Thorin Scudodiquercia

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Thorin II
Richard Armitage interpreta Thorin nell'adattamento cinematografico di Peter Jackson
Richard Armitage interpreta Thorin nell'adattamento cinematografico di Peter Jackson
Universo Arda
Lingua orig. Inglese
Soprannome Scudodiquercia, Re sotto la Montagna
Autore John Ronald Reuel Tolkien
Interpretato da Richard Armitage
Voci orig.
Voce italiana Fabrizio Pucci (Lo Hobbit di Peter Jackson)
Specie Nano
Sesso Maschio
Etnia Popolo di Durin (Casa dei Lungobarbi)
Data di nascita 2746 T.E.
Parenti

Thorin II, soprannominato Scudodiquercia (Oakenshield), è un personaggio di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien. Compare con un ruolo da protagonista nel romanzo Lo Hobbit, ma viene anche citato ne Il Signore degli Anelli e nei Racconti incompiuti.

All'interno del corpus dello scrittore, Thorin si distingue come l'erede legittimo del popolo di Re sotto la Montagna ad Erebor, scacciato dal suo luogo d'origine a causa del drago Smaug. All'inizio de Lo Hobbit, Thorin guida una compagnia di nani, di cui fa parte anche lo hobbit Bilbo Baggins, proprio per riconquistare la sua terra d'origine ed uccidere il drago usurpatore.

Nelle altre opere, Thorin viene citato nelle appendici de Il Signore degli Anelli e nei Racconti Incompiuti, nei quali vengono aggiunti dettagli sulla sua origine e alcuni fatti antecedenti la trama de Lo Hobbit[1].

Creazione[modifica | modifica sorgente]

Nel primo manoscritto de Lo Hobbit, il nome originario di Thorin era Gandalf, mentre quello dello stregone era Bladorthin[2]. Tolkien nel 1937, non soddisfatto del nome, ridiede il nome Gandalf allo stregone, mentre quello del capo dei nani divenne definitivamente Thorin[3]. Tolkien prese in prestito il nome Thorin dal poema in norreno Völuspá, parte dell' Edda poetica[4].
L'idea della morte di Thorin durante la battaglia dei cinque eserciti venne in mente a Tolkien solo in un secondo momento: infatti, come fa notare John D. Rateliff nel suo The History of The Hobbit, almeno inizialmente non c'è nulla che anticipi la morte del personaggio, almeno finché Gandalf e Bilbo Baggins non entrano nella tenda in cui il nano giace in fin di vita[5]. In origine, la battaglia dei cinque eserciti non esisteva e Thorin diventava Re dopo la risoluzione pacifica del conflitto con gli uomini e gli elfi[6].

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome Thorin (Þorinn) appare nella strofa 12, dove è usato per un nano, e il nome Oakenshield (in italiano, tradotto con Scudodiquercia), scritto però come Eikinskjaldi appare nella strofa 13[7]. Questi nomi appaiono anche nell' Edda in prosa di Snorri Sturluson[8].

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Tolkien non dà una descrizione dettagliata dei tredici nani protagonisti de Lo Hobbit. Questo è uno dei motivi per cui Thorin non presenta caratteristiche precise dagli altri suoi consanguinei[9]. Del poco aspetto conosciuto, Tolkien descrive Thorin con un berretto blu e una lunga catena d'oro appesa al collo.

Thorin rispecchia perfettamente le caratteristiche dei membri della razza dei nani: scaltro, coraggioso, determinato e disposto a tutto pur di proteggere le proprie ricchezze[10]. Si distingue dagli altri personaggi del romanzo anche per essere un abile leader[11], ma differentemente dai suoi consanguinei non nutre fiducia, almeno all'inizio, nella capacità dello Hobbit Bilbo Baggins[12]. Tolkien sviluppa ulteriormente il carattere di Thorin dopo la pubblicazione de Lo Hobbit: La Cerca di Erebor, ad'esempio, offre una panoramica molto sgradevole del personaggio di Thorin, rendendolo molto ostile e diffidente.[1]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Antefatti[modifica | modifica sorgente]

Il passato di Thorin viene narrato principalmente nelle appendici de Il Signore degli Anelli.

