Pietro Annigoni

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Pietro Annigoni

Pietro Annigoni (Milano, 7 giugno 1910Firenze, 28 ottobre 1988) è stato un pittore italiano, soprannominato dalla stampa del suo tempo, "Il pittore delle regine".

La tomba di Annigoni al cimitero delle Porte Sante a Firenze
Meldola (FO), 1966: Annigoni riceve una caveja in ferro battuto da Tonino Simoncelli, organizzatore della mostra, alla presenza del sindaco Aurelio Strada.

Attività artistica[modifica | modifica wikitesto]

Nell 1925 inizia a studiare presso l'Accademia di belle arti di Firenze con i professori Carena e Graziosi, perfezionando gli studi con lunghi viaggi, anche all'estero.

La sua prima mostra personale viene allestita nel 1932, presso palazzo Perroni. Fin dall'inizio si caratterizza per una pittura fedele alla realtà.

Durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, la famiglia Annigoni con Pietro fu riparata ed accolta in casa di Alido Michelozzi a Serravalle Pistoiese.

Nel 1947 con Gregorio Sciltian e i fratelli Xavier e Antonio Bueno, è tra i firmatari del manifesto dei Pittori moderni della realtà. Servendosi con grande maestria dell'uso di antiche tecniche pittoriche (famose le sue tempere grasse) partorite dal Rinascimento, costruisce il suo percorso artistico in netto in contrasto con gli stili pittorici propri del Modernismo e del Postmodernismo in auge negli anni della sua attività. Resta fedele al Realismo sino alla morte.

Una tale predilezione per il vero, lo pone velocemente in risalto nel campo della ritrattistica, dove chiaramente il committente vuol potersi riconoscere. La fama cresce negli ambienti nobiliari d'Italia. Nel 1949 si sposta in Inghilterra, dove dipinge numerosi ritratti dei reali inglesi e di altri personaggi celebri, sino a che, nel 1955 riceve la commissione di un ritratto per Elisabetta II. (National Portrait Gallery, Londra). Accetta, dopo aver concordato, per l'esecuzione, una serie di pose in studio. Ne riceverà grande notorietà. Egualmente rilevanti, ma forse meno noti, quelli eseguiti per Papa Giovanni XXIII, John Fitzgerald Kennedy, Principe Filippo, Principessa Margaret, Lord Moran, Alcide De Gasperi e molti altri.

Nonostante sia ricordato come "Il pittore delle regine", ebbe grande predilezione nel ritrarre "persone meno agiate", in cui era abile nel descriverne fedelmente tanto l'aspetto esteriore quanto l'interiore. [1]

Dal 1966 al 1988, la sua attività si caratterizza per un susseguirsi di mostre prestigiose, fra cui molte alla Royal Academy di Londra, mentre in Italia si ricordano, per il notevole successo ottenuto, quelle di Milano (Galleria Cortina, 1968, e Galleria Levi, 1971). Fra un'esposizione e l'altra, non manca di dedicarsi ad una delle sue grandi passioni: L'arte dell'affresco.

Affreschi presenti:

Nella cupola è affrescata la morte di Santa Scolastica, la morte di San Benedetto, la visione di San Benedetto.

Nei pennacchi della cupola, vi ha raffigurato le allegorie dei voti monastici: la castità con in mano la lampada; la stabilità con l'ancora e la colonna; la povertà che si appoggia alla croce e lascia cadere il denaro; l'obbedienza (il cui bozzetto originale è nel museo) in atteggiamento d'ascolto.

Nella chiesa di San Lorenzo in Firenze è presente una Pala d'altare raffigurante San Giuseppe lavoratore col Bambino. Altra tavola raffigurante, invece, l'abate Desiderio che riceve la regola da san Benedetto, si trova nella navata sinistra della Basilica di Montecassino, dove sono conservate le spoglie dello stesso Papa Vittore III.

A Dovadola, nell'Appennino forlivese, si trova un suo ritratto di Benedetta Bianchi Porro nel Museo a lei dedicato.

Una delle sue opere più importanti è il ciclo pittorico della Chiesa parrocchiale di S. Michele Arcangelo a Ponte Buggianese. Vi ha lavorato dal 1967 sino alla morte, con l'aiuto di vari allievi. Nel 2008 è stato aperto a villa Bardini a Firenze il "Museo Pietro Annigoni".

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 14 novembre 1975[2]
Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 2 ottobre 1968[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Esempio ne è il ritratto di Cinciarda, un barbone che frequentava il suo studio di Firenze nel periodo della seconda guerra mondiale.
  2. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  3. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

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