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Sua Maestà l'Imperatrice Farah Pahlavi dell'Iran in una fotografia scattata in occasione di una visita del Presidente degli U.S.A.
Richard Nixon a
Teheran, il
30 maggio 1972
Farah Pahlavi, in persiano فرح دیبا (Tehran, 14 ottobre 1938), è stata la terza consorte dell'ultimo Scià dell'Iran Mohammad Reza Pahlavi ed è stata l'ultima Imperatrice della Persia (l'attuale Iran).
Anche se i titoli nobiliari e i privilegi della famiglia imperiale persiana sono stati legalmente aboliti dal nuovo governo repubblicano, Farah ha sempre mantenuto il suo titolo onorifico di Shahbanou (Imperatrice) dell'Iran, di fronte ai mass media e agli ancora numerosi sostenitori della monarchia.
Nata a Tehran da una famiglia di origini azero-persiane, era l'unica figlia di Sohrab Diba e sua moglie, Farideh Ghotbi. Sua madre era originaria di Gilan mentre suo padre, che morì quando era ancora bambina, fu un funzionario imperiale alla corte dei Pahlevi, originario di una aristocratica famiglia dell'Azerbaijan iraniano. Sohrab Diba era uno dei quattro figli di Mehdi Diba, un seyyed, ovvero un discendente diretto del profeta Maometto.
[modifica] Istruzione e matrimonio
La futura imperatrice studiò dapprima in un istituto privato italiano fino all'età di sei anni quando passò alla scuola francese Ecole Joan d'Arc di Teheran, ed in seguito, nel 1957, all'École Spéciale d'Architecture a Parigi, dove il medico Albert Besson fu uno dei suoi insegnanti. Mentre era ancora studentessa, venne abilmente introdotta a corte dopo il ripudio della regina Soraya da parte dello Scià, al fine di fargli conoscere l'imperatore e farla diventare la sua nuova consorte. Il piano del primo ministro Zahedi, ex generale dell'esercito imperiale, ebbe successo, Pahalevi e Farah si sposarono il 21 marzo 1959.
Dal matrimonio nacquero quattro figli, tra cui il tanto desiderato erede al trono:
- S.A.I. il Principe ereditario Reza Ciro Pahlavi (30 ottobre 1960 - /)
- S.A.I. la Principessa Farahnaz Pahlavi (12 marzo 1963 - /)
- S.A.I. il Principe Alì Reza Pahlavi (28 aprile 1966 - 4 gennaio 2011)
- S.A.I. la Principessa Leila Pahlavi (27 marzo 1970 - 10 giugno 2001)
[modifica] Contributi per l'arte e la cultura in Iran
Anche dopo il matrimonio e la sua incoronazione, l'imperatrice ha continuato ad essere attiva nel campo dell'arte e della cultura. Diede diversi importanti contributi per rivitalizzare la scena culturale contemporanea dell'Iran ed è stata determinata nel creare diversi centri culturali e istituzioni, tra cui l'Istituto per lo sviluppo intellettuale dei bambini e dei giovani adulti (IIDCYA), il Museo di Arte Contemporanea di Teheran, e molto altro ancora.
[modifica] La Rivoluzione e l'esilio
Non ci volle molto perché la Rivoluzione iraniana avesse l'effetto desiderato dagli ayatollah, abbattendo la monarchia che era la forma istituzionale che governava l'Iran ormai da quasi 2000 anni ininterrottamente. L'imperatrice accompagnò il marito, seguendolo in esilio il 16 gennaio del 1979.
La coppia imperiale andò prima in Egitto, girando poi il mondo: Marocco, le Bahamas, Messico, Stati Uniti e Panama, prima di tornare nuovamente nel paese delle piramidi, dove rimase fino alla morte dello Scià, il 27 luglio 1980. Alcuni anni dopo, l'ex sovrana acquistò una casa a Greenwich, in Connecticut, dove visse sino alla morte della figlia, la Principessa Leila. In seguito Farah si trasferì a Potomac, Maryland, per essere vicina al figlio, il principe Reza Ciro, e ai suoi nipoti. Ora l'ex imperatrice divide il suo tempo tra Washington, New York, Parigi e il Cairo, dove è proprietaria di un palazzo. Farah ancora oggi si batte per cercare di portare suo figlio sul trono dell'Iran, riconsegnando il paese alla monarchia e cancellando il "regime degli Ayatollah".
Nel 2003 ha scritto un libro sul suo matrimonio intitolato "La mia vita con lo Scià", che è stato un best-seller in Europa con ampia eco sulle riviste e nei salotti televisivi.
[modifica] Onorificenze iraniane
[modifica] Onorificenze straniere
- ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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