Campionato mondiale di Formula 1 1996
| Campionato mondiale di Formula 1 1996 | |
|---|---|
| Edizione n. 47 del Campionato Mondiale di Formula 1 | |
| Dati generali | |
| Inizio | 10 marzo |
| Termine | 13 ottobre |
| Prove | 16 |
| Titoli in palio | |
| Piloti | Damon Hill su Williams FW18 |
| Costruttori | Williams F1 |
| Altre edizioni | |
| Precedente -Successiva | |
La stagione 1996 del Campionato mondiale FIA di Formula 1 è, nella storia della categoria, la 47ª ad assegnare il Campionato Piloti e la 39ª ad assegnare il Campionato Costruttori. È iniziata il 10 marzo ed è terminata il 13 ottobre, dopo 16 gare.
Indice |
[modifica] Piloti e costruttori
[modifica] Calendario
[modifica] Riassunto della stagione
[modifica] Gran Premio d'Australia
| Per approfondire, vedi la voce Gran Premio d'Australia 1996. |
La stagione iniziò con il Gran Premio d'Australia il 10 marzo, gara per la prima volta disputata sull'inedito tracciato di Albert Park. Grandi attese vi erano per un eventuale scontro al vertice tra le scuderie di Williams e Ferrari, accreditate come le favorite per la vittoria del titolo mondiale.[2] Le qualifiche videro prevalere le vetture del team inglese, con il debuttante Villeneuve in pole position, seguite da quelle della casa di Maranello, con Irvine terzo e Schumacher quarto, a causa della rottura di una bandella nell'alettone posteriore.[2]
In gara furono necessarie due partenze a causa di un incidente avvenuto tra varie vetture e in cui la Jordan di Martin Brundle, dopo essersi capovolta, si spezzò a metà. Il pilota uscì illeso e prese parte quindi alla seconda partenza,[3] al contrario di Johnny Herbert, anch'egli coinvolto nello scontro. Durante questa Villeneuve riuscì a mantenere la prima posizione, seguito dal compagno di squadra, Irvine e Schumacher. Pochi giri dopo il tedesco superò il compagno di squadra e si mantenne, fino al ritiro, un ritmo gara simile a quello delle due Williams.[2] Al decimo giro Jean Alesi fu costretto al ritiro per un contatto con il ferrarista Irvine, che gli aveva chiuso la traiettoria mentre tentava il sorpasso.[3] Dopo i pit-stop le posizioni rimasero invariate fino a che Villeneuve non ebbe problemi al cambio che lo costrinsero a cedere a Hill la prima piazza. L'inglese vinse quindi la gara, seguito dal compagno di squadra, Irvine, Berger, Häkkinen e Salo.
[modifica] Gran Premio del Brasile
| Per approfondire, vedi la voce Gran Premio del Brasile 1996. |
Durante le qualifiche la pole venne conquistata da Damon Hill, affiancato in prima fila da Rubens Barrichello. La gara si svolse sotto una pioggia battente. Durante i primi giri vi fu un lungo duello tra Jean Alesi e Barrichello per la terza posizione, con il francese in grado di neutralizzare per tre volte nella stessa maniera gli attacchi del brasiliano.[4] Dopo la prima sosta, poi, Alesi riuscì a guadagnare la seconda piazza con un sorpasso su Villeneuve, il quale finì anche fuori pista, venendo costretto al ritiro. Intanto Schumacher si portò in terza posizione, resistendo agli attacchi di Barrichello, costretto poi per un contatto col tedesco a ritirarsi. La gara non vide quindi altri stravolgimenti e le posizioni di testa rimasero invariate. In zona punti conclusero Häkkinen, Salo e Panis.
Hill si portò quindi a quota 20 punti, seguito dal compagno di squadra e da Alesi, fermi però a quota 6 in classifica. Dopo questa gara vi furono anche varie polemiche in casa Ferrari, riguardanti il progettista John Barnard, accusato di non essere stato in grado di creare una vettura competitiva.[5] La Ferrari infatti, unica fra tutte le squadre, schierò ad inizio stagione una vettura con l'ala anteriore a "muso basso" che la stessa scuderia aveva abbandonato nel 1994 per la più moderna soluzione "ad ali di gabbiano".
