Morgoth

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Morgoth
Morgoth in una rappresentazione artistica
Morgoth in una rappresentazione artistica
Universo Arda
Lingua orig. Inglese
Alter ego Melkor, Morgoth Bauglir, Belgûr, Belegurth
Soprannome Il Nemico, il Grande Nemico, l'Oscuro Signore, Signore del Fuoco, Fiamma di Udun, Oscuro Nemico del Mondo
Autore John Ronald Reuel Tolkien
Specie Ainur
Sesso Maschio
Etnia Valar
Data di nascita prima della nascita di Arda
« Sono io il Re Antico: Melkor, primo e più possente di tutti i Valar, che era prima del mondo e che l'ha creato. L'ombra del mio disegno copre Arda, e tutto quanto è in essa lentamente e sicuramente si piega alla mia volontà. »
(J.R.R. Tolkien, Racconti incompiuti, Narn i Hîn Húrin)

Morgoth Bauglir, originariamente chiamato Melkor (in dizione più antica Melko), è un personaggio di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese John Ronald Reuel Tolkien. È, alla creazione di e di Arda, il più potente dei Valar, e il primo a sfidare Eru (il Creatore) durante la Musica degli Ainur. Morgoth Bauglir è il primo in Arda e nella Terra di Mezzo a portare il titolo di Oscuro Signore, ed è il principale antagonista nel libro Il Silmarillion. Essendo una sorta di creatura "angelica" caduta, Morgoth è largamente ispirato dalla mitologia cristiana, in particolare a Satana; è simile anche al malvagio dio della mitologia norrena Loki. È anche colui che portò al male altri Ainur di rango inferiore (i Maiar), come i Balrog e Sauron.

Storia[modifica | modifica sorgente]

1leftarrow.pngVoce principale: Il Silmarillion.

Prima della creazione di , il più potente tra gli Ainur creati da Eru Ilúvatar era Melkor. Costui voleva creare cose di sua immaginazione, così come faceva Eru, e passò dunque molto tempo, da solo, alla ricerca della Fiamma Imperitura, senza capire che questa non era un artefatto materiale ma, semplicemente, rappresentava la potenza creativa di Eru. Stando da solo ottenne una ben scarsa comprensione degli altri Ainur e di Eru, e col tempo prese a concepire dei pensieri diversi dai loro e a provare dei sentimenti mai provati prima da nessun altro Ainur: divenne invidioso del suo creatore, e dal momento che non poteva creare cose sue come faceva Eru, concepì l'idea della sottomissione degli altri a se stesso, idea che divenne un desiderio cardine della sua vita.

Ad un certo momento Eru convocò tutti gli Ainur allo scopo di far loro intonare in coro la Musica degli Ainur, che avrebbe creato il mondo. Nel momento in cui questa fu pronta, venne intonata, ma durante il canto Melkor deviò dal tema predisposto da Ilùvatar inserendovi cose immaginate solo da lui. Le idee di Melkor entrarono a far parte della Musica, arricchendola ma originando il Male nel Mondo. In seguito al suo ingresso nel Canto, molti Ainur rimasero confusi e cessarono di cantare, mentre alcuni altri presero a modificare il loro canto iniziale, adattandolo a quello di Melkor.

Quando poi Eru rivelò agli Ainur il risultato delle loro musiche, ossia , Melkor fu il primo ad entrarvi, a causa del suo desiderio di sottomettere interamente Eä stessa.

All'incirca un migliaio di anni dei Valar dopo la discesa dei Valar stessi in Arda (ed innumerevoli migliaia di anni dei Valar dopo l'entrata degli Ainur in Eä)[senza fonte], Melkor ed i Maiar che era riuscito ad accattivarsi lottarono per la prima volta con essi e per molto tempo per il controllo di Arda stessa.

