Il Signore degli Anelli (film 1978)

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Il Signore degli Anelli
Il Signore degli Anelli 78.png
Una scena del film
Titolo originale The Lord of the Rings
Lingua originale Inglese
Paese di produzione Regno Unito
Anno 1978
Durata 132 min[1]
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1.85:1
Genere fantasy, animazione, avventura
Regia Ralph Bakshi
Soggetto J.R.R. Tolkien
Sceneggiatura Chris Conkling, Peter S. Beagle
Produttore Saul Zaentz
Casa di produzione Fantasy Films, Saul Zaentz Production Company
Distribuzione (Italia) United Artists
Art director Madlyn O'Neill
Animatori Tim Burton, Marcia Adams, Christopher D. Andrews, Craig Armstrong, Dale Baer, Brenda Banks, Carl Bell, Nino Carbe, Mary Jane Cole, Jesús Cortés, Janet Cummings, Retta Davidson, James A. Davis, Lillian Evans, Dotti Foell, Frank Gonzales, Steven E. Gordon, Stan Green, Edgar Gutierrez, Vince Gutierrez, Lee Guttman, Ann Hamilton, Kevin Hanna, Edwin B. Hirth III, Mentor Huebner, Charlotte Huffine, Barry E. Jackson, Sam Jaimes, David Jonas, Sean Joyce, Lisa Kahatriya, Chrystal Klabunde, Rob LaDuca, Terry Lennon, Edward Newmann, Linda Pearce, Manuel Perez, Daniel Pia, Michael G. Ploog, Carol Kieffer Police, Lou Police, Gary Randall, Sally Reymond, Nelda Ridley, Lenord Robinson, Joe Roman, Phil Roman, Emalene Seutler, Paul J. Smith, Irven Spence, J. Michael Spooner, Karin Stöver, Martin Taras, Barry Temple, Ruth Tompson, Hank Tucker, Ira Turek, John Vita, Ed Wexler, Bruce Woodside, Louise Zingarelli, Micki Zurcher, Daryl Carstensen, Brad Frost, Ray Harris, Richard Raynis, Rusty Stoll, Tom Tataranowicz
Fotografia Timothy Galfas
Montaggio Donald W. Ernst, Peter Kirby
Effetti speciali James W. Riley
Musiche Leonard Rosenman
Scenografia Madlyn O'Neill
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Il Signore degli Anelli è un film d'animazione del 1978, tratto dall'omonimo romanzo di John Ronald Reuel Tolkien, e diretto dal regista e animatore Ralph Bakshi.[2]

Il film segue le vicende del primo romanzo, La Compagnia dell'Anello, e della metà del secondo, Le due Torri, poiché in origine il film doveva essere la prima parte di un'opera divisa in due pellicole. Nonostante l'idea, il film non fu concluso, dal momento che non ottenne il successo sperato e la casa di produzione si rifiutò di finanziare il sequel: pertanto la pellicola s'interrompe dopo la battaglia al Fosso di Helm.[3]

Fu il primo adattamento cinematografico del romanzo Il Signore degli Anelli e il secondo film animato tratto dalle opere di Tolkien dopo Lo Hobbit.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il film inizia con la forgiatura dei diciannove anelli magici: sette anelli vennero dati ai nani, tre agli elfi e nove ai re degli uomini. Tuttavia il maligno Sauron Signore di Mordor creò l'Unico Anello e con esso iniziò a dominare gli altri popoli liberi della Terra di Mezzo. Nonostante il suo potere, egli venne sconfitto da Isildur, il quale si impossessò dell'anello. Ma poiché Isidur non lo distrusse, il maligno riuscì a sopravvivere alla sconfitta. Dopo la morte di Isidur, l'Unico Anello cadde nel Grande Fiume e lì fu ritrovato in seguito da Gollum (Gollam nel doppiaggio italiano) che se ne impossessò dopo aver ucciso il suo amico Déagol. L'anello portò Gollum ben presto alla pazzia. Tuttavia, anche quest'ultimo arrivò a perdere l'anello che venne ritrovato da Bilbo Baggins, uno Hobbit della Contea.

