Basilica di Sant'Antonio di Padova
Coordinate: 45°24′05″N 11°52′51″E / 45.401362°N 11.880686°E
| Pontificia Basilica Maggiore di Sant'Antonio di Padova,
anche conosciuta come Basilica del Santo |
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L'esterno della basilica |
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| Località | Padova |
| Religione | Cristiana Cattolica di Rito romano |
| Diocesi | Diocesi di Padova |
| Stile architettonico | Romanico, Gotico, Rinascimentale, Barocco |
| Inizio costruzione | 1232 |
| Completamento | 1310 |
| Sito web | Sito ufficiale |
La Basilica di Sant'Antonio a Padova, conosciuta dai padovani semplicemente come il Santo, è la più importante chiesa della città e una delle più grandi e visitate al mondo. Non è comunque la cattedrale patavina, titolo che spetta al duomo: anzi, il Santo è basilica pontificia. In essa sono custodite le reliquie di sant'Antonio di Padova.
La piazza antistante ospita il monumento equestre al Gattamelata di Donatello. Donatello realizzò anche le sculture bronzee (Crocifisso della basilica del Santo, statue e formelle di varie dimensioni) che il Boito ha collocato sull'altare maggiore da lui progettato.
A tutt'oggi la chiesa è una delle sole 4 appartenenti allo Stato Vaticano e non site nella capitale, ed è soggetta alla sua giurisdizione. Tra le altre ricordiamo il Pontificio Santuario della Beata Vergine Maria del Santo Rosario di Pompei, la Basilica della Santa Casa a Loreto in provincia di Ancona, la Basilica di San Francesco ad Assisi in provincia di Perugia.
Indice |
[modifica] Storia
Il corpo del santo era stato sepolto, come da suo desiderio, nella chiesetta di Santa Maria Mater Domini, accanto al convento da lui fondato nel 1229. È questa chiesa il nucleo da cui parte la costruzione della Basilica che la ingloba come Cappella della Madonna Mora. La costruzione della basilica comincia probabilmente già nel 1232, un anno dopo la morte di sant'Antonio da Padova, e si protrae fino al 1310. Modifiche all'assetto della Basilica si prolungano fino al XV secolo, con un forte impulso dopo l'incendio e conseguente crollo di un campanile nel 1394. I lavori del XV secolo includono il rialzamento del deambulatorio e il riassetto del coro, con la costruzione di una nuova cortina.
Pietro Lombardo figlio di ser Martino da Carona, scultore e architetto, all'età di 29 anni nel 1464 è attivo nella Basilica del Santo ove scolpisce in stile rinascimentale il monumento di Antonio Roselli e nel 1467 la lapide sepolcrale di Jacopo Pavini. Nel corso del 900 vengono affrescate le cappelle laterali.
[modifica] Architettura
È caratterizzata da una perfetta armonizzazione di diversi stili: la facciata a capanna romanica; i contrafforti che si sviluppano fino a diventare archi rampanti che, in parallelo, scandiscono con regolarità lo spazio e le cupole in stile bizantino. I campanili richiamano, poi, quelli di San Marco a Venezia, ma è, del resto, tutto lo spazio coinvolto ad essere bizantino, con la mediazione di Venezia.
Il chiostro del Capitolo ospita interessanti tombe di docenti dell'Università di Padova, fra cui quelle di Bonjacopo Sanvito e Raniero degli Arsendi.
[modifica] Interno
[modifica] Altare maggiore
| Per approfondire, vedi la voce Altare di Sant'Antonio da Padova. |
Nell'altare maggiore Donatello realizzò sette statue a tutto tondo rappresentanti la Madonna col Bambino, i santi Antonio, Giustina, Daniele e Prosdocimo.
[modifica] Cappella delle Reliquie o del Tesoro
Opera dello scultore genovese Filippo Parodi (XVII secolo), contiene il tesoro della basilica, composto da numerose reliquie, tra cui sono degni di nota, per la devozione di cui sono oggetto e per la bellezza dei reliquiari, la reliquia del Mento di Sant'Antonio, e la Reliquia della Lingua incorrotta del Santo. Sono presenti inoltre numerose preziose suppellettili liturgiche (calici, pissidi, patene, messali). In apposite teche di vetro sono esposti i resti della ricognizione del corpo del Santo effettuata nel gennaio 1981 (frammenti della tonaca del Santo, le casse in legno contenenti le ossa del Santo - poi ricomposte nella tomba in un'urna di vetro - , i drappi avvolgenti le casse, un'iscrizione del 1263 attestante la prima traslazione del corpo del Santo).
Il 10 ottobre 1991 la reliquia del mento fu rubata nottetempo da tre banditi mascherati; fu in breve tempo ritrovata intatta e da allora è nuovamente visibile nella cappella; il furto fu quasi certamente opera della Mala del Brenta.
[modifica] Cappella e Altare della Tomba
Sorge su una piattaforma posta sopra sette gradini. È opera di Tiziano Aspetti (1607), ed è caratterizzato da tre statue: quella di sant'Antonio al centro, affiancata da quella di san Bonaventura e di san Ludovico di Tolosa, che furono vescovi francescani.
Dietro all'altare, insistono nove bassorilievi in marmo, opera di scultori diversi, tra cui Antonio Minello, Giovanni Rubino, Silvio Cosini, Danese Cattaneo, Girolamo Campagna, Jacopo Sansovino, Tullio Lombardo, Antonio Lombardo, Giovanni Maria Mosca, Pier Paolo Stella, e comunque cronologicamente collocabili nel XVI secolo.
Nella parte superiore dell'entrata della cappella vi sono cinque nicchie con le statue di santa Giustina, San Giovanni Battista, san Daniele, San Prosdocimo e sant'Antonio; le sculture sono opera di Giovanni Minello, Giacomo Fantoni, Severo Calzetta e Sebastiano da Lugano.
[modifica] Cappella di San Giacomo o San Felice
| Per approfondire, vedi le voci Cappella di San Giacomo (Padova) e Affreschi della Cappella di San Giacomo. |
Si trova lungo la navata laterale destra, dirimpetto alla cappella di Sant'Antonio. Commissionata da Bonifacio Lupi nel 1372, è stata costruita da Andriolo de Santi e decorata da Altichiero e Jacopo Avanzi.
Nella cantoria sopra la cappella è visibile il canneggio del grande organo di tre tastiere costruito nel 1929 dalla ditta Mascioni.
[modifica] Organo
Nella basilica si trova l'organo a canne Mascioni opus 417, costruito nel 1929 e restaurato nel 2011. A trasmissione pneumatica, ha tre tastiere di 61 note ciascuna ed una pedaliera concavo-radiale di 32. La sua disposizione fonica è la seguente:
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[modifica] Filmografia
Nel film La lingua del santo di Carlo Mazzacurati, due ladruncoli si introducono di notte nella basilica e rubano quasi per caso da una teca la lingua di sant'Antonio, per poi chiedere un forte riscatto.
[modifica] Bibliografia
- Sibilia A., L'iconografia degli affreschi della cappella di San Giacomo al Santo: analisi e ipotesi alternative, in Atti del convegno internazionale Cultura Arte e Committenza al Santo nel Trecento, Padova, Basilica del Santo, 24-26 maggio 2001, consultabile anche in rete
[modifica] Voci correlate
- Cappella Musicale della Basilica del Santo
- Pontificia Biblioteca Antoniana
- Monumento equestre al Gattamelata
- Donatello
- Pietro Lombardo
- Tiziano Aspetti
- Placido Cortese
- Pietro Annigoni
[modifica] Altri progetti
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