Beorn

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Beorn
Mikael Persbrandt interpreta Beorn nell'adattamento cinematografico di Peter Jackson
Mikael Persbrandt interpreta Beorn nell'adattamento cinematografico di Peter Jackson
Universo Arda
Lingua orig. Inglese
Autore J. R. R. Tolkien
1ª app. in Lo Hobbit
Interpretato da Mikael Persbrandt
Voce italiana Paolo Marchese
Specie Uomo, Mutapelle
Sesso Maschio
Parenti Grimbeorn (figlio)

Beorn è un personaggio di Arda, l'universo immaginario creato dallo scrittore inglese J. R. R. Tolkien. Compare solo nel romanzo Lo Hobbit, ma viene anche citato ne Il Signore degli Anelli. È un mutapelle che vive tra le Montagne Nebbiose e Bosco Atro. Aiuta Gandalf, Bilbo Baggins e i tredici nani capitanati da Thorin Scudodiquercia durante il loro viaggio verso la riconquista e, successivamente, nella battaglia dei cinque eserciti contro gli orchi.

Il personaggio[modifica | modifica sorgente]

Beorn è un personaggio ricorrente ne Lo Hobbit che aiuta Bilbo e i tredici nani in moltissime occasioni. Del suo aspetto si apprende che era «un omone dalla fitta barba nera, capelli neri, grosse braccia e gambe nude dai muscoli nodosi»[1]. Tolkien descrive anche che il personaggio «indossava una tunica di lana che gli arrivava alle ginocchia, e si appoggiava a un'ascia enorme»[2].

Del suo carattere viene specificato che possiede una grande amore per gli animali, motivo per il quale non caccia né mangia carne, ma si ciba unicamente di panna e miele prodotto da alcune api giganti che alleva egli stesso[3]. Tiene particolarmente ai suoi cavalli che, come dice Gandalf, «sono meravigliosi quasi quanto lui»[3]. È anche in grado di parlare con loro. Inoltre, del suo carattere viene anche rimarcata una sorta di dolente e totalizzante determinazione a lottare contro gli Orchi, motivata a seguito del fatto che questi ultimi si sono impadroniti delle sue terre, ovvero le montagne.[3] Nei loro confronti, Beorn è parecchio violento: in un'occasione cattura un orco e un mannaro ed espone la testa del primo e la pelle del secondo fuori dalla sua casa in segno di vittoria.[4] Non ama molto i visitatori, specialmente i Nani.[5]

Beorn è un mutapelle. Anche se non si fa menzione al modo in cui si trasformi, egli riesce a cambiare il suo aspetto e la sua forza da quella di un uomo forte e corpulento a quella di un potente orso dal pelo nero[3]. Possiede anche l'abilità di poter parlare con gli animali[3]. In un'occasione, Gandalf afferma che Beorn «non è soggetto a nessun potere magico tranne che al suo»[3].

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

La parola "beorn" significava orso e derivava dalla parola béo 'ape', in riferimento all'amore degli orsi per il miele[6]. Ma potrebbe anche derivare da Björn (o Bjørn) la parola scandinava per "orso".

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lo Hobbit.

Beorn compare per la prima volta nel settimo capitolo de Lo Hobbit. Vive in una casetta tra le Montagne Nebbiose e Bosco Atro, dove alleva animali e si batte valorosamente contro gli orchi. Le sue origini non sono chiare[3]:

« Alcuni dicono che è un orso discendente dai grandi e antichi orsi delle montagne che vivevano lì prima che arrivassero i Giganti. Altri dicono che è un discendente dei primi Uomini che vivevano in questa parte del mondo, prima che vi arrivassero Smaug e gli altri draghi, e prima che gli Orchi arrivassero dal Nord sulle colline. Quale sia la verità non saprei dirlo, anche se personalmente mi pare più verosimile la seconda ipotesi. »
(Gandalf parlando di Beorn, Lo Hobbit cap. 7, pag. 135)

La seconda ipotesi è confermata dallo stesso Gandalf in un'altra occasione quanto afferma di aver sentito Beorn rimuginare (nella lingua gutturale degli orsi) sulla sua volontà di voler tornare alle montagne dopo la sconfitta degli Orchi:[7]

« Verrà il giorno in cui essi periranno e io tornerò! »
(Beorn, Lo Hobbit cap. 7, pag. 136)

