Palazzo Bricherasio di Fubine

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Palazzo Bricherasio di Fubine
Fubine-Castello Cacherano-Bricherasio-IMG 3387.JPG
Il Palazzo Bricherasio, a Fubine
Ubicazione
Stato Italia Italia
Regione Piemonte Piemonte
Località Fubine
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione XVII secolo
Realizzazione
Proprietario Ente Figli di Don Orione
Proprietario storico Vincenzo Natta di Baldesco
 

Il Palazzo Bricherasio di Fubine (AL) - indicato anche come il Castello - è un edificio storico seicentesco[1] appartenuto, a partire dal XIX secolo, al casato dei Cacherano di Bricherasio.

Formato da un blocco edilizio principale contornato da altre costruzioni, tra cui due chiese e altri corpi di fabbrica timbrati con lo stemma gentilizio della famiglia, è situato al limite del colle su cui si sviluppa il centro storico della cittadina della provincia di Alessandria. È adibito a casa di riposo - intitolata alla pittrice e filantropa contessa Sofia di Bricherasio - dell'Opera "Don Orione".

Il palazzo è stato edificato sui ruderi di un preesistente castello medioevale, a partire dal 1664, dal conte Vincenzo Natta di Baldesco, poco dopo il suo infeudamento, duramente contestato dagli abitanti di Fubine, ad opera del duca Carlo II Gonzaga.

Nelle parole di un cronista dell'epoca, si trattava di:

« ... un gran palazzo c'ha forma di castello, con molte stanze nobili et civili distinte dal rustico et capaci di alloggiare persone d'eminenti qualità. »
L'accesso al Palazzo Bricherasio

L'edificio passò poi a Cristina, figlia del marchese Luigi Natta d'Alfiano, e al marito di lei, conte Corrado Magnocavallo di Varengo, che nel 1822 vendette la proprietà al conte Felice Cacherano di Bricherasio. Questi ed i suoi eredi, in particolare il figlio Luigi (padre del conte Emanuele, co-fondatore della FIAT e dell'ACI, e della sorella Sofia), provvidero alla trasformazione del bosco in un giardino all'inglese con annessa ampia serra, ed al restauro dell'edificio, che fu dotato di ricchi e preziosi arredi.

L'ultimo discendente in linea maschile della casa fu il conte Emanuele, alla cui morte, avvenuta nel 1904, a soli trentacinque anni di età, il palazzo passò in proprietà alla sorella Sofia, rimasta nubile. Alla morte di costei, nel 1950, l'edificio passò in eredità all'Ente Figli di Don Orione.

Restaurato sotto la guida della Sovrintendenza ai Monumenti del Piemonte, è stato destinato ad ospitare una casa di riposo per anziani in sostituzione di una precedente struttura allestita nell'ex-asilo infantile fatto da costruire da Sofia di Bricherasio in memoria della madre marchesa Teresa Massel di Caresana, situato a breve distanza dalla Cappella Bricherasio nella cui cripta un monumento sepolcrale, opera di Leonardo Bistolfi, ricorda la vita e l'opera di Emanuele Cacherano di Bricherasio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fonte: materiale documentario del Comune di Fubine (AL) a cura del professore Gian Luigi Ferraris (vedi ulteriori note in pagina di discussione).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]