Ainur

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« Esisteva Eru, l'Uno, che in Arda è chiamato Ilúvatar; ed egli creò per primi gli Ainur, Coloro che sono Santi, progenie del proprio pensiero, ed essi erano con lui prima che ogni altro fosse creato. »
(Ainulindalë - Il Silmarillion)

Gli Ainur (singolare Ainu) sono entità di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien. Sono spiriti di natura divina, diretti rappresentanti di Eru Ilúvatar in Arda. Il termine Ainur significa "I primi", in lingua Quenya. Furono la prima creazione di Eru.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Antecedentemente la creazione di (l'universo) Eru (o Ilúvatar) creò gli Ainur, chiamandoli a sé affinché portassero a compimento il suo disegno divino. Essi intonarono una Grande Musica, la Musica degli Ainur o Ainulindalë, di cui Ilúvatar ispirò il tema; attraverso essa gli Ainur immaginarono l'universo, con Arda (il mondo) al suo centro. Ma quando Melkor, il più grande e superbo degli Ainur, corruppe la Musica, proponendo temi suoi propri, diversi da quelli di Eru, questi, levando le mani, diede vita a un nuovo Tema, quello dei Figli di Ilúvatar (Uomini ed Elfi). I due temi lottarono, senza che uno dei due riuscisse a prevalere, ma il tema più bello era quello di Eru, mentre quello di Melkor una cacofonia senza costrutto, le cui note più potenti e forti venivano integrate nell'altro tema acquistando bellezza. Alla fine Eru concluse la Grande Musica con un unico, gigantesco, accordo conclusivo.

Una volta terminata la Musica, Ilúvatar andò nel Vuoto Esterno, e mostrò agli Ainur come sarebbe stato il successivo sviluppo del mondo, senza però mostrar loro il Dominio degli Uomini. Poi Ilúvatar disse "Eä!" (cioè "sia") e creò l'universo, che prese il nome dalla parola con cui era stato creato. Ma ancora l'universo era vuoto, e in quel momento gli Ainur compresero che loro stessi avrebbero realizzato la Musica con il sudore delle loro fatiche. Alcuni degli Ainur rimasero con Ilúvatar, nel Vuoto fuori dal tempo, mentre la maggior parte volle entrare nel creato per guidarne lo sviluppo (cosa già preannunciata dalla stessa Musica). Eru affidò il controllo del mondo agli Ainur che lo abitavano. Essi divennero conosciuti col nome di Valar, o le Potenze.

Manwë, il signore dei venti e dell'aria, uno degli Ainur più potenti, fu subito proclamato Re dei Valar, e guidò Arda in giustizia ed in pace, fino a che Melkor, anch'egli sceso come gli altri in Eä, reclamò il governo del mondo per sé. In risposta, conoscendo la sua indole malvagia, Manwë e dodici dei più potenti Ainur, decisero di contrapporsi a lui. Alla fine, e con l'aiuto del Vala Tulkas, che arrivò in Arda più tardi, e fu quindi aggiunto in seguito al novero, Melkor venne temporaneamente sconfitto, e i Valar cominciarono a plasmare il mondo. Gli Ainur che non furono abbastanza potenti da diventare Valar, divennero conosciuti col nome di Maiar, ed erano gli spiriti minori. Alcuni di loro, come ad esempio i Balrog, furono irretiti da Melkor fin dalla Musica delle Origini. Un altro Maiar famoso ad essere stato irretito da Melkor fu Sauron, luogotenente di Melkor, che divenne Signore Oscuro dopo la caduta di quest'ultimo.

Nella raccolta di lettere di Tolkien si legge che gli Ainur si possono definire "potenze angeliche", che esercitano la loro autorità all'interno delle proprie sfere di competenza. Sono "divini" in quanto esistevano prima della creazione del mondo e si trovavano al di fuori di esso. Il loro potere deriva proprio dal fatto che, come già detto, gli Ainur hanno visto e contribuito a plasmare per mezzo di Ilúvatar il successivo sviluppo del mondo fino al Dominio degli Uomini[1].

Principali Ainur citati nel Silmarillion[modifica | modifica wikitesto]

Il Silmarillion, poiché era stato immaginato da Tolkien come un Libro di Sapienza elfica, ci fornisce notizie riguardanti i soli Ainur che vennero ad abitare in Arda.

Questi sono i quattordici Valar e, di cui sappiamo nomi e poteri: Manwë, Aulë, Oromë, Lórien, Mandos, Tulkas, Ulmo (i sette Signori dei Valar) e Varda, Yavanna, Vána, Estë, Vairë, Nessa, Nienna (le sette Valier, Regine dei Valar)

Melkor, che dagli elfi fu chiamato Morgoth è stato tolto dal numero dei Valar, poiché non servì la causa che si era prefissato scendendo in Arda.

I Maiar (detti Popolo dei Valar), di cui conosciamo i nomi dei più importanti, tra cui anche Gandalf, Saruman, Radagast e gli altri due stregoni blu; molti Maiar assecondarono Melkor nel suo progetto, diventandone servi, tra questi i più famosi sono Sauron (il più importante), i Balrog, e Ungoliant.

Questi spiriti sono molto presenti nelle vicende di Arda ma non sono oggetto di culti particolari.[2] Unica eccezione conosciuta sono i numenoreani, i quali sul Meneltarma, in particolari occasioni invocavano Eru.

Eru Ilúvatar e Ainur non sono assimilabili, essendo i secondi creazioni del primo, inoltre gli Ainur non possono dare vita ad esseri superiori (vedi la voce Aulë, in riferimento alla creazione dei nani). Differentemente dagli Ainur entrati in Arda, Ilúvatar non interviene quasi mai per mutare le vicende del mondo. Solo una volta Eru è intervenuto in Arda, su invocazione dei Valar stessi, mutando la forma della Terra, trasferendo Valinor al di là del mondo terreno e provocando la caduta di Númenor (Akallabêth).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lettera 131. La realtà in trasparenza - Lettere. di J.R.R. Tolkien, a cura di Humphrey Carpenter e Christopher Tolkien. Milano, Bompiani, 2001. ISBN 88-452-9130-8
  2. ^ Lettera 153 e 165. La realtà in trasparenza - Lettere. di J.R.R. Tolkien, a cura di Humphrey Carpenter e Christopher Tolkien. Milano, Bompiani, 2001. ISBN 88-452-9130-8

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