Fubine

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Fubine
comune
Fubine – Stemma
Fubine – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Alessandria-Stemma.png Alessandria
Amministrazione
Sindaco Dina Fiori (lista civica Fiori Svolta Civica) dal 26/05/2013
Territorio
Coordinate 44°57′49″N 8°25′52″E / 44.963611°N 8.431111°E44.963611; 8.431111 (Fubine)Coordinate: 44°57′49″N 8°25′52″E / 44.963611°N 8.431111°E44.963611; 8.431111 (Fubine)
Altitudine 192 m s.l.m.
Superficie 25,52 km²
Abitanti 1 681[1] (10-12-2013)
Densità 65,87 ab./km²
Frazioni Fugassa, Nani, Vergani
Comuni confinanti Altavilla Monferrato, Cuccaro Monferrato, Felizzano, Quargnento, Vignale Monferrato
Altre informazioni
Cod. postale 15043
Prefisso 0131
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 006076
Cod. catastale D814
Targa AL
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti fubinesi
Patrono san Cristoforo
Giorno festivo 26 luglio. Se non cade in giornata festiva si festeggia la domenica successiva
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fubine
Sito istituzionale

Fubine (Fubin-e in piemontese, Fibin-ni nella variante locale) è un comune di 1.681 abitanti della provincia di Alessandria.

Fino al secondo dopoguerra era articolato solo attorno al centro storico arroccato sulle prime colline del Monferrato casalese; solo in seguito si è allargato a valle. L'abitato principale è tuttavia disposto tuttora intorno ad un'altura al culmine della quale è collocata la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta.

Un motto latino ricorda la devozione della località a San Cristoforo:

(LA)
« Magno Fubinae gaudent honore San Cristoforo Protectore. »
(IT)
« Gode Fubine di un grande onore perché San Cristoforo ne è Protettore. »

Chiese[modifica | modifica sorgente]

Fubine-Campanile parrocchiale Santa Maria Assunta-IMG 3424.JPG
  • Chiesa di Santa Maria Assunta - È la Parrocchiale cittadina ed il principale edificio religioso cattolico di Fubine. È affiancata da un campanile,alto 56 m., simbolo del comune.
  • Chiesa della Trinità - L'oratorio della S.S. Trinità è situato in posizione centrale rispetto al nucleo urbano di Fubine ed è prospiciente il Palazzo Bricherasio. Risalente agli anni 1680-1686, era probabilmente il rifacimento di un precedente oratorio che ospitava la Confraternita dei Disciplinanti della Santissima Trinità. La sacrestia fu costruita successivamente e il campanile è risalente probabilmente all'Ottocento. Sconsacrato e danneggiato dalle intemperie, è stato acquisito dal Comune e sottoposto a lavori di restauro per essere destinato a sede dell'archivio e della biblioteca civica.
  • Chiesa dei Battuti o dei Disciplinanti - Un tempo conosciuta come l'Immacolata, era utilizzata nel XVII secolo anche per le riunioni dei capifamiglia e per la sepoltura dei morti (186 nei soli anni dal 1642 al 1659). Prospiciente lo slargo del Ponte, antico accesso all’acropoli fubinese, è da tempo sconsacrata. È stata acquisita dal Comune per essere adibita dopo adeguato restauro ad usi culturali[2]
  • Nostra Signora del Carmine - È una piccola chiesa che risale agli inizi del XVII secolo. Confiscata nel periodo della dominazione francese e nuovamente consacrata, è sempre stata oggetto di un'intensa devozione locale. Come ricordava il bollettino parrocchiale Il Fubinese del marzo 1946, è considerata la chiesa dei padri. Creata quando cessò l'epidemia di peste, fu officiata dai Padri Carmelitani che abitavano l'antico convento attiguo. L'usura del tempo e i danni prodotti da scosse telluriche che hanno colpito la zona a fine XX secolo ne hanno reso necessario un restauro[2].
  • Chiesetta di Conserra - È l'antica Parrocchiale intitolata a san Pietro. Le macerie dell'edificio in rovina furono utilizzate nel 1619 per la costruzione della Chiesetta di Nostra Signora delle Grazie in località Conserra. La chiesetta - che conserva un'abside romana - fu restaurata nel 1833 con l'alternanza di tufo e cotto. Ha conservato a lungo una collezione di ex voto ed è stata oggetto di una lirica di Ernesto Rossi.
  • Cappelletta di San Rocco - È un'antica cappella edificata fuori paese quasi a protezione di esso. Ricostruita più volte e restaurata, è tuttora oggetto di devozione da parte della popolazione[2].

Luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Nella piazza della Chiesa dietro al monumento ai Caduti sia della prima che della seconda guerra mondiale, sorge il Palazzo comunale ed a lato la Casa Pane, dimora settecentesca.

Proseguendo lungo la via collinare intitolata a Michele Pavaranza, si giunge al Palazzo Bricherasio un castello con parco appartenuto ai conti Cacherano di Bricherasio, antichi signori del luogo. Il maniero, che è stato in tempi successivi ristrutturato, è adibito a casa di riposo per anziani dell'Opera "Don Orione".

A Fubine così come a Moncalvo sono attestate famiglie ebree prima della cacciata degli ebrei dalla Spagna per opera di Tomás de Torquemada nel 1492. A Fubine la Cascina Valmezzana era abitata da ebrei.

Di particolare rilievo storico-artistico è anche il monumento sepolcrale di Emanuele Cacherano di Bricherasio, realizzato dallo scultore Leonardo Bistolfi e situato nella Cappella Bricherasio, in località Cappuccini.

Lo Spalto e Casa pane - Lo Spalto è ciò che resta delle antiche mura difensive. Si sviluppa partendo dalla galleria ad arcate alla base della Casa Pane - un edificio di stile settecentesco il cui prospetto principale su affaccia sulla piazza del Comune - ed è raggiungibile dal dedalo di vicoli che costituiscono il cuore del centro storico fubinese, sulla somma della collina. Lo Spalto conduce alla chiesetta dei Battuti o Disciplinanti. Al di sotto del Ponte, altro luogo caratteristico della località, un tempo correva un ampio fossato (al Fos, nella memoria locale)[2].

Lo Spalto

Il Ponte - Attraverso il Ponte si accedeva al nucleo del paese che sino agli inizi del XVI secolo era potentemente fortificato. Nel medioevo era probabilmente un ponte di legno che veniva distrutto in occasione di ostilità. Cessato il pericolo, veniva ricostruito, sempre in struttura lignea. Solo successivamente si procedette alla costruzione di un ponte in muratura, come è testimonianto da documenti d'epoca posteriore[3]

Meta di turismo nel periodo estivo, ed anche nella stagione delle feste e delle sagre (come quella famosa degli asparagi, nella metà di maggio, Fubine ha visto svilupparsi in tempi recenti un'intensa attività industriale e lo sviluppo del Circolo Golf Margara che oggi dispone di 27 buche immerse nel verde, (http://www.golfmargara.it/).

I "Sunador dal Ravi"[modifica | modifica sorgente]

Fubine vanta un gruppo musicale particolare, I Sunador dal Ravi la cui particolarità è quella di suonare zucche svuotate al loro interno (ravi, nella lingua locale) per accompagnare canzoni in dialetto.

Persone legate a Fubine[modifica | modifica sorgente]

