Musica degli Ainur

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« Del tema che vi ho esposto, ora io voglio che facciate, uniti in armonia, una Grande Musica »
(Eru Ilúvatar ne Il Silmarillion)
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La Musica degli Ainur, in Quenya Ainulindalë (Da "Ainur" "I primi" e lindalë "musica, melodia"), è il primo capitolo de Il Silmarillion, una collezione di storie mitologiche immaginarie redatta da J.R.R. Tolkien e pubblicata postuma da suo figlio, Christopher Tolkien. Come parte del ciclo della Terra di Mezzo di Tolkien, la Musica degli Ainur gioca un ruolo fondamentale nella sua cosmogonia, rappresentando in tutto e per tutto la storia della creazione. Molti dei temi e delle vicende rivelate nei romanzi successivi (ad esempio ne Il Signore degli Anelli) trovano la loro prima espressione nella Musica degli Ainur.

L'Ainulindalë è la melodiosa espressione dell'essenza di Eru Ilúvatar il Creatore e degli Ainur suoi figli, che prese forma nella visione del mondo di e del dipanarsi delle sue vicende, concretizzata in seguito da Ilúvatar mandandovi il Fuoco Segreto.

Lo sviluppo della Musica[modifica | modifica sorgente]

Inizialmente gli Ainur penetravano solo quella parte della mente di Eru da cui provenivano. Quando Eru disse loro di cantare essi cantavano separatamente, tranne alcuni piccoli gruppi. Ascoltandosi gli Ainur si comprendevano a vicenda, e giungevano ad una maggiore coesione.

Unico tra tutti, Melkor, potente fra gli Ainur, impegnato com'era a cercare il Fuoco Segreto per mettere in atto delle cose che gli appartenessero non cantava insieme agli altri né li ascoltava. In questo modo, nella solitudine Melkor sviluppò idee diverse da quelle di Eru.

Ad un certo momento Eru chiamò a se tutti gli Ainur, ed espose loro un grande Tema musicale, chiedendo loro di farne un grande Canto corale in cui ognuno vi avrebbe aggiunto qualcosa secondo la propria personalità e creatività. Eru istruì gli Ainur affinché le parole e la melodia della Musica rispettassero la sua idea del mondo. Quando la Grande Musica si innalzò, per la prima volta gli Ainur cantarono tutti insieme in armonia.

Tuttavia, Melkor vi introdusse modifiche personali, che risultarono essere cacofonie e dissonanze. Molti Ainur ne furono costernati, smettendo di suonare, mentre altri incominciarono ad accordare la propria musica a quella di Melkor, sebbene la stragrande maggioranza degli Ainur continuò a perseverare nel proprio canto iniziale. La realizzazione delle dissonanze di Melkor sono le molteplici forme del Male: "Per mezzo suo, nello scontro fra le musiche soverchianti sono sorti dolore e sofferenza; la confusione dei suoni ha visto nascere la crudeltà, il saccheggio, le tenebre, il fango disgustoso e ogni marciume nei pensieri e nelle cose, foschie putride e fiamme violente, il freddo senza pietà e la morte priva di speranza". Tuttavia, neppure Melkor poteva essere contrario ai voleri dell'Uno, e infatti la sua competizione con i temi di Eru in un certo senso arricchì la creazione: per esempio, quando Ulmo immaginò le acque, Melkor tentò di distruggerle con immenso calore ed immenso freddo, ma in questo modo non fece altro che originare le nuvole e il ghiaccio.

La Seconda Musica[modifica | modifica sorgente]

Tolkien sia nel Silmarillion[1] che nella Storia della Terra di Mezzo[2] fa riferimento ad una "Seconda Musica degli Ainur". Essa sarà il tema musicale che gli Ainur e tutte le razze parlanti vissute in Eä dovranno sviluppare alla fine del mondo, dopo la Dagor Dagorath. Nemmeno i Valar sanno come sarà, né quale ruolo avranno in esso Elfi, Uomini e Nani.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ cap. I, "L'inizio dei giorni".
  2. ^ Racconti ritrovati, cap. II, "La Musica degli Aiunur"
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