15º Stormo
| 15º Stormo "Stefano Cagna" | |
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| Descrizione generale | |
| Attiva | 1931/1943 - dal 1965/oggi |
| Nazione | |
| Servizio | |
| Compiti | SAR e Combat SAR |
| Sede comando | Aeroporto di Cervia-Pisignano |
| Equipaggiamento | Elicotteri HH-3F, AB-212 (81º CAE), NH 500 (615ª Sqdr), |
| Motto | Ab coelo in auxilium vitae |
| Decorazioni | Medaglia d'argento al valor militare (1940) Medaglia d'argento al valore civile (1973) Medaglia d'argento al valore aeronautico (1981) Medaglia d'oro al valore aeronautico (2008) |
| Parte di | |
| Reparti dipendenti | |
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81º Centro Addestramento |
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| Comandanti | |
| Comandante corrente | Colonnello AArnn pilota Ludovico Chianese |
| Comandanti degni di nota | Generale B.A. AArnn pilota Stefano Cagna |
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Dati tratti dalla documentazione in bibliografia. |
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Il 15º Stormo "Stefano Cagna" è uno stormo dell'Aeronautica Militare italiana ed è parte integrante del Comando delle Forze per la Mobilità ed il Supporto, con cinque gruppi di volo sparsi nella penisola italiana. Il suo compito principale è quello di assicurare la ricerca e soccorso degli equipaggi di volo, concorrendo, inoltre, ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di ammalati in pericolo di vita, nonché il soccorso di traumatizzati gravi.
Tali missioni rientrano in ciò che nel linguaggio militare occidentale viene definito in tempo di pace "Search and Rescue" - "SAR" e, in tempo di crisi, "Combat SAR" o "C/SAR".
Il 15º Stormo ha in ogni suo centro un elicottero dedicato al SAR pronto al decollo in 30 minuti di giorno ed in 120 minuti di notte per 365 giorni all’anno, il cui coordinamento è sotto l'autorità del Centro Coordinamento Soccorso del Comando Operativo Forze Aeree (COFA) di Poggio Renatico (Ferrara).
[modifica] Storia
[modifica] Le origini del 15º Stormo ed il suo impegno bellico
[modifica] La nascita ed i primi anni
Il 15º Stormo nasce a Ciampino (campo di Ciampino Sud) il 1 giugno del 1931 come 15º Stormo Aeroplani Bombardamento Diurno, poi Stormo Bombardamento Terrestre (B.T.), composto dal 46º Gruppo, già parte del 13º Stormo e formato dalla 20ª e 21ª Squadriglia, e dal neocostituito 47º Gruppo (53ª e 54ª Squadriglia). Alla data di costituzione la forza effettiva del reparto era di 95 uomini, compresi 21 piloti (10 ufficiali e 11 sottufficiali).[1]
Lo Stormo nasce inizialmente con l'obiettivo di partecipare alle manovre aeree del 1931, svoltesi tra il 23 agosto ed il 3 settembre; la sua costituzione è sancita in forma definitiva dal Ministero dell'Aeronautica il 2 ottobre 1931.[1]
Tra il 31 ottobre ed il 21 novembre 1931 lo Stormo fu trasferito a Ferrara, da dove volò fino al settembre 1935 su velivoli Fiat B.R.3 e, almeno in un periodo iniziale, anche su velivoli da turismo Caproni Ca.100.[2]
Nel biennio 1934-1935 venne anche costituito un 15º Stormo 'bis' che, insieme ad assetti dell'8º Stormo e 9º Stormo rappresentarono la componente aerea delle operazioni italiane durante la Guerra di Etiopia.
Nel settembre del 1935 il reparto fu trasferito a Guidonia Montecelio dove ebbe sede al completo delle sue squadriglie fino al febbraio del 1936. In questo periodo venne riequipaggiato con i trimotori S.M.81 di produzione SIAI (su licenza) e con motorizzazione Gnome Rhône K14. Nel febbraio del 1936 il 47º Gruppo venne trasferito sul campo di Ciampino Sud mentre il 46º Gruppo rimaneva a Guidonia Montecelio.
Nel giugno del 1936 il reparto venne inviato in Libia, all'aeroporto di Castel Benito. Per primo si trasferì il 46º Gruppo, raggiunto poi il mese successivo dal 47º.
Il 3 aprile 1937 lo Stormo ricevette a Roma, sul Vittoriano la Bandiera di Guerra.
Nel periodo in cui il 15º Stormo operò da Castel Benito fu compito dello Stormo l'addestramento in volo dei Fanti dell’aria, unità costituita dal governatore della Libia, Maresciallo dell'Aria Italo Balbo, il 24 marzo 1938, precursori del reparto paracadutisti Folgore.[3] Il 16 aprile 1938 24 S.M.81 del 15º Stormo lanciarono su Castel Benito i primi trecento paracadutisti italiani, appartenenti al 1º Battaglione Fanti dell'Aria Paracadutisti Libici, comandato dal magg. Goffredo Tonini, MOVM. Sempre nello stesso anno, tra il 18 ed il 24 maggio, lo Stormo partecipò nelle grandi manovre alla presenza del re Vittorio Emanuele III.
Durante il biennio 1938-1939 lo Stormo continuò ad operare nei cieli della Libia con i suoi S.M.81 in livrea bianco-avorio.
Lo Stormo non venne coinvolto direttamente nelle operazioni legate alla guerra civile spagnola; lo furono invece alcuni suoi piloti, tra i quali va ricordato il capitano Tommaso Parini, insignito nel 1938 della medaglia d'oro al valor militare alla memoria, proprio per la sua attività in Spagna.
Nel 1940 il reparto venne equipaggiato con gli S.M.79.
Insieme al 2º Stormo il 15º è stato il reparto della Regia Aeronautica con più lunga permanenza in Libia prima dell'inizio della guerra.
[modifica] Le operazioni belliche nel 1940
[modifica] Giugno
La prima missione di guerra del 15º Stormo fu effettuata il giorno 11 giugno 1940, appena un giorno dopo la dichiarazione di guerra dell'Italia. In quella occasione tre S.M.79 dello Stormo furono impegnati in una missione di ricognizione fotografica nelle zone di Sfax, Ben Gardane e del confine libico-tunisino.[4] Lo Stormo tornò in azione la mattina del 13 giugno quando 12 S.M.79 del 15º Stormo, alla guida del colonnello Silvio Napoli attaccarono Sollum, in Egitto. Dopo il raid gli apparecchi attaccarono colonne militari inglesi avvistate nella zona di Sidi Azeiz e Amseat. All'attacco parteciparono anche le cacciatorpediniere Turbine, Nembo ed Aquilone, della 1ª Squadriglia Cacciatorpediniere di base a Tobruk, che cannoneggiarono l'obiettivo dal mare.[4] Sempre il 13 giugno del 1940 le quattro squadriglie del 15º Stormo (per una forza totale di 35 trimotori S.M. 79) vennero spostate dal campo di manovra di Tarhuna a Benina. Di qui, nella prima settimana di luglio, venne spostato a ridosso del fronte, presso la base di Maraua, in Cirenaica.
Il 22 giugno 12 S.M.79 del 15º Stormo eseguirono il primo raid notturno della Regia Aeronautica contro la postazione di Marsa Matrouh. L'intenso fuoco di sbarramento antiaereo sopra l'obiettivo colpì uno dei velivoli della 21ª Squadriglia, 46º Gruppo (equipaggio maresciallo pilota Giovanni Lampugnani, sergente maggiore pilota Francesco Carlone, aviere scelto motorista Umberto Costa, primo aviere radiotelegrafista Ottorino Bruschi, primo aviere armiere Bruno Lovato). Il velivolo pilotato da Lampugnani collise in volo con un altro velivolo dello Stormo, quello del leader della formazione, capitano Zelè (equipaggio: capitano pilota Zelè, tenente pilota Regoli, primo aviere Bradde, primo aviere Fallavena, primo aviere Capellini) che fu costretto ad un atterraggio di fortuna lungo la costa egiziana. L'equipaggio di Lampugnani perì nell'azione, quello del capitano Zelè venne catturato dagli Inglesi.[4]
Il 28 giugno il 46º Gruppo del 15º Stormo, al comando del maggiore Cerne, eseguì una azione sull'aeroporto di Marsa Matrouh. L'aeroporto venne reso inutilizzabile per alcune ore.[4]
[modifica] Luglio
A partire da luglio e fino al dicembre 1940 lo Stormo fu prevalentemente impegnato nel bombardamento della zona del fronte. Vennero effettuate anche missioni contro le lontane basi logistiche inglesi nel deserto egiziano nonché alcuni attacchi a convogli nel Mediterraneo.
Particolarmente significative furono le missioni dell'8 e del 12 luglio 1940 contro convogli a largo di Alessandria, quella del 29 luglio nelle acque di Sidi el-Barrani e quelle del 16 e 17 agosto lungo le coste egiziane, in particolare nella zona di Bardia.
Nel pomeriggio del 5 luglio lo Stormo realizzò una nuova azione di bombardamento con bombe da 50 kg. Tre S.M.79 della 21ª Squadriglia, al comando del capitano Masoero, attaccarono il campo di volo di Tishdidia insieme ad altri sei S.M.79 della 54ª Squadriglia del tenente Remorino, due apparecchi della 21ª squadriglia guidati dal maggiore Cerne, tre S.M.79 della 20ª Squadriglia del capitano Guidorzi ed altri tre apparecchi della 20º Squadriglia al comando del tenente Recagno. Un'ora più tardi altri sei apparecchi della 53ª Squadriglia al comando del maggiore Angelo Tivegna attaccarono il campo di Bir Enba. Tutti gli apparecchi tornarono alla base attribuendosi la distruzione di sei velivoli nemici a terra e di depositi di munizioni e combustibile.
Il giorno successivo altri dieci apparecchi dello Stormo (21ª e 54ª Squadriglia) al comando del capitano Guidorzi attaccarono nuovamente la base di Marsa Matrouh sganciando un centinaio di bombe da 50 kg.