Thorin nasce nell'anno 2746 della Terza Era (T.E.), figlio di Thráin II e nipote di Re Thrór, nonché erede del titolo di Re sotto la Montagna ad Erebor. Aveva anche due fratelli minori, Frerin e Dís. Nell'anno 2770, il drago Smaug, attratto dalla ricchezza del regno di Erebor, lo attaccò con violenza. I nani, colpiti di sorpresa, furono letteralmente surclassati dalla forza e dai poteri di Smaug che, in breve tempo, riuscì a conquistare tutto il regno, conquistarne il bottino, e costrinse Thorin e il suo popolo ad abbandonare la loro dimora.

Pochi anni dopo, l'orco Azog il Profanatore diede inizio alla battaglia di Azanulbizar (2799) a Nanduhirion presso il Cancello Orientale di Moria. In questa occasione, lo scudo di Thorin fu infranto e lui usò la sua ascia per tagliare il ramo di una quercia usandolo come uno scudo, guadagnando così l'epiteto "Scudodiquercia". Grazie al coraggio di Thorin, le truppe nemiche furono respinte e l'esercito nanesco poté trionfare.

Dopo quest'ultima battaglia, Thorin guidò il suo popolo fino alle Montagne Azzurre, a ovest di Eriador. Dopo la morte di suo padre, nel 2841, Thorin divenne il nuovo capo della sua gente e incominciò a preparare un piano per poter riconquistare Erebor ed uccidere Smaug.

Lo Hobbit[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lo Hobbit.

Ne Lo Hobbit, Thorin guida una compagnia di tredici nani per recuperare il tesoro all'interno della Montagna Solitaria, infestata da Smaug. Della compagnia organizzata da Gandalf fa parte anche Bilbo Baggins nel ruolo di scassinatore[13]. Thorin, tuttavia, diffida di Bilbo e lo giudica all'inizio solo un peso per la missione[13]. Durante la prima parte del viaggio, Thorin si impossessa di una delle spade elfiche rubate dai Troll di montagna Berto, Maso e Guglielmo, Orcrist[14]. In seguito, lui e il suo gruppo vengono catturati dai goblin e, più tardi, vengono salvati dall'intervento provvidenziale di Gandalf[15]. Fuggito dalle caverne insieme ai nani, Gandalf e Bilbo, Thorin viene inseguito da orchi e Lupi Mannari, per poi essere salvato da Gwaihir (il Signore dei Venti), capo delle aquile[16].

Dopo aver raggiunto la Casa di Beorn ed essersi ripreso dalla fatica del viaggio, Thorin ed il gruppo si avventurano in Bosco Atro dove è il primo ad essere catturato dagli Elfi Silvani comandati da Re Thranduil. In questa occasione, egli insiste sul fatto che gli altri nani non divulghino il segreto della Cerca ai loro rapitori. Fugge, poi, grazie all'aiuto di Bilbo, giungendo quindi a Esgaroth (o Pontelagolungo), prima di marciare verso la Montagna Solitaria per affrontare Smaug.