Passati diversi anni, Bilbo sta festeggiando il suo compleanno. Indossato l'anello (che ha il potere di rendere invisibili), Bilbo spaventa gli invitati e ritorna nella sua dimora per prepararsi ad un viaggio lontano dalla Contea. Lo stregone Gandalf, grande amico di Bilbo, esorta e convince quest'ultimo a lasciare il suo anello magico al nipote Frodo. Dopo 17 anni, Gandalf ritorna nella Contea e si reca da Frodo. Spiega a quest'ultimo che l'anello che ha ereditato da Bilbo è l'Unico Anello forgiato da Sauron e che tale oggetto è continuamente cercato dai Cavalieri Neri (Nazgul), servi del redivivo Sauron, e lo esorta a lasciare la Contea. Mentre Frodo si mette in viaggio, Gandalf raggiunge Saruman, capo dell'Ordine degli Stregoni, in cerca di consigli. Saruman, però, è diventato un servitore di Sauron e riesce ad imprigionare Gandalf.

Frodo, intanto, insieme Sam, Merry e Pipino raggiunge la locanda del Puledro impennato a Brea, e lì attende, invano, l'arrivo di Gandalf. Nella locanda incontrano il ramingo Strider che si rivela amico di Gandalf e si offre nell'accompagnarli nel loro viaggio. I Cavalieri Neri, tuttavia, trovano gli Hobbit e feriscono Frodo con un pugnale di Morgul, e solo l'intervento di Strider, che li respinge con il fuoco, evita conseguenze ancor più gravi. Ad aiutare Frodo, che sta male dopo la pugnalata ricevuta, arriva Legolas, il quale gli dona un cavallo con cui lo Hobbit raggiunge Rivendell: qui Elrond, signore di Rivendell, lo cura e qui Frodo, al suo risveglio, incontra Gandalf (riuscito a fuggire da Saruman), i suoi amici Hobbit, e suo zio Bilbo.

A Rivendell, Frodo partecipa al Consiglio di Elrond per decidere il destino dell'Anello. Frodo si offre nel portarlo a Mordor e ad affiancarlo vengono scelti otto compagni (la "Compagnia dell'Anello"): Gandalf, Strider (che nel frattempo si è rivelato come Aragorn, erede di Isildur e del trono di Gondor), Legolas, Gimli, Boromir, Sam, Pipino e Merry. Partiti da Rivendell, Gandalf consiglia di andare nelle miniere di Moria, ma Aragorn non è convinto di questa scelta. Solo quando Frodo decide di seguire il consiglio di Gandalf, il gruppo entra nelle miniere. Qui vengono attaccati dagli Orchi ed infine da un Barlog, il quale affronta Gandalf; durante lo scontro al ponte di Khazad-dum, entrambi finiscono per cadere nella voragine. Gandalf viene, quindi, dato per morto.

La Compagnia, afflita per la perdita, si dirige a Lothlorien, regno della dama della luce Galadriel, dove Frodo vede attraverso lo specchio magico di quest'ultima la distruzione della contea da parte degli orchi e Sauron. Lasciato il reame, la compagnia deve decidere dove proseguire il proprio viaggio. Frodo, allontanatosi per decidere, viene attaccato da Boromir il quale, posseduta dall'anello, tenta di sottrarglielo. Frodo, spaventato dal compagno di viaggio, raggiunge il fiume e parte alla volta di Mordor solo con il fido di Sam. Intanto gli orchi raggiungono il resto della compagnia e Boromir viene ucciso nel tentativo vano di salvare dalla cattura Merry e Pipino. Aragorn, Legolas e Gimli decidono di lasciare Frodo al suo destino e di inseguire gli orchi per liberare i compagni catturati.

Durante la marcia verso Mordor, Frodo e Sam si accorgono di essere seguiti da Gollum e, tendendo a quest'ultimo un'imboscata, riescono a catturarlo. Gollum, in cambio della libertà, decide di condurre i due a Mordor. Intanto gli orchi vengono uccisi durante il loro viaggio dal gruppo guidato da Éomer, nipote di Théoden, signore di Rohan. Merry e Pipino, approfittando della battaglia, si rifugiano a Fangorn dove vengono presi in custodia da un Ent, Barbalbero.