Nella missione dell'8 luglio quattro diverse ondate di velivoli del 15º Stormo (11:40 cinque velivoli; 17:15 cinque velivoli; 18:10 tre velivoli; 18:30 cinque velivoli), affiancate de apparecchi del 10º Stormo e del 14º Stormo, attaccarono la flotta inglese nel porto di Alessandria d'Egitto. Le ultime due ondate (in entrambe i casi formate da velivoli della 47ª Squadriglia, al comando del capitano Giuseppe Magrì e del colonnello Silvio Napoli) furono probabilmente coinvolte in un caso di fuoco amico contro navi italiane al largo della costa libica.[4]
Alle 18:10 del 11 luglio apparecchi del 15º Stormo parteciparono all'attacco ad un convoglio di navi inglesi di ritorno dalle coste calabre dove avevano preso parte alla battaglia di Punta Stilo. Nessuna delle navi riportò danni.
Il giorno successivo, 12 luglio, lo Stormo venne nuovamente impegnato in sei diverse ondate contro la base navale di Alessandria. Gli attacchi, coadiuvati da ulteriori ondate del 10º, 14º e 33º Stormo, vennero eseguiti 09:00 e le 14:30, coinvolgendo un totale di 42 velivoli del 15º. Tutti gli apparecchi rientrarono alla base.
Il 13 luglio aerei del reparto, dopo aver attaccato navi inglesi vennero ingaggiati da una piccola formazione di Bristol Blenheim. Probabilmente uno degli S.M.79 fu seriamente danneggiato mentre almeno uno dei Bristol Blenheim venne sicuramente abbattuto e l'abbattimento venne attribuito all'aviere scelto armiere Ornani della 20ª Squadriglia del 46º Gruppo.
Il 16 luglio lo Stormo tornò ad attaccare la base di Marsa Matrouh. In particolare in questo periodo per approfittare della favorevole fase lunare, il 10º ed il 15º Stormo si alternarono in bombardamenti notturni, con il 15º operando nelle notti pari.
[modifica] Agosto
Alla data del 12 agosto lo Stormo aveva in forza 29 velivoli di cui 14 in efficienza. La prima azione del mese di cui si ha traccia è quella effettuata il 16 agosto quando, in collaborazione con velivoli del 33º Stormo, apparecchi S.M.79 del 15º attaccarono un incrociatore e tre cacciatorpediniere inglesi a nord della costa egiziana. L'attacco non ebbe successo ed i velivoli tornarono tutti alla base.
Il giorno dopo, 17 agosto, sempre in collaborazione con il 33º Stormo, il 15º attaccò la flotta inglese a largo di Bardia. L'obiettivo erano le corazzate HMS Warspite, HMS Ramilles e HMS Malaya, nonché l'incrociatore HMS Kent e la loro scorta di cacciatorpediniere. Dopo l'attacco 15 S.M.79 del 15º Stormo vennero ingaggiati da una formazione di Gloster Gladiator e, per la prima volta dall'inizio del conflitto, da un Hawker Hurricane. Tre apparecchi del 15º vennero abbattuti; lo Stormo reclamò l'abbattimento di tre Gloster Gladiator.
Nella furiosa lotta si distinse il 1º aviere - armiere Antonio Trevigni, membro dell'equipaggio dell'S.M.79 ai comandi dei tenenti Cossu e De Camillis della 53ª Squadriglia - 46º Gruppo. Durante l'azione il loro S.M.79 venne attaccato e colpito più volte dai Gloster Gladiator. Noncurante delle gravissime ferite riportate, Antonio Trevigni continuò ad azionare le mitragliatrici da 7.7mm riuscendo ad abbattere almeno uno dei velivoli nemici. Per l'eroismo della sua azione venne successivamente insignito della medaglia d'oro al valor militare; morirà in un ospedale militare in Italia nell'ottobre del 1942 in conseguenza delle ferite riportate nella azione.[4][5]
Il mese di agosto 1940 si concluse per il 15º Stormo con l'importante azione del pomeriggio del 29, quando 15 apparecchi del reparto, in collaborazione con altrettanti del 10º Stormo, attaccarono Marsa Matrouh. Riferimenti alla azione vennero fatti nel Bollettino nº 84 del 30 agosto.[4][6]
[modifica] Settembre
Il 5 settembre 1940 lo Stormo entrò a far parte della neo-costituita 9ª Brigata Aerea Leone della quale fece poi parte fino allo scioglimento di questa brigata il 10 febbraio 1942. Secondo alcune fonti[4] questa data andrebbe spostata al 28 ottobre.
Il 6 settembre lo Stormo effettuò un attacco contro lo snodo ferroviario di Marsa Matrouh. Parteciparono all'azione 15 apparecchi (dieci S.M.79 del 47º Gruppo, guidati dal colonnello Silvio Napoli e dal maggiore Tivegna, e cinque S.M.79 della 21ª Squadriglia guidati dal capitano Lualdi). I velivoli decollarono dalla base di Maraua. L'attacco fu eseguito sotto un intenso fuoco di sbarramento antiaereo e fu contrastato dall'azione di Gloster Gladiator del 112º Squadron. L'attacco ebbe successo e tutti gli apparecchi del 15º tornarono alla base.
Contemporaneamente, un S.M.79 della 20ª Squadriglia, al comando del capitano Guidorzi volava sul porto di Alessandria in una missione di ricognizione diurna.
Il 13 settembre, allo scattare dell'offensiva italiana voluta dal generale Rodolfo Graziani, il 15º Stormo fu chiamato ad un incessante azione di bombardamento e ricognizione che si protrasse almeno fino al 18 settembre.
In rappresaglia degli attacchi inglesi a Bengasi, il 20 settembre otto S.M.79 del 47º Gruppo (colonnello Silvio Napoli) e tre S.M.79 della 20ª Squadriglia (tenente Recagno) attaccarono nuovamente Marsa Matrouh insieme ad altri 35 apparecchi di altri reparti. Ebbe luogo in quell'occasione uno dei bombardamenti più massicci realizzati fin lì dalla Regia Aeronautica. L'obiettivo venne nuovamente colpito il giorno 22 settembre, questa volta da una formazione composta da dieci apparecchi del 15º Stormo, guidati dal maggiore Cunteri, affiancati da altri velivoli del 14º e 9º Stormo.
Il mese di settembre si chiuse in modo tragico per il reparto. Infatti, il 30 settembre 1940 lo Stormo subì un primo pesante bombardamento sulla base di Maraua. La base venne attaccata da parte di una formazione di sette Bristol Blenheim del 113º Squadron che giunse sull'obiettivo proprio mentre alcuni apparecchi del 15º si accingevano a decollare. La contraerea italiana scambiò i velivoli inglesi per apparecchi italiani. Come conseguenza il fuoco di sbarramento iniziò quando ormai era troppo tardi. Il reparto venne duramente colpito. Un S.M.79 venne centrato in pieno, esplodendo sulla pista. Un altro venne distrutto, sei, di cui due gravemente, danneggiati. La pista venne resa inutilizzabile. Il prezzo dell'attacco in termini di vite umane fu elevato; ci furono sei morti (tenente D'Ignazio, sotto tenente Costanzo, sergente maggiore Marcantoni, sergente Goggi ed altri due non identificati) e sei feriti.
[modifica] Ottobre - Novembre
Il 5 ottobre 13 apparecchi del 15º Stormo parteciparono ad una nuova azione contro Marsa Matrouh.
L'8 ottobre il 46º ed il 47º Gruppo vennero arretrati a Castel Benito per essere riequipaggiati. Dieci dei velivoli in efficienza furono ceduti al 54º Gruppo mentre i rimanenti ad altre Squadriglie. I velivoli non in efficienza rimasero in forza al 15º.
Non sono disponibili ulteriori dati relativamente all'attività del reparto tra ottobre e la fine di novembre.
[modifica] Dicembre
Il mese di dicembre 1940 inizia per il 15º Stormo con un nuovo pesante bombardamento inglese che colpì il reparto il 7 dicembre presso l'aeroporto di Castel Benito. In questa occasione vennero distrutti tre S.M.79 ed altri 12 furono seriamente danneggiati. Gravi perdite subirono anche le linee volo di altri reparti di stanza sull'aeroporto.
Di lì a due giorni, il 9 dicembre, iniziava l'offensiva inglese in Nord Africa, nota come Operazione Compass. Dopo l'iniziale confusione nelle reazioni da parte del comando italiano, l'11 dicembre i velivoli efficienti del 15º Stormo, inizialmente destinati a rientrare in patria, vennero spostati al fronte sugli aeroporti cirenaici di Ain el Gazala (T4) e di Sidi Hamed el Magrum.
Il 15º iniziava un intenso ciclo di operazioni contro l'avanzata inglese.[7]
Il giorno 13 dicembre lo Stormo tornò in azione. Tre S.M.79 del 54º Gruppo al comando del maggiore Cunteri decollarono dal campo Z1 per attaccare truppe nemiche nella zona di Sidi Omar, mentre il tenente Recagno, con un velivolo della 20ª Squadriglia effettuava una missione di ricognizione nella zona di confine per verificare la situazione delle truppe italiane a terra. Sempre il 13, nel pomeriggio, altri tre S.M.79 della 21ª Squadriglia al comando del tenente Medun decollavano da Z1 per attaccare la zona di Gabr bu Fares. Durante l'azione i velivoli dello Stormo vennero attaccati da una formazione di Hawker Hurricane, probabilmente del 33º Squadron. Tutti gli apparecchi del 15º rientrarono alla base (due su Z1, uno atterrò su T5).
Il giorno 14 dicembre varie formazioni del 15º attaccavano colonne nemiche in movimento. Iniziava una formazione di tre S.M.79 decollata da Z1 al comando del tenente Romagna-Manoja; il loro obiettivo era una colonna alleata in marcia verso la Via Balbia. Altri tre S.M.79, decollati ancora una volta da Z1 e questa volta al comando del capitano De Cecco, attaccavano con successo una colonna meccanizzata. Sulla via del ritorno due velivoli si separarono ed il terzo si unì ad una formazione del 41º Stormo. Durante questa fase il velivolo venne attaccato da alcuni Gloster Gladiator riuscendo ad evadere l'attacco con minimi danni. Intanto una terza formazione di quattro S.M.79, questa volta al comando del colonnello Napoli, attaccava da 900 metri di quota una colonna meccanizzata nemica. Anche in questo caso la caccia nemica intercettava i velivoli dello Stormo ma nello scontro che ne seguiva gli S.M.79 uscivano illesi. Nel pomeriggio due ondate (complessivi sette S.M.79) del 15º al comando del capitano Triboldi e del tenente Tramontano bombardavano con bombe da 50 kg una colonna meccanizzata. Altri tre S.M.79, al comando del capitano Lualdi compivano l'ultima missione di bombardamento dello Stormo per la giornata. Intanto il 14 dicembre al 33º Stormo veniva ordinato il rientro in Italia. Cinque dei velivoli del reparto venivano ceduti al 15º Stormo.
