Smaug

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Smaug
Smaug nell'adattamento cinematografico di Peter Jackson
Smaug nell'adattamento cinematografico di Peter Jackson
Universo Arda
Lingua orig. Inglese
Soprannome
  • Il Magnifico
  • Il Dorato
  • Il Terribile
Autore John Ronald Reuel Tolkien
1ª app. in Lo Hobbit
Voci orig.
Voce italiana Luca Ward (Lo Hobbit di Peter Jackson)
Specie Drago
Sesso Maschio

Smaug[nb 1] è un personaggio di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien. Compare con un ruolo da antagonista nel romanzo Lo Hobbit e viene citato anche ne Il Signore degli Anelli e nei Racconti incompiuti.

All'interno del corpus dello scrittore, Smaug è un drago malvagio che ha usurpato l'antico regno di Erebor, un tempo dimora della dinastia di Durin[1]. All'inizio de Lo Hobbit, Thorin Scudodiquercia recluta una compagnia (di cui fa parte anche lo hobbit Bilbo Baggins) per riconquistare Erebor e sconfiggere il perfido drago usurpatore. Astuto, avido e malvagio, Smaug è ritenuto una delle più grandi calamità della Terra di Mezzo ed ha molti punti in comune con altri draghi della mitologia norrena, di cui Tolkien era un grande appassionato[2].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Creazione ed ispirazione[modifica | modifica wikitesto]

J.R.R. Tolkien si è ispirato a molti draghi della mitologia norrena per creare Smaug. Il più importante fra questi è Fáfnir, apparso nel romanzo epico Beowulf[3], che però non un drago, ma un lindorm (serpe-drago privo di ali)[4]. La conversazione tra Bilbo e Smaug sembra ispirarsi a quelle tra Sigurd e Fáfnir[5]: infatti, il collegamento tra le due opere è accentuato nella scena in cui Bilbo ruba una tazza sul mucchio d'oro di Smaug, che ricorda direttamente una scena simile in Beowulf. In base a questo riferimento, Tolkien rispose: «Beowulf è tra le mie fonti più considerate; benché non l'avessi consapevolmente in mente durante la stesura, in cui l'episodio del furto deriva naturalmente (e quasi inevitabilmente) dalle circostanze. È difficile immaginare un altro modo di proseguire la storia arrivati a quel punto. Immagino che l'autore di Beowulf direbbe la stessa cosa.»[6]. C'è anche chi ha paragonato Smaug al rospo gigante che appare nella novella Ernest di Edward Knatchbull-Hugessen[7] e al mostro marino descritto nel Libro di Giobbe, che Tolkien conosceva bene[8].

Il primo nome del drago era Pryftan[9], poi successivamente cambiato in Smaug[10]. Tolkien aveva pensato che ad uccidere Smaug dovesse essere Bilbo Baggins, ma poi cambiò idea e scelse al suo posto Bard l'Arciere[11][12].

Fisicità e personalità[modifica | modifica wikitesto]

Smaug viene descritto come un drago enorme color oro rosso, con ali raccolte come un incommensurabile pipistrello e con il ventre incrostato di gemme e di frammenti d'oro per il suo lungo giacere su tesoro di Thrór[13][nb 2]. La pelle del drago non può essere trapassata, né bucata o scalfita da nessun tipo di arma, ed è quindi indistruttibile. Lo stesso Smaug rivela a Bilbo Baggins di essere corazzato di sopra e di sotto con scaglie di ferro e gemme dure[13]. La sua armatura emana una luce rossa e calda. In realtà Smaug possiede un punto debole che mostra inconsciamente a Bilbo: una macchia nell'incavo della parte sinistra del petto[13]. All'epoca in cui era un drago giovane, Smaug era alto cinque metri[13].

Tolkien descrive Smaug come una creatura "puramente intelligente"[14], l'incarnazione del peccato, della superbia e dell'avarizia[15]. Ha una personalità simile al tipico aristocratico inglese, infatti ha modi molto eleganti[16]. Odia i Nani e qualsiasi persona voglia aiutarli[13]. Come ogni drago dorme molto (anche per lunghi anni), non può resistere al fascino di una conversazione enigmatica e di passare un po' di tem­po cercando di comprenderla, ed è molto aggressivo nei confronti di chiunque osi penetrare nel suo territorio e tentare di impadronirsi di una parte del suo bottino[13]. Smaug ha un'enorme familiarità con ciascuno dei beni custoditi nel suo gigantesco tesoro, tanto da accorgersi subito del furto di una coppa (neppure molto voluminosa) da parte di Bilbo. Infatti, ogni drago sa perfettamente cosa possiede, soprattutto se lo ha custodito per decenni. A dispetto di questo, invece, non sanno distinguere un manufatto di buona fattura da uno poco pregiato[13].