Dopo che Gandalf, Bilbo e i tredici nani guidati da Thorin Scudodiquercia perdono i loro bagagli e le loro provviste dopo uno scontro con gli orchi, lo stregone pensa di recarsi proprio da Beorn per chiedergli ospitalità. Beorn non ama i visitatori, ma Gandalf riesce a guadagnarsi la sua fiducia e così il mutapelle decide di accogliere il gruppo nella sua dimora, anche perché incuriosito dalla loro avventura sulle Montagne Nebbiose. Beorn raggiunge, successivamente, l'Anduin e le montagne per constatare la veridicità della storia dei nani e, al suo ritorno, Gandalf gli svela l'obiettivo finale del gruppo: riconquistare il tesoro dei nani a Erebor e sconfiggere il drago Smaug. Beorn accetta di aiutarli e presta loro i suoi pony fino all'entrata del Bosco Atro.[8]

« Il rombo della sua voce era pari a quello di armi e tamburi; egli spazzò via dalla sua strada lupi e Orchi come fossero piume e pagliuzze; piombò alle loro spalle, e irruppe come uno scoppio di tuono in mezzo all'accerchiamento. »
(L'arrivo di Beorn nella battaglia dei cinque eserciti.)

Successivamente, Beorn, trasformato in orso, ricompare durante la battaglia dei cinque eserciti in cui con un sol colpo uccide Bolg, il capo degli orchi del nord, e salva il corpo di Thorin dalla furia dello scontro. In questo modo decreta la vittoria delle forze congiunte in opposizione a mannari ed orchi.[9] Dopo la battaglia Beorn parte con Gandalf e Bilbo. Ospita i due nella sua dimora per il natale e dopodiché lo stregone e lo hobbit si rimettono in cammino per la Contea.[10]

Dopo gli avvenimenti de Lo Hobbit Beorn divenne un grande capo di uomini (detti Beorniani) e governò la contrada tra le Montagne Nebbiose e Bosco Atro. Dopo la sua morte (avvenuta tempo prima della Guerra dell'Anello),[11] il suo posto venne preso da suo figlio Grimbeorn, anche lui mutapelle[12] e famoso soprattutto per la produzione delle torte al miele beorniane.

Creazione e ispirazione[modifica | modifica sorgente]

Durante la lavorazione de Lo Hobbit, Tolkien scrisse di Medwed,[13] un uomo che aveva la capacità di trasformarsi in un orso tramite un suo incantesimo. Il nome di Medwed è molto simile a Medved, che in Russo significa proprio orso. Il capitolo in cui compariva questo personaggio era il settimo; all'epoca il titolo scelto da Tolkien per questo capitolo era "Medwed". Probabilmente, giunto al penultimo capitolo dell'opera, Tolkien non fu soddisfatto del personaggio e perciò riscrisse il settimo capitolo, intitolandolo "Strani alloggi". Solo dopo questa modifica, Tolkien decise di sostituire Medwed con Beorn.[14]

Secondo molti esperti, tra cui principalmente Tom Shippey autore de The Road to Middle-earth, Tolkien si ispirò alla saga nordica Hrólfs saga kraka ok kappa hans per creare Beorn[15], di cui Tolkien era peraltro una grande ammiratore.[16] Shippey definisce Beorn «il personaggio meno inventato del libro» e lo paragona a Bödvar Bjarki, il cui nome significa curiosamente «piccolo orso», che nella saga è in grado di trasformarsi in orso (più precisamente mandare sul campo una proiezione di se stesso nella veste di orso) durante le battaglie.[15] Sempre nella saga Hrólfs saga kraka ok kappa hans c'è anche un altro personaggio che è riconducibile a Beorn: Bjorn (o Bjarni), padre di Bödvar Bjarki, che è un uomo in grado di trasformarsi di giorno in un orso e di notte in un uomo a seguito di una maledizione.[17]

Shippey, però, deduce che Tolkien si fosse ispirato probabilmente anche al personaggio di Beowulf per ideare Beorn. Tale deduzione deriva da una delle tante traduzioni del nome Beowulf, ovvero "lupo delle api" (inglese moderno bee-wolf), e che quindi fosse un kenning per "orso"[18]. Sia le api che l'orso sono, appunto, due chiarissimi riferimenti a Beorn.[15]

Nella battaglia dei cinque eserciti, Beorn si trasforma in orso per contrastare le truppe degli orchi. In questa occasione Beorn pare assai simile ai berserker delle leggende norrene, ovvero uomini furiosi che combattevano senza armatura ed erano paragonabili in forza e rabbia ai lupi e agli orsi.[19]

La casa di Beorn[modifica | modifica sorgente]

La casa di Beorn si trova tra le Montagne Nebbiose e Bosco Atro. Tolkien la descrive con molta attenzione. All'entrata, la casa è circondata da un'alta siepe spinosa nella quale si apre un alto e largo cancello di legno. Nel lato meriodionale della siepe ci sono file di arnie con il tetto di paglia e a forma di campana che ospitano le gradi api che Beorn alleva diligentemente. Dal cancello parte un viottolo molto largo che conduce ad un cortile, davanti al quale c'è un tronco di quercia dove Beorn spacca solitamente la legna. All'interno della casa c'è una grande sala con un camino al centro e un'apertura nel tetto e una piccola porta che conduce ad una veranda che è esposta a sud e d sul giardino fiorito di Beorn.

