Isengard

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Isengard
Isengard nell'adattamento cinematografico di Peter Jackson
Isengard nell'adattamento cinematografico di Peter Jackson
Altri nomi Angrenost, Fortezza di Ferro
Tipo Fortezza
Ideatore John Ronald Reuel Tolkien
Appare in Il Signore degli Anelli
Caratteristiche immaginarie
Fondatore Númenoreani
Pianeta Arda
Continente Terra di Mezzo
Stato Gondor
Razze Númenoreani, Dunlandiani, Saruman
« Nella Valle dello Stregone, ai piedi del braccio della montagna, da anni e anni s'innalzava l'antica dimora chiamata Isengard dagli Uomini. In parte era stata creata dalla formazione del monte, ma gli Uomini dell'Ovesturia vi avevano compiuto opere imponenti, e Saruman, che viveva lì ormai da molto tempo, non era rimasto inattivo. »
(J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, Le due Torri, libro terzo, capitolo VIII, "La via che porta ad Isengard")

Isengard[1] è una fortezza di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien. È un'antica fortezza númenoreana, situata all'estremità meridionale delle Montagne Nebbiose al confine nord-occidentale della regione di Gondor. Il fiume Isen passa vicino al complesso fortificato e ne costituisce un limite naturale.

Il complesso di Isengard è costituito da mura di pietra di forma circolare (chiamata il Cerchio di Isengard) e da una alta torre centrale chiamata Orthanc[2].

Uno dei sette Palantír, che Elendil e i suoi figli portarono con loro nella Terra di Mezzo, dopo la caduta di Númenor, fu conservato a Orthanc. La fortezza diviene, nell'anno 2759 della Terza Era, dimora di Saruman il Bianco, uno degli Istari.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il complesso di Isengard viene edificato dai Númenoreani in esilio, nella Seconda Era, attorno all'antica torre di Orthanc. Posta al confine nord-occidentale del Regno di Gondor, assieme alla fortezza di Aglarond, Isengard era deputata nella Terza Era al controllo dei guadi dell'Isen, come difesa estrema contro le incursioni provenienti da Est. Nel 2150, infatti, una tribù di Esterling, i Balchoth, aveva invaso le terre di Rohan da oriente.

Il fiume Isen nasce a Methedras, il monte che si trova alle spalle di Isengard e che costituisce una difesa naturale verso nord. Sugli altri tre lati la torre è protetta dalla difesa perimetrale muraria vera e propria conosciuta come "Il Cerchio di Isengard". Il muro di pietra è interrotto, a nord-est, da una saracinesca attraverso cui scorre l'Isen, ed a sud dai cancelli di Isengard, posti su entrambe le sponde del fiume.

Isengard era un verde e piacevole luogo, con molti e grandi alberi e campi d’erba, nutriti dall’Isen. Orthanc stava nell’esatto centro.

Durante i primi tempi della Terza Era, le terre di Calenardhon si spopolarono, e Orthanc divenne una minas tirith (torre di guardia). Isengard rimase controllata da una piccola compagnia, con a capo un capitano ereditario. Dopo che Calenardhon venne consegnata a Eorl da parte di Cirion, Amministratore di Gondor, e prese il nome di Rohan, Isengard divenne l’unica fortezza conservata da Gondor più a nord degli Ered Nimrais (escludendo l'Anórien), sebbene Gondor quasi la dimenticò.

La piccola guardia fece matrimoni misti con gli abitanti del Dunland e la fortezza divenne una fortezza del Dunland a tutti gli effetti. Nonostante ciò Orthanc rimase chiusa, poiché solo il Sovrintendente di Gondor ne possedeva le chiavi.

Durante il dominio di Rohan da parte del re Déor, saltò fuori che Isengard era divenuta apertamente ostile ai Rohirrim. Utilizzando Isengard come propria base, i Dunlandiani continuarono a fare razzie presso Rohan cominciando con il dominio del figlio di Déor, Gram, fino alla fine della durata del governo del figlio di Gram, Helm Mandimartello, quando un signore del Dunland, Freca, e suo figlio, Wulf, programmarono la distruzione dei Rohirrim. Questi ultimi alla fine vinsero, conquistando Isengard, e controllandola per conto di Gondor.

Lo scudo con la mano bianca, simbolo di Saruman, Signore di Isengard

Durante il tempo del Sovrintendente di Gondor Beren, Saruman il bianco riapparse improvvisamente dall’Est e si offrì di fare il guardiano di Isengard. Beren gli diede con piacere le chiavi di Orthanc, e Saruman vi si stabilì. Dopo di lui la valle divenne conosciuta come Nan Curunír, ossia "Valle dello Stregone".