Il 15 dicembre lo Stormo era impegnato solo in due azioni di bombardamento nella zona di Sidi Azeiz, ciascuna realizzata con una formazione di 10-12 S.M.79, la prima al comando del capitano De Cecco e la seconda del capitano Lualdi.
L'efficienza dei velivoli stava rapidamente diminuendo. La mattina del 16 dicembre approssimativamente solo la metà degli apparecchi era operativa. In queste condizioni, tre ondate (complessivi dodici S.M.79) del 15º, questa volta guidate dai tenenti Medun e Tramontano e dal capitano Triboldi, tornarono ad attaccare colonne nemiche nella zona di Sidi Azeiz ed Amseat. Il tenente Medun tornava in volo con una formazione di altri tre S.M.79 nell'ultimo tentativo di soccorrere la guarnigione di Sidi Omar. Le ultime due missioni dello Stormo per il 16 dicembre furono guidate nuovamente dal tenente Tramontano e dal capitano Triboldi che nel pomeriggio tornarono ad operare sempre nella zona di Sidi Azeiz per cercare di contenere l'avanzata inglese. Al ritorno dalla missione Triboldi comunicò la definitiva occupazione di Sidi Omar da parte degli inglesi e il passaggio di mano di tutta la baia di Sollum.
Il 17 dicembre cinque S.M.79 del 15º al comando del capitano Triboldi eseguirono un attacco a bassa quota sull'ennesima colonna meccanizata inglese, questa volta nella zona di Bir El Kreighat. Tutti i velivoli rientrarono alla base Z1.
Seguì un periodo di relativo riposo per i mezzi e gli uomini del reparto, fino al giorno 22 dicembre quando la Regia Aeronautica dette il via alla maggiore singola azione di bombardamento dall'inizio della Operazione Compass. Parteciparono un totale di 20 apparecchi, dieci del 41º Stormo e dieci del 15º Stormo al comando del capitano De Cecco. Il 15º si concentrò nell'attacco con bombe da 100 kg della zona di Sidi Azeiz. Durante l'azione i velivoli del reparto vennero attaccati da una formazione di caccia nemici. Ne seguì un combattimento aereo tra gli S.M.79 (che non erano protetti dalla scorta della caccia italiana, che era rimasta a proteggere il 41º Stormo) e gli inglesi. Nove degli S.M.79 riuscirono ad evadere ed atterrare senza ulteriori problemi. Il decimo invece fu costretto ad un atterraggio d'emergenza a circa 30 km al nord di Tobruk. Tra i membri dell'equipaggio si contarono un morto e due feriti. La giornata si chiudeva con una nuova ondata di 10 velivoli del 15º al diretto comando del colonnello Napoli e del capitano Lualdi che tornarono ad attaccare Sidi Azeiz.
Il 23 dicembre nuovi attacchi su Sidi Azeiz guidati dal colonnello Napoli.
Il 25 ed il 26 dicembre il 15º tornò ad attaccare la baia di Sollum sotto il comando del capitano Scagliarini. Il 26 dicembre venne attaccata anche Marsa Matrouh da parte di due S.M.79 guidati dal capitano De Cecco.
Nessuna azione venne condotta dal 15º tra il 27 ed il 29 dicembre. Il 30 dicembre un S.M.79 del 15º operò insieme a mezzi di altri reparti in soccorso alla guarnigione di Giarabub.
Il 1940 si concluse per le forze da bombardamento italiane con l'azione di un S.M.79 della 53ª Squadriglia, al comando del capitano De Cecco, che nel tardo pomeriggio del 31 dicembre effettuò un bombardamento da alta quota della baia di Sollum.
[modifica] Bilancio 1940
Nel periodo compreso tra il luglio ed il dicembre 1940 lo Stormo effettuò più di 140 missioni, di cui circa 30 notturne, e circa 20 ricognizioni strategiche. L'attività portò all'abbattimento di più di venti aerei avversari ed alla distruzione di circa trenta al suolo. In totale furono effettuate più di 2500 ore di volo bellico, al prezzo di 17 uomini e 17 velivoli. Per la sua attività in questo periodo lo Stormo venne insignito della medaglia d'argento al valor militare.
[modifica] Le operazioni belliche nel 1941
[modifica] Gennaio
Il 1 gennaio 1941 lo Stormo venne nuovamente trasferito al campo N3 di Martuba, nei pressi di Derna. Nel pomeriggio la Regia Aeronautica iniziò una serie di operazioni che sarebbero divenute routinarie nelle settimane successive. Si trattava dello sgancio lungo le direttrici dell'avanzata nemica di mine antiuomo di tipo AR-4 (chiamate dagli inglesi Thermos Bomb e nei fatti antesignane del concetto di bomba a grappolo) con capacità di scoppio ritardato (da poche ore a qualche giorno). Questo tipo di operazioni prese il nome di sbarramenti. La prima missione di sbarramento fu realizzata proprio il 1 gennaio 1941 da un velivolo del 15º Stormo ai comandi del capitano Triboldi che, insieme ad un velivolo del 41º Stormo, disperse circa 370 mine durante un passaggio a bassa quota sulla strada El Adem - Sidi Rezegh, a sud di Sollum.
Il 2 gennaio il 15º Stormo tornò ad operare in missioni di sbarramento, questa volta con due S.M.79 rispettivamente ai comandi del capitano Triboldi e del tenente Balli.
Il 3 gennaio continuarono le azioni di sbarramento con due velivoli che operarono ai comandi dei tenenti Balli e Guazzini sganciando mine nella zona della Ridotta Capuzzo. Nella notte un S.M.79 della 54ª Squadriglia ai comandi del tenente Tramontano attaccò i due campi volo di Bir El Kreighat e Bir Dignash.
La notte del 4 gennaio il tenente De Angelis ed il tenente Valsecchi, entrambi della 21ª Squadriglia del 46º Gruppo, attaccarono con i loro S.M.79 la zona di Sollum mentre i tenenti Guazzini e Balli compivano l'ennesima azione di sbarramento questa volta nella zona di Sidi Azeiz.
Il giorno 5 gennaio il 15º tornò ad eseguire azioni di sbarramento con due S.M.79, uno della 21ª Squadriglia, l'altro della 53ª.
Il 6 gennaio le truppe inglesi erano ormai alle porte de Tobruk. Per quanto riguarda la Regia Aeronautica il maresciallo Rodolfo Graziani comunicò che non era più in grado di svolgere alcuna funzione offensiva. Da Roma giunse la decisione di limitare l'azione dei bombardieri S.M.79 alle sole ore notturne o a missioni di ricognizione a diretto supporto delle truppe di terra. Conseguentemente iniziò la riorganizzazione della Vª Squadra Aerea di cui il 15º Stormo faceva parte. Il 15º Stormo cedette alcuni velivoli in efficienza al 52º Gruppo del 34º Stormo che si rischierava a Tripoli. Contemporaneamente il 47º Gruppo del 15º Stormo, in quel momento basato a Maraua, si preparò a muovere a Tripoli mentre il 46º Gruppo di preparò a muovere da N3 (Martuba) a Sidi El Magrum. A questo punto l'azione degli S.M.79 del 15º Stormo e degli altri reparti era fortemente limitata dalle gravi perdite subite nei giorni precedenti, dalla ormai cronica scarsa efficienza dei mezzi rimasti, dalla penuria di caccia di scorta e dalla necessità di continui ripiegamenti legati all'incessante avanzata inglese. Conseguentemente il 6 gennaio vennero effettuate solo tre azioni di sbarramento da parte del 15º Stormo.
L'8 gennaio riuscì a lanciare alcune sortite con velivoli della 53ª, 54ª e 21ª Squadriglia. A questo punto e fino alla fine del mese (9, 10, 14, 15, 20, 23, 24, 26 gennaio) le principali azioni del 15º Stormo consistevano in missioni di sbarramento e raid notturni su Ridotta Capuzzo, Gambut, Bu Amud, Sidi Rezegh e El Adem.
Particolarmente sfortunata fu l'azione notturna del 21 gennaio quando le quattro squadriglie del 15º, in collaborazione con altrettante del 41º Stormo, sganciarono per errore le loro bombe su un gruppo di prigionieri di guerra italiani ammassati a circa tre miglia a nord di El Adem, determinandone la morte di un numero imprecisato (50-300).
Quella notte però coincise anche con il prologo ad una azione eroica da parte di uno degli uomini dello Stormo. Infatti durante il bombardamento notturno della 54ª Squadriglia sulla direttrice Ridotta Capuzzo - El Adem uno dei velivoli (S.M.79 MM22233) fu costretto ad atterrare nella zona di Agebadia per un guasto al motore. Il pilota valutò che il velivolo poteva essere riparato sul posto e perciò lo affidò al sergente maggiore motorista Morettin, lo specialista dell'equipaggio che fu successivamente raggiunto da altri quattro tecnici. Il 7 febbraio il 15º Stormo era pronto per il rimpatrio in Italia ma non era disponibile alcun pilota per recuperare il velivolo ormai in condizioni di volare. Morettin ed i suoi uomini, senza indicazioni precise, decisero anziché distruggere l'apparecchio e consegnarsi agli inglesi di tentare la sorte e volare alla base. Aiutato ai comandi dall'allievo aviere montatore Zucco, il sergente maggiore Morettin decollò dal deserto e dopo un volo di circa 50 km con solo due motori atterrò sul campo di Misurata. Per questa azione Morettin venne insignito della medaglia d'argento al valor militare. Il velivolo venne rimpatriato e continuò ad essere utilizzato dalla Regia Aeronautica.
[modifica] Febbraio
Il 1 febbraio un S.M.79 della 20ª Squadriglia effettuò la consueta azione di sbarramento contro le colonne nemiche. Questa volta l'obiettivo era la direttrice Derna - Bengasi, nelle zone di El Hamama e Tecnis. Questo genere di attacchi vennero ripetuti dal 15º nei due giorni successivi. Il 3 febbraio lo Stormo attaccò anche il campo di volo di Tmimi (oggi Al Tamimi).
