Manwë

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Manwë
Universo Arda
Lingua orig. Inglese
Soprannome Súlimo, Antico Re, Signore di Arda, Signore dell'Ovest, Signore del Respiro di Arda, Signore dei venti, Re dei Valar, Supremo Sovrano
Autore John Ronald Reuel Tolkien
Specie Ainur
Sesso Maschio
Etnia Valar

Manwë (o Súlimo) è un personaggio di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien.

Nella cosmogonia immaginaria di Manwë è il Signore dei Valar nonché Re di Arda. Egli è lo sposo di Varda Elentári e, nella mente di Eru Ilúvatar da cui è stato generato come tutti gli altri Ainur, è il fratello di Melkor, il Signore del Male. Vive sopra il monte Taniquetil, la più alta montagna del mondo. Le correnti d'aria e i venti sono suoi servi, così come le Aquile che gli obbediscono.

In quanto signore dell'aria il suo ruolo nel pantheon tolkieniano è simile a quello di Zeus in quello greco (anche Zeus ha uno speciale rapporto con le aquile, simbolo della sua potenza), ma dato che suo fratello è un essere malvagio di incredibile potenza egli è idealmente vicino anche all'arcangelo Michele, normalmente ritenuto nell'immaginario collettivo il fratello del decaduto Satana.

Manwë è (dopo Melkor) il più grande degli Ainur, il più nobile e maestoso, oltre che il più puro di cuore e quello che capì meglio la volontà di Eru e i suoi disegni, e quello che fu più istruito nei segreti della musica dopo Ulmo. Quando Melkor creò dissonanze nella Musica degli Ainur, fu Manwë ad assumere la direzione del tema principale del canto della Musica[senza fonte]. Dopo la formazione di Arda Eru gli diede il compito di governarla in sua vece, e assunse quindi il titolo di Supremo Sovrano di Arda in quanto vicario di Eru sulla terra. Manwë restò legato a Eru e spesso con il pensiero lo raggiungeva e ci parlava; svolse il ruolo di giudice e di coordinatore delle azioni degli altri. Fu lui a creare gli uccelli e i venti, con parole di tuono inoltre circuì i fuochi e i geli di Melkor da questi creati durante la sua Prima Guerra contro i Valar. Radunò lui insieme a Varda la luce aurea e argentea dalle tre arie per le Lampade fabbricate da Aulë[senza fonte], che furono poi consacrate da Manwë stesso. Manwë fu un Guardiano gentile e misericordioso, estraneo al proprio potere, tanto da non riuscire a comprendere la malvagità sotto la forma di suo fratello. Rilasciò infatti Melkor da Mandos, permettendogli così di causare la diffidenza di Fëanor, l'avvelenamento dei Due Alberi, l'uccisione di Finwë, il ratto dei Silmaril e la rivolta dei Noldor. In seguito, per preservare la luce dei Due Alberi fece realizzare da Aulë il Sole e la Luna, anche perché sapeva dell'avvicinarsi del risveglio degli Uomini, e per lo stesso motivo mandò Thorondor e le Aquile, suoi servitori, a proteggerli. Dopo la caduta di Morgoth, fu Manwë a gettarlo nel vuoto senza tempo al di là dei confini di . Nell'Ultima Battaglia, quando Melkor tornerà, lui ed il Signore Oscuro lotteranno sui Campi di Valinor, sebbene non si sconfiggeranno.

Dal monte Taniquetil, Manwë ha un udito in grado di udire tutti i suoni di Arda, e in compagnia di Varda una vista che penetra qualunque cosa; gli uccelli gli recano notizia. Le sue trombe hanno un rumore fragoroso e in esse vi è grazie al suo spirito e alla sua magia un'eco della Grande Musica. È inoltre un grande pensatore e oratore, come dimostra il discorso creato da lui al fine di ingannare Melkor[senza fonte] nella guerra che precedette l'Incatenamento[non chiaro]. Il suo carro da guerra è trainato da due dei più candidi cavalli di Oromë, e utilizza un arco che con le sue frecce crea tempesta[senza fonte]. Da Manwë, gli elfi appresero canti, poemi e poesie. Egli solo, insieme a Mandos, sapeva dove si recava l'anima degli Uomini dopo la morte e viene detto che solo Manwë in una certa misura poteva concepire le opere di Fëanor o altre che le eguagliassero.

Nome e titoli[modifica | modifica wikitesto]

Manwë significa Benedetto. Súlimo sta per Signore dei Venti. I suoi titoli includono Re di Arda, Signore del Respiro di Arda e Signore dell'Occidente.

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