Melkor venne sconfitto in questa guerra solo in seguito all'arrivo di Tulkas, il Campione dei Valar, che giunse per ultimo in Arda proprio per combatterlo. Melkor allora fuggì oltre le "Mura della Notte", che segnano il confine di Arda, e così i Valar poterono ordinare Arda a loro piacimento. Melkor comunque aspettava, e quando i Valar (incluso Tulkas) finalmente si riposarono ad Almaren, egli tornò in Arda e con i suoi seguaci attaccò e distrusse le Due Lampade, Illuin ed Ormal, causando così la fine dell'era della perfezione in Arda.

I Valar si ritirarono dunque all'ovest a Valinor, in Aman, e Melkor stabilì il proprio dominio sulla Terra di Mezzo, il continente ad est di Arda, dove eresse la sua prima fortezza, Utumno, al nord. In questo periodo iniziò a spargere i propri semi di corruzione e avvelenamento, riuscendo così a guastare quasi tutte le cose con la propria essenza, corrompendo Arda. Questo lo rese però meno potente: i suoi poteri venivano consegnati all'universo in modo da poterlo corrompere, diminuendo in lui. Il primo regno di Melkor finì dopo il risveglio degli Elfi nell'est della Terra di Mezzo, quando i Valar decisero di sottrarli alle sofferenze a cui sarebbero andati incontro se fossero rimasti lì. Mossero una tremenda guerra contro di lui, imprigionandolo e costringendolo a servire nelle Aule di Mandos per un periodo di tre ere, legato alla catena Angainor, l'oggetto più resistente mai creato. Durante questa guerra gran parte del nord della Terra di Mezzo venne distrutta. All'insaputa dei Valar, però, Melkor aveva catturato degli Elfi, e per mezzo di torture e malvagi artifici aveva generato l'orrenda razza degli Orchi — un processo che continuò anche durante la sua cattura grazie a Sauron, suo principale servitore.

I Due Alberi.

Dopo che ebbe scontato la pena, il Vala sfruttò la sua ritrovata libertà per corrompere i Noldor (un popolo degli Elfi che si era stanziato in Valinor) e rubare i Silmaril, creati da Fëanor dei Noldor. E fu proprio Fëanor, che, saputo che Melkor gli aveva ucciso il padre (Finwë) e rubato i Silmaril, alzò la mano destra al cospetto di Manwë e maledisse Melkor, chiamandolo Morgoth, cioè "lo scuro nemico del mondo". Con l'aiuto di Ungoliant, Morgoth distrusse poi anche i Due Alberi, gettando Valinor nell'ombra.

Scappato da Aman e ritornato nella Terra di Mezzo, riprese il potere al Nord, nel Beleriand settentrionale, questa volta ad Angband, che non era stata distrutta dai Valar come Utumno. Ma stavolta c'erano gli Elfi a combatterlo, e più avanti ci furono gli Uomini e i Nani, perciò non poté essere l'unico a comandare nella Terra di Mezzo. Melkor divenne anche ulteriormente più debole a causa della distribuzione che fece dei suoi poteri ai suoi servitori, e come Morgoth, anche se di gran lunga più potente delle forze di Elfi, Uomini e Nani messi insieme, non disponeva più della potenza distruttiva di un tempo.

Dopo la costruzione delle sue armate (principalmente costituite dai suoi Orchi, che ora superavano di numero i Noldor e i Sindar), presto sconfisse i suoi nemici, e rimasero solo pochi avamposti contro la sua minaccia (come le roccaforti dei Nani sui Ered Lindon, e rifugi minori presso le bocche del Sirion e l'isola di Balar). Il suo predominio era stavolta completo. Per tutta la Prima Era infuriarono le battaglie, dette le cinque battaglie del Beleriand, e molte roccaforti degli Elfi caddero; Morgoth diede vita a balrog e draghi e riuscì a corrompere alcuni Uomini, sebbene gli altri, quelli giunti per primi nel Beleriand, rimanessero fedeli agli Elfi (furono per questo chiamati Edain).

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Battaglie del Beleriand.

