Farah Pahlavi

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Farah Pahlavi
L'Imperatrice Farah Pahlavi dell'Iran in una fotografia scattata in occasione di una visita del Presidente degli U.S.A. Richard Nixon a Teheran, il 30 maggio 1972
L'Imperatrice Farah Pahlavi dell'Iran in una fotografia scattata in occasione di una visita del Presidente degli U.S.A. Richard Nixon a Teheran, il 30 maggio 1972
Imperatrice consorte dell'Iran
In carica 26 ottobre 1967 – 11 febbraio 1979
Incoronazione 26 ottobre 1967
Regina consorte dell'Iran
In carica 21 dicembre 1959 – 26 ottobre 1967
Nascita Teheran,[1] Iran, 14 ottobre 1938 (75 anni)
Dinastia Dinastia Pahlavi
Padre Sohrab Diba
Madre Farideh Ghotbi
Consorte Mohammad Reza Pahlavi
Figli Reza, Principe Ereditario dell'Iran
Principessa Farahnaz dell'Iran
Principe Ali-Reza dell'Iran
Principessa Leila dell'Iran
Religione Sciismo
Firma Farah Pahlavi signature.svg

Farah Pahlavi, in persiano فرح دیبا (Teheran, 14 ottobre 1938), nata Farah Diba, è la vedova di Mohammad Reza Pahlavi, Shah dell'Iran, ed ex Imperatrice (Shahbanou) del moderno Iran. Anche se i titoli e le distinzioni della famiglia imperiale iraniana in Iran sono stati aboliti dal governo islamico, è ancora formalmente Imperatrice (Shahbanou) per i media stranieri. Alcuni paesi come gli Stati Uniti d'America, Danimarca, Spagna e Germania si riferiscono ancora all'ex Imperatrice come Sua Maestà Imperiale Shahbanou dell'Iran nei documenti ufficiali, ad esempio nelle liste degli ospiti per le nozze reali.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Infanzia[modifica | modifica sorgente]

Nata il 14 ottobre 1938 a Tehran da una famiglia di alta borghesia, fu l'unica figlia del capitano Sohrab Diba e sua moglie, Farideh Ghotbi. Sua madre era originaria della regione Gilan (Lahijan) mentre suo padre, che morì quando era ancora bambina, un funzionario imperiale alla corte dei Pahlavi e originario di un'aristocratica famiglia dell'Azerbaijan iraniano.

Da parte di suo padre, Farah proveniva da un ambiente relativamente benestante. Alla fine del XIX secolo il nonno era stato un diplomatico affermato, in carica come ambasciatore iraniano alla Corte Romanov a Mosca, Russia. Suo padre era un ufficiale delle Forze Armate iraniane imperiali e laureato alla prestigiosa Accademia Militare Francese a St. Cyr.

Istruzione e matrimonio[modifica | modifica sorgente]

La futura imperatrice studiò presso la Scuola Italiana di Tehran fino all'età di sei anni, per poi trasferirsi alla scuola francese Ecole Joan d'Arc di Teheran, e in seguito, nel 1957, all'École Spéciale d'Architecture a Parigi, dove il medico Albert Besson fu uno dei suoi insegnanti.

All'epoca la maggior parte degli studenti iraniani che studiava all'estero lo faceva tramite sovvenzioni statali. Perciò, quando lo Scià Mohammad Reza Pahlavi, come capo di Stato, faceva visite ufficiali all'estero, voleva incontrare la rappresentanza dei migliori studenti iraniani. Fu durante un incontro nel 1959 presso l'Ambasciata Iraniana a Parigi, che Farah Diba fu presentata a Mohammad Reza Pahlavi.

Dopo il ritorno a Teheran nell'estate del 1959 iniziò il corteggiamento tra lo Scià e Farah Diba. La coppia annunciò il fidanzamento il 23 novembre 1959.

Fu la terza moglie dello Scià. Dal matrimonio nacquero quattro figli:

  • S.A.I. il Principe ereditario Reza Pahlavi (30 ottobre 1960 - /)
  • S.A.I. la Principessa Farahnaz Pahlavi (12 marzo 1963 - /)
  • S.A.I. il Principe Alì Reza Pahlavi (28 aprile 1966 - 4 gennaio 2011)
  • S.A.I. la Principessa Leila Pahlavi (27 marzo 1970 - 10 giugno 2001)

Contributi per l'arte e la cultura in Iran[modifica | modifica sorgente]

Anche dopo il matrimonio e la sua incoronazione, l'imperatrice ha continuato a essere attiva nel campo dell'arte e della cultura. Diede diversi importanti contributi per rivitalizzare la scena culturale contemporanea dell'Iran ed è stata determinata nel creare diversi centri culturali e istituzioni, tra cui l'Istituto per lo sviluppo intellettuale dei bambini e dei giovani adulti (IIDCYA), il Museo di Arte Contemporanea di Teheran, e molto altro ancora.

La Rivoluzione e l'esilio[modifica | modifica sorgente]

Non ci volle molto perché la Rivoluzione islamica avesse l'effetto desiderato dagli ayatollah, abbattendo la monarchia che era la forma istituzionale che governava l'Iran ormai da quasi 2000 anni ininterrottamente. L'imperatrice accompagnò il marito, seguendolo in esilio il 16 gennaio del 1979.

