Reza Ciro Pahlavi

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Reza Pahlavi
Rezapahlavi.jpg
Pretendente al trono d'Iran
Stemma
Predecessore Mohammad Reza Pahlavi
Erede Ali-Patrick Pahlavi
Nome completo Reza Ciro Pahlavi
Trattamento Pretendente al trono d'Iran
Nascita Teheran, 31 ottobre 1960
Dinastia Pahlavi
Padre Mohammad Reza Pahlavi
Madre Farah Diba
Consorte Yasmine Etemad-Amini
Figli Noor, Iman, Farah
Religione Islam sciita duodecimano
Motto "Giustizia mi chiede, chi mi giudicherà"
(farsi: مرا داد فرمود و خود داور است , motto della dinastia Pahlavi)

Reza Pahlavi (farsi: رضا پهلوی Rezā Pahlavi, nato Reza Ciro Pahlavi[1][2][3][4][5][6][7][8]; Teheran, 31 ottobre 1960) è, per i monarchici iraniani, il principe ereditario e pretendente al trono dell'Iran; è il figlio maggiore dell'ultimo Scià Mohammad Reza Pahlavi e della sua terza moglie Farah Diba. Nel 1979 ha lasciato l'Iran, al momento della Rivoluzione iraniana e ha vissuto in esilio da allora. Cittadino americano, risiede a Potomac, nel Maryland. Tra i monarchici iraniani è conosciuto anche come Reza II[9].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Reza Pahlavi è nato a Teheran. Ha tre sorelle e un fratello: la Principessa Farahnaz Pahlavi (12 marzo 1963), il Principe Ali-Reza Pahlavi (28 aprile 1966 - 4 gennaio 2011), la Principessa Leila Pahlavi (27 marzo 1970 - 10 giugno 2001), la Principessa Shahnaz Pahlavi (27 ottobre 1940), sorellastra.

Ha lasciato l'Iran all'età di 17 anni per la formazione dell'Aeronautica Militare. Con la monarchia rovesciata e la Repubblica Islamica instaurata, Reza Pahlavi non è più ritornato in Iran, a causa della repressione del dissenso dura come quella dello Scià. Ha conseguito un diploma di bachelor in scienze politiche dalla University of Southern California. È un pilota di caccia a reazione: ha completato la United States Air Force Training Program presso l'ex Reese Air Force Base in Lubbock, Texas. Durante la guerra Iran-Iraq, Reza Pahlavi si è detto disponibile per servire in Iran come pilota da caccia, ma è stato rifiutato dal regime clericale. Reza Pahlavi ha scritto tre libri sulla situazione dell'Iran.

Famiglia[modifica | modifica sorgente]

Reza ha sposato Yasmine Etemad-Amini il 12 giugno 1986. Yasmine, laureata alla George Washington University School of Law, ha lavorato per dieci anni come avvocato per il Children's Law Center, come legale per i giovani a rischio. Yasmine fondò anche la Fondazione per i bambini dell'Iran nel 1991, un ente no-profit che fornisce servizi di assistenza sanitaria ai bambini iraniani o bambini di origine iraniana. Reza Pahlavi e sua moglie Yasmine hanno tre figlie: Noor (nata il 3 aprile 1992), Iman (nata il 12 settembre 1993) e Farah (nata il 17 gennaio 2004).

Il principe Reza Ciro a tredici anni

Politica[modifica | modifica sorgente]

Reza Pahlavi ha usato il suo profilo d'alto rango come iraniano all'estero per la campagna politica per i diritti umani, democrazia e unità tra gli iraniani in Iran e all'estero. Sul suo sito si chiede una separazione tra religione e stato in Iran e per le elezioni libere e giuste "per tutti gli individui che amano la libertà e le ideologie politiche". Egli esorta tutti i gruppi dedicati a un programma democratico a lavorare insieme per un laico e democratico governo iraniano. Pahlavi ha usato i media per sollecitare l'Iran teocratico ad accettare un referendum che utilizza gli standard internazionali verificabili in modo indipendente e meccanismi di osservazione. Egli ha anche invitato gli iraniani a impegnarsi in una campagna di mobilitazione non violenta di disobbedienza civile, a partire da non-partecipazione alle elezioni della repubblica islamica (elezioni che egli considera "antidemocratiche"), seguita da manifestazioni pacifiche e scioperi. Egli è, tuttavia, un oppositore di qualsiasi intervento militare straniero per un cambiamento di regime in Iran, ritenendo che il popolo iraniano da solo ha il potere di portare avanti il cambiamento nel sistema di governo e la società.[10]

Diritti umani[modifica | modifica sorgente]

Il principe Reza Pahlavi al Cairo nel 1980

Il 27 marzo 2010, Reza Pahlavi è stato invitato dalla Società internazionale dei diritti umani a Bonn, in Germania, per parlare della sfida di attuazione della democrazia e dei diritti umani in Iran; un campione estratto da questo discorso è il seguente:

« ... La democrazia e i diritti umani per Iran non sono solo uno slogan, sono la nostra unica speranza per la salvezza e l'elemento fondamentale che porterà stabilità politica a lungo termine, nonché per mettere il nostro paese ora arretrato sulla strada della modernità, del progresso e della prosperità . Gli iraniani hanno fatto molta strada, soprattutto in quest'ultimo secolo. Noi abbiamo pagato un prezzo pesante per apprendere questi preziosi insegnamenti. In quanto tali, siamo più forti come società e, forse, più chiari nella nostra visione collettiva di un futuro migliore. »

Si è fortemente espresso più volte contro il regime islamico. Sul nucleare iraniano ha dichiarato: "Nella peggiore delle ipotesi, i tiranni fanatici, che sanno che il futuro è contro di loro, possono terminare il loro corso attuale alle loro condizioni: un olocausto nucleare".