Palazzo comunale e Casa Pane
  • Crescentino Caselli - Ingegnere e architetto. Fu insegnante all'Università di Pisa e di Torino. Progettò il grande ospizio di Torino della Piccola casa della Divina Provvidenza conosciuto come "Cottolengo".
  • Giancarlo Caselli - Procuratore generale di Torino, trascorse la sua infanzia a Fubine (paese d'origine del padre), di cui è stato proclamato il 10 giugno 2000 cittadino onorario per "Il coraggio e la coerenza dimostrati nello svolgere incarichi difficili, senza mai scegliere una strada di facile routine, ma affrontando sfide motivate esclusivamente dai valori morali in cui crede".
  • Luigi Longo - Figura di spicco della Resistenza italiana al nazifascismo con il nome di battaglia di "Gallo", è stato segretario del Partito Comunista Italiano.
  • Laura Maioglio - Ristoratrice del Barbetta Restaurant sulla 321 West della 46th Street. di New York, il più antico ristorante italiano di New York appartenente alla stessa famiglia che fin dagli anni venti propone piatti della cucina piemontese. È la moglie del prof. Gunter Blobel premio Nobel per la medicina 1999.
  • Vincenzo Natta - Fu uno studioso del XVI secolo, ebbe in feudo il territorio di Fubine da Carlo II e fu da allora Conte di Fubine. È sepolto nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta.
  • Michele Pavaranza - Podestà del Comune di Fubine nel 1590, pagò di propria tasca la somma di 1500 scudi d'oro perché Vincenzo I, duca di Mantova e del Monferrato, non occupasse il territorio di Fubine[4].
  • Pietro Robotti - Imprenditore e filantropo."Emigrato negli anni '20 negli USA, si affermò nel campo della ristorazione con uno dei più famosi locali di New York, lo "Chateau Richelieu". Alla sua morte affidò ad una doppia Fondazione (italiana e americana) intitolata a lui e alla moglie la prosecuzione della sua opera filantropica, che ha lasciato cospicue testimonianze nel paese natìo (tra cui la costruzione dell'edificio scolastico, che gli valse la medaglia d'oro al merito della Pubblica Istruzione, la donazione al Comune di vari immobili, il restauro di edifici di culto, e varie provvidenze a favore di Associazioni ed Istituti)".
  • Di origine piemontese da "solo" 500 anni, la famiglia FUBINI viene fatta risalire alla famiglia LEVI, proveniente dalla Spagna dopo la cacciata del 1492. Le storie narrano che prima passarono ad Amsterdam, ma poi dopo pochi anni arrivarono a Casale Monferrato. I signori locali, i Paleologi, infatti agli inizi del 1500 aveveno aperto le porte del Marchesato agli Ebrei, che sapevano leggere, scrivere e far di conto e potevano collegare al mondo quella loro terra di agricoltori. La famiglia aggiunse presto il cognome di FUBINI, collegandolo in questo modo al paese di FUBINE, vicinissimo a Casale Monferrato. Si sa però che già nel 1530 il capofamiglia si era ormai trasferito a Torino, si chiamava LEVI FUBINI, e con tale nome ottenne la condotta di una banca. Da quel momento e per 400 anni, sino ai primi del Novecento i LEVI FUBINI nel frattempo divenuti FUBINI, furono banchieri e accompagnarono la storia economica del Piemonte, dal ghetto al Risorgimento, all'emancipazione, sino alla rivoluzione industriale che segnò la fine delle banche private famigliari come la loro. Oggi i FUBINI sono ancora di base a Torino, con alcuni "pezzi" di famiglia a Parigi, Milano e negli USA. E' importante ricordare soprattutto il matematico Guido Fubini, conosciuto in tutto il mondo per il Teorema di Fubini, ma anche altri prestigiosi membri della famiglia quali il critico letterario Mario Fubini, il musicologo Enrico Fubini ed il fisico Sergio Fubini il quale diede importanti contributi seminali alla Teoria delle stringhe.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Fubine negli ultimi anni è diventato un paese terra di immigrati. Hanno cominciato ad arrivare , dopo il 1990, albanesi, kosovari, serbi, croati, bosniaci. Hanno messo radici a Fubine fino a costituire una vera e propria comunità pienamente inserita nel tessuto sociale del paese stesso. Oggi , nel 2013, l' anagrafe comunale ne conta ben 114, cioè il 7%. In Monferrato, il dato di Fubine, è percentualmente una presenza record in tema di immigrati. Il fenomeno dell'immigrazione a Fubine si è allargato in maniera naturale, i pionieri hanna via via chiamato i propri connazionali. A ciò ha contribuito non tanto l'agricoltura ma soprattutto la vivacità del settore edilizio che oggi dà lavoro a gran parte di loro.Così oggi anche Fubine si trova a fare i conti con il grande nodo sociale della convivenza interetnica. Una sfida aperta per una comunità divisa tra sentimenti solidali e desiderio di incolumità, fisica ma anche culturale. Il rischio esiste, come peraltro esiste dovunque; qui le cronache parlano di qualche "baruffa" in piazza per i più