Aragorn, Legolas e Gimli, entrati anche loro a Fangorn, incontrano Gandalf, creduto morto e ora risorto sotto le sembianze di Gandalf il Bianco. Gandalf conduce i tre nel reame di Rohan dove Théoden è ormai consumato dall'influsso malefico di Saruman. Gandalf riesce a liberare il re e lo esorta ad organizzare il suo esercito in vista dello scontro con le truppe di Saruman. Intanto il viaggio di Frodo, Sam e Gollum prosegue e, quest'ultimo, trama alle spalle dei suoi compagni di viaggio per impadronirsi dell'Anello.

Mentre Gandalf si reca alla ricerca di Éomer e del suo esercito, Théoden conduce il suo popolo al fosso di Helm, dove comincia a barricarsi per l'imminente scontro con le forze di Saruman. Gli orchi, maggiori nel numero, riescono ad entrare nella fortezza e a nulla servono gli sforzi di Aragorn e degli altri guerrieri per fermare l'avanzata. Ormai sul punto di essere sconfitti, sopraggiunge Gandalf con Éomer e tantissimi soldati di Rohan, i quali distruggono gli orchi di Saruman e vincono la battaglia.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

La sceneggiatura controversa di John Boorman[modifica | modifica sorgente]

John Boorman

Nel 1969, i diritti del romanzo Il Signore degli Anelli furono acquistati dalla United Artists per poco più di £ 104.000.[4] La casa di produzione cominciò, subito, a pensare ad un possibile adattamento cinematografico live-action dell'opera di Tolkien[3] affidandolo al regista britannico John Boorman.[5] Boorman, incaricato di scrivere una sceneggiatura, decise di adattare il romanzo di Tolkien in un unico film.[3] Per aiutare Boorman nello sviluppo della sceneggiatura, fu assunto Rospo Pallenberg.[6] La sceneggiatura, conclusa in seguito da Boorman, contava circa 700 pagine, per le quali il regista e sceneggiatore fu pagato 3 milioni di dollari.[5] Boorman scrisse una storia molto diversa da quella del romanzo e si prese molte libertà artistiche. Inserì nuove parti non presenti nel libro e ne modificò alcune. Il risultato fu bocciato subito dai produttori e Boorman venne licenziato.[5]

Nella sceneggiatura di Boorman, la storia della Terra di Mezzo veniva narrata in maniera interessante durante il Consiglio di Elrond:

« Inventai una sorta di spettacolo Kabuki in cui la storia di Sauron e dell'Unico Anello veniva raccontata. Inizia lo spettacolo. Il palco è un grosso tavolo. La recitazione è stilizzata, enfatica, i costumi sono eccentrici, la musica è rock»
(Rospo Pallenberg.[6])

Tra le varie parti modificate da Boorman, una delle più controverse è quella della scena in cui Frodo, per guardare nello specchio di Galadriel, deve avere un rapporto sessuale con lei (proprio per questo, il marito Celeborn fu tagliato dalla sceneggiatura). Altre parti furono aggiunte o modificate da Boorman, come la scena in cui Frodo giunge a Gran Burrone e viene guarito dalla tredicenne Arwen, la quale gli rimuove chirurgicamente il pugnale Morgul con un bisturi rovente minacciata da Gimli, mentre Gandalf sfida Boromir a prendere l'Anello. Nel film di Boorman, Arwen non ha una relazione con Aragorn ed è uno spirito guida della compagnia dell'anello. Galadriel, invece, viene trattata come un oggetto sessuale in quanto, nel corso del film, molti dei protagonisti cercano di sedurla in ogni modo. Boorman inventò apposta per Gimli una scena ambientata nelle miniere di Moria in cui il nano veniva sepolto in un buco, con un cappuccio in testa, e veniva preso a bastonate dai suoi compagni per fargli ricordare la parola chiave per entrare nelle miniere.[6]

Per problemi di budget, Boorman fu costretto ad eliminare tutte le creature volanti. Per questo, nella battaglia a Minas Tirith, invece delle Bestie Alate, i Nazgul cavalcano dei cavalli senza pelle, con i muscoli esposti.[6] La sceneggiatura di Boorman terminava con Gandalf, Frodo, Bilbo, Galadriel, Arwen ed Elrond che partivano per le Terre Immortali. Nel corso del viaggio il gruppo intravedeva un arcobaleno sull'acqua e Legolas, mentre osservava lo spettacolo sulla costa con Gimli, esclama: "Guarda, solo sette colori! Il mondo è in rovina! Viviamo in un mondo diminuito!"[6] Dopo il licenziamento, Boorman lavorò al film Excalibur, usando alcune idee avute durante la produzione de Il Signore degli Anelli.[7]