Dopo l'ultima missione del giorno 3, il 4 febbraio ripiegò a Zuara in Tripolitania. Si trattava dell'ultima tappa prima del rientro in patria dopo otto mesi di massacrante attività che aveva visto il reparto operare quasi ininterrottamente.
Lo Stormo lasciò i suoi ultimi nove S.M.79 in efficienza ad altri reparti (sei andarono al 34º Stormo, uno al 41º Stormo e l'ultimo al 54º Gruppo).
[modifica] Marzo - Dicembre
Il rientro in Italia concludeva il 2 marzo 1941. La restante parte dell'anno era dedicato alla transizione sui bombardieri Caproni Ca.313, con lo Stormo riorganizzato sulla base di Vicenza.
[modifica] Le operazioni belliche nel 1942
Il lungo addestramento del 1941 risultò però vano quando l'8 maggio 1942 il reparto fu convertito in Stormo da Combattimento e poi in Stormo d'Assalto, riequipaggiato con i C.R.42. L'addestramento con la nuova macchina terminò nell'agosto 1942. Il 7 settembre 1942 il reparto fu fatto tornare a combattere in Libia, inizialmente dall'aeroporto di Bengasi da dove iniziarono subito ad operare gli aerei della 54ª Squadriglia del 47º Gruppo. Il 14 settembre il reparto attaccò le colonne nemiche che avevano inflitto seri danni all'aeroporto di Barce.
Il 20 settembre 1942 la 20ª e 21ª Squadriglia (46º Gruppo) si trovavano dislocate presso El Adem mentre la 53ª e 54ª (47º Gruppo) erano a Barce.
Durante il mese di ottobre il reparto venne utilizzato anche per la vigilanza delle coste egiziane e la protezione dei convogli dell'Asse. Nel mentre, e per tenere il passo con i rapidi movimenti del fronte, lo Stormo dovette effettuare numerosi trasferimenti. Da Bengasi (K1) al K3, poi nuovamente al K1, poi a Uadi Tamet, a Bu Amud, ad Agedabia, nuovamente a Uadi Tamet, a Castel Benito, ed infine a Sorman.
[modifica] Il 1943 e lo scioglimento del reparto
Presso Sorman, nel gennaio del 1943 lo Stormo, ormai ridotto a pezzi, ricevette l'ordine di rimpatrio. Seguì un mese di licenza e poi nel marzo dello stesso anno il reparto si trasferì a Vicenza. Qui inizialmente era previsto il riequipaggiamento con i Fiat G.50 ma ciò non avvenne ed il reparto tornò a volare con i C.R.42.
Il 21 maggio 1943 il reparto tornò operativo. Il 15º Stormo fu trasferito in Sardegna, con il 46º Gruppo presso Capoterra ed il 47º Gruppo presso Oristano.
A luglio una parte del reparto (i velivoli più efficienti) tornava a schierarsi sulla penisola, presso Pontedera con compiti di vigilanza ed intercettazione. La restante parte (circa 15 velivoli) rimaneva ad Oristano.
L'11 luglio 1943 circa 15 dei migliori C.R.42 ancora disponibili al 15º Stormo vennero raggruppati nella 20ª e 53ª Squadriglia ed inviati a Palermo-Boccadifalco per fronteggiare gli sbarchi alleati in Sicilia.
Il 29 luglio 1943 i pochi velivoli rimasti abbandonarono la Sicilia e si trasferirono alla base di Firenze Peretola dove il reparto venne colto al momento dell'armistizio dell'8 settembre. Impossibilitato a continuare, lo Stormo venne sciolto.
[modifica] La ricostituzione come 15º Stormo S.A.R.
Il 15º Stormo fu ricostituito alle dipendenze del Comando Trasporto e Soccorso Aereo il 1º ottobre 1965 sull'aeroporto di Ciampino, come Stormo SAR (Search and Rescue), composto dall'84º Gruppo velivoli (HU-16A), con le sue squadriglie 140ª e 287ª, e dall'85º Gruppo elicotteri (AB.47J, AB.47J.3 ed AB.204B), con le sue squadriglie 142ª e 288ª, nonché da due sezioni miste basate a Linate (1º Distaccamento SAR) e Grottaglie (3º Distaccamento SAR). Il 2º Distaccamento SAR di Ciampino si identificava con la sezione in turno d'allarme del 15º Stormo. Ciascun distaccamento contava su tre equipaggi di pronto impiego con gli HU-16 e di tre equipaggi di pronto impiego con elicottero. Complessivamente il reparto aveva a disposizione 5 HU-16 (3 efficienti), 5 AB.47J (4 efficienti), 7 AB.47J.3 (5 efficienti) e 7 AB.204B (5 efficienti).
Fin dall'inizio lo Stormo operò nel contesto di missioni molto delicate. Già il 4 ottobre 1965 ad esempio i velivoli del reparto erano impegnati per la scorta al velivolo sul quale viaggiava Sua Santità Paolo VI nel suo viaggio a New York per il discorso alle Nazioni Unite.
Il 1 marzo 1971 il reparto venne ufficialmente intitolato, su richiesta dei suoi uomini, al generale di Brigata Aerea Stefano Cagna, MOVM, già comandante del 15º Stormo negli anni immediatamente precedenti la guerra, morto in azione di combattimento nel 1940.
Nel giugno 1973, in occasione del supporto aereo offerto dal 15º Stormo agli organizzatori della gara motonautica di endurance Bellaria-Abbazia, un HU-16 rischierato per l'occasione a Cervia venne intercettato da velivoli dell'Aeronautica Militare Jugoslava a sud di Capo Promontore e costretto ad atterrare a Pola; l'aereo ed il suo equipaggio furono rilasciati solo il giorno seguente.
Nell'estate del 1976 iniziò la radiazione degli ormai vetusti HU-16. A partire dal 12 agosto 1977 lo Stormo ricevette i primi HH-3F, divenuti pienamente operativi nel 1979.
L'ultima missione operativa della componente ad ala fissa del 15º Stormo avvenne il 29 giugno 1979, quando, a soli tre giorni dalla definitiva radiazione, un HU-16A partecipò alle ricerche dei naufraghi della collisione tra due motonavi a largo di Santa Marinella.
In totale furono acquistati per lo Stormo 35 elicotteri HH-3F, di cui un primo lotto di 20 unità nel 1977 e un secondo di 15 agli inizi degli anni '90. Dal marzo 2006 è iniziato il programma di aggiornamento degli elicotteri HH-3F, inizialmente destinato a concludersi entro il 2009.
[modifica] Il 15º Stormo oggi
Dopo numerosi cambi di base e riorganizzazioni interne, lo Stormo spostò la sua sede dal 6 ottobre 1997 presso l'aeroporto di Pratica di Mare. A partire dal 5 ottobre 2010 lo Stormo ha trasferito il suo Comando presso l'aeroporto militare di Cervia-Pisignano[8].
Dal 1993 in poi, il 15º Stormo, oltre alle missioni di supporto alla popolazione civile svolte durante gli eventi calamitosi (terremoti ed alluvioni) che hanno colpito l'Italia, è stato anche impegnato con compiti di ricerca e soccorso nelle zone ostili delle varie operazioni all'estero condotte dalle forze armate italiane come quelle svolte in Somalia, Albania, Bosnia, Kossovo, Iraq. Dal 2001 allo Stormo è stato assegnato anche il nuovo ruolo operativo di Slow Mover Interceptor (SMI) nell'ambito della difesa aerea.
Nel 2008 è stato avviato il programma per la sostituzione degli HH3F con 12 nuovi elicotteri (630 milioni di euro, attraverso stanziamenti tratti dal bilancio ordinario del Ministero della difesa e dal bilancio del Ministero dello sviluppo economico sulla base delle disposizioni di cui art. 2, comma 179 della legge n. 244/2007, legge finanziaria 2008). La durata prevista del programma è di sette anni, tra il 2008 ed 2014, con la prima consegna di un elicottero prevista a metà del 2012, il conseguimento della piena capacità operativa a fine 2013 e la consegna dell’ultimo mezzo nel 2015.
Il candidato a sostituire nel ruolo C/SAR gli HH-3F alla fine della loro vita operativa è stato individuato nell'elicottero pesante EH-101 (rinominato dal 2007 AW101), in apposita versione C/SAR.[9] Come sostituto dell'HH-3F nel ruolo SAR è invece in considerazione l'opzione rappresentata dal Agusta Westland AW139 o dal Agusta Westland AW149.
Attualmente il 15º Stormo è composto da 5 gruppi di volo sparsi nella penisola italiana e da una squadriglia di collegamento:
- 81º Centro CAE (Centro Addestramento Equipaggi) sull'aeroporto di Pisignano di Cervia, dotato di elicotteri HH-3F ed AB-212, attualmente sotto il comando del tenente colonnello pilota Emilio Rossini. Dal 5 ottobre 2010 l'81º Centro CAE è stato trasferito dalla precedente sede di Pratica di Mare a quella di Pisignano di Cervia, insieme al comando di Stormo;
- 82º Centro C/SAR di Trapani, dotato di elicotteri HH-3F, attualmente sotto il comando del maggiore pilota Giacomo Zanetti;
- 83º Gruppo C/SAR sull'aeroporto di Cervia-Pisignano, dotato di elicotteri HH-3F, attualmente sotto il comando del tenente colonnello pilota Michele Martinelli (dal 21 ottobre 2010 dal maggiore pilota Andrea Nanni). Dal 5 ottobre 2010 l'83º Centro C/SAR è stato trasferito dall'aeroporto di Rimini-Miramare all'attuale sede di Cervia-Pisignano, sede dello Stormo, ed ha assunto la denominazione di 83º Gruppo C/SAR[10];
- 84º Centro C/SAR di Brindisi, dotato di elicotteri HH-3F, attualmente sotto il comando del maggiore pilota Massimo Murri;
- 85º Centro C/SAR di Pratica di Mare, dotato di elicotteri HH-3F, attualmente sotto il comando del maggiore pilota Diego Sismondini. Con il trasferimento del comando del 15º Stormo a Cervia, a partire dal 27 settembre 2010 l'85º Gruppo è stato riorganizzato in Centro C/SAR[10].
- 615ª Squadriglia Collegamenti, dotata di elicotteri NH 500. Dal 5 ottobre 2010 la 615ª Squadriglia è stata trasferita dalla precedente sede di Pratica di Mare a quella di Pisignano di Cervia, insieme al comando di Stormo[10].