svariati motivi. A volte poi il contrasto, fra gli stessi extracomunitari, è originato dalla provenienza etnica e la religione professata. Nonostante tutto, Fubine sta tentando di vincere la sfida dell'integrazione. A scuola, prima di tutto, con il supporto chiesto ad una società di Torino che si occupa di interculture, per favorire l'integrazione nella scuola. Ed anche pensando agli adulti, presso la scuola Pietro Robotti di Fubine, si tengono corsi di alfabetizzazione, che stanno riscuotendo un'ottima partecipazione, volti all'integrazione del nutrito gruppo di extracomunitari presenti a Fubine, anche in collaborazione con il "Consorzio Servizi Integrati" di Alessandria. Si è pensato così di venire incontro alle istanze della popolazione fubinese, particolarmente attenta e anche preoccupata rispetto ai nuovi insediamenti, ad esempio dei profughi kosovari, ma anche ai gruppi familiari per favorire l'insediamento della conoscenza della lingua italiana, ed anche del dialetto fubinese per promuovere una corretta comunicazione. Il percorso è stato suggerito dopo una lunga serie di interventi sul territorio fubinese, con incontri periodici, dei rappresentanti di due Comitati: "Rete d'urgenza contro il razzismo" e "Coordinamento provinciale rifugiati e profughi" con sede a Torino, ed anche dalla signora kosovara Covacevic che tuttora segue i corsisti come intermediatrice culturale. Poi c'è l'Oratorio parrocchiale gestito da un parroco proveniente dal continente africano. E i bambini immigrati che lo frequentano sono sempre ben accolti da tutti gli altri bambini fubinesi. Un piccolo miracolo dell'immigrazione a Fubine di nome fa Nebahate, bimba albanese di 12 anni. Uno dei suoi divertimenti è ballare sempre, ballare non da sola ma insieme al gruppo "Le Monferrine" della maestra Silvia Save, ballare tutte le danze tradizionali piemontesi, dal rigaudon alla courento, alla giga. Fra qualche anno avrà qualcosa da insegnare sulle nostre tradizioni, magari parlando in dialetto fubinese. Questo paese del Basso Monferrato alessandrino nei primi anni del secolo fu terra di grandi emigrazioni. Se ne andavano a decine su carri e carrozze di fortuna, fuggivano dalla fame e dai vigneti divorati dalla fillossera. Andavano a cercar fortuna in Europa o in America. Due fratelli, di cognome Peracchio, appena ventenni, furono tra le vittime del Titanic dove lavoravano come camerieri. La vicenda del Commendator Pietro Robotti , alla quale è legata anche la scuola di Fubine, per molti versi ed aspetti è stata esemplare per il paese stesso che rifiuta fermamente il razzismo ed ogni sorta discriminazione, di qualsiasi specie essa sia. Pietro Robotti è stato uno dei tanti fubinesi che emigrati a New York, e fatta colà fortuna, non dimenticarono mai il proprio luogo d'origine. Del resto, a New York esiste ancora oggi una importante colonia di fubinesi, raggruppati in una Società autodenominatasi semplicente " Società La Fubinese", meritevole per l'attaccamento alla terra natale e per i numerosi aiuti offerti ai propri compaesani fubinesi d'Italia in varie situazioni di difficoltà economiche. E cent'anni dopo, i fubinesi scoprono una realtà opposta diventando appunto un paese di immigrati, un vero laboratorio per la sfida dell'integrazione in quella che fino a non molto tempo fa era terra di emigranti. Fubine a fatica sta dentro la piccola storia in cui gli accademici vorrebbero relegare tutte le vicende dei centri minori e delle classi sociali inferiori. Perché dentro la storia di Fubine, dentro l'ultimo secolo, c'è la storia sociale contemporanea dell'Italia, e proprio qui ritroviamo tutti i nodi e i temi più importanti della storia stessa. C'è la cultura e la coscienza contadina con la sua forte etica del lavoro e il suo senso della famiglia, c'è la coscienza comunitaria che si concretizza nell'orgoglio campanilistico, c'è il trauma vissuto dell'emigrazione, la dolorosa esperienza collettiva che ha profondamente segnato gli affetti, il carattere e l'agire dei fubinesi. Da contadini vignaioli a camerieri, cuochi, muratori, imbianchini, operai a Londra, Parigi, New York, in Argentina, in Australia. Dal proprio campicello, dal proprio orto, e dalla vigna battuta dalla fillossera a operai della Fiat o gestori di mescite e trattorie, a Torino, nelle barriere proletarie degli infuocati anni Venti. Il poco più che quarantenne musicista fubinese di origine Chistopher Emanuel Manny Balestrero (nella versione italiana tradotto come Ballister, per una sorta di censura dell'epoca, che trovava sconveniente che una persona con cognome italiano potesse essere accusato - seppur ingiustamente - di rapina) campa e mantiene la sua famigliola (moglie e due figli) suonando la notte il contrabbasso nell'orchestrina dello Stork Club di New York, un club molto esclusivo.