Ma non tutto era perduto. Eärendil, discendente da Elfi, Maiar e Uomini, per amore delle due stirpi (Elfi e Uomini) navigò fino in Aman, e supplicò i Valar di salvare i figli di Ilúvatar distruggendo le armate di Morgoth. Molti dei Maiar e dei Calaquendi (gli Elfi così antichi da aver visto la luce dei Due Alberi) mossero verso Est con le navi dei Teleri (un popolo degli Elfi lontanamente imparentato coi Sindar), guidati da Eönwë, araldo di Manwë. Eärendil navigò oltre le Porte della Notte e giunse nei Mari del Cielo, portando il Silmaril in fronte, sempre visibile durante la notte della Terra di Mezzo, diventando così la Stella del Vespro.

Durante la seguente guerra d'Ira, Morgoth dispiegò tutte le sue forze, ma non poté resistere alla furia dell'esercito dell'Ovest. Liberò anche i draghi alati, ma Eärendil subito discese dal cielo con la sua nave Vingilot e li uccise uno per uno. A causa della violenza delle battaglie, il Beleriand e gran parte del nord della Terra di Mezzo fu distrutto e sommerso, e la geografia del mondo ne uscì profondamente cambiata, ma alla fine Morgoth rimase indifeso e si rifugiò nelle prigioni più remote di Angband. Allora la sua fortezza venne distrutta, e molti esseri malefici (come i Balrog ancora rimasti) si rifugiarono nelle profondità di Arda. Morgoth fu ancora una volta legato ad Angainor, e il suo destino finale fu deciso da tutti i Valar in consiglio; gli vennero tagliate le gambe, e per volere dei Valar, oltre che con Angainor, fu incatenato con quella che un tempo era stata la sua Corona Ferrea, trasformata in un collare. Infine fu gettato fuori dei confini del Mondo, nel Vuoto dove era stato creato, così da non poterne più uscire. Il suo Male rimase però presente in Arda Corrotta, e non se ne andrà fino alla fine di Arda stessa.

Il vala Mandos nel Silmarillion pronuncia due profezie, la seconda delle quali afferma che ci sarà un'ultima battaglia, la Dagor Dagorath, in cui Morgoth tornerà e tutte le armate, del Bene e del Male, torneranno in vita per combattere, fino alla sconfitta definitiva di Morgoth sui campi di Valinor da parte di Túrin Turambar, che più di tutti soffrì le sue ingiustizie.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Morgoth inizialmente poteva assumere qualsiasi forma, rendersi invisibile, volare sotto forma di vento, e all'inizio aveva un bell'aspetto, come i suoi compagni Valar. In ogni caso, dopo che riuscì ad allontanare i Noldor da Valinor e a sottrarre i Silmaril, discese nelle profondità di Angband, e la sua forma divenne l'aspetto dell'Oscuro Signore: gigantesco e terribile a vedersi. Durante questo tempo perse l'abilità di cambiare forma, ed in effetti rimase confinato in questo terribile aspetto. Le sue mani erano state ustionate dal fuoco dei Silmaril, che bruciavano ciò che era corrotto, e mai guarirono. La prima volta che uscì allo scoperto per combattere col Re Supremo Fingolfin, fu ferito al piede, e da allora in poi dovette per sempre camminare zoppicando.

I poteri di Melkor erano inizialmente immensi, maggiori (seppur di poco) di quelli di suo fratello minore Manwë. Condivideva una parte del potere di tutti i Valar, ma diversamente da loro li usò esclusivamente per il suo guadagno. Tuttavia, come Morgoth disperse i propri poteri sul mondo, impregnandone la terra stessa di Arda, proprio per questo motivo, anche dopo che fu ricacciato oltre la porta della notte la sua "volontà" rimase nel mondo. E perdendone così la maggior parte (questo fatto venne in seguito emulato anche dal servo Sauron, quando creò l'Unico Anello). Quando, alla fine della Prima Era, Morgoth fu trascinato fuori da Angband in catene, non poté resistere all'esercito di Valinor.

Morgoth era molto esigente ed egoista, e covava il desiderio di distruggere tutto ciò che non poteva sottomettere al proprio servizio, come il mare di Ulmo, e tutto quello che considerava una minaccia al proprio dominio. La pietà era al di là della sua comprensione, come il coraggio, dato che egli, unico tra i Valar, conobbe la paura.

