Dagor Bragollach

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Dagor Bragollach
Data 455 P.E.
Luogo Dorthonion, Hitlum, Himring, Thargelion, Marca di Maedhros, Himlad, Paludi di Serech
Esito Decisiva vittoria di Morgoth
Schieramenti
Noldor dello Hitlum
Noldor del Nargothrond
Casa di Hador
Noldor di Himring
Noldor del Thargelion
Noldor di Himlad
Casa di Beor
Noldor del Dorthonion
Orchi
Balrog
Lupi
Draghi
Comandanti
Perdite
La maggior parte dell'esercito degli Elfi del Dorthonion, del Thargelion e di Himlad, quasi tutti gli Uomini della Casa di Beor, pesanti perdite per Maedhros, Fingolfin e per la Casa di Hador Un grande numero di Orchi
Voci di conflitti immaginari presenti su Wikipedia
« Ed ecco che all'improvviso Morgoth eruttò grandi fiumane di fuoco che calarono dal Thangorodrim più ratte dei Balrog, diffondendosi per tutta la piana; e i Monti di Ferro vomitarono incendi di svarianti, attossicate tinte, e il fumo ne impregnò l'aria, ed era mortale. [...] Si iniziò così il quarto dei grandi scontri, Dagor Bragollach, la Battaglia della Fiamma Improvvisa »
(J.R.R. Tolkien, Il Silmarillion)

Dagor Bragollach è una battaglia dell'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien, citata nell'opera Il Silmarillion. Si tratta di una delle grandi battaglie del Beleriand, e il suo nome in elfico significa "battaglia della fiamma improvvisa", poiché Morgoth impiegò il fuoco come arma.

La storia[modifica | modifica wikitesto]

Questa battaglia venne combattuta nell'anno 455 (dalla comparsa del Sole) della Prima Era, ed incominciò con la rottura, da parte di Morgoth, del secolare assedio che cingeva la sua fortezza di Angband. In una notte d'inverno, improvvisamente da Angband si riversarono fiumi di fuoco su tutte le terre circostanti; la pianura di Ard-galen venne completamente incenerita, e da allora prese il nome di Anfauglith ("cenere soffocante"); molti Elfi perirono per le fiamme o asfissiati dal fumo.

A seguito delle fiamme, Morgoth scatenò i suoi eserciti: Orchi, Balrog e, per la prima volta, il Drago Glaurung si avventarono sull'altopiano del Dorthonion, e negli scontri morirono Angrod e Aegnor. I cavalieri di Maglor vennero bruciati vivi nella pianura di Lothlann, e Maglor fu costretto, a causa delle gravi perdite, a ritirarsi dai suoi territori e ripegare verso Himring in aiuto di Maedhros, e dando così in pratica agli eserciti di Morgoth libero accesso al Beleriand.

Anche il Passo di Aglon fu forzato e Celegorm e Curufin lasciarono il nord del Doriath per riparare a Nargothrond. Gli Orchi di Morgoth occuparono le foreste del Monte Rerir, aggirarono il Lago Helevorn, sciamando verso sud attraverso il Thargelion verso la parte orientale del Beleriand. Caranthir riparò ad Amon Ereb,dove insieme ad Amrod costruì solide difese contro gli Orchi. Da qui i due ricominciarono una lenta riconquista del Beleriand Orientale mentre Maglor e Maedhros tennero i confini settentrionali.

Minas Tirith sul Passo di Sirion resistette tenuta da Orodreth, e suo zio, Finrod Felagund, giunse da Nargothrond con un'imponente armata. Tuttavia, cadde in un'imboscata tesagli da una larga schiera delle forze di Morgoth presso i Cancelli del Serech. I Noldor si trovarono intrappolati e Finrod sarebbe caduto se non ci fosse stata una sortita da parte di Barahir, il quale discese dal Dorthonion e salvò il sire elfico. Fu per questo servigio che Barahir ottenne da Finrod il suo anello, più tardi conosciuto come l'Anello di Barahir. Orodreth resistette circa due anni ma alla fine venne scacciato da Tol Sirion da Sauron e dal lupo Draugluin, i quali fecero della torre il loro quartier generale.

Finrod e la sua gente si ritirarono a sud, verso Nargothrond, mentre Barahir continuò a difendere il Dorthonion. Anche le fortezze montane dell'Ered Wethrin intorno allo Hithlum resistettero, ma a fatica.

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

La battaglia segnò un autentico trionfo per Morgoth: l'assedio che lo cingeva venne spezzato, i figli di Fëanor dispersi o uccisi e i loro regni distrutti, e le forze del Male libere di aggirarsi per tutto il nord.

Quando Fingolfin, Supremo Re dei Noldor, si rese conto del disastro e delle enormi perdite subite dai Noldor, in preda ad una rabbia irrefrenabile si lanciò da solo, a cavallo, attraverso le ceneri di Anfauglith: Orchi e Balrog fuggirono di fronte alla sua ira, convinti che fosse ritornato Oromë. Giunto a Thangorodrim, Fingolfin urlò a Morgoth la sua sfida a singolar tenzone, e si disse anche che Morgoth raccolse la sfida controvoglia, e solo per non perdere la faccia di fronte ai suoi generali. I due duellarono davanti ai cancelli di Angband. La spada di Fingolfin, Ringil, ferì Morgoth sette volte e gli tagliò il piede (Morgoth in seguito non guarì mai da queste ferite, e da allora andò in giro zoppicando). Tuttavia, la stanchezza ebbe presto il sopravvento sul re elfico, che cadde sotto i colpi di Grond, il Martello degli Inferi, l'arma di Morgoth; questi avrebbe anche fatto scempio del cadavere dell'eroe, se non fosse intervenuto Thorondor, il re delle aquile, a sottrargli il corpo di Fingolfin dalle grinfie.

Tolkien Portale Tolkien: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Tolkien