Dal 5 ottobre 2010 il Comandante del 15º Stormo è il colonnello pilota Ludovico Chianese.
[modifica] L'attività
Di seguito viene presentato uno specchio riepilogativo dell'attività di volo del 15º Stormo dalla sua ricostituzione ad oggi.[11][12][13]
| Anno | Ore di volo | Ore di volo operative | Persone soccorse |
|---|---|---|---|
| 1965 | 7.535 | 1.597,55 | 143 |
| 1966 | 7.070,20 | 1.450,25 | 889 |
| 1967 | 6.136,20 | 1.515,20 | 207 |
| 1968 | 5.619,55 | 1.397 | 230 |
| 1969 | 5.269,10 | 1.079,55 | 153 |
| 1970 | 5.947,15 | 1.674,45 | 153 |
| 1971 | 6.453 | 1.973 | 176 |
| 1972 | 6.652 | 1.928 | 107 |
| 1973 | 6.690 | 1.931 | 289 |
| 1974 | 5.648 | 1.665 | 99 |
| 1975 | 6.360 | 1.690 | 110 |
| 1976 | 5.026,55 | 1.142,35 | 79 |
| 1977 | 6.860,00 | 1.027,55 | 86 |
| 1978 | 6.651,50 | 1.142,25 | 439 |
| 1979 | 5.418,25 | 1.131,30 | 49 |
| 1980 | 5.543,15 | 1.845,05 | 32 |
| 1981 | 5.363,50 | 1.221,45 | 150 |
| 1982 | 5.300,15 | 1.074,05 | 118 |
| 1983 | 5.079,10 | 904,20 | 155 |
| 1984 | 5.665.35 | 2.056.05 | 73 |
| 1985 | 8.316,55 | 1.943,55 | 268 |
| 1986 | 8.933,35 | 2.227,20 | 122 |
| 1987 | 9.904,05 | 1.340,50 | 93 |
| 1988 | 7.584,55 | 539 | 192 |
| 1989 | 6.279,10 | 530,25 | 150 |
| 1990 | 6.596,15 | 482,20 | 106 |
| 1991 | 6.582,40 | 1.283 | 196 |
| 1992 | 7.566,25 | 1.042,30 | 89 |
| 1993 | 6.891,45 | 1.486,45 | 63 |
| 1994 | 6.979,45 | 827,30 | 105 |
| 1995 | 7.495 | 688 | 180 |
| 1996 | 7.419 | 474 | 117 |
| 1997 | 6.604 | 314 | 101 |
| 1998 | 6.785 | 261 | 258 |
| 1999 | 6.116 | 888 | 263 |
| 2000 | 6.517 | 556 | 104 |
| 2001 | 6.831 | 962 | 54 |
| 2002 | 5.535 | 282 | 27 |
| 2003 | 6.348 | 1.454 | 571 |
| 2004 | 6.950 | 1.790 | 28 |
| 2005 | 6.709 | 1.626 | 20 |
Per il periodo 2006-2009 i dati non sono ancora disponibili.
Il totale delle ore di volo ascende ad oltre 269.000 ore, di cui più di 50.400 ore di volo operativo. Dal 1965 ad oggi il reparto ha soccorso più di 6.840 persone.
[modifica] I comandanti
Vengono di seguito elencati i comandanti del 15º Stormo, dalla sua prima costituzione ad oggi, nonché le note salienti relative all'attività del reparto durante il loro mandato.
- giugno - ottobre 1931, colonnello Tullio Toccolini.
- ottobre 1931 - luglio 1932, tenente colonnello Paride Sacchi.
- luglio 1932 - maggio 1934, tenente colonnello Arnaldo Sabatini.
- maggio 1934 - giugno 1935, colonnello Francesco Marini.
- giugno 1935 - giugno 1936, colonnello Federico Zapelloni.
- giugno 1936 - aprile 1939, colonnello Stefano Cagna, Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria.
- aprile - giugno 1939, tenente colonnello Alessandro Miglia.
- giugno 1939 – maggio 1942, colonnello Silvio Napoli. Sotto il suo comando si verifica l'entrata dell’Italia nella seconda guerra mondiale.
- maggio 1942 - luglio 1943, tenente colonnello Raffaello Colacicchi.
- luglio 1943 – settembre 1943, tenente colonnello Giovanni Morbidelli. Sotto il suo comando lo Stormo, sorpreso dall'armistizio a Firenze, viene sciolto.
- ottobre 1965 – ottobre 1966, colonnello Alberto Civalleri. Primo comandante del ricostituito 15º Stormo SAR.
- ottobre 1966 – ottobre 1967, colonnello Bruno Dalè. Sotto il suo comando il 15º Stormo partecipa ai soccorsi per l'alluvione di Firenze e del Veneto.
- ottobre 1967 – ottobre 1968, colonnello Girolamo Rosati. Sotto il suo comando il 15º Stormo partecipa ai soccorsi per il terremoto del Belice.
- ottobre 1968 – ottobre 1969, colonnello Vincenzo Filippetti. Sotto il suo comando il 15º Stormo partecipa ai soccorsi per l'alluvione nel Biellese.
- ottobre 1969 - ottobre 1970, colonnello Mario Mitchell. Il 15º Stormo partecipa nelle ricerche in mare dei naufraghi della motonave Fusina, nei pressi di Capo Sandalo.[14]
- ottobre 1970 - ottobre 1971, colonnello Giuseppe Sallustio. Sotto il suo comando il 15º Stormo partecipa ai soccorsi per l'alluvione in Liguria ed ai soccorsi in occasione del naufragio della Heleanna.
- ottobre 1971 - ottobre 1972, colonnello Salvatore Marino.
- ottobre 1972 - ottobre 1975, colonnello Federico Lenci.
- ottobre 1975 - luglio 1978, colonnello Luciano Bocus. Sotto il suo comando il 15º Stormo partecipa ai soccorsi per il terremoto del Friuli. Inizia la radiazione degli HU-16 ed il passaggio all'HH-3F.
- luglio 1978 – agosto 1979, colonnello Domenico Bonazzoli. Sotto il suo comando il 15º Stormo partecipa ai soccorsi per l'alluvione della Val d'Ossola. Il 29 giugno 1979 i mezzi del reparto partecipano alle operazioni di ricerca e soccorso in occasione della tragedia causata dalla collisione in mare nei pressi di Capo Linaro (Santa Marinella), tra la Emmanuelle Delmas e la Vera Berlingieri.
- agosto 1979 - settembre 1981, colonnello Gian Paolo Chiappini. Nel novembre del 1979 è soppresso il 3º Distaccamento SAR di Brindisi per riaprire un anno dopo come 84º Centro SAR. Sempre nel 1980 è ricostituito l'83º Centro SAR a Rimini. A cavallo tra la fine del 1980 e l'inizio del 1981 il 15º Stormo partecipa ai soccorsi alle popolazioni colpite dal terremoto dell'Irpinia nonché ai soccorsi alle popolazioni della Sila isolate per più di un mese a causa della neve. In precedenza, nella notte del 27 giugno 1980, due HH-3F del reparto, su richiesta del comando del Soccorso Aereo di Martina Franca, hanno partecipato alle iniziali operazioni di ricerca nella zona dell'incidente del volo Itavia poi conosciuto come Strage di Ustica.[15]. Sotto il comando del colonnello Chiappini apre il nuovo centro SAR di Trapani, da allora sede dell'82º Centro; viene invece soppresso il distaccamento SAR di Linate.
- settembre 1981 - agosto 1983, colonnello Vittorino Zardo.
- agosto 1983 - settembre 1984, colonnello Aldo Ferraguto. Il 15º Stormo rischiera uomini e mezzi in Marocco, presso Kenitra, per partecipare alle operazioni nell'Oceano Atlantico per la ricerca dei naufraghi della Tito Campanella.[16]
- settembre 1984 - settembre 1985, colonnello Maurizio Pastorino. Il 15 ottobre viene ricostituito il 46º Gruppo, sulle squadriglie 53ª e 54ª. Il gruppo assume la denominazione di 46º Gruppo Protezione Civile sotto il comando del tenente colonnello Marcomin al quale seguiranno il tenente colonnello Nieri ed il tenente colonnello Savazzi. Vengono assegnati allo Stormo gli aerei anfibi Canadair CL-215 per la lotta agli incendi boschivi.
- settembre 1985 - settembre 1986, colonnello Valtero Pomponi. Vengono assegnati al 15º Stormo due elicotteri A109 della Protezione Civile. Il 15º Stormo è allertato per l'emergenza legata al sequestro della Achille Lauro e rischiera 4 HH-3F ad Akrotiri.
- settembre 1986 - settembre 1987, colonnello Cesarino Ferrara.
- settembre 1987 - ottobre 1988, colonnello Francesco de Liguoro. Comincia lo smantellamento del 46º Gruppo; i due A109 sono ceduti alla Protezione Civile.
- ottobre 1988 - settembre 1991, colonnello Nello Barale. Il 15º Stormo partecipa alle ricerche a seguito del naufragio della Posillipo Loran[17] nonché in occasione della collisione in acque allora jugoslave tra le navi Deval e Selin. A giugno del 1989 il 15º Stormo cede alla 46ª Brigata Aerea i tre G-222 del 46º Centro Protezione Civile, nonché i CL-215 che vanno al Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio.
- settembre 1991 - settembre 1993, colonnello Luciano Massetti. Sotto il suo comando, tra il gennaio 1993 ed il luglio dello stesso anno, una cellula del 15º Stormo viene rischierata a Mogadiscio, partecipando alla missione internazionale in Somalia nell'ambito del contingente italiano IBIS.
- settembre 1993 - settembre 1994, colonnello Maurizio Conti.
- settembre 1994 - settembre 1995, colonnello Gianfranco Trinca. Sotto il suo comando il 15º Stormo partecipa ai soccorsi per l'alluvione del Piemonte. Mezzi del reparto partecipano in varie missioni di ricerca e soccorso in mare.
- settembre 1995 - settembre 1996, colonnello Mario Sorino. Il 15º Stormo partecipa alle ricerche a seguito del naufragio nella zona di Alicudi della portacontainer tedesco Koraline, nota per essere una delle cosiddette "navi dei veleni"[18].