Nell'esperienza storica dei fubinesi c'è si la fatica e lo sfruttamento del lavoratore della terra e dell'emigrante, ma non c'è mai la rassegnazione. Emerge sempre la determinazione testarda a lottare contro ogni forma di miseria e di sfruttamento, la volontà precisa di cambiare il proprio destino. Da qui deriva quel forte senso di dignità e di fierezza che contraddistingue da sempre i fubinesi, i quali a differenza di tante altre comunità contadine non sono mai stati e non si sono mai considerati dei "vinti".

Abitanti censiti[5]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 10 dicembre 2013.
  2. ^ a b c d Fonte: "Fubine2008", Comune di Fubine, a cura del professore Gian Luigi Ferraris.
  3. ^ Stefano Ticineto, Fubine e il Monferrato durante gli anni del predominio spagnolo (1537-1659) nell'ambito delle vicende dell'Alessandrino e dell'Astigiano e nel contesto degli eventi nazionali ed europei, G.Ri.F.I., Cairo Montenotte, 2000, vol. I, citato in "Fubine 2008", Comune di Fubine.
  4. ^ Vedi: Goffredo Casalis, Dizionario geografico Storico-Statistico-Commerciale degli Stati di S.M.- il Re di Sardegna - Books.google.it
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Domenico Testa "Storia del Monferrato" terza edizione prefazione di Geo Pistarino, Lorenzo Fornaca Editore Asti, 1996
  • Ernesto Rossi, Aria nostra - Rime in dialetto fubinese, prefazione di Umberto Ferraris, Grandi, Torino, 1956
  • Ernesto Rossi, Aria nostra - Rime in dialetto fubinese, Grandi, Torino, 1965
  • Ernesto Rossi, Aria nostra - Rime in dialetto fubinese, Donna e Giachetti, Villanova Monferrato, 1972
  • Franco Castelli - Maria Luisa Ghezzi, Fubine, 1880-1945 - Una comunità contadina fra tradizione e innovazione, Edizioni dell'Orso, Alessandria, 1986
  • L. Ferraris, Il dialetto di Fubine Monferrato tra innovazione e tradizione (tesi di laurea a.a. 1988-89 Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Torino, monografia, Torino, 1989
  • G L Ferraris, Guida di Fubine Monferrato, Alessandria, Edizioni dell'Orso, 2010
  • S. Ticineto, Storia di Fubine nel Medioevo / dalle origini del Monferrato all'anno 1536, G.Ri.F.L., 1997
  • Ernesto Rossi, Aria nostra - Rime in dialetto fubinese, a cura di Gian Luigi Ferraris, Edizioni dell'Orso, Alessandria, 2003
  • Massimo Brusasco, In principio fu una suocera - Piccola storia del teatro a Fubine e della Compagnia Teatrale Fubinese, Edizioni Il Piccolo, Alessandria, 2006
  • G.A. di Ricaldone Monferrato tra Po e Tanaro Lorenzo Fornaca editore-Gribaudo 1998 Asti

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