Paul Thomas Edmund ammette che Smaug non ha la stessa dose di cattiveria che ha Sauron ne Il Signore degli Anelli[17]: mentre il drago ha come solo interesse quello di difendere il suo bottino, l'Oscuro Signore ha intenzioni ben più malvagie, cioè assoggettare tutti i popoli liberi della Terra di Mezzo. Rispetto a Glaurung, Smaug "è altrettanto pericoloso e altrettanto capace di creare desolazione"[18], ma è uno spirito libero che non obbedisce agli ordini di nessuno[19], mentre Glaurung era completamente dipendente da Morgoth.[20] Smaug è spesso paragonato a Gollum. Entrambi i personaggi, infatti, sono fortemente legati a beni materiali (il tesoro per Smaug e l'Unico Anello per Gollum). A differenza di Gollum che è un personaggio intricato e sventato, Smaug è più intelligente e furbo[21].

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Smaug non ha un'etimologia precisa in nessuna delle lingue fantastiche dell'universo di J.R.R. Tolkien (viene denominato Trâgu nella lingua di Dale).[22]. In una delle lettere scritte da Tolkien e pubblicate postume dal figlio, l'origine del nome Smaug viene spiegata come "uno stratagemma filologico" del verbo germanico antico smugan, "spingere attraverso un foro"[6].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Lo Hobbit[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Lo Hobbit.

Come ogni membro della sua razza, Smaug è stato creato da Morgoth, primo Oscuro Signore, con l'obiettivo di supportare gli orchi contro le armate elfiche. Tolkien scrive che i draghi vivono «praticamente per sempre, a meno che non vengano uccisi», quindi non si conosce l'età precisa di Smaug, ma è sicuro abbia più di 170 anni[23]. La prima apparizione del drago avviene nell'anno 2770 della Terza Era, periodo nel quale era già l'ultimo esemplare di drago rimasto nella Terra di Mezzo[23]. Attacca e distrugge la città di Dale e poi conquista Erebor o Montagna Solitaria, ponendo così fine al regno dei Nani conosciuto come Regno sotto la Montagna. Si impossessa di tutti i tesori dei Nani e li accumula nella sala centrale delle caverne, facendone così il proprio giaciglio[1]. Fra gli oggetti in possesso di Smaug vi son l'Arkengemma (Arkenstone in originale) e diverse cotte di mithril (il fantastico metallo leggero e resistente proveniente da Moria).

Thorin Scudodiquercia, ultimo erede dell'antica famiglia che viveva nel Regno sotto la Montagna, decide di organizzare una spedizione per sconfiggere Smaug e riconquistare Erebor[1]. Giunti a destinazione, dopo aver trovato un'entrata segreta, i nani mandano nelle caverne lo hobbit Bilbo Baggins. Il piccolo hobbit si rende invisibile grazie al suo anello magico, ma Smaug riesce a fiutarlo lo stesso.

« Be' ladro! Ti fiuto e ti riconosco all'odore. Odo il tuo respiro. Vieni avanti! Serviti ancora, ce n'è in abbondanza e d'avanzo. »
(Smaug[13])

Il drago comincia una conversazione con lo hobbit e scopre, come sospettava, che gli abitanti di Pontelagolungo, la nuova residenza degli abitanti dell'antica Dale, hanno dato aiuto ai Nani di Erebor. Decide, dunque, di recarsi personalmente nella città e di distruggerla con le proprie forze[13]. Il drago incendia la città, ma viene ucciso da Bard l'Arciere con la sua freccia nera. Bard, infatti, aveva appreso il punto debole di Smaug (una macchia nell'incavo della parte sinistra del petto) da un tordo (il cui linguaggio poteva essere compreso dagli appartenenti alla stirpe del Re di Dale, e Bard ne era un discendente), che ne era venuto a conoscenza avendo ascoltato il racconto di Bilbo che raccontava ai suoi compagni del suo incontro con Smaug[13]. Il corpo di Smaug sprofonda nel lago della città, mentre Bard viene eletto re di Dale[24].

« Tutt'intero cadde sulla città. I suoi ultimi spasimi la distrussero completamente in uno scoppio di scintille e schegge volanti. Il lago vi precipitò sopra ruggendo. Un'enorme massa d’acqua si sollevò, bianca sotto la luna nel buio improvviso. Ci fu un sibilo, un vortice ribollente, e poi silenzio. E questa fu la fine di Smaug e di Esgaroth, ma non di Bard. »
(Descrizione della caduta di Smaug, J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit[24])

Il Signore degli Anelli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Il Signore degli Anelli.

Smaug viene citato anche ne Il Signore degli Anelli da Gandalf; egli si compiace della scomparsa del drago, che nella guerra di cui si narra nel romanzo si sarebbe certamente alleato con il malvagio Sauron.