Il film di Ralph Bakshi[modifica | modifica sorgente]

Ralph Bakshi nel gennaio 2009

Ralph Bakshi si interessò al progetto all'inizio del 1950 mentre stava lavorando come animatore per lo studio di animazione Terrytoons. Rispetto alle idee proposte da Boorman, Bakshi voleva realizzare un adattamento animato de Il Signore degli Anelli[2] che fosse molto più fedele al romanzo di Tolkien.[8] Dopo il licenziamento di Boorman, Bakshi contattò Saul Zaentz (che aveva finanziato Fritz il gatto) e lo convinse a produrre il film su Il Signore degli Anelli. Prima dell'inizio della produzione, Bakshi negoziò con la United Artists per ottenere il via libera e convinse la casa di produzione a girare l'adattamento in due parti invece che in un unico film come voleva Boorman. Bakshi, inoltre, incontrò anche la figlia di Tolkien, Priscilla, alla quale promise che avrebbe girato i due film in maniera molto fedele al romanzo originale.[8]

« È importante per me che l'energia di Tolkien sopravviva. È importante che la qualità dell'animazione corrisponda con la qualità di Tolkien. »
(Ralph Bakshi[2])

Per le ambientazioni da dare al film, Bakshi si ispirò alle illustrazioni classiche di Howard Pyle e N.C. Wyeth. Inoltre, il regista ha dichiarato che nessun illustratore contemporaneo lo ha ispirato nel corso della produzione della pellicola.

La storia[modifica | modifica sorgente]

Sotto la guida di Bakshi, la sceneggiatura venne affidata a Chris Conkling.[3] Conkling decise di focalizzare le vicende del romanzo dal punto di vista di Merry Brandybuck, che nel film era una sorte di narratore della storia.[9] Dopo aver letto la sceneggiatura di Conkling, Bakshi ingaggiò Peter S. Beagle per riscriverla.[3][9] Beagle scrisse diverse sceneggiature e fu pagato solo $5,000 per il primo film.[10] Egli, infatti, sperava di ricevere una somma più fruttuosa dopo l'uscita del secondo film, ma sfortunatamente il seguito non fu mai prodotto e Beagle si dovette accontentare del misero pagamento che aveva ricevuto all'inizio dalla produzione.[10]

Il film presenta alcune differenze con il romanzo, ma rimane comunque molto fedele all'opera di Tolkien. Bakshi afferma che alcuni elementi della storia sono stati eliminati, ma nonostante ciò nessuna vicenda nel film è stata alterata.[2] Il film riassume molto il viaggio di Frodo e compagni verso Brea e tralascia completamente il personaggio di Tom Bombadil. Quest'ultimo personaggio non comparve nel film per volere dello stesso regista, poiché la sua figura non si lega quasi per niente al filo narrativo della vicenda, e riportarlo sullo schermo sarebbe stato oltremodo dispersivo.[2]

Il film presenta anche delle modifiche riguardo l'aspetto di molti personaggi. Ad esempio Saruman indossa delle vesti rosse invece che multicolori, mentre Legolas indossa abiti d'argento e grigie anziché un vestito verde e marrone.[11] Aragorn indossa un vestito tra il verde e il marrone, mentre nel libro indossa un vestito da diverse tonalità di marrone.[12] Boromir è simile ad un vichingo, mentre Aragorn assomiglia ad un nativo americano. Quest'ultimo aspetto è stato molto contestato dai fan del romanzo.[13][14][15]

La raffigurazione della battaglia al fosso di Helm differisce profondamente da quella raccontata nel libro. Nel film la stessa fortezza si chiama "Fosso di Helm" (un errore perpetuato da Peter Jackson nel film Il Signore degli Anelli - Le due Torri), mentre nel libro il nome è quello della valle dove si trova la fortezza[16] o, più precisamente, il burrone all'interno di essa.[17] Nel film è Éomer il capitano dell'esercito dato per disperso, che giunge infine a determinare le sorti della battaglia (idem in Jackson). Nel romanzo invece questi non è mai stato bandito ma solo imprigionato, quando Re Theoden guarisce lo libera ed Éomer partecipa alla battaglia del Fosso di Helm da dentro le mura. Colui che arriva alla fine è Erkenbrand, un altro valoroso Rohirrim.[16]