[modifica] Gran Premio d'Argentina
| Per approfondire, vedi la voce Gran Premio d'Argentina 1996. |
Per la seconda volta consecutiva durante le prove la prima posizione fu ottenuta da Hill, affiancato dalla Ferrari di Schumacher, quest'ultima favorito sia dalla poca benzina imbarcata che dalla conformazione del circuito.[7] Alla partenza Villeneuve perse parecchie posizioni e si ritrovò nono; cominciò quindi una lunga rimonta. Intanto, nel gruppetto di testa non si registrarono sorpassi, nemmeno dopo la prima serie di soste. Al ventiquattresimo giro, però, Diniz agganciò in frenata la Forti di Badoer, la cui vettura si capovolse e causò l'entrata in pista della safety car. I piloti rientrarono quindi ai box per rifornire, ma durante la sosta di Diniz il tappo del serbatoio non si chiuse correttamente[8] e la benzina fuoriuscì sulla vettura, che prese fuoco. Il brasiliano riuscì comunque ad uscire dalla sua Ligier senza conseguenze. Dopo il rientro della vettura di sicurezza si registrarono vari ritiri, tra cui quello di Michael Schumacher, a causa di un detrito lasciato dalla Jordan di Brundle, vittima a sua volta di un incidente con Tarso Marques alcuni giri prima. In questa fase di gara, grazie ad una serie di giri veloci, Alesi riuscì ad avvicinarsi parecchio a Damon Hill, ma, nella seconda serie di pit-stop, il francese spense il motore, vanificando la sua rimonta.[7] Rientrato al terzo posto non riuscì più ad avvicinare le due Williams. La gara vide quindi la terza vittoria consecutiva di Hill, seguito dal compagno di squadra e dal francese della Benetton. A punti giunsero poi Barrichello, Irvine e Verstappen.
Dopo questa gara si parlò anche di un eventuale sostituzione a fine stagione di Hill con Frentzen, ma il team decise di non rispondere a domande riguardanti l'argomento.[6]
[modifica] Gran Premio d'Europa
| Per approfondire, vedi la voce Gran Premio d'Europa 1996. |
Ancora una volta la Williams monopolizzò le qualifiche piazzando le sue vettura in prima e seconda posizione, seguite da Schumacher e da Alesi. Al via Hill ebbe una cattiva partenza, rallentando anche il tedesco della Ferrari,[9] così come il francese della Benetton, rallentato dal un nuovo sistema di blocco dell'impianto frenante.[9] Nel tentativo poi di rimontare posizioni, Alesi finì per speronare Mika Salo, ritirandosi. Intanto Villeneuve si era portato in testa, seguito da Coulthard, Barrichello, Schumacher e Hill. L'inglese superò poi il rivale tedesco pochi giri più tardi. Nel centro del gruppo Irvine, che lamentava problemi di sovrasterzo e sottosterzo,[10] , fu protagonista di un incidente con Olivier Panis che costò il ritiro ad entrambi. Durante la prima serie di soste, poi, Hill perse parecchi secondi, mentre Schumacher rimontò, grazie ad un pit-stop velocissimo,[9] diverse posizioni fino a trovarsi alle spalle di Villenueve. Dopo la seconda fermata ai box, il tedesco sembrava poter riuscire a superare anche il canadese, ma fu rallentato da Coulthard e Rosset e dovette quindi accontentarsi della seconda piazza finale.[9] Il podio venne completato dallo scozzese della McLaren, seguito da Hill, Barrichello e Brundle.
Dopo questo Gran Premio, Flavio Briatore si scagliò contro i suoi piloti, accusandoli di commettere troppi errori.[9][11] A questo punto del mondiale Hill era ancora in testa con 33 punti, seguito dal compagno di squadra a 22 e da Schumacher ed Alesi a 10.
