Glaurung

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Glaurung
Universo Arda
Lingua orig. Inglese
Soprannome Grande Verme, Padre dei Draghi, Verme di Morgoth
Autore John Ronald Reuel Tolkien
Specie Drago
Sesso Maschio

Glaurung è un personaggio di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien. È il primo Drago creato dal malvagio Morgoth, e il padre di tutti gli altri. Viene detto anche il Verme perché sprovvisto di ali. Con il solo sguardo poteva pietrificare e fare impazzire le sue vittime.

Libri[modifica | modifica sorgente]

Il Silmarillion (citato)
I figli di Húrin

Storia del Grande Verme[modifica | modifica sorgente]

Glaurung fu un drago particolarmente malvagio e scaltro; egli portò a compimento le maledizioni che Morgoth aveva scagliato su Húrin e sulla sua progenie. La sua prima apparizione risale a duecento anni dopo la Dagor Aglareb, al termine della quale il Thangorodrim venne circondato dall'assedio degli Elfi. Morgoth, rendendosi conto che gli Orchi non reggevano il confronto con i soldati elfici, creò Glaurung e i primi draghi (Urulóki) e li inviò contro gli assedianti. Ma essi furono sconfitti, essendo ancora giovani. La seconda apparizione di Glaurung non fu certo più "gloriosa": durante la rovinosa (per gli Elfi) Nirnaeth Arnoediad, Glaurung e gli Urulòki apparvero seminando il terrore. Ma Azaghâl, Signore dei Nani di Belegost, con la sua ascia lo ferì numerose volte; Glaurung riuscì a ucciderlo, ma per le lesioni subite dovette tornare in Angband.

La sua terza uscita fu la più terribile. Morgoth aveva appreso dove si celassero gli Elfi del Nargothrond, e inviò contro essi grandi schiere di Orchi e il Padre dei Draghi per sconfiggere Orodreth. Il Nargothrond fu saccheggiato, nonostante l'intervento di Túrin; Orodreth e molti Elfi morirono, e le donne furono prese come schiave. In quel giorno Glaurung, incrociando Túrin, gli mise nel cuore il dubbio che sua madre e sua sorella vivessero fra i tormenti nella sua vecchia casa; cosicché Tùrin non salvò Finduilas, figlia di Orodreth, e partì verso il Dor-lòmin. Qui non trovò sua madre e sua sorella; esse erano state per qualche tempo ospiti di Thingol, ma poi, contro la volontà del re elfico, si erano dipartite dal Doriath. E Nienor, braccata dagli Orchi, aveva incontrato il Padre dei Draghi, che le aveva gettato addosso un incantesimo, e ora la ragazza non ricordava più nulla del passato. Dopo un certo tempo fu trovata da suo fratello, tuttavia i due non si riconobbero; i due giovani si sposarono.

Ma in seguito Glaurung uscì dal Nargothrond, dove finora aveva riposato, per uccidere i suoi nemici. Túrin e altri due prodi Uomini partirono per affrontarlo; ma Túrin perse i due compagni, e dovette uccidere Glaurung da solo. Sfruttando il fatto che il mostro dormisse con il ventre scoperto sull'orlo di una ripa, lo trafisse. Ma svenne, e Nienor, andata per vederlo, lo credette morto. Allora Glaurung le riferì che il suo amato sposo era in realtà il fratello; la ragazza si uccise per l'orrore, e il fratello, preso dalla disperazione, si suicidò a sua volta, gettandosi sulla lama della sua spada Gurthang che si spezzò dopo averlo trafitto.

Le sue apparizioni[modifica | modifica sorgente]

La vicenda che coinvolge Glaurung e Turìn è narrata nel libro I figli di Hurin a cura di Christopher Tolkien, mentre viene citato nel Silmarillion, e in genere viene anche identificato con il drago che appare nelle Avventure di Tom Bombadil.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Gli Ainur, gruppo progressive rock italiano, hanno composto un brano intitolato Glaurung's Death, contenuto nel loro secondo disco Children of Hurin del 2007, e una versione acustica nel loro 4º disco The Lost Tales.
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