Pahlavi ha difeso l'azione di secolarizzazione e occidentalizzazione del padre, pur riconoscendone gli errori politici, nonché gli eccessi della SAVAK, la polizia politica segreta dello Scià.[11]

Ruolo nella monarchia[modifica | modifica sorgente]

Seguendo una linea di dinastie monarchiche persiane che risalgono a 3000 anni, la dinastia Pahlavi è stata fondata all'inizio del XX secolo. La rivoluzione del 1979 ha portato alla sostituzione della monarchia costituzionale iraniana con una repubblica islamica. Anche se attualmente vive in esilio, alcuni iraniani considerano ancora Pahlavi come l'attuale Scià titolare di Persia. Il suo titolo ufficiale completo era: Sua Altezza Imperiale il principe ereditario d'Iran Reza Ciro Pahlavi di Persia. Dopo la morte di suo padre nel 1980 (un anno dopo la destituzione) Mohammad Reza, Pahlavi simbolicamente si è dichiarato "Shahanshah" (letteralmente, Re dei Re in persiano) all'età di 21 anni, ma ora i suoi comunicati stampa si riferiscono a lui come "Reza Pahlavi" o "l'ex principe ereditario".

Successione[modifica | modifica sorgente]

La successione è teorica, dato che la monarchia iraniana è stata abolita con la Costituzione islamica in Iran nel 1980. Tuttavia, in conformità con le norme di Casa Pahlavi a partire dalla data della fine della monarchia, la successione avviene tramite la legge salica (o agnatizia). Così, le tre figlie di Reza non possono ereditare, né cedere diritti di successione al trono dell'Iran. L'erede al trono Pahlavi fu per lungo tempo suo fratello minore morto suicida sparandosi, nel gennaio 2011, il Principe Ali-Reza Pahlavi, che era sposato ma senza figli maschi (questo fu il secondo suicidio nella famiglia di Reza Pahlavi, dopo la sorella Leila, che si uccise con un'overdose di farmaci). Dopo di lui, ci sono molti discendenti dell'altro figlio di Reza Shah Pahlavi, il principe Ali Reza I (zio di Reza Pahlavi): l'attuale erede è il principe Patrick Ali Pahlavi (nato nel 1947), cugino di primo grado di Reza. Patrick, di religione zoroastriana e non musulmana, fu anche un oppositore politico dello zio Mohammad Reza, ma dopo la rivoluzione khomeinista lasciò comunque l'Iran. Ha tre figli maschi e il primogenito è il terzo in linea di successione.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze iraniane[modifica | modifica sorgente]

[12]

Gran Collare dell'Ordine dei Pahlavi - nastrino per uniforme ordinaria Gran Collare dell'Ordine dei Pahlavi
— 26 settembre 1967
Medaglia dell'Investitura dello shah Mohammad Reza Pahlavi - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia dell'Investitura dello shah Mohammad Reza Pahlavi
— 26 ottobre 1967
Medaglia commemorativa per il 2500º anniversario dell'impero persiano - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa per il 2500º anniversario dell'impero persiano
Medaglia commemorativa della celebrazione per il 2500º anniversario dell'impero persiano - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della celebrazione per il 2500º anniversario dell'impero persiano
— Persepoli, 15 ottobre 1971

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

[13]

Grande Stella dell'Ordine al Merito della Repubblica Austriaca (Austria) - nastrino per uniforme ordinaria Grande Stella dell'Ordine al Merito della Repubblica Austriaca (Austria)
— 1976
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana (Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana (Italia)
— 15 dicembre 1974[14]
Membro del Ordine Reale del Tamburo (Ruanda) - nastrino per uniforme ordinaria Membro del Ordine Reale del Tamburo (Ruanda)
Collare dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna)
— 19 aprile 1975[15]
Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia)
— 24 novembre 1970

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

  • Ha ricevuto il regio decreto del tamburo da re Kigeli V del Ruanda.
  • Nel 2004, Reza Pahlavi è stato nominato come "padrino non ufficiale" della principessa Luisa del Belgio ottava nipote di re Alberto II del Belgio. La decisione di scegliere lui è stata criticata dal Ministero degli Esteri della Repubblica islamica.

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Reza Pahlavi - Iran: decidere ora (Denoël, 2009)
  • Reza Pahlavi - Venti di cambiamento: il futuro della democrazia in Iran, Regnery Publishing Inc., 2002, ISBN 0-89526-191-X.
  • Reza Pahlavi - Ayandeh va Gozashteh, Londra: Kayham Publishing, 2000.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Suicida un altro figlio dello scià
  2. ^ Mohammad Reza Pahlavi Bio info
  3. ^ Reza Cyrus, Heir of the Empire
  4. ^ Reza Pahlavi Celebrates 50th Birthday
  5. ^ Ancestry: Reza Pahlavi
  6. ^ Cyrus Ghani, Iran & the West, Routledge, 1987-2013, pag. 897
  7. ^ Dilip Hiro, Iran under the Ayatollahs (Routledge Revivals), 2013, p. 69
  8. ^ Dilip Hiro, A Comprehensive Dictionary of the Middle East, 2013, pagina
  9. ^ For a Free and Democratic Iran - REZA SHAH II OF IRAN
  10. ^ Così rovesceremo gli ayatollah
  11. ^ Enrico Franceschini, Quel giorno con il figlio dello Scià
  12. ^ Royal Ark
  13. ^ Royal Ark
  14. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  15. ^ Bollettino Ufficiale di Stato

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Pretendente al trono dell'Iran
(Dinastia Pahlavi)
Successore State flag of Iran 1964-1980.svg
Mohammad Reza Pahlavi 1980 - in carica

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