  24. ^ J.R.R. Tolkien, Le due Torri, op. cit., Capitolo I (libro IV) - "Sméagol domato", p. 264.
  25. ^ «Uno stufato [...]! Sciupare bella carne che Sméagol ha procurato.» J.R.R. Tolkien, Le due Torri, op. cit., Capitolo IV (libro IV) - "Erbe aromatiche e stufato di coniglio", p. 312.
  26. ^ J.R.R. Tolkien, Le due Torri, op. cit., Capitolo I (libro IV) - "Sméagol domato", pp. 267, 269.
  27. ^ The Lord of the Rings: A Reader's Companion, op. cit., pp. 27, 53.
  28. ^ (EN) Discussione sul forum del sito The One Ring. URL consultato il 28-07-2010.  : «The "éa" is a diphthong, a vowel sound that consists of two elements. The first element in this one is the vowel-sound we hear in "bad." Pronounce "bad" very carefully against "bat" -- the vowel sound in "bad" should take a little longer to say than that it "bat". The second element is the first "a" sound in "aha". When pronouncing the diphthong hold the first element a bit longer than the second. When you pronounce it very carefully it will always sound like two distinct vowels: SMÆ-a-gol»
  29. ^ Reconsidering the Linguistics of Middle-earth: Invented Languages and Other Linguistic Features in J.R.R. Tolkien's The Lord of the Rings », di Thomas Honegger, p. 22, 2005 (ISBN 3905703009)
  30. ^ a b Verlyn Flieger, Splintered light: logos and language in Tolkien's world, p. 151, Kent State University Press, 2002 (ISBN 0873387449)
  31. ^ Robert Ghel, « Something Is Stirring in the East », p. 258, di Janet Brennan Croft, Tolkien And Shakespeare, McFarland & Company, 2007 (ISBN 0786428279)
  32. ^ J.R.R. Tolkien. Lo Hobbit' annotato, op. cit., pp. 132-133.
  33. ^ Margaux Nahon, « Gollum ou la personnification de l'Anneau », p. 110, di Léo Carruthers, Tolkien et le Moyen-Age, CNRS, 2007 (ISBN 2271065682)
  34. ^ David Lyle Jeffrey, « Tolkien as Philologist », p. 61, di Jane Chance, Tolkien and the invention of the myth, The University Press of Kentucky, 2004 (ISBN 0-8131-2301-1)
  35. ^ J.R.R. Tolkien, Lettere, op. cit., no. 64, p. 116.
  36. ^ Williams N. Rogers II et Michael R. Underwood, « Gagool and Gollum : Exemplars of Degeneration in King Solomon's Mines and The Hobbit », p. 121, di Georges Clark, Daniel Timmons, J. R. R. Tolkien and His Literary Resonances: Views of Middle-earth, Greenwood Publishing Group, 2000 (ISBN 0313308454)
  37. ^ Gergely Nagy, « Gollum », p. 371, di Michael D. C. Drout, J.R.R. Tolkien Encyclopedia : Scholarship and Critical Assessment, Routledge, 2006 (ISBN 0415969425)
  38. ^ Jane Chance, The Lord of the Rings: The Mythology of Power, p. 73, University Press of Kentucky, 2001 (ISBN 0813190177)
  39. ^ J.R.R. Tolkien, Lettere, op. cit., no. 134, p. 164.
  40. ^ Jim Smith; Matthews, J. Clive, The Lord of the Rings : the films, the books, the radio series, op. cit., pp. 15–16.
  41. ^ (EN) Brendon Connelly, Guillermo Del Toro Confirms Hugo Weaving For The Hobbit… And Much More in /film, 11 giugno 2009. URL consultato l'11 giugno 2009.
  42. ^ (EN) Quotes from the 2003 MTV Movie Awards - Internet Movie Database
  43. ^ (EN) Wizard #177
  44. ^ (EN) 13. Gollum, Empire Online. URL consultato il 4 dicembre 2010.
  45. ^ (EN) Laura Sydell, High-Def 'Hunt For Gollum' New Lord Of The Fanvids in All Things Considered, National Public Radio, 30 aprile 2009. URL consultato il 1º maggio 2009.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Critiche
  • (EN) Jim Smith, Matthews, J. Clive, The Lord of the Rings : the films, the books, the radio series, Virgin books, 2004. ISBN 0-7535-0874-5.
  • (EN) John D. Rateliff, The History of the Hobbit, Part 1: Mr. Baggins, Houghton Mifflin Harcourt, 2007. ISBN 978-0618968473.
Biografia dell'autore
  • (EN) Humphrey Carpenter, J.R.R. Tolkien — A Biography, London, HarperCollins, 2002. ISBN 0-00-713284-0.
  • (EN) Humphrey (ed.) Carpenter, The Letters of J.R.R. Tolkien, HarperCollins, 1981, 2006. ISBN 0-261-10265-6.
Opere

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