Nella versione originale, il personaggio di Saruman viene più volte chiamato Aruman, perché dopo un sondaggio, la maggior parte degli spettatori faticava a distinguere Saruman da Sauron.[18] Gimli non è un esponente della razza nanica ma un "Silvano". Questo è, però, un errore in quanto il nome "Silvano" serve a definire il popolo elfico di Thranduil, padre di Legolas. Da notare che l'errore (come altri) è presente soltanto nel doppiaggio italiano, forse a causa di poca familiarità degli addetti con l'opera tolkieniana (alcune battute sembrano quasi inventate di sana pianta, rispetto allo script inglese).

Animazione[modifica | modifica sorgente]

« Penso che abbiamo ottenuto un'illustrazione reale rispetto ai cartoni animati »
(Ralph Bakshi[2])

Bakshi ha definito il film «il primo esempio di pittura realistica in movimento»[19] e, riferendosi al realismo contenuto nel film, lo definì anche «moving paintings» (dipinto animato).[19] Per l'epoca, infatti, era impossibile girare colossali battaglie, perché sarebbero servite moltissime comparse con costume, e ciò avrebbe avuto dei costi altissimi, ed anche le ambientazioni fantastiche erano difficili da ricreare.[3] Bakshi allora ricalcò i movimenti dei personaggi reali ripresi dal vivo cercando di creare una specie di illustrazione tolkieniana che rendesse l'espressività dei fotogrammi delle scene.[3] Nell'animazione risaltano notevolmente i caratteri delle molteplici razze presenti nel racconto e soprattutto il male viene interpretato con maschere dalle rappresentazioni più svariate ed inerenti alla trama.[3] Gli animatori del film sono stati moltissimi, tanto che durante un'intervista Bakshi affermò «Assegnai ad ogni personaggio un artista, come si fa quando si affida un ruolo ad un attore»,[19] e uno dei tanti è un giovane e ancora sconosciuto Tim Burton.

Musica[modifica | modifica sorgente]

La colonna sonora venne composta da Leonard Rosenman. Bakshi voleva, inizialmente, il gruppo dei Led Zeppelin per la musica della pellicola, ma il produttore Saul Zaentz insistette per l'ingaggio di Rosenman. Bakshi ha sempre dichiarato di non aver amato la colonna sonora di Rosenman e di non essere mai stato d'accordo con i produttori.[20] La musica di Rosenman fu contestata molto dai critici (in particolare da Ernest Mathijs in Lord of the Rings: Popular Culture in Global Context), in quanto era semplice, tradizionale, ma soprattutto perché non coincideva con le atmosfere del romanzo di Tolkien.[21] La colonna sonora uscì nel 1978 con quattro tracce: The Hobbits leaving Hobbiton, The Ringwraiths at Bree, Gandalf and the Balrog, Journey with the Orcs. La colonna sonora è stata distribuita nuovamente nel 2001, stavolta con nuovi contenuti speciali e molte altre novità.[22]

Di seguito vengono riportate le tracce per intero:

  1. History Of The Ring
  2. Gandalf Throws Ring
  3. The Journey Begins; Encounter With The Ringwraiths
  4. Trying To Kill Hobbits
  5. Escape To Rivendell
  6. Company Of The Ring
  7. Mines Of Moria
  8. The Battle In The Mines; The Balrog
  9. Mithrandir
  10. Frodo Disappears
  11. Following The Orcs
  12. Fleeing Orcs
  13. Attack Of The Orcs
  14. Gandalf Remembers
  15. Riders Of Rohan
  16. Helm's Deep
  17. The Dawn Battle; Theoden's Victory
  18. The Voyage To Mordor; Theme From The Lord Of The Rings

Sequel[modifica | modifica sorgente]