- settembre 1996 - agosto 1998, colonnello Luca Valeriani. Sotto il suo comando il 15º Stormo partecipa al soccorso alle popolazioni in occasione della frana di Sarno ed alla operazione Alba (e successivamente Alba 2) correlate con l'enorme afflusso di profughi dall'Albania. Nel 1997 viene infatti costituito un distaccamento speciale, presso il Comando dell'84º Centro SAR di Brindisi comandato dal tenente colonnello Antonio Albanese, costituito da 6 elicotteri HH-3F. Un elicottero partecipa anche alle ricerche dei naufraghi sopravvissuti alla collisione fra la motonave albanese Kater I Rades[19] e la corvetta Sibilla della Marina Militare Italiana.
- agosto 1998 - settembre 1999, colonnello Carmine De Luca. Il 15º Stormo partecipa alla Missione Arcobaleno in Albania.
- settembre 1999 - gennaio 2001, colonnello Pierluigi Leonarduzzi. Sotto il suo comando il 15º Stormo continua nella partecipazione alla Missione Arcobaleno in Albania. In questo periodo i mezzi del reparto operarono anche per il soccorso alle popolazioni in occasione delle alluvioni di Soverato, nel Ferrarese, a Cervinara.
- gennaio 2001 - luglio 2002, colonnello Leonardo Forliano. Sotto il suo comando al 15º Stormo viene assegnato un nuovo ruolo operativo come Slow Mover Interceptor (SMI). Una cellula del 15º Stormo si rischiera a Sarzana (La Spezia) e partecipa al servizio di difesa aerea dispiegato durante il G8 di Genova. Il reparto viene nuovamente chiamato a svolgere compiti SMI nel giugno 2002 in occasione del vertice mondiale della FAO svolto a Roma.
- luglio 2002 - ottobre 2003, colonnello Vittorio Mulas. Il 15º Stormo partecipa, in funzione Slow Mover Interceptor al servizio di difesa aerea della base di Pratica di Mare durante il vertice NATO-Russia. Il reparto partecipa ai soccorsi in occasione del terremoto del Molise del 2002 e, nel dicembre dello stesso anno, ai soccorsi legati all'emergenza determinata dalle onde di tsunami verificatesi sull'isola di Stromboli per effetto di una frana sottomarina in località Sciarra del Fuoco. Nel marzo 2003 inizia il rischieramento di una cellula di volo del 15º Stormo in Iraq, nell'ambito dell'Operazione Antica Babilonia.
- ottobre 2003 - gennaio 2004, tenente colonnello Roberto Preo. Il 15º Stormo continua nel sul impegno in Iraq. Il 15º Stormo partecipa ai soccorsi alle popolazioni colpite dell'alluvione nelle Puglie. Nell'ottobre 2003 il 15º Stormo partecipa, in funzione Slow Mover Interceptor, al servizio di difesa aerea di Roma dispiegato in occasione della riunione della Conferenza intergovernativa dei paesi dell’Unione Europea per stesura della prima Costituzione europea.
- gennaio 2004 - settembre 2004, colonnello Vittorio Mulas. Il 15º Stormo continua nel sul impegno in Iraq.
- settembre 2004 – ottobre 2005, colonnello Stefano Mariotti. Il 15º Stormo partecipa, in funzione Slow Mover Interceptor, al servizio di difesa aerea di Roma in occasione della firma della Costituzione europea. Sempre con compiti SMI, il 15º partecipa nella primavera del 2005 alla difesa aerea di Roma e dei pellegrini giunti nella capitale in occasione dei funerali di Giovanni Paolo II e dell'elezione al soglio pontificio di Papa Benedetto XVI. Continua l'impegno in Iraq.
- ottobre 2005 - ottobre 2006, colonnello Giuseppe Di Maio. Nel febbraio 2006 il 15º Stormo partecipa in funzione Slow Mover Interceptor sia al servizio di difesa aerea organizzato per vigilare su Torino durante i XX Giochi Olimpici Invernali che a quello predisposto in occasione della riunione informale dei ministri della Difesa dei paesi della NATO svoltosi a Taormina.
- ottobre 2006 – settembre 2008, colonnello Antonio Albanese. Sotto il suo comando, nel mese di dicembre 2006, termina il rischieramento della cellula del 15º Stormo in Iraq nell'ambito della missione Antica Babilonia. Continua l'impegno in Italia nel ruolo SMI (visita in Italia del presidente degli USA, George W. Bush). Fra le varie missioni di soccorso, da evidenziare il recupero notturno dei 16 membri dell'equipaggio dello yacht australiano Loki[20] impegnato nella 28ª edizione della Rolex Middle Sea Race, alla deriva al largo di Castellamare del Golfo (Trapani), azione per la quale l'intero equipaggio è stato insignito della medaglia d'argento al valore aeronautico.[21][22]
- settembre 2008 - ottobre 2010, colonnello Roberto Preo. Il 23 di ottobre del 2008 un HH-3F del 15º Stormo, nel corso di un volo di trasferimento, precipita in Francia, causando il decesso degli 8 uomini a bordo. Il 15º Stormo partecipa ai soccorsi alle popolazioni colpite dal terremoto dell'Aquila del 2009 e soccorre i colpiti dall'alluvione di Messina del 2009. Nel luglio 2009 il 15º Stormo partecipa, in funzione Slow Mover Interceptor, al servizio di difesa aerea dispiegato durante il G8 dell'Aquila. Nel settembre 2010 l'85º Gruppo è riorganizzato in 85º Centro C/SAR. Dal 5 ottobre 2010 il comando del 15º Stormo e l'81º Centro CAE si trasferiscono a Cervia.
- ottobre 2010, colonnello Ludovico Chianese.
[modifica] Araldica
-
Distintivo del 15º Stormo Bombardamento Terrestre durante il periodo in cui questo era attivo nell'ambito della 9ª Brigata Aerea Leone. Non esistono evidenze certe di quale sia stato lo stemma del reparto tra la sua costituzione ed il 1936.[23]
-
Distintivo del 15º Stormo d'Assalto, in uso tra il settembre 1942 e l'8 settembre 1943.[23]
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Primo distintivo del 15º Stormo SAR, ricostituito il 01 ottobre 1965. Lo stemma venne autorizzato dallo Stato Maggiore dell'Aeronautica nel 1966.[23]
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Distintivo del 15º Stormo SAR, usato a partire dal 1972.[23]
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Attuale distintivo del 15º Stormo, usato a partire dal 1978. Scompare l'indicazione della specialità. Versione ad alta visibilità.[23]
-
Attuale distintivo del 15º Stormo. Versione a bassa visibilità sviluppata negli anni '90.[23]
[modifica] Grido
In tutti i reparti dell'Aeronautica Militare è d'uso sin dagli anni trenta far precedere ai brindisi il grido stilizzato dell'aquila Gheregheghez, ghez! Gheregheghez, ghez! Gheregheghez, ghez ghez ghez![24]. Il grido, che trae la sua origine dai "saluti alla voce" urlati sui campi volo della prima guerra mondiale fu coniato in seno al 1º Stormo caccia intorno al 1924. L'uso si estese con il tempo ad altri reparti della Regia Aeronautica fondamentalmente a causa dei trasferimenti di personale. Col tempo alcuni stormi hanno modificato la tradizione e tra questi il 15º Stormo che usa tradizionalmente Mamm' aiut, aiut! Mamm' aiut, aiut! Mamm' aiut, aiut aiut aiut!. Nel caso del 15º Stormo, l'origine del grido è da associare al soprannome che fu assegnato al velivolo CANT Z.501, Gabbiano impiegato sia nella ricognizione marittima che nel soccorso aereo durante la seconda guerra mondiale e che risultava poco difendibile in caso di attacco aereo e pericoloso in fase di ammaraggio per gli stessi equipaggi. Ciò nonostante, il "Mammaiut" portò a termine numerose missioni di salvataggio di aviatori precipitati in mare durante il conflitto.[25][26]
[modifica] Decorazioni
| Medaglia d'Argento al Valor Militare | |
| «Intervenendo direttamente nell'azione, attaccando di giorno e di notte ed in avverse condizioni, apprestamenti, truppe e reparti corazzati, non senza duri e sanguinosi sacrifici, infliggevano perdite gravissime al nemico concorrendo validamente ad arginarne la marcia.» — Cieli del Mediterraneo, dell'Egitto e della Marmarica, dicembre 1940.[27] |
| Medaglia d'Argento al Valor Civile | |
| «Con generoso contributo di uomini e mezzi si prodigava nelle operazioni di soccorso alle popolazioni di territori devastati da una violenta alluvione, affrontando, con elevato senso di solidarietà ed ardimentoso impegno, situazioni di estremo pericolo ed assicurando, anche nelle più ardue contingenze, il tempestivo ricovero di feriti ed il costante rifornimento di ingenti viveri e medicinali. Lo spirito di operante abnegazione dei militari dello Stormo trovava, con l'unanime apprezzamento dell'opinione pubblica, l'ammirata riconoscenza delle popolazioni interessate.» — Toscana e Veneto, autunno 1966.[28] |
| Medaglia d'Argento al Valore Aeronautico | |
| «In occasione del terremoto del 23 novembre 1980 interveniva immediatamente nelle località delle provincie della Campania e della Basilicata sconvolte dall'immane disastro. Sfidando avverse condizioni atmosferiche, operando in zone impervie e, in molti casi, non altrimenti raggiungibili, provvedeva a sgomberare feriti, trasportare e distribuire viveri, trasferire personale medico, plasma e medicinali nei centri maggiormente danneggiati ed inaccessibili per via ordinaria. Il tempestivo impiego di tutti i mezzi a disposizione, lo sprezzo del pericolo e lo spirito di sacrificio dimostrati dagli equipaggi, che hanno spesso operato al limite della resistenza fisica e della sicurezza operativa, hanno permesso di fornire un contributo determinante nell'opera di salvataggio di vite umane e, successivamente, di rifornimento di materiali essenziali. Altissimo esempio di virtù militari e civili, di elevate capacità tecniche, di generoso altruismo che riscuoteva incondizionato plauso, viva ammirazione e profonda gratitudine dalle Autorità Civili e dalle popolazioni soccorse, contribuendo così ad elevare il prestigio dell'Aeronautica Militare.» — Provincie della Campania e della Basilicata – 23 novembre 1980 - 28 febbraio 1981.[29] |
| Medaglia d'Oro al Valore Aeronautico | |
| «A seguito della decisione da parte delle Autorità Politiche e Militari di dislocare in Iraq dei velivoli ad ala rotante per il sostegno delle attività operative della Forza di Coalizione, il 15º Stormo, con un complesso di n. 3 elicotteri e di circa n. 50 militari, si è rischierato sullo Aeroporto di Tallinn in Iraq alle dipendenze del 6° R.O.A.. A partire dal 29 giugno 2003, data della prima missione operativa dell’HH-3F, sul territorio iracheno la cellula ha effettuato più di 3.900 sortite, di cui 2.700 operative, per un totale di oltre 4.600 ore di volo.
