Nave (Italia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nave
comune
Nave – Stemma
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Sindaco Tiziano Bertoli[1] (centrosinistra) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 45°35′06″N 10°17′00″E / 45.585°N 10.283333°E45.585; 10.283333 (Nave)Coordinate: 45°35′06″N 10°17′00″E / 45.585°N 10.283333°E45.585; 10.283333 (Nave)
Altitudine 236 m s.l.m.
Superficie 27,12 km²
Abitanti 11 022[2] (31-08-2013)
Densità 406,42 ab./km²
Frazioni Campanile, Cortine, Dernago, Mitria, Monteclana, Muratello, Piazza, Prada, Sacca, San Cesario, San Rocco
Comuni confinanti Botticino, Bovezzo, Brescia, Caino, Concesio, Lumezzane, Serle
Altre informazioni
Cod. postale 25075
Prefisso 030
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017117
Cod. catastale F851
Targa BS
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 547 GG[3]
Nome abitanti navensi
Patrono san Costanzo
Giorno festivo 12 febbraio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Nave
Posizione del comune di Nave nella provincia di Brescia
Posizione del comune di Nave nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Nave (Nàe in dialetto bresciano[4]) è un comune di 11 022 abitanti della provincia di Brescia nella Valle del Garza.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Origine del nome

Secondo quanto riportato dal Mazza (1986), il toponimo proverrebbe dal latino medievale nava, ovverosia conca.[5]

Insediamenti risalenti al Neolitico superiore sono stati individuati alla sinistra del Garza, presso la località Vhò. Tra di essi si sono trovati oggetti in pietra e ceramica con decorazioni del tipo Lagozza di Besnate. È stata inoltre rinvenuta una necropoli romana risalente al I secolo, della quale sono state esplorate decine di tombe a cremazione e numerose epigrafi. In epoca romana, il luogo acquistò rilevanza grazie dal passaggio della strada che collegava Brescia alla Val Sabbia e al Trentino, attraverso il valico di Sant'Eusebio.[5]

La pieve della Mitria sorse nel IX secolo sui resti di un preesistente edificio pagano. Nel 1951 fu riportato alla luce un altorilievo raffigurante un nudo maschile che afferra un leone per le zampe anteriori.[5] Secondo il Begni Redona (1982), il rinvenimento dimostrerebbe la presenza di un sacello connesso al culto mitraico, dalla quale deriverebbe il termine Mitria collegato popolarmente alla pieve stessa[6].

La lavorazione in zona del ferro e della carta risale al XI secolo.[5] La presenza del comune, all'interno del quale veniva eletti dei consoli, è attestata dal Liber Poteris della repubblica comunale di Brescia del 1226.[7] Dal 1270 fu attivo in contrada Campanile il convento domenicano di San Pietro martire, fondato dai fratelli Giovanni e Girardo de Bestino. Esso fu poi assorbito nel 1420 dagli agostiniani di San Giovanni de Foris di Brescia.[5]

Stando all'Estimo Visconteo del 1385, il comune fungeva da capoquadra.[7]

Nel 1439, durante le battaglie fra la Repubblica di Venezia e i Visconti per il controllo del bresciano, il paese subì la violenza delle truppe viscontee comandate dal Piccinino.[5] Con il passaggio del territorio alla Serenissima, la municipalità fu inserita dapprima nella quadra di Lumezzane e in seguito tornò ad essere capoquadra.[7]

Nel luglio 1512 i francesi dell'Aubigny saccheggiarono barbaramente Nave, distintosi nel febbraio precedente, con Valerio Paitone, nella rivolta antifrancese repressa col rovinoso sacco di Brescia. Poco dopo un'epidemia colpì centinaia di navesi, così come avvenne anche nelle pesti del 1577 e del 1630[8].