Il primo film doveva essere originariamente distribuito con il titolo The Lord of the Rings Part One per far capire allo spettatore che l'opera non fosse completa, ma nonostante la sua richiesta la United Artists lo ignorò, togliendo dal titolo "Part One".[5][8] Tuttavia, i produttori decisero di distribuire il titolo con il semplice titolo The Lord of the Rings, poiché sentivano che il pubblico non avrebbe pagato il biglietto per vedere solo la metà di un film.[5] Per questo motivo, sempre secondo Bakshi, lo spettatore alla fine della pellicola si sentiva confuso e probabilmente preso in giro. Il secondo film doveva cominciare dove il primo finiva, cioè alla battaglia del Fosso di Helm, e doveva raccontare gli eventi mancanti de Le due torri e tutto Il ritorno del re. Il sequel fu abbandonato dopo il supposto insuccesso ottenuto dal primo film (a detta della casa produttrice, nonostante avesse pressoché ottuplicato l'investimento: 30 milioni di dollari di botteghino contro i 4 di produzione), lasciando quindi il progetto di Bakshi incompleto.[3]

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Incassi e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Il film fu un discreto successo al botteghino a fronte del budget stanziato per produrlo.[23] Il film incassò più di 30,471,420 milioni di dollari[1][3] mentre per produrlo ne erano stati spesi 4.[3] Ricevette le nomination sia per l'Hugo che per il Saturn Award, inoltre la colonna sonora venne nominata ai Golden Globe e Bakshi vinse il Grifone D'oro al Giffoni Film Festival[24]

Critica[modifica | modifica sorgente]

Il film ottenne critiche miste da parte della critica cinematografica.[3] Il sito Rotten Tomatoes ha riportato il 50% delle recensioni riguardanti il film.[25] Joseph Gelmis di Newsday lodò l'animazione innovativa della pellicola[3], mentre Roger Ebert si complimentò con Bakshi per l'ottimo lavoro svolto.[26] Vincent Canby di New York Times ha affermato come il film sia "paralizzante e impressionante" allo stesso tempo.[27] David Denby di New York ritenne che il film non poteva avere senso per gli spettatori che non conoscevano il libro. Denby, inoltre, scrisse che il film era troppo buio e mancava di umorismo.[28] Michael Barrier, storico animatore, criticò pesantemente la regia di Bakshi definendola del tutto priva di autodisciplina e senza arte.[29]

Il film si è classificato al 36º posto nella lista dei più grandi film d'animazione stilata dalla rivista Time Out[30], mentre su Online Film Critics Society, società di critici cinematografici, si è classificato al 90º.[31]

Home Video[modifica | modifica sorgente]

La Warner Bros., che acquistò i diritti de Il Signore degli Anelli, distribuì il film in VHS e in DVD insieme a Lo Hobbit e Il ritorno del Re, entrambi prodotti da Rankin-Bass.[32][33] Nella versione VHS, il narratore conclude il film dicendo: "qui finisce la prima parte della storia della Guerra dell'Anello.", mentre la versione in DVD presenta una nuova conclusione: "Le forze dell'oscurità vennero ricacciate per sempre dalla faccia della Terra di Mezzo ad'opera dei valorosi amici di Frodo e con la fine della loro vittoriosa battaglia, finisce anche il primo favoloso racconto de Il Signore degli Anelli".

Il film è stato rilasciato in versione Blu-ray il 6 aprile 2010.[34]

Errori nel doppiaggio italiano[modifica | modifica sorgente]

Alcuni nomi vengono storpiati nel doppiaggio italiano: la famiglia Baggins viene erroneamente chiamata Bagghin, mentre Gollum è chiamato erroneamente Gollam.

Il film di Bakshi nella trilogia di Jackson[modifica | modifica sorgente]

