Pungolo

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Pungolo è una lama elfica, trovata da Bilbo nella caverna degli uomini neri nel libro Lo Hobbit, insieme all'altra lama Glamdring (Battinemici) e Orcrist (Fendiorchi). Queste ultime due lame sono chiamate dagli orchi "martello" e "coltello". Tutte queste spade sono di origine elfica e furono forgiate a Gondolin durante la Prima Era.

Benché per gli standard di uomini ed elfi sia da considerarsi poco più di un pugnale, per un Hobbit si può considerare una spada a tutti gli effetti. Bilbo diede Pungolo a Frodo, poco prima della partenza della Compagnia dell'Anello da Gran Burrone. Dopo la sconfitta di Sauron alla fine della Terza Era, Frodo la donò a Samvise Gamgee.

Il nome "Pungolo" venne dato alla spada da Bilbo dopo il suo combattimento coi Ragni Giganti di Bosco Atro, nelle prime versioni però il nome dato alla spada è "pungiglione"[1].

Come tutte le antiche lame elfiche, Pungolo risplende magicamente di una luce azzurrina in caso di presenza di Orchi nelle vicinanze; Gollum, che detesta tutto ciò che è stato fatto dagli Elfi (a causa dell'intrinseca carica di purezza che gli oggetti elfici assorbono dai loro creatori), ha paura di Pungolo. Questo ha aiutato Bilbo nel suo confronto con Gollum sotto la montagna ne Lo Hobbit e, successivamente, anche Frodo grazie al terrore che la lama ispirava a Gollum, è riuscito a domarlo (temporaneamente) ne Il Signore degli Anelli. Pungolo ha la capacità di tagliare facilmente le tele di ragno visto che con ogni probabilità era stato creato proprio per questa necessità da suoi creatori di Gondolin, a quel tempo infatti vi erano numerosi ragni per i boschi lì attorno e risultava quindi più comodo avere uno spadino o pugnale da usare piuttosto che una grande spada. Questa lama è di assoluto terrore per Shelob e tutti i ragni in generale cresciuti nell'oscurità.

Come la cotta in maglia di Mithril è molto leggera, ma è estremamente affilata; consegnandola a Frodo, Bilbo la conficca senza sforzo apparente dentro un legno massello, e la riestrae senza difficoltà benché sia ultracentenario[2].

Adattamenti[modifica | modifica sorgente]

Pungolo in una scena del film Il ritorno del Re

Nella trasposizione cinematografica dell'opera curata da Peter Jackson Pungolo viene rappresentata con una forma vagamente a foglia (tutte le armi degli elfi nella pellicola hanno una forma che richiama il mondo vegetale) e decorata sulla lama con una scritta in Sindarin: "Maegnas aen estar nin dagnir in yngyl im". Tradotto: " Maegnas ("Pungiglione" in Sindarin) è il mio nome e sono il flagello dei ragni", Inoltre "maeg" in Sindarin significa 'appuntito'.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Nelle due trilogie cinematografiche di Peter Jackson "Pungolo" appare leggermente differente: ne "Lo Hobbit" infatti, a differenza che nel "Signore degli Anelli", l'iscrizione in Sindarin sulla lama non è presente. Questo è interessante perché suggerisce che gli elfi apposero la scritta sulla lama non al momento della sua forgiatura, ma probabilmente mentre Bilbo era a Gran Burrone: o durante il suo viaggio di ritorno nella Contea da Erebor (2942 T.E.), o durante i suoi 17 anni di permanenza qui, dall'abbandono della Contea all'incontro con Frodo (3001-3018 T.E.).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Lo Hobbit, Op. Cit, questo nome è in migliore assonanza col testo dello scontro visto che il povero Bilbo è definito come una mosca che ha sfoderato il proprio pungiglione
  2. ^ dicembre 3018 T.E.
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