Arrivati sulla montagna, i nani penetrano nella fortezza tramite una porta segreta e riescono ad impossessarsi del bottino. Smaug, intanto, era giunto ad Esgaroth per vendicarsi degli abitanti che avevano dato ospitalità ai nani, ma qui viene sconfitto e ucciso da Bard l'Arciere. Saputo della morte di Smaug, Thorin, prevedendo l'arrivo degli uomini del Lago che avrebbero di sicuro preteso il tesoro, con l'aiuto dei Corvi Imperiali comunica a suo cugino Dáin II Piediferro di essere in pericolo e lo prega di raggiungerlo il prima possibile. Contemporaneamente, insieme agli altri nani e a Bilbo, inizia ad apprestare difese in previsione di un possibile conflitto. Pochi giorni dopo, gli Elfi Silvani e gli uomini della Città del Lago arrivano alla montagna speranzosi di poter conquistare i tesori della montagna per risollevarsi dopo la discesa distruttrice del drago. Le trattative proseguono altalenanti, nemmeno l'espediente di Bilbo di dare agli assedianti l'Arkengemma (o Archepietra, l'oggetto più prezioso del tesoro appartenente alla famiglia di Thorin) riesce ad acquietare gli animi, riuscendo, al contrario, a far infuriare Thorin nei confronti dello hobbit. Il nano non solo deteriora il rapporto con lo hobbit, ma dichiara guerra a Thranduil e a Bard.

Il conflitto viene evitato da un attacco di goblin e Warg; i nani si alleano con gli elfi, agli uomini della Città del Lago e alle grandi aquile nella battaglia dei Cinque Eserciti. Durante la battaglia, Thorin viene ferito mortalmente, ma prima di morire si riappacifica con Bilbo:

« Se un maggior numero di noi stimasse cibo, allegria e canzoni al di sopra dei tesori d'oro, questo sarebbe un mondo più lieto. Ma triste o lieto, ora debbo lasciarlo. Addio! »

La sua spada Orcrist, che gli fu tolta dopo che fu catturato dagli Elfi Silvani, gli viene restituita dopo la sua morte e viene posta sulla tomba (assieme all'Arkengemma) in modo che mai in seguito, per il bagliore blu emanato dalla spada all'avvicinarsi di nemici, la Montagna potesse essere attaccata di sorpresa come accaduto in passato. A Thorin successe, come capo del Popolo di Durin, suo cugino Dáin II Piediferro.

La cerca di Erebor[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Racconti incompiuti.

La Cerca di Erebor[1] costituisce un racconto in prima persona di Gandalf ai fatti accaduti nella prima parte de Lo Hobbit. In questo racconto si narra di come Gandalf sia penetrato a Dol Guldur, trovando il delirante Thráin II, il quale lo prega di dare al figlio Thorin Scudodiquercia una mappa della città di Erebor e una chiave. Casualmente, poi, Thorin e Gandalf si incontreranno anni dopo ed è da questo incontro che Gandalf concepisce l'idea di riconquistare Erebor a discapito del Drago Smaug. Sempre nello stesso racconto, Gandalf narra di come sia stato difficile superare la diffidenza iniziale di Thorin verso Bilbo, il quale lo riteneva un essere "molle come il fango della Contea, e stupido"[12].

Il Signore degli Anelli[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Il Signore degli Anelli.

Thorin è menzionato ne La Compagnia dell'Anello, precisamente nel capitolo Viaggio nell'oscurità quando Gandalf parla di una cotta di maglia in mithril che Thorin diede a Bilbo a Erebor. Mentre Gandalf dice ciò, Frodo Baggins (nipote di Bilbo), indossa la cotta. Poiché l'armatura valeva più dell'intera Contea, Gimli afferma che era un "dono degno di un re".

Adattamenti[modifica | modifica sorgente]

Nella versione animata de Lo Hobbit del 1977, Thorin è doppiato da Hans Conreid[17]. In questo adattamento alcune parti della storia sono stati eliminati, ma nonostante ciò nessuna vicenda nel film è stata alterata[18]. Le vicende di Thorin nel film che sono state eliminate sono tutte quelle legate all'Arkengemma, oggetto che scatena nel romanzo la rottura del rapporto di amicizia fra Bilbo e il Nano, che nel film non è presente. Thorin è qui disegnato da Hidetoshi Kaneko, Kazuko Ito, e Minoru Nishida, animatori del noto studio di animazione giapponese chiamato Topcraft.[18]

Nel videogioco The Hobbit del 1982 (vincitore di un Golden Joystick) Thorin compare come un personaggio gestito dall'IA e la frase "Thorin si siede e comincia a cantare sull'oro" che compare quando il giocatore non fa nulla per un po', è diventata molto famosa[19].