Adattamenti[modifica | modifica wikitesto]

Benedict Cumberbatch interpreta Smaug attraverso il sistema delle motion captures

Smaug è apparso in molti adattamenti cinematografici e radiofonici de Lo Hobbit. Nella versione animata de Lo Hobbit del 1977, Smaug è doppiato da Richard Boone. Questa versione del personaggio si distacca molto dalla versione del romanzo. Infatti il personaggio presenta alcune caratteristiche simili ai mammiferi, come pelliccia e canini e il suo volto sembra quello di un gatto mostruoso più che di un drago. Nel film, inoltre, Smaug compare solo per qualche minuto. Nel videogioco del 2003, Smaug è doppiato da James Horan.

Nella trilogia de Il Signore degli Anelli diretta da Peter Jackson, Smaug viene solo menzionato indirettamente da alcuni protagonisti. Un suo dipinto appare sulla Mappa di Thrór in possesso di Bilbo Baggins ne La Compagnia dell'Anello.

« Il problema con il design e l'aspetto dei draghi è che molto facilmente ti inoltri in territorio fantascientifico, e io non aspiro a questo. Voglio mostrare un drago più spaventoso, venale, malvagio e decrepito possibile. »
(Peter Jackson parla di Smaug[25].)

Nella trilogia de Lo Hobbit diretta da Peter Jackson, il ruolo di Smaug è interpretato in motion capture da Benedict Cumberbatch[26], con la voce italiana di Luca Ward. Compare brevemente e di sfuggita in Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato e con un ruolo più ampio nei successivi sequel, Lo Hobbit - La desolazione di Smaug e Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate. Il colore delle scaglie e della pelle del drago ricalca quello dell'illustrazione originale di Tolkien, mentre il suo aspetto generale si ispira molto alle illustrazioni del libro di Alan Lee (che del resto ha anche lavorato alla realizzazione di entrambe le trilogie). Rispetto al libro, Smaug è molto più alto e colossale (raggiunge ben 150 metri di lunghezza/altezza[27][28], il doppio di un Boeing 747[29] contro i "soli" 20 metri del libro[30]).

Curiosamente, nella breve sequenza finale de Un viaggio inaspettato in cui si intravede parte del muso di Smaug, il drago appare di colore blu (secondo il libro di realizzazione del film "The Hobbit: The Desolation of Smaug Chronicles Art & Design" ciò è dovuto allo stato di ibernazione in cui si trovava). A partire da La desolazione di Smaug, il drago emerge nel suo aspetto definitivo[31].