Alleanze e inimicizie[modifica | modifica sorgente]

Arda scritto in lettere tengwar.

I più terribili abitanti di Arda, erano i capi dei servi di Morgoth: Sauron, più tardi Oscuro Signore di Mordor, il suo luogotenente capo Gothmog, signore dei Balrog e alto capitano di Angband, Glaurung, il padre dei draghi e Ancalagon il Nero, il più grande dei draghi alati.

A differenza del successivo Oscuro Signore Sauron, il desiderio di Morgoth non era di dominare le genti e le terre e di sottometterle al proprio potere, ma di possedere tutto il mondo, e più avanti di distruggerlo, perché non poteva controllarlo tutto, e vedeva i figli di Ilúvatar (Uomini ed Elfi) come una diretta minaccia, poiché erano indipendenti e non poteva dominarli tutti facilmente.

Ad un certo punto durante la formazione di Arda, Morgoth stesso creò un'entità malvagia da un Maia da lui corrotto, con cui poi strinse alleanza: la creatura Ungoliant, dalla forma di un'enorme ragno femmina. Fu lei a causare la morte dei Due Alberi quando Valinor venne oscurata.

Quando vennero i primi della razza degli Uomini, si dice che Morgoth si allontanò temporaneamente dalla fortezza di Angband e abitò tra loro: antiche leggende dicono che gli Atanatári ("padri degli uomini") provarono a dimenticare le parole di un Oscuro Signore, che li guidò verso l'odio per Ilúvatar e l'adorazione di Morgoth. Gli Atanatári furono quegli uomini che non lo seguirono e fuggirono, ma Morgoth ebbe più avanti molte legioni di Uomini caduti al suo servizio.

Egli trattò sempre con crudeltà anche i suoi stessi servitori: quando i Noldor vennero sconfitti, confinò tutti gli Uomini al suo servizio nelle terre dello Hithlum, vietando loro di muoversi da lì. Sembra che, una volta vittorioso, egli li avesse distrutti.

Il ruolo di Morgoth[modifica | modifica sorgente]

Morgoth ebbe una grande importanza nella creazione di Arda: fin dall'inizio combatté contro i suoi compagni Valar, anche se tutti i suoi schemi fallirono. Il suo liberare terribile freddo sulle acque di Ulmo non fece altro che creare ghiaccio e neve; i suoi potenti fuochi non prosciugarono i mari, ma crearono le nubi. Fu comunque parzialmente vittorioso: distrusse le Due Lampade, e ruppe l'originale perfetta simmetria di Arda.

Morgoth creò anche la razza degli Orchi mutando malvagiamente gli Elfi, allevò i Draghi e diede vita ai Troll, come brutta copia degli Ent; il suo male poteva solamente rovinare e distruggere, mai creare: i suoi servi erano anch'essi ombre corrotte delle nobili creazioni degli altri Valar. Egli corruppe molti dei Maiar al suo servizio, tra di loro spiriti di fuoco che vennero conosciuti come Valaraukar, o Balrog.

Forse la sua opera più nefasta fu lo scatenare la ribellione dei Noldor contro Valinor, insieme alla distruzione dei Due Alberi e al ratto dei Silmaril. Questo portò al disastroso Giuramento di Fëanor, che annientò gran parte della stirpe dei Noldor.

Le leggende tra gli Uomini lo accusano anche della loro caduta, di aver strappato loro l'immortalità, anche se questo non è in realtà vero, visto che la morte è il dono di Eru agli Uomini, come sanno gli Elfi. Ma certamente Morgoth creò la paura dell'ombra e della morte tra di essi, facendo loro credere che la mortalità fosse un fardello pesante da sopportare e a cui rassegnarsi per la malvagità dei Valar (tra l'altro una simile menzogna fu diffusa tra i Numenoreani da Sauron ai tempi della Seconda Era).

Siccome Morgoth disperse la sua malvagità in Arda stessa, si è detto che tutte le terre, al di fuori del Reame Beato, abbiano della malvagità in esse, a causa della presenza del Male Supremo.