La coppia imperiale andò prima in Egitto, girando poi il mondo: Marocco, le Bahamas, Messico, Stati Uniti e Panamá, prima di tornare nuovamente nel paese delle piramidi, dove rimase fino alla morte dello Scià, il 27 luglio 1980. Alcuni anni dopo, l'ex sovrana acquistò una casa a Greenwich, in Connecticut, dove visse sino alla morte della figlia, la principessa Leila. In seguito Farah si trasferì a Potomac, nel Maryland, per stare vicina al figlio, il principe Reza, e ai suoi nipoti. Ora l'ex imperatrice divide il suo tempo tra Washington, New York, Parigi e il Cairo, dove è proprietaria di un palazzo. Farah ancora oggi si batte per cercare di riportare la libertà in Iran, cercando di "cancellare il regime degli Ayatollah".

Nel 2003 ha scritto un libro sul suo matrimonio intitolato "La mia vita con lo Scià", che è stato un best-seller in Europa con ampia eco mediatica.

Nel 2008 è protagonista del film documentario The queen and I della regista iraniana Nahid Persson.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Trattamenti di
Farah
Stemma
Imperatrice d'Iran
Trattamento di cortesia Sua Maestà Imperiale
Trattamento colloquiale Vostra Maestà Imperiale
Trattamento alternativo Ma'am
I trattamenti d'onore

Onorificenze iraniane[2][modifica | modifica sorgente]

Gran Maestro e Dama di I Classe dell'Ordine delle Pleiadi - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Dama di I Classe dell'Ordine delle Pleiadi
— 21 dicembre 1959
Gran Maestro e Dama di I Classe dell'Ordine di Aryamehr - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Dama di I Classe dell'Ordine di Aryamehr
— 26 settembre 1967
Medaglia dell'Investitura dell shah Mohammad Reza Pahlavi - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia dell'Investitura dell shah Mohammad Reza Pahlavi
— 26 ottobre 1967
Medaglia commemorativa per il 2500º anniversario dell'impero persiano - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa per il 2500º anniversario dell'impero persiano
— 14 ottobre 1971
Medaglia commemorativa della celebrazione per il 2500º anniversario dell'impero persiano - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della celebrazione per il 2500º anniversario dell'impero persiano
— Persepoli, 15 ottobre 1971

Onorificenze straniere[2][modifica | modifica sorgente]

Dama di Gran Croce dell'Ordine del liberatore San Martín (Argentina) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine del liberatore San Martín (Argentina)
— Maggio 1965
Grande Stella dell'Ordine al Merito della Repubblica Austriaca (Austria) - nastrino per uniforme ordinaria Grande Stella dell'Ordine al Merito della Repubblica Austriaca (Austria)
— 1965
Dama di Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo (Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo (Belgio)
— 17 novembre 1964
Dama di Gran Croce dell'Ordine Nazionale della Croce del Sud (Brasile) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine Nazionale della Croce del Sud (Brasile)
— 3 maggio 1965
Dama dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca) - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca)
— 3 maggio 1963
Dama di Gran Croce della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce della Legion d'Onore (Francia)
— 16 ottobre 1963
Dama di I classe dell'Ordine della Corona Preziosa (Giappone) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di I classe dell'Ordine della Corona Preziosa (Giappone)
— 1968
Dama di Gran Croce dell'Ordine della Regina di Saba (Impero d'Etiopia) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine della Regina di Saba (Impero d'Etiopia)
— 14 settembre 1964
Dama di Gran Croce decorata di Gran Cordone dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce decorata di Gran Cordone dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Italia)
— 15 dicembre 1974[3]
Grande Stella dell'Ordine della Stella jugoslava (Jugoslavia) - nastrino per uniforme ordinaria Grande Stella dell'Ordine della Stella jugoslava (Jugoslavia)
— 3 giugno 1966
Dama dell'Ordine della Corona del Reame (Malesia) - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine della Corona del Reame (Malesia)
— Febbraio 1968
Dama di Gran Croce dell'Ordine Reale Norvegese di Sant'Olav (Norvegia) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine Reale Norvegese di Sant'Olav (Norvegia)
— 8 gennaio 1965
Dama di Gran Croce dell'Ordine del Leone dei Paesi Bassi (Paesi Bassi) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine del Leone dei Paesi Bassi (Paesi Bassi)
— 26 settembre 1963
Dama dell'Ordine del Sorriso (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine del Sorriso (Polonia)
Classe speciale della Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Federale Tedesca (Repubblica Federale Tedesca) - nastrino per uniforme ordinaria Classe speciale della Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Federale Tedesca (Repubblica Federale Tedesca)
— 1967
Dama di Gran Croce dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna)
— 8 ottobre 1969[4]
Membro dell'Ordine dei Serafini (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria Membro dell'Ordine dei Serafini (Svezia)
— 29 aprile 1960
Dama dell'Ordine della Casata Reale di Chakri (Thailandia) - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine della Casata Reale di Chakri (Thailandia)
— 22 gennaio 1968
Dama di Gran Cordone dell'Ordine dell'Indipendenza (Tunisia) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Cordone dell'Ordine dell'Indipendenza (Tunisia)
— 15 marzo 1965

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The life and times of the Shah - Google Books, Books.google.com. URL consultato l'11 giugno 2011.
  2. ^ a b Royal Ark
  3. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  4. ^ Bollettino Ufficiale di Stato

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Imperatrice dell'Iran Successore Imperial Standard of the Shahbanou of Iran.svg
Soraya dal 1959 al 1979 Nessuno

Controllo di autorità VIAF: 97805584