Nei quasi quattro anni di missione, il personale di questo Stormo che in turnazione ha sostenuto tale consistente attività volativa, risulta pari al 50% dell’intero organico, evidenziando che nonostante questo gravoso impegno ha continuato ad assolvere sempre in maniera eccellente tutti i compiti d’istituto previsti in Italia, grazie al sacrificio del proprio personale che si è fatto carico della maggiore mole di lavoro derivante da una situazione di organico fortemente ridotto. Tra le molteplici missioni svolte in teatro, tra cui, 82 evacuazioni mediche (medevac), 5 evacuazioni feriti (casevac), 921 ricognizioni aeree (recce) ecc., quelle che sono state motivo di orgoglio per tutto il Distaccamento risultano essere l’immediato intervento ed il soccorso prestato al personale Carabinieri dopo l’attentato di Nassirja del 12 novembre 2003, gli interventi in soccorso del personale ferito a terra e, in generale tutte le attività a diretto supporto e protezione delle truppe di terra, diurne e notturne ed in qualsiasi condizione meteorologica ed ambientale. Le ardimentose e valorose azioni succitate svolte e la sempre eccellente professionalità posta in essere, hanno permesso di raggiungere in ogni condizione i risultati prefissati, dando lustro e prestigio all’Aeronautica Militare ed alla Nazione intera.» |
La Medaglia d'Oro al Valore Aeronautico è stata apposta alla Bandiera di Guerra del 15º Stormo dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 28 marzo 2008 a Firenze, in occasione del 85º anniversario della costituzione dell'Aeronautica Militare.[31]
[modifica] Altri riconoscimenti
Tra gli altri riconoscimenti del reparto, il Nastro internazionale del Mare del 1974, il trofeo della II Regione Aerea del 1976, il Premio Addestramento della II Regione Aerea del 1978, 1981, 1987 e 1988, la targa Leonardo nel 1987, il premio Sicurezza Volo - SV nel 1988 e la targa di Benemerenza del Comitato permanente di Presidenza dello Stato Maggiore Difesa.[32][33][34]
Per il soccorso prestato ai naufraghi della motonave greca Heleanna, l'equipaggio di un HU-16 del distaccamento di Grottaglie ha ricevuto l'Attestato di Pubblica Benemerenza al Merito Civile, con la seguente motivazione: «In occasione di un violentissimo incendio, sviluppatosi improvvisamente su una motonave passeggeri in prossimità della costa, si impegnava instancabilmente, unitamente ad altri generosi, con alto senso di abnegazione e dando dimostrazione di eccezionale perizia, nelle operazioni di ricerca e di recupero dei naufraghi. Torre Canne, 28 agosto 1971»[32]
Il 15º Stormo, con il 1º Distaccamento SAR di Milano Linate, ha ricevuto l'Attestato di Benemerenza Civica del comune di Milano, con la seguente motivazione: «In una multiforme pluriennale attività ha effettuato, attraverso il Reparto di stanza a Milano-Linate, centinaia di interventi a mezzo elicotteri, che si sono attuati in occasione di calamità naturali, di soccorso in montagna in collaborazione con il C.A.I., nel trasporto urgente di ammalati ed infortunati, assolvendo con esemplare sollecitudine a compiti di significativo valore umano e sociale. Milano, 7 dicembre 1978»[32]
Nel 1987 il 15º Stormo è stato insignito dello Scudo d'Argento di San Martino, con la seguente motivazione: «Nonostante le proibitive condizioni atmosferiche, interveniva in soccorso di una nave in procinto di affondare a 23 miglia da Pantelleria, e operando con grande perizia e grave rischio per il personale, riusciva a trarre in salvo tutti i componenti dell'equipaggio.»[35]
Nel 1990 il 15º Stormo è insignito per la seconda volta dello Scudo d'Argento di San Martino per 25 anni di ininterrotta attività dei suoi equipaggi, spesso in condizioni di grave rischio, nel soccorso di vite umane in pericolo.[35]
Il reparto ha inoltre ricevuto la Targa di Benemerenza ICARO 1990 con la seguente motivazione: «Reparto di volo dell'Aeronautica Militare erede di gloriose tradizioni, fin dalla sua ricostituzione quale stormo dedicato all'attività di soccorso aereo, si è particolarmente distinto per i propri interventi in campo militare e civile, in ambito nazionale ed internazionale, operando, sia di giorno che di notte, soprattutto quando proibite condizioni di tempo meteorologico precludevano l'intervento a tutti gli altri tipi e mezzi di soccorso. Nel triennio 1988/90 lo stormo, effettuando oltre 16.000 ore di volo fra attività operative ed addestrative, ha tratto in salvo 290 vite umane confermando con tale risultato la perizia e l'alto grado di addestramento degli equipaggi nonché l'efficienza ed il grado di prontezza e di sicurezza del reparto, caratteristiche mantenute attraverso notevoli sacrifici ed il professionale, oculato impiego delle risorse disponibili. Il generoso spirito, già manifestato in passato nel corso delle operazioni di soccorso a favore delle popolazioni dei territori devastati da calamità naturali, rimane una costante degli uomini che compongono il 15º Stormo che, pur nel loro operoso silenzio, con entusiasmo, sprezzo del pericolo e totale abnegazione, hanno svolto la loro quotidiana attività di soccorso, al limite della resistenza fisica, con generosa e totale abnegazione. Roma, 28 marzo 1992»[36]
Per il soccorso prestato alle popolazioni colpite da una violenta alluvione, l'equipaggio di un HH-3F dell'84º Centro SAR di Brindisi ha ricevuto la Targa di Benemerenza ICARO 2003 con la seguente motivazione: «Nel pomeriggio dell'8 settembre 2003, un elicottero HH-3F del Centro SAR interveniva sulla costa ionica, nella zona delle cittadine di Massafra, Palagiano, Palagianello e Chiatona, colpite da una violenta ed impetuosa alluvione. I diversi interventi dell'equipaggio, avvenuti in condizioni meteorologiche avverse, consentivano il recupero e salvataggio di 14 persone che, per sfuggire alla marea di fango, avevano trovato rifugio sui tetti delle abitazioni. Nella rischiosa e complessa operazione di salvataggio, l'equipaggio metteva in luce elevate qualità umane, sprezzo del pericolo, encomiabile competenza professionale, altruismo ed altissimo senso del dovere. Viterbo, 25 settembre 2005»[36]
Nel maggio 2009 il 15º Stormo è stato insignito del XXXI Premio Nazionale Carlo Casalegno dal Rotary Club Roma Nord.[37]
In occasione dell'88º anniversario della costituzione dell'Aeronautica Militare, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito all'equipaggio di un HH-3F dell'82º Centro SAR di Trapani la medaglia d'argento al valore aeronautico, con la seguente motivazione: «I componenti l’equipaggio impegnato nel recupero di 16 naufraghi da una barca a vela australiana, hanno operato in circostanze particolarmente proibitive, ambientali e meteorologiche, tale da esporre la loro vita ad un eccezionale pericolo, denotando singolare perizia, eccellenti doti umane, encomiabile dedizione al dovere ed indiscusso coraggio, rendendo l'evento particolarmente meritevole e commendevole. Cieli di Palermo, 25NM nord da Castellammare del Golfo, notte del 21 Ottobre 2007.»[22]
Nella stessa occasione il Presidente Napolitano ha anche conferito altri due riconoscimenti al Valore Aeronautico, una medaglia d'argento ed una medaglia di bronzo, a due altri membri del 15º Stormo distintisi in altrettante azioni di soccorso.[22]
[modifica] I caduti
Dalla sua ricostituzione ad oggi il reparto ha totalizzato più di 200.000 ore di volo, e si sono verificati cinque incidenti gravi che hanno determinato la perdita del velivolo. Le inchieste hanno stabilito che quattro di questi incidenti sono stati determinati da fattore ambientale o umano. Il 23 ottobre 2008 si è verificato il più grave degli incidenti (8 morti), primo ed unico riconducibile a un fattore tecnico.[38]
I caduti del 15º Stormo durante il servizio in tempo di pace (dal 1965 ad oggi) sono:
- 11 agosto 1971 - Lago di Bracciano (Roma) - velivolo HU-16A - capitano pilota Angelo Natale - Addestramento.[39]
- 20 ottobre 1977 - Località Creola di Saccolongo (Padova) - elicottero AB.204 - capitano pilota Michele Grande, maresciallo Alfredo Miccoli, maresciallo Benito Stasi, sergente Salvatore Pinto, sergente Francesco Santoruvo - Volo operativo.[40][41]
- 18 agosto 1984 - Acque al largo di Ponza - elicottero HH-3F - capitano pilota Francesco Asti - Volo operativo di soccorso in mare. Alla memoria del capitano Francesco Asti verrà concessa la Medaglia d'Argento al Valore Aeronautico.[42]
- 26 luglio 1988 - Cieli di Frosinone - elicottero AB.47J - sottotenente pilota Angelo Serafica - In addestramento presso il 72º Stormo.[43]
- 23 ottobre 2008 - Cieli di Ligny-en-Barrois, Strasburgo - elicottero HH-3F - capitano pilota Michele Cargnoni, capitano pilota Stefano Bazzo, tenente pilota Marco Partipilo, primo maresciallo Giovanni Sabatelli, primo maresciallo Carmine Briganti, maresciallo Giuseppe Biscotti, maresciallo Massimiliano Tommasi, maresciallo Teodoro Baccaro - Volo di trasferimento verso Florennes (Belgio), per attività addestrativa nell'ambito del Tactical Leadership Programme.[44]
[modifica] Associazioni
[modifica] Gente del 15º
Il 13 giugno 1995, con l’assenso del ministro della Difesa pro-tempore, Domenico Corcione, nasce a Roma l'Associazione Gente del 15º. I suoi scopi sono rinsaldare e mantenere vivi lo spirito e le tradizioni del 15º Stormo; stabilire e rinsaldare vincoli d’amicizia e di solidarietà tra coloro che sono appartenuti e appartengono al Reparto nonché promuovere ed organizzare incontri tra anziani del 15º Stormo in servizio ed in congedo con i giovani che militano nel Reparto.