Durante la Guerra dell'Anello, Isengard divenne la base delle operazioni di Saruman contro i Rohirrim, ed egli insozzò la vallata, abbattendo gli alberi (e, nella versione cinematografica, costruendo una diga che bloccava l’Isen). La valle di Isengard venne deturpata con delle profonde cavità, usate per generare gli Uruk-hai e forgiare armi. Isengard divenne la dimora di innumerevoli Orchi e Uruk-hai, con i quali Saruman tentò di conquistare Rohan. Infine un’armata di Ent e Ucorni guidata da Barbalbero di Fangorn attaccò Isengard, prendendo la vallata, sebbene non potessero prendere Orthanc. Dopo aver preso la vallata, gli hobbit Meriadoc Brandibuck e Peregrino Tuc vennero nominati i "guardiani della porta" e ricevettero la visita del re Théoden di Rohan, di Aragorn e di Gandalf davanti ai cancelli, venuti per rendere conto a Saruman del male fatto. Saruman venne affrontato , ma rifiutò il perdono offertogli da Gandalf, restando con il suo servo Grima Vermilinguo sotto la custodia di Barbalbero. Saruman fuggì da Isengard dopo la sconfitta di Sauron, sfruttando la pietà di Barbalbero. Durante la Quarta Era Isengard venne restaurata, e Barbalbero ripiantò molti alberi. Gli Ent distrussero il cerchio di mura, e nominarono la nuova foresta “Treegarth di Orthanc”. Sempre durante la Quarta Era, Orthanc divenne nuovamente una torre del Regno Riunito di Arnor e Gondor sotto il dominio del re Aragorn Elessar.

Orthanc[modifica | modifica sorgente]

« Un picco e un'isola rocciosa, nera e dura e scintillante: quattro imponenti piedritti di pietra sfaccettata si fondevano in uno solo puntando verso il cielo, ma vicino alla sommità i loro pinnacoli aguzzi come punte di spade, taglienti come lame di pugnali, si separavano lasciando uno stretto spazio in centro; ivi, su di un pavimento di pietra lucida ricoperto di strani segni, si sovrastava di cinquecento piedi la pianura. »
(Il Signore degli Anelli, Le due Torri, libro terzo, capitolo VIII, "La via che porta ad Isengard")
« Ma Isengard è un cerchio di rocce a picco che recingono la valle come un muro, e nel centro si erge una torre di pietra chiamata Orthanc. Non fu costruita da Saruman, bensì dagli Uomini di Númenor tanto tempo fa: è molto alta e custodisce numerosi segreti, eppure non ha l'apparenza di un'opera d'arte. »
(Gandalf, Il Signore degli anelli, La Compagnia dell'Anello, libro secondo, capitolo II)

Il Pinnacolo di Orthanc è la Torre Nera di Isengard. Per Tolkien il nome è sia Sindarin "Monte Zanna", sia Rohirric "Mente Astuta". È più probabile che l'ultimo sia il suo vero significato.

Orthanc venne costruita alla fine della Seconda Era dai Númenóreani di Gondor a partire da un unico pezzo di roccia con un processo sconosciuto e poi rinforzata. Nessuna arma conosciuta è in grado di danneggiarla. Orthanc si eleva per circa 300m sul cerchio di Agrenost, che gli uomini chiamano piana di Isengard, e alla sommità consta di quattro picchi aguzzi. L'unico ingresso si trova alla fine di una scalinata ed è sovrastato da una piccola finestra.

Orthanc conteneva uno dei Palantir del Regno del Sud ed era protetta da un guardiano finché Isengard non venne abbandonata da Gondor. La Torre allora venne chiusa.

Beren diede Isengard e anche le chiavi di Orthanc allo stregone Curunír detto dagli Uomini Saruman. Saruman ne fece la sua base operativa durante la ricerca dell'Unico Anello e l'attacco a Rohan durante la Guerra dell'Anello.

Per quanto riguarda i guardiani di Orthanc, dopo che Saruman vi si stabilì è presumibile che fosse coadiuvato da uomini e orchetti nella protezione della fortezza. Nel romanzo viene fornita una rapidissima descrizione di uno di questi uomini; carnagione giallognola, statura relativamente bassa rispetto agli standard degli uomini, occhi obliqui e taglio oculare allungato. Questa descrizione sembrerebbe indicare una similarità di questi uomini con i nippo-cinesi, ma forse Tolkien non intendeva assimilarsi a questa odierna popolazione.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il nome significa fortezza di ferro nell'idioma degli uomini della terra di Rohan, una variante tarda dell'Adûnaic, la lingua nativa dei Númenóreani. La fortezza è chiamata, anche, Angrenost in Sindarin, col medesimo significato.
  2. ^ Secondo Tolkien, il nome Orthanc esiste sia in Sindarin che nella lingua di Rohan. In Sindarin significa altura biforcuta, con riferimento alla sagoma aguzza e slanciata della torre e dei quattro pinnacoli. Nella lingua di Rohan, lo stesso nome assume il significato di mente astuta.
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