Istari

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Gli Istari sono personaggi di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien. Nella Terra di Mezzo vengono chiamati Stregoni e sono cinque; formano tra loro un Ordine, l'Heren Istarion. Somigliano esteriormente a Uomini, ma hanno grandi poteri, fisici e mentali. Istari (“I saggi”) è il nome dato loro dagli Elfi in Quenya, ma sono chiamati anche Ithryn (sing. Ithron), in Sindarin.

Sono dei Maiar incarnati in corpi di uomini mortali, anche se in tale forma risultano immensamente più longevi di essi; comparvero durante la Terza Era e nessuno tranne Elrond, Cirdan e Galadriel ne intuì la natura e provenienza. Gli uomini inizialmente pensarono che fossero eruditi che avevano compiuto lunghi e sapienti studi; gli Istari apparivano come viandanti in cerca di informazioni sulla Terra di Mezzo, senza però rivelare i loro scopi. Le genti libere della Terra di Mezzo si accorsero però che essi non morivano e rimanevano sempre uguali pur invecchiando molto lentamente, e questo fu alla radice della credenza (erronea) che fossero elfi.

Gli Istari furono inviati dai Valar con il consenso di Eru in qualità di emissari di Valinor in opposizione a Sauron. L'unica condizione imposta loro fu che dovevano essere in "carne ed ossa", assoggettati quindi a tutti i limiti umani, dalla paura alla stanchezza, dal dolore finanche alla morte. Memori dei loro errori, i Valar percepirono che questi "Membri del loro alto ordine" non dovevano rivelarsi in forma di maestà, né governare elfi, uomini, nani o mezzuomini con il potere. Essendo incarnati, gli Istari dovevano imparare daccapo molte cose attraverso l'esperienza e, pur ricordando le loro nobili origini, Valinor era per loro nient'altro che un ricordo offuscato al quale sommamente anelavano. Il loro dovere era quindi la contestazione di Sauron e la riunione di tutti i popoli che intendevano resistergli; per raggiungere questo scopo era loro interdetto di cercare di dominare elfi e uomini con la forza e la paura ed era loro vietato l'utilizzo del potere se non in determinati casi.

I nomi[modifica | modifica sorgente]

I loro nomi Quenya furono Curunír (Saruman), che significa Il Uomo di Destrezza; Olórin (Gandalf), da Olos (sogno, visione); Aiwendil (Radagast), che significa Il Boscoso; Morinethar, che vuol dire Il Coraggioso e Romestamo, che significa L'Illusionista. Gli ultimi due furono, negli scritti successivi, chiamati anche Alatar e Pallando.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Essi giunsero sulla Terra di Mezzo attorno all’anno 1050 della Terza Era, quando la Grande Foresta Verde cadde nell’ombra, e cominciò ad essere conosciuta come Bosco Atro. Fu chiamato così quando Sauron formò un nuovo esercito e cominciò a riprendere il suo potere da Dol Guldur, nel sud del Bosco Atro. Sembra che ad ogni Stregone fosse assegnato un colore del quale dovesse portare le vesti; il Bianco fu destinato a Saruman, il Grigio a Gandalf, il Marrone a Radagast, e il Blu ad Alatar e a Pallando. Non è chiaro se questi colori avessero un particolare significato concernente il loro rango, le loro abilità o la loro natura. Gli Istari portano sempre con sé i loro bastoni, dai quali pare che provenga la loro potenza magica: quando Saruman fu sconfitto ad Isengard, Gandalf lo espulse dal Bianco Consiglio e ruppe il suo bastone.

Inizialmente soltanto due di loro si sarebbero dovuti recare nella Terra di Mezzo, il Vala Aulë scelse Curunìr (Saruman) e Orome optò per Alatar; successivamente fu scelto un terzo messaggero dallo stesso Manwë, Olòrin (Gandalf), il quale già si era recato nel bosco di Lorien in forma materiale. Durante l'adunanza degli Ainur, Gandalf si era tenuto in disparte non volendo entrare direttamente nella questione, e quando gli si chiese di recarsi nella Terra di Mezzo inizialmente oppose un rifiuto, dicendo umilmente che era troppo debole per affrontare un compito di quella portata e che temeva il potere malefico di Sauron; tuttavia Manwë gli disse che proprio in virtù della sua umiltà era tenuto a partire; alla fine accettò il fardello, ma la Valier Varda impose che Gandalf non dovesse giungere come terzo, ma come secondo e sottoposto solo a Saruman; così Saruman si scelse come compagno Radagast e Alatar si circondò dell'aiuto di Pallando. Ognuno di loro aveva un colore, che forse indicava non tanto la superiorità quanto la differenza di responsabilità. Fin da quando gli Istari partirono alla volta della Terra di Mezzo si determinò una certa rivalità tra Saruman e Gandalf; questo senso di sfida comunque non era reciproco ed era provato solo da Saruman per vari motivi; innanzitutto la scelta di Varda di sottolineare l'importanza di Gandalf, poi il fatto che Gandalf non mostrasse mai la sua vera potenza, il che induceva Saruman a ritenere Gandalf molto più potente di quanto non apparisse, infine il fatto che Gandalf fosse molto più ammirato da uomini ed elfi di quanto non lo fosse Saruman. Quindi probabilmente Curunìr provava una certa invidia nei confronti del suo compagno, volendo essere anche puro di cuore e nobile d'animo come lui.