Nel videogioco Lo Hobbit del 2003, Thorin è doppiato da Clive Revill.

Nella trilogia de Lo Hobbit diretta da Peter Jackson, in uscita al cinema a fine 2012, a fine 2013 e a luglio 2014[20], Thorin è interpretato da Richard Armitage ed è doppiato da Fabrizio Pucci.

Nel videogioco Guardians of Middle-Earth Thorin è un personaggio DLC.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c J.R.R. Tolkien, Racconti incompiuti, op. cit., parte terza, capitolo III, p. 425 e ss..
  2. ^ John D. Rateliff, The History of The Hobbit, Part One: Mr. Baggins , op. cit., p. 11.
  3. ^ John D. Rateliff, The History of The Hobbit, Part One: Mr. Baggins , op. cit., pp. 301-455.
  4. ^ Solopova, Elizabeth (2009), Languages, Myths and History: An Introduction to the Linguistic and Literary Background of J.R.R. Tolkien's Fiction, New York City: North Landing Books, p. 20, ISBN 0-9816607-1-1
  5. ^ J.R.R. Tolkien, The History of The Hobbit, Part Two: Return to Bag-End, op. cit., pag. 703
  6. ^ J.R.R. Tolkien, The History of The Hobbit, Part Two: Return to Bag-End, op. cit., pag. 572
  7. ^ (EN) Poetic Edda. URL consultato il 27 settembre 2007. Tr. Henry Adams Bellows (1936).
  8. ^ (EN) Prose Edda. URL consultato il 27 settembre 2007. Tr. Arthur Gilchrist Brodeur. Nota: I nomi appaiono come Thorinn ed Eikinskjaldi. Il suo nome deriva anche da Thor, ovvero il dio del tuono e figlio del dio Odino.
  9. ^ Presentato il cast dello Hobbit in BadTaste.it, 11 febbraio 2011.
  10. ^ Jane Chance, Tolkien's Art: A Mythology for England, Kentucky University Press, 2001 (ISBN 061847885X)
  11. ^ J.R.R. Tolkien, The History of The Hobbit, Part Two: Return to Bag-End, op. cit., pag. 703
  12. ^ a b J.R.R. Tolkien, , op. cit., p. 430.
  13. ^ a b J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit, op. cit., Capitolo 1 - "Una riunione inaspettata", pp. 24-25.
  14. ^ J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit, op. cit., Capitolo 2 - "Abbacchio arrosto", p. 43.
  15. ^ J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit, op. cit., Capitolo 4 - "In salita e in discesa", p. 60
  16. ^ J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit, op. cit., Capitolo 6 - "Dalla padella alla brace", p. 94.
  17. ^ (EN) Playing the Game in CRASH, nº 4, maggio 1984, p. 43.
  18. ^ a b Culhan, John. Will the Video Version of Tolkien Be Hobbit Forming? The New York Times, Nov 27, 1977
  19. ^ (EN) Stuart Campbell, Top 100 Speccy Games in Your Sinclair, nº 72, dicembre 1991, p. 28.
  20. ^ Peter Jackson parla di Thorin nello Hobbit, nuovi video in BadTaste.it, 29 ottobre 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Critiche
  • (EN) John D. Rateliff, The History of the Hobbit, Part 1: Mr. Baggins, Houghton Mifflin Harcourt, 2007, ISBN 978-0-618-96847-3.
Biografia dell'autore
  • (EN) Humphrey Carpenter, J.R.R. Tolkien — A Biography, London, HarperCollins, 2002, ISBN 0-00-713284-0.
  • (EN) Humphrey (ed.) Carpenter, The Letters of J.R.R. Tolkien, HarperCollins, 1981, 2006, ISBN 0-261-10265-6.
Opere


Predecessore Re del Popolo di Durin Successore
Thráin II 2850 - 2941 T. E. Dáin II Piediferro
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