[modifica] Gran Premio di San Marino
| Per approfondire, vedi la voce Gran Premio di San Marino 1996. |
Al Gran Premio di San Marino, per la prima volta nella stagione, la pole position fu conquistata dalla Ferrari di Michael Schumacher, anche grazie ad un motore molto potente utilizzato solamente per le qualifiche e a varie modifiche nella veste aerodinamica della vettura.[12] Al via Coulthard si portò in testa, seguito da Hill e dal tedesco della Ferrari. Intanto Alesi, scattato velocissimo,[12] piegava una sospensione in un contatto con Villeneuve, costretto poi a rientrare ai box per una foratura. Dopo pochi giri Schumacher riuscì a sopravanzare l'inglese della Williams, portandosi in seconda posizione. Durante le soste ai box, poi, Verstappen partì prima che il rifornimento fosse completato, trascinandosi dietro un meccanico, che riportò poi una ferita ad una spalla.[12] Intanto, nelle posizioni di testa, Coulthard fu costretto al ritiro, mentre Schumacher, attardato di oltre venti secondi da Hill, cominciò a guadagnare diversi secondi sul leader della gara, fino a quando non si trovò bloccato dalle vetture di Hakkinen e Diniz, in lotta tra loro e, per questa causa, perse oltre quindici secondi.[12] Hill vinse quindi il Gran Premio seguito da Schumacher, Berger, Irvine, Barrichello e Alesi.
L'inglese guidava quindi la classifica piloti con 43 punti, seguito da Villeneuve fermo a quota 22 e dal tedesco della Ferrari a 16.
[modifica] Gran Premio di Monaco
| Per approfondire, vedi la voce Gran Premio di Monaco 1996. |
Ancora una volta la pole position venne conquistata da Michael Schumacher, che precedette Hill e le due Benetton. Al via, però, il tedesco sbagliò la partenza e venne superato dal rivale inglese. Durante il primo giro, nel tentativo di riconquistare la testa della corsa, il ferrarista scivolò su un cordolo andando a colpire un guard rail e ritirandosi. In seconda posizione si portò quindi Alesi, seguito dal compagno di squadra Berger, che, però, dopo fu costretto dopo poco al ritiro per problemi al cambio, e da Eddie Irvine. Dopo la prima serie di pit-stop le prime posizioni rimasero invariate, mentre Panis cominciò a rimontare varie posizioni. Poco prima del quarantesimo passaggio il francese della Ligier superò il ferrarista portandosi in terza piazza e al 41º giro riuscì ad occupare la seconda posizione grazie al ritiro del leader della corsa Damon Hill, fermato da problemi al motore. Alesi intanto guidava la corsa, ma fu costretto anch'egli al ritiro a causa di un problema ad una sospensione. Panis riuscì quindi a vincere la sua unica corsa in carriera, precedendo Coulthard ed Herbert. Il traguardo fu tagliato da sole quattro vetture, evento che non accadeva dal 1931.[13]
In classifica piloti e costruttori non cambiarono i distacchi visti i ritiri di tutti i piloti di testa.
[modifica] Risultati e Classifiche
[modifica] Classifica Piloti
|
|
[modifica] Classifica Costruttori
| Pos | Team | Pilota | AUS |
BRA |
ARG |
EUR |
SMR |
MON |
SPA |
CAN |
FRA |
GBR |
GER |
UNG |
BEL |
ITA |
POR |
GIA |
Punti |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Hill | 1 | 1 | 1 | 4 | 1 | Rit | Rit | 1 | 1 | Rit | 1 | 2 | 5 | Rit | 2 | 1 | 175 | |
| Villeneuve | 2 | Rit | 2 | 1 | 11 | Rit | 3 | 2 | 2 | 1 | 3 | 1 | 2 | 7 | 1 | Rit | |||