Il territorio fu coinvolto dalla guerra di successione spagnola. Dal 1701 al 1705, l'esercito franco-spagnolo prima e dalle truppe imperiali di Eugenio di Savoia in seguito, si acquartierarono presso il Garza e la sua valle.[8]

Nel 1797, con l'istituzione dell'effimera Repubblica bresciana, Nave entrò a far parte del Cantone della Garza occidentale. Fu inoltre teatro dello scontro fra le truppe del neonato stato, affiancate da quelle francesi, e quelle controrivoluzionarie della Val Sabbia. Come conseguenza di questo scontro l'archivio comunale fu distrutto da un incendio.[8]

Nel 1859, dopo gli eventi della Seconda guerra di indipendenza italiana entrò a far parte della provincia di Brescia del Regno di Sardegna, dal 1861 divenuto Regno d'Italia.[9] Nel 1927 al comune fu aggregato il territorio del comune di Caino, soppresso con Regio Decreto 11 dicembre 1927, n. 2350). Nel 1956, il Decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1956, n. 88, ripristinò l'autonomia municipale del comune cainese che fu quindi disaggregato.[9]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Pieve della Mitria[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di una costruzione plebana dedicata all'Annunciata. L'attuale fabbrica fu ricostruita nella prima metà del Duecento e ristrutturata alla fine del Quattrocento. Costituisce un incontro tra i gusti gotico e rinascimentale. Contiene affreschi che spaziano dal Duecento a tutto il Cinquecento, alcuni attribuiti al "Maestro di Nave". È presente inoltre una Pietà attribuita a Vincenzo Civerchio.[5]

In precedenza sorgeva un edificio costruito nel IX secolo sulla strada romana per il valico di Sant'Eusebio. Il nome Mitria deriverebbe dal ritrovamento, nel 1951, dell'altorilievo Uomo che lotta con un animale (forse un leone), che fece ipotizzare un luogo sacro a Mitra. La base di un pilone è un blocco di marmo del IV secolo che rappresenta una Fatica di Ercole; vi sono inoltre capitelli reimpiegati.[5]

Parrocchiale di Santa Maria Immacolata[modifica | modifica sorgente]

Edificata nel 1711-30 su disegno di Bernardo Fedrighini da Predore. Oltre alla pala del bolognese Franceschini, vi sono una tela di incerta attribuzione (Grazio Cossali o Antonio Gandino) e dipinti di Pietro Natali e Giulio Motta. Ai lati della parrocchiale due oratori, già sedi di discipline.

Santuario di Santa Maria in Conche[modifica | modifica sorgente]

Sulla cima di San Costanzo, dove nel XII secolo sorse un convento femminile. Di qui nel 1481 fu traslato a Brescia - nonostante la ribellione popolare - il corpo di San Costanzo.

Chiesetta di San Cesario[modifica | modifica sorgente]

Risistemata nel Quattrocento, con un portico laterale nel quale sono frammenti di sculture del sec. VIII e un affresco di fine Quattrocento. Gli stipiti dell'abside sono fatti con parti di una grande iscrizione dedicata al tribuno M. Clodio.

Palazzo Micheletti[modifica | modifica sorgente]

Già Paitoni, sorto tra Quattrocento e Cinquecento, fu residenza della famiglia Paitoni, alla quale appartenne Valerio, morto nella rivolta antifrancese del febbraio 1512.

Altre architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Sono presenti case di costruzione quattrocentesca in via Bologna 38, in contrada Civelle (Ca' Lasa) e in via Monteclana 32 e 103.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[10]

Persone legate a Nave[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1993 2001 Mauro Guerra Partito Democratico della Sinistra Sindaco
2001 2006 Luca Senestrari L'Ulivo Sindaco
2006 2011 Giuseppe Corsini Casa delle Libertà Sindaco
2011 in carica Tiziano Bertoli Partito Democratico Sindaco

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ministero dell'Interno - Elezioni comunali del 15-16 maggio 2011 Nave. URL consultato il 16 maggio 2011.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2013.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Toponimi in dialetto bresciano
  5. ^ a b c d e f g h Mazza (1986), op. cit., p. 265
  6. ^ Pier Virgilio Bagni Redona, Clara Stella, La Pieve della Mitria e il pagus romano di Nave, Brescia, Grafo, 1982. . Citato a sua volta da Mazza (1986).
  7. ^ a b c LombardiaBeniculturali - Comune di Nave (sec. XIII - 1797). URL consultato il 29 settembre 2010.
  8. ^ a b c Mazza (1986), op. cit., p. 266
  9. ^ a b LombardiaBeniculturali - Comune di Nave (sec. 1859 - [1971]). URL consultato il 29 settembre 2010.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Attilio Mazza, Il Bresciano. Vol. II - Le colline e i laghi, Bergamo, Bortolotti, 1986, pp. 265-266.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]