Critiche e cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Smaug è senza dubbio uno dei draghi più famosi della letteratura e, dopo l'uscita della trilogia de Lo Hobbit, anche del cinema[32][33][34][21]. La rappresentazione cinematografica di Smaug è stata acclamata dalla critica e dai fans ed è stato definito da molti "il miglior drago della storia del cinema".[35][36][37][38]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In altre versioni è noto anche con il nome Smog
  2. ^ «Un drago enorme color oro rosso lì giaceva pro­fondamente addormentato, e dalle sue fauci e dalle froge provenivano un rumore sordo e sbuffi di fumo, perché, nel sonno, basse erano le fiamme. Sotto di lui, sotto tutte le membra e la grossa coda avvolta in spire, e intorno a lui, da ogni parte sul pavimento invisibile, giacevano mucchi innumerevoli di cose preziose, oro lavorato e non lavorato, gemme e gioielli, e ar­gento macchiato di rosso nella luce vermiglia. Le ali raccolte come un incommensurabile pipistrello, Smaug giaceva girato parzialmente su un fian­co, e lo hobbit poteva così vederne la parte inferiore del corpo, e il lungo, pallido ventre incrostato di gemme e di frammenti d'oro per il suo lungo giacere su quel letto sontuoso» (dal capitolo "Notizie dall'interno" de Lo Hobbit)
  1. ^ a b c J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit,  Capitolo 1 - "Una riunione inaspettata".
  2. ^ Anderson,  pp. 326-327.
  3. ^ J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit annotato,  pag. 282
  4. ^ John D. Rateliff, The History of The Hobbit, Part Two: Return to Bag-End,  nota 10, p. 543.
  5. ^ J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit annotato,  pag. 272
  6. ^ a b J.R.R. Tolkien, Lettere,  numero 25
  7. ^ J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit annotato,  pag. 279-280
  8. ^ John D. Rateliff, The History of The Hobbit, Part Two: Return to Bag-End,  nota 33, p. 525.
  9. ^ John D. Rateliff, The History of The Hobbit, Part One: Mr. Baggins,  p. 9.
  10. ^ John D. Rateliff, The History of The Hobbit, Part One: Mr. Baggins,  p. 75.
  11. ^ John D. Rateliff, The History of The Hobbit, Part One: Mr. Baggins,  p. 363.
  12. ^ John D. Rateliff, The History of The Hobbit, Part One: Mr. Baggins,  p. 364.
  13. ^ a b c d e f g h i j J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit,  Capitolo 12 - "Notizie dall'interno".
  14. ^ J.R.R. Tolkien, The History of the Hobbit,  pag. 545
  15. ^ Change,  p. 68.
  16. ^ Smith,  p. 46.
  17. ^ Thomas,  p. 128.
  18. ^ Hart,  p. 9.
  19. ^ J.R.R. Tolkien, Tolkien's Dragon, The Evolution of Glaurung and Smaug ,  pag. 439
  20. ^ Petty,  p. 286.
  21. ^ a b Lo Hobbit: La desolazione di Smaug – Per Peter Jackson Smaug è ‘l’Hannibal Lecter del mondo dei draghi’ in screenweek.it, 10 dicembre 2013.
  22. ^ The Peoples of Middle-earth,  p. 54.
  23. ^ a b (EN) The Evolution of Smaug in thorinoakenshield.net, 12 settembre 2013.
  24. ^ a b J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit,  Capitolo 14 - "Acqua e fuoco".
  25. ^ Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato, Peter Jackson parla di Smaug e delle creature, BadTaste.it, 30 novembre 2012. URL consultato il 14 gennaio 2015.
  26. ^ (EN) Mike Fleming, Benedict Cumberbatch To Voice Smaug in 'The Hobbit' su Deadline New York, 16 giugno 2011. URL consultato il 19 giugno 2011.
  27. ^ (EN) What Happened To Smaug’s Other Legs? ‘Hobbit’ FX Expert Explains in mtv.com, 20 dicembre 2013. URL consultato il 14 gennaio 2015.
  28. ^ (EN) 'The Desolation of Smaug:' Weta's Joe Letteri Reveals The Biggest VFX Challenges in hollywoodreporter.com, 13 dicembre 2013. URL consultato il 14 gennaio 2015.
  29. ^ 'Lo Hobbit 2'. Nuovi ​personaggi, spicca il drago Smaug in leggo.it, 10 dicembre 2013. URL consultato il 14 gennaio 2015.
  30. ^ Karen Wynn Fonstad, 2002, The Atlas of Middle-Earth, Houghton Mifflin
  31. ^ (EN) The Anatomy of Smaug in thorinoakenshield.net, 24 dicembre 2013.
  32. ^ Benedict Cumberbatch, un drago a lungo atteso in hobbitfilm.it, 15 gennaio 2013. URL consultato il 24 dicembre 2014.
  33. ^ Empire's The Hobbit: The Desolation Of Smaug Movie Review
  34. ^ 'The Hobbit' Reviews: Get The Scoop On 'Smaug' - Music, Celebrity, Artist News | MTV.com
  35. ^ Empire's The Hobbit: The Desolation Of Smaug Movie Review
  36. ^ 'The Hobbit' Reviews: Get The Scoop On 'Smaug' - Music, Celebrity, Artist News | MTV.com
  37. ^ Mark Hughes, Review - 'The Hobbit: The Desolation Of Smaug' Is Middle-Earth Magic - Forbes in Forbes.
  38. ^ 'The Hobbit: The Desolation of Smaug': It Lives! – TIME.com in Time, 9 dicembre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) John D. Rateliff, The History of the Hobbit, Part 1: Mr. Baggins, Houghton Mifflin Harcourt, 2007, ISBN 978-0-618-96847-3.
  • (EN) John D. Rateliff, The History of the Hobbit, Part 2: Return to Bag End, Houghton Mifflin Harcourt, 2007, ISBN 978-0-00-725066-0.
  • (EN) Humphrey (ed.) Carpenter, The Letters of J.R.R. Tolkien, HarperCollins, 1981, 2006, ISBN 0-261-10265-6.
  • J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit, Adelphi, 1989, ISBN 88-459-0688-4.
  • (EN) Jane Chance, Tolkien's art: a mythology for England, University Press of Kentucky, 2001, ISBN 978-0-8131-9020-4.
  • (EN) Ross Smith, Tolkien the storyteller, English Today 85, vol. 22, no 1, 2006.
  • (EN) Douglas A. Anderson, Lo Hobbit annotato, Christian Bourgois, 2012, ISBN 978-2-267-02389-3.
  • (EN) Paul Edmund Thomas, Tolkien's Legendarium, Greenwood Press, 2000, ISBN 0-313-30530-7.
  • (EN) Rachel Hart, Tree of tales: Tolkien, Literature and Theology, Baylor University Press, 2007, ISBN 978-1-932792-64-5.
  • (EN) Anne C. Petty, Good Dragons are Rare, Peter Lang, 2009, ISBN 978-3-631-58219-0.
  • (EN) Christopher Tolkien, The Peoples of Middle-earth, HarperCollins, 2002, ISBN 0-261-10348-2.
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