Pochi tra gli abitanti della Terra di Mezzo conoscevano chi veramente fossero gli Stregoni; essi, infatti, non rivelavano le loro identità. Molti pensavano che fossero vecchi Uomini o Elfi (il nome Gandalf è indicativo di questa interpretazione, poiché significa Elfo col bastone). Come citato sopra, gli Istari apparivano come uomini anziani ma vigorosi ed energici, ognuno di loro portava con sé un bastone su cui si appoggiava, non per sorreggersi visto che erano in piene forze, ma solo per fingersi vecchi e bisognosi. Essendo spiriti incarnati, avevano grandi poteri, che tuttavia non potevano utilizzare se non in casi estremi, ad esempio Gandalf mise in luce il suo potere nella lotta contro il Balrog di Moria, e utilizzavano gli stessi bastoni per eseguire incantesimi e magie. Essendo di carne provavano le stesse debolezze degli uomini, quindi dolore fisico e stanchezza, sebbene, come gli elfi, non si ammalassero; provavano anche sofferenza morale, il che poteva indurli a fare scelte sbagliate, e paura, non avendo più piena consapevolezza della propria discendenza soprannaturale.

Essi preferivano non interferire direttamente negli affari o nella politica di altre persone e dei Regni della Terra di Mezzo. Malgrado i loro scopi fossero precisi, gli Stregoni erano comunque capaci di sentimenti umani; Gandalf, infatti, provava profonda ammirazione per gli Hobbit. Di contro, però, come di sentimenti positivi, gli Istari erano divenuti capaci anche di impulsi negativi tipici degli Edain, come l’avidità, la gelosia e l’aspirazione al potere. È accennato nei Racconti incompiuti che gli Stregoni Blu probabilmente erano caduti preda di queste tentazioni.

Il loro obiettivo comune era ovviamente quello di indebolire Sauron, e semmai addirittura sconfiggerlo, comunque ognuno di loro seguiva delle direttive individuali.

Saruman inizialmente viaggiava per tutta la Terra di Mezzo, in cerca di informazioni preziose sull'Anello, si recò anche per un notevole periodo di tempo nelle regioni di Rhûn insieme ad Alatar e Pallando, ma poi tornò a ovest e a partire dal 2759 della Terza Era dimorò nella Torre di Orthanc, ad Isengard. Essendosi accaparrato il diritto di studiare l'Anello del Potere, passò la maggior parte del suo tempo immerso nei suoi studi ossessivi convincendosi infine che Sauron potesse essere sconfitto solo usando l'Unico. Sopravvalutò anche le proprie capacità usando il Palantìr di Orthanc e mettendosi in contatto con lo stesso Sauron: con l'Oscuro Signore finse di stringere un patto di alleanza, ma già a Gandalf Saruman aveva rivelato il proprio doppio gioco dicendo che, se avesse potuto, avrebbe tenuto l'Anello per sé. Alla fine il suo tradimento verrà scoperto anche da Sauron.

Gandalf invece non cessò mai di viaggiare in tutte le terre occidentali, dispensando saggi consigli ai re umani ed elfici e rinsaldando i legami tra le due stirpi. Strinse buoni legami anche con i Nani delle Terre Selvagge, fu l'unico degli Istari a interessarsi degli Hobbit, dato che all'epoca sia gli Eldar che gli Uomini sapevano della loro esistenza ma li ritenevano poco importanti, mentre erano conosciuti molto attentamente dai Raminghi Numenoreani che proteggevano la Contea. Gandalf risiedeva soprattutto a Lorien, ma non aveva una dimora fissa essendo sempre in viaggio; una parte considerevole del suo tempo la trascorse anche nella Contea.

Radagast il Bruno ebbe poca parte nella Guerra dell'Anello; di lui si sa poco, a parte il fatto che fosse molto abile nel cambiare aspetto e maneggiare forme e variazioni dei colori, era particolarmente attratto dagli uccelli e molto amico delle aquile. Probabilmente proprio questa sua passione per il mondo degli animali lo distolse dal suo vero compito.