Probabilmente la più diretta e duratura di tutte le realizzazioni di Morgoth fu la corruzione di Sauron, in origine un Maia di Aulë. Sauron diventò col tempo il più grande servitore del Male, e dopo la caduta del suo padrone divenne a sua volta Oscuro Signore, completando le malvagità nei confronti di Uomini ed Elfi che Morgoth aveva iniziato.

Nomi e titoli[modifica | modifica sorgente]

Tolkien nel 1916, quando scrisse i suoi primi racconti su Arda.

Il suo nome fra gli Ainur (usato sia dai servi che dal Nemico) viene ricordato come Melkor, in una forma arcaica Melkórë, che è la forma Quenya per "colui che si leva in Possanza". Il suo originale nome Valarin non si ricorda. La forma Sindarin era Belgûr, ma non fu mai usata, tranne che nel suo derivato Belegurth, "grande morte". Il suo nome più antico conosciuto, dall'Eldarin comune, è *mbelekôro. Assunse in seguito anche il soprannome di Bauglir, "il Costrittore".

Dopo l'Oscuramento di Valinor non fu più chiamato con questo nome dagli Elfi, ma sempre e solo Morgoth, "lo scuro nemico". Altri titoli gli vennero dati in seguito, come "il Nemico", "l'Avversario", "l'Oscuro Signore", "il Grande Nemico", "l'Oscura Potenza del Nord" e "il Signore dell'Ombra" ecc. Il suo più antico nome tra questi era "il Nero Cacciatore", da una leggenda attribuitagli quando catturò degli Elfi per creare la razza degli Orchi e tentò di umiliare Oromë.

Gli Uomini lo chiamavano "l'Oscuro Re di Angband" o "l'Oscuro Re". Il nome datogli dai Nani è sconosciuto, e gli Hobbit, presenti solo nella Terza Era, non sembra che sapessero della sua esistenza.

"Morgoth" e "Il Morgoth" si differenziano nel significato: "Il Morgoth" era un termine dato alla persona di Melkor/Morgoth nel suo pieno potere sopra la materia di Arda: quindi Draghi, Troll, Orchi e l'insieme di Angband erano in un certo senso parte di quest'ultimo, ma non parte di Melkor/Morgoth.[senza fonte] "Il Morgoth" aveva ancora tutto il potere che Melkor aveva anticamente, ed era di gran lunga l'essere più potente in Arda, ma Morgoth perse invece molto del suo potere tanto da diventare non enormemente superiore al più grande degli Elfi: considerando che Melkor avrebbe potuto distruggere Fingolfin quasi senza sforzo, Morgoth dovette realmente duellare col re degli Elfi. Mentre Melkor/Morgoth fu infine sottomesso dai Valar, l'unica via per distruggere "Il Morgoth" era la distruzione di Arda e la sua completa ricostruzione: un'operazione che i Valar non potevano attuare al tempo senza coinvolgere i figli di Ilúvatar e che sarebbe avvenuta soltanto dopo la Dagor Dagorath e la fine del mondo.

Versioni precedenti del personaggio[modifica | modifica sorgente]

Le versioni precedenti del suo nome, nei lavori precedenti di Tolkien, comprendono Melko, Belcha, Melegor, Meleko e altri, come si legge nei Racconti ritrovati e nei Racconti perduti (primi volumi di The History of Middle-earth).

La malvagità e la potenza di Melkor furono immensamente aumentate nei successivi scritti di Tolkien: ne Il Silmarillion c'è appena una traccia del fatto che il Male rimase comunque in Arda anche dopo la sua sconfitta.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Gli Ainur hanno composto un brano, Morgoth's Prophecy, contenuto nel loro secondo disco Children of Hurin in cui si narra della maledizione che Morgoth scagliò contro i figli di Hurin.
  • Il gruppo Death metal Morgoth ha preso nome dal personaggio di Tolkien.
  • Nella serie a fumetti PK² è presente un personaggio di nome Morgoth, il cui nome è probabilmente ispirato al Morgoth di Tolkien

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]