La sala di Beorn è una tipica sala germanica e Tolkien stesso la disegnò.[20]

Adattamenti[modifica | modifica sorgente]

Il personaggio e tutti gli eventi che lo vedevano implicato nel libro sono stati tagliati nel film Lo Hobbit del 1977, diretto e prodotto da Jules Bass e Arthur Rankin Jr..

Nella trilogia de Lo Hobbit diretta da Peter Jackson, il ruolo di Beorn è interpretato da Mikael Persbrandt[21]. Il personaggio compare a partire dal secondo film della saga, Lo Hobbit - La desolazione di Smaug. La raffigurazione di Beorn è diversa dal romanzo: non ha una barba e lunghi capelli scuri, ma ha una folta chioma ispida dalla testa fin giù sulla schiena di colore chiaro[22].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit, op. cit., Capitolo 7 - "Strani alloggi", p. 137.
  2. ^ J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit, op. cit., Capitolo 7 - "Strani alloggi", pp. 137-138.
  3. ^ a b c d e f g J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit, op. cit., Capitolo 7 - "Strani alloggi", p. 135.
  4. ^ J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit, op. cit., Capitolo 7 - "Strani alloggi", p. 153.
  5. ^ J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit, op. cit., Capitolo 7 - "Strani alloggi", p. 140.
  6. ^ J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit annotato, op. cit., pp. 164-165.
  7. ^ J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit, op. cit., Capitolo 7 - "Strani alloggi", p. 136.
  8. ^ J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit, op. cit., Capitolo 7 - "Strani alloggi", pp. 137-156.
  9. ^ J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit, op. cit., Capitolo 18 - "Il viaggio di ritorno", pp. 325-326.
  10. ^ J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit, op. cit., Capitolo 18 - "Il viaggio di ritorno", pp. 328-330.
  11. ^ J.R.R. Tolkien, Lettere, op. cit., no. 144.
  12. ^ J.R.R. Tolkien, La Compagnia dell'Anello, op. cit., Capitolo II (libro II) - "Il Consiglio di Elrond", p. 312.
  13. ^ The History of The Hobbit, The History of The Hobbit: Volume I: Mr. Baggins.
  14. ^ The History of The Hobbit, The History of The Hobbit: Volume I: Mr. Baggins, p. 467.
  15. ^ a b c Tom Shippey, The Road to Middle-earth (prima edizione), p. 91, ISBN 0-618-25760-8
  16. ^ The History of The Hobbit, The History of The Hobbit: Volume I: Mr. Baggins, pp. 256-257.
  17. ^ J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit annotato, op. cit., p. 165.
  18. ^ Antologia Anglosassone in Prosa e in Versi, Henry Sweet, Clarendon Press, 1884; pagina 202.
  19. ^ J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit annotato, op. cit., p. 349.
  20. ^ J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit, op. cit., Capitolo 7 - "Strani alloggi", p. 141.
  21. ^ (EN) TORN EXCLUSIVE: CATE BLANCHETT, KEN STOTT, SYLVESTER MCCOY, MIKAEL PERSBRANDT JOIN CAST OF PETER JACKSON'S "THE HOBBIT", 7 dicembre 2010. URL consultato il 7 dicembre 2010.
  22. ^ Lo Hobbit: la Desolazione di Smaug, la prima immagine di Beorn, 10 agosto 2013. URL consultato il 22 settembre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) John D. Rateliff, The History of the Hobbit, Part 1: Mr. Baggins, Houghton Mifflin Harcourt, 2007, ISBN 978-0-618-96847-3.
  • (EN) Humphrey (ed.) Carpenter, The Letters of J.R.R. Tolkien, HarperCollins, 1981, 2006, ISBN 0-261-10265-6.
  • J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit, Adelphi, 1989, ISBN 88-459-0688-4.
  • J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, Bompiani, 2000, ISBN 978-88-452-9005-0 .
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