Alatar e Pallando si recarono oltre i territori Rhûn, ma di loro non si sa quasi nulla, neanche quali fossero i loro obblighi, forse riuscirono a impedire un'alleanza massiva di tutti gli Esterling, o forse fondarono ordini di magia.

All'epoca dell'avventura di Bilbo, gli Istari eccetto Alatar e Pallando, di cui non si avevano più tracce, insieme a Elrond, Cirdan, Celeborn, Galadriel e altri importanti Eldar si riunirono varie volte nel Bianco Consiglio, per affrontare direttamente la questione di Dol Guldur. Fu Gandalf il primo a sospettare che in quel luogo oscuro di Bosco Atro stesse riprendendo vita Sauron, e fu grazie alla sua accortezza se il Bianco Consiglio intervenne tempestivamente sventando una seria minaccia, anche se servì solo a ritardarla. Già in quel periodo emerse l'irrequietezza di Saruman, che presiedeva il Consiglio e non intendeva cedere alle pressioni di Gandalf; per quanto riguardava l'Anello sosteneva, al contrario di Gandalf, che esso non andasse cercato perché era stato trasportato fino al Grande Oceano e lì si era perso. In realtà già sapeva che Sauron era alla ricerca dell'Unico, ma sperava segretamente di essere lui a trovarlo. Le tensioni tra Saruman e Gandalf si erano comunque sempre manifestate, seppure in maniera sottile, già da quando venne istituito il Bianco Consiglio e Saruman ne fu fatto capo; lo stregone di Orthanc infatti disprezzava Galadriel, la quale invece aveva fortemente sostenuto Gandalf affinché fosse lui a presiedere il Consiglio, inoltre si trovava spesso in disaccordo con gli altri Saggi, che mal sopportavano, pur non intendendone le nefaste conseguenze, il fatto che Saruman si fosse arrogato il diritto esclusivo di indagare sull'Anello non permettendo a nessun altro di avere accesso alle sue conoscenze.

Durante la Guerra dell’Anello fu Gandalf che guidò i Popoli Liberi alla vittoria contro Sauron. Egli diventò anche “Gandalf il Bianco”, e sconfisse il traditore Saruman, rompendogli il bastone. Dopo la distruzione delle forze di Sauron al Nero Cancello, Gandalf lasciò la Terra di Mezzo e raggiunse le terre oltre il Mare, assieme ai due Portatori dell’Anello (Frodo e Bilbo) e ad alcuni Elfi. Nel corso del Signore degli Anelli, non è mai chiarito cosa o chi esattamente Gandalf e Saruman siano (oltre alle informazioni di Barbalbero a Merry e Pipino, secondo le quali essi sbarcarono ai Porti Grigi attraverso il Grande Mare 2000 anni prima, poco altro si dice nel romanzo). Solo verso la fine del romanzo Gandalf, parlando con Pipino, ricorda Valinor all’epoca dei Due Alberi, indicando quanto veramente sia vecchio Gandalf e rende chiaro il fatto che non è umano. Alla fine della Guerra, Gandalf mostrò per l'ennesima volta la sua magnanimità nei confronti di Saruman, promettendogli un'occasione di riscatto se solo avesse chiesto perdono; ma, forse perché era scritto nel destino, Saruman rifiutò orgogliosamente la proposta di Gandalf e morì ucciso per mano di Grima detto Vermilinguo.

Il saggio che oggi è compreso nei Racconti Incompiuti doveva originariamente essere contenuto tra le appendici del Signore degli Anelli, ma non fu completato in tempo. Un passaggio più chiaro sulla natura degli Stregoni lo troviamo, inoltre, alla fine del Silmarillion (riferimenti a Gandalf e Saruman nelle vesti di Maiar si trovano nel Valaquenta). Nei Racconti Incompiuti si fa riferimento ai collegamenti fra gli Istari, intesi come appartenenti alla razza dei Maiar, e i Valar. Olòrin (Gandalf) è messo in relazione con Manwe e Varda, Curumo (Saruman) con Aule, Aiwendil (Radagast) con Yavanna, Pallando e Alatar con Orome. Pare che solo Cirdan dei Porti Grigi e, forse, gli altri capi degli Eldar, sappiano, soli nella Terra di Mezzo, chi siano veramente gli Istari. Forse anche l'Hobbit Frodo Baggins, che partì poi per Valinor con Gandalf, scoprì chi erano gli Stregoni; a proposito di Saruman:

« «No, Sam!», disse Frodo. «Non ucciderlo, neppure adesso (...). Fu grande un tempo, di una razza nobile, contro la quale non dovremmo usare alcuna violenza» »
(Il Signore degli Anelli, parte III Il ritorno del Re, libro sesto, capitolo VIII Percorrendo la Contea)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]


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