Il film è stato fonte di ispirazione per la trilogia cinematografica diretta da Peter Jackson. Jackson fu un grande fan del film di Bakshi e lo definì un "tentativo coraggioso e ambizioso".[35]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) The Lord of the Rings, Box Office Information in Box Office Mojo.
  2. ^ a b c d e f (EN) Jim Korkis, If at first you don't succeed ... call Peter Jackson, Jim Hill Media. URL consultato il 9 gennaio 2007.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m Jerry Beck, The Lord of the Rings in The Animated Movie Guide, Chicago Review Press, 2005, p. 155, ISBN 978-1-55652-591-9.
  4. ^ Harlow e Dobson , op. cit., p. 16
  5. ^ a b c d e (EN) Tasha Robinso, Interview with Ralph Bakshi in The Onion A.V. Club, 31 gennaio 2003.
  6. ^ a b c d e (EN) "The One Ring" forum thread "John Boorman's LOTR Screenplay".
  7. ^ Boorman, John: Adventures Of A Suburban Boy, Faber Books 2003, ISBN 978-0-571-21695-6
  8. ^ a b c (EN) Patrick Riley, '70s Version of Lord of the Rings 'Devastated' Director Bakshi in Fox News, 7 luglio 2000.
  9. ^ a b (EN) Janet Brennan Croft, Three Rings for Hollywood: Scripts for The Lord of the Rings by Zimmerman, Boorman, and Beagle in University of Oklahoma.
  10. ^ a b (EN) Beagle/Zaentz FAQ, Conlan Press.
  11. ^ La Compagnia dell'Anello, op. cit., cap. Il Consiglio di Elrond
  12. ^ La Compagnia dell'Anello, op. cit., cap. All'insegna del Puledro impennato
  13. ^ (EN) Stomp Tokyo Video Review - Lord of the Rings (1978), Stomp Tokyo, 19 dicembre 2001. URL consultato il 1º gennaio 2010.
  14. ^ (EN) Lord of the Rings (Animated), Mutant Viewings. URL consultato il 1º gennaio 2011.
  15. ^ (EN) The Lord of the Rings (1978) - IMDB User reviews, IMDB. URL consultato il 1º gennaio 2011.
  16. ^ a b Le due torri, op. cit., cap. Il Fosso di Helm
  17. ^ J. R. R. Tolkien, Lettere, op. cit., no. pp. 210
  18. ^ Jim Smith; Matthews, J Clive, The Lord of the Rings : the films, the books, the radio series, op. cit., p. 54
  19. ^ a b c RALPH BAKSI L’ANTI-DISNEY
  20. ^ (EN) Bat Segundo, The Bat Segundo Show #214: Interview with Ralph Bakshi in Edward Champion's Reluctant Habits, 21 maggio 2008.
  21. ^ Mathijs, Ernest (2006). Lord of the Rings: Popular Culture in Global Context. Wallflower Press. ISBN 1-904764-82-7.
  22. ^ (EN) The Lord of the Rings soundtrack details in SoundtrackCollector.
  23. ^ (EN) Terence J. Sacks, Opportunities in Animation and Cartooning Careers, McGraw-Hill, 2000, p. 37, ISBN 0-658-00183-3.
  24. ^ (EN) Awards for The Lord of the Rings (1978), Internet Movie Database. URL consultato il 19 dicembre 2007.
  25. ^ (EN) Tomatometer for The Lord of the Rings, Rotten Tomatoes. URL consultato il 9 gennaio 2007 (archiviato dall'url originale il 12 maggio 2005).
  26. ^ (EN) Review of The Lord of the Rings in Chicago Sun-Times, 1º gennaio 1978.
  27. ^ (EN) Vincent Canby, Review of The Lord of the Rings in New York Times, 15 novembre 1978.
  28. ^ Denby, David (December 4, 1978). "Hobbit hobbled and rabbit ran". New York 11 (49): 153–154. ISSN 0028-7369.
  29. ^ Michael Barrier Hollywood Cartoons: American Animation in Its Golden Age. Oxford University Press US, 2003. 572. ISBN 0-19-516729-5, ISBN 978-0-19-516729-0.
  30. ^ (EN) Derek Adams; Dave Calhoun; Adam Lee Davies; Paul Fairclough; Tom Huddleston; David Jenkins, Ossian Ward,, Time Out's 50 greatest animated films, with added commentary by Terry Gilliam, Time Out, 2009.
  31. ^ (EN) Top 100 Animated Features of All Time in Online Film Critics Society.
  32. ^ (EN) ASIN: B00005UM49 in Amazon.com.
  33. ^ (EN) ASIN: B00005RJ2W in Amazon.com.
  34. ^ (EN) Ralph Bakshi’s Lord of The Rings- BluRay & DVD Release Slated for April 6, 2010 Release in Bakshi Productions.
  35. ^ Commento audio del regista Peter Jackson nel DVD de La Compagnia dell'Anello.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, Bompiani, 2000, ISBN 978-88-452-9005-0 .
  • Jim Smith, Matthews, J Clive, The Lord of the Rings : the films, the books, the radio series, Virgin books, 2004, ISBN 0-7535-0874-5.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]