| 2 | Schumacher | Rit | 3 | Rit | 2 | 2 | Rit | 1 | Rit | NP | Rit | 4 | 9 | 1 | 1 | 3 | 2 | 70 | |
| Irvine | 3 | 7 | 5 | Rit | 4 | 7 | Rit | Rit | Rit | Rit | Rit | Rit | Rit | Rit | 5 | Rit | |||
| 3 | Alesi | Rit | 2 | 3 | Rit | 6 | Rit | 2 | 3 | 3 | Rit | 2 | 3 | 4 | 2 | 4 | Rit | 68 | |
| Berger | 4 | Rit | Rit | 9 | 3 | Rit | Rit | Rit | 4 | 2 | 13 | Rit | 6 | Rit | 6 | 4 | |||
| 4 | Hakkinen | 5 | 4 | Rit | 8 | 8 | 6 | 5 | 5 | 5 | 3 | Rit | 4 | 3 | 3 | Rit | 3 | 49 | |
| Coulthard | Rit | Rit | 7 | 3 | Rit | 2 | Rit | 4 | 6 | 5 | 5 | Rit | Rit | Rit | 13 | 8 | |||
| 5 | Barrichello | Rit | Rit | 4 | 5 | 5 | Rit | Rit | Rit | 9 | 4 | 6 | 6 | Rit | 5 | Rit | 9 | 22 | |
| Brundle | Rit | 12 | Rit | 6 | Rit | Rit | Rit | 6 | 8 | 6 | 10 | Rit | Rit | 4 | 9 | 5 | |||
| 6 | Panis | 7 | 6 | 8 | Rit | Rit | 1 | Rit | Rit | 7 | Rit | 7 | 5 | Rit | Rit | 10 | 7 | 15 | |
| Diniz | 10 | 8 | Rit | 10 | 7 | Rit | 6 | Rit | Rit | Rit | Rit | Rit | Rit | 6 | Rit | Rit | |||
| 7 | Herbert | Rit | Rit | 9 | 7 | Rit | 3 | Rit | 7 | SQ | 9 | Rit | Rit | Rit | 9 | 8 | 10 | 11 | |
| Frentzen | 8 | Rit | Rit | Rit | Rit | 4 | 4 | Rit | Rit | 8 | 8 | Rit | Rit | Rit | 7 | 6 | |||
| 8 | Salo | 6 | 5 | Rit | SQ | Rit | 5 | SQ | Rit | 10 | 7 | 9 | Rit | 7 | Rit | 11 | Rit | 5 | |
| Katayama | 11 | 9 | Rit | SQ | Rit | Rit | Rit | Rit | Rit | Rit | Rit | 7 | 8 | 10 | 12 | Rit | |||
| 9 | Verstappen | Rit | Rit | 6 | Rit | Rit | Rit | Rit | Rit | Rit | 10 | Rit | Rit | Rit | 8 | Rit | 11 | 1 | |
| Rosset | 9 | Rit | Rit | 11 | Rit | Rit | Rit | Rit | 11 | Rit | 11 | 8 | 9 | Rit | 14 | 13 | |||
| NC | Lamy | Rit | 10 | Rit | 12 | 9 | Rit | Rit | Rit | 12 | Rit | 12 | Rit | 10 | Rit | 16 | 12 | 0 | |
| Fisichella | Rit | 13 | Rit | Rit | Rit | 8 | Rit | 11 | |||||||||||
| Marques | Rit | Rit | |||||||||||||||||
| Lavaggi | NQ | 10 | NQ | Rit | 15 | NQ | |||||||||||||
| NC | Badoer | NQ | 11 | Rit | NQ | 10 | Rit | NQ | Rit | Rit | NQ | 0 | |||||||
| Montermini | NQ | Rit | 10 | NQ | NQ | NP | NQ | Rit | Rit | NQ | |||||||||
| Pos | Team | Pilota | AUS |
BRA |
ARG |
EUR |
SMR |
MON |
SPA |
CAN |
FRA |
GBR |
GER |
UNG |
BEL |
ITA |
POR |
GIA |
Punti |
[modifica] Note
- ^ «I momenti del brivido». Quattroruote speciale1997, p. 6.
- ^ a b c Boccafogli, McMaster e Williams, op. cit., pag. 7.
- ^ a b Boccafogli, McMaster e Williams, op. cit., pag. 6.
- ^ Boccafogli, McMaster e Williams, op. cit., pag. 8.
- ^ Boccafogli, McMaster e Williams, op. cit., pag. 9.
- ^ a b Boccafogli, McMaster e Williams, op. cit., pag. 11.
- ^ a b Boccafogli, McMaster e Williams, op. cit., pag. 10.
- ^ «I momenti del brivido». Quattroruote speciale1997, p. 10.
- ^ a b c d e Boccafogli, McMaster e Williams, op. cit., pag. 12.
- ^ «I momenti del brivido». Quattroruote speciale1997, p. 11.
- ^ «"Alesi, basta errori"». repubblica.it, 03 05 1996. URL consultato in data 24-04-2009.
- ^ a b c d Boccafogli, McMaster e Williams, op. cit., pag. 14.
- ^ Boccafogli, McMaster e Williams, op. cit., pag. 16.
[modifica] Bibliografia
- Brin Williams; Colin McMaster, Roberto Boccafogli, F1 96, Vallardi&Associati, 1996. ISBN 88-86869-02-9
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Campionato mondiale di Formula 1 1996
[modifica] Collegamenti esterni
|
|