Possono iscriversi all’Associazione tutti coloro che in qualsiasi epoca siano appartenuti al 15º Stormo, alla 15ª Aerobrigata, alla R.M.L. (Ricognizione Marittima Lontana), alle Squadriglie di Soccorso Aereo. Possono essere ammessi all’Associazione quali soci ordinari anche coloro che, pur non essendo in FEO (forza effettiva organica), abbiano prestato o prestino servizio presso il 15º Stormo sotto qualsiasi forma, sia che essi appartengano all’Aeronautica Militare sia che ad altre Forze Armate o Corpi Armati dello Stato.[45]
[modifica] Motoclub Il Pellicano - 15º Stormo
Nel 2007 è stato costituito il motoclub del 15º Stormo "Il Pellicano" che annovera tra i suoi soci anche Valentino Rossi, Loris Capirossi e Giacomo Agostini, in qualità di soci onorari. Il club è affiliato alla FMI (Federazione Motociclistica Italiana) e da questa ha ricevuto un'autorizzazione eccezionale per la sua costituzione in virtù della particolare distribuzione sul territorio delle sue sedi (Cervia, Rimini, Pratica di Mare, Brindisi e Trapani).
[modifica] Curiosità
La prima donna pilota dell'Aeronautica Militare Italiana ad aver conseguito il diploma di istruttore di volo è stata il tenente pilota Carla Angelucci proveniente dall'85° Centro C/SAR di Pratica di Mare.[46]
[modifica] Note
- ^ a b Paride Sacchi, Memorie storiche per l'anno 1931 (Xº), pag. 1, Regia Aeronautica, 1931
- ^ Paride Sacchi, Memorie storiche per l'anno 1931 (Xº), pag. 3, Regia Aeronautica, 1931
- ^ Atto Costitutivo della Scuola dei Paracadutisti della Libia del 24.03.1938
- ^ a b c d e f g h Håkan Gustavsson, Ludovico Slongo, Desert Prelude, Early Clashes June - November 1940, Stratus s.c., 2010
- ^ Giulio Lazzati, I soliti quattro gatti, pagg. 8-10, Mursia Editore, 1965
- ^ Cronache della Guerra, Vol 2, Tumminelli & C., Roma, 1940
- ^ Håkan Gustavsson, Ludovico Slongo, Desert Prelude, Operation Compass, Stratus s.c., 2010
- ^ Aeronautica Militare Italiana. A Cervia chiuso 5º Stormo, giunti HH-3F 15º Stormo.. 6 ottobre 2010
- ^ Camera dei Deputati. Servizio Studi Atti del Governo - XVI Legislatura - Programma pluriennale di A/R n. SMD 05/2008, relativo all'acquisizione di 12 elicotteri CSAR (ex art. 1, legge n. 436/1988). 21 novembre 2008
- ^ a b c Aeronautica Militare Italiana. Pagina istituzionale del 15º Stormo.
- ^ Autori Vari, Nec in somno quies - Il Quindicesimo - Volume 1 (1931-1985), pag. 49, Tipolito Giacchetti, 1985
- ^ Autori Vari, Nec in somno quies - Il Quindicesimo - Volume 2 (1985-1995), pag. 80, Angelo Capriotti Editore S.r.l., 1995
- ^ Autori Vari, Nec in somno quies - Il Quindicesimo - Volume 3 (1995-2005), pag. 10, Centro Informazioni Geotopografiche Aeronautiche, 2006
- ^ Carloforte e Isola di San Pietro - Organizzazione Internet. La tragedia del Fusina.
- ^ Sen. Vincenzo R. Manca, sen. Alfredo Mantica, on. Enzo Fragalà, on. Marco Taradash. Sciagura aerea del 27 giugno 1980 (strage di Ustica - DC9 I-TIGI Itavia) - XIII Legislatura - Commissione Stragi. 28 giugno 2000
- ^ Aeronautica Militare Italiana. Operazioni Internazionali.
- ^ la Repubblica. La nave sembra scomparsa nel nulla, a Napoli le ricerche si fanno disperate.. 18 dicembre 1988
- ^ Carlo Lucarelli, Navi a perdere, pagg. 117-118, Edizioni Ambiente, 2008. ISBN 978-88-89014-84-4
- ^ ilCannocchiale. Chi si ricorda della Kater I Rades?. 4 aprile 2007
- ^ Royal Malta Yacht Club. Loki - Caratteristiche.
- ^ Dedalonews. Elicottero A.M. salva sedici naufraghi in mare.. 27 ottobre 2007
- ^ a b c Aeronautica Militare Italiana. L'A.M. festeggia solennemente i suoi 88 anni.. 1 aprile 2011
- ^ a b c d e f gen. B. A. pil. aus. Giacomo De Ponti - Gente del Quindicesimo. Stemmi Alati Ritornano. I distintivi di reparto del 15º Stormo
- ^ Giulio Lazzati, Stormi d'Italia, pagg. 13-15, Mursia Editore, 1975
- ^ gen. B. A. pil. aus. Mario Sorino - Associazione Gente del 15º. MAMMAIUT
- ^ Giulio Lazzati, Stormi d'Italia, pag. 270, Mursia Editore, 1975
- ^ Autori Vari, Nec in somno quies - Il Quindicesimo - Volume 1 (1931-1985), pagg. 6-7, Tipolito Giacchetti, 1985
- ^ Decreto Presidente della Repubblica, 18 maggio 1968
- ^ Decreto Presidente della Repubblica, 8 giugno 1982
- ^ Decreto Presidente della Repubblica, 016/2007, 15 novembre 2007
- ^ Presidenza della Repubblica. Il Presidente Giorgio Napolitano procede alla consegna del riconoscimento alla Bandiera di Guerra del 15º Stormo di Pratica di Mare.
- ^ a b c Autori Vari, Nec in somno quies - Il Quindicesimo - Volume 1 (1931-1985), pagg. 46-48, Tipolito Giacchetti, 1985
- ^ Autori Vari, Nec in somno quies - Il Quindicesimo - Volume 1 (1931-1985), pag. 51, Tipolito Giacchetti, 1985
- ^ Autori Vari, Nec in somno quies - Il Quindicesimo - Volume 2 (1985-1995), pag. 22, Angelo Capriotti Editore S.r.l., 1995
- ^ a b ISTITVTO "SCVDI DI SAN MARTINO".
- ^ a b La targa di benemerenza interforze ICARO.
- ^ Rotary Club Roma Nord. XXXI Premio Nazionale "Carlo Casalegno"- 2009. 25 maggio 2009
- ^ From the Skies - notizie, video e curiosità dal mondo dell'aviazione. Incivolo HH-3F: guasto tecnico.. 13 novembre 2008
- ^ Associazione Gente del 15º. In memoria del capitano Natale.
- ^ On. Falco Accame. Atti parlamentari - VIII Legislatura - Interrogazione parlamentare. 23 marzo 1982
- ^ On. Falco Accame. Atti parlamentari - VIII Legislatura - Interrogazione parlamentare. 21 giugno 1982
- ^ B.U. nº 5, 1º marzo 1987
- ^ Associazione Gente del 15º. In memoria del s.ten. Serafica.
- ^ la Repubblica. Strasburgo, precipita un elicottero le vittime sono otto militari italiani. 23 ottobre 2008
- ^ Atto costitutivo della Associazione Gente del 15º. 13 giugno 1995
- ^ Aeronautica Militare Italiana. L’AM abilita la prima donna Istruttrice Pilota.. 27 maggio 2011
[modifica] Bibliografia
- Autori Vari, Nec in somno quies - Il Quindicesimo - Volume 1 (1931-1985), Roma, Tipolito Giacchetti, 1985. (ISBN non disponibile)
- Autori Vari, Nec in somno quies - Il Quindicesimo - Volume 2 (1985-1995), Roma, Angelo Capriotti Editore S.r.l., 1995. (ISBN non disponibile)
- Autori Vari, Nec in somno quies - Il Quindicesimo - Volume 3 (1995-2005), Pratica di Mare, Centro Informazioni Geotopografiche Aeronautiche, 2006. (ISBN non disponibile)
- Autori Vari, Cronache della Guerra - Anno Primo 1939, Roma, Tumminelli & C., 1939. (ISBN non disponibile)
- Autori Vari, Cronache della Guerra - Anno Secondo 1940, Roma, Tumminelli & C., 1940. (ISBN non disponibile)
- Autori Vari, Cronache della Guerra - Anno Terzo 1941, Roma, Tumminelli & C., 1941. (ISBN non disponibile)
- Autori Vari, Cronache della Guerra - Anno Quarto 1942, Roma, Tumminelli & C., 1942. (ISBN non disponibile)
- Autori Vari, Cronache della Guerra - Anno Quinto 1943, Roma, Tumminelli & C., 1943. (ISBN non disponibile)
- David Cenciotti, Il 15º Stormo in Rivista Italiana Difesa, Editore Giornalistica Riviera Soc. Coop., Nº 4 aprile (2006), pp. 50–57.
- David Cenciotti, In volo con l'HH-3F in Rivista Italiana Difesa, Editore Giornalistica Riviera Soc. Coop., Nº 4 aprile (2006), pp. 58–62.
- Emilio Brotzu, Giancarlo Garello, Aerei italiani nel dopoguerra - Soccorso -- Dimensione Cielo nº 13, Roma, Edizioni dell'Ateneo & Bizzarri, 1978. (ISBN non disponibile)
- Giulio Lazzati, I soliti quattro gatti, Milano, Mursia Editore S.p.A., 1965. ISBN 978-88-425-4081-6
- Giulio Lazzati, Stormi d'Italia - Storia dell'aviazione militare italiana, Milano, Mursia Editore S.p.A., 1975. ISBN 978-88-425-4079-3
- Håkan Gustavsson, Ludovico Slongo, Desert Prelude, Early Clashes June-November 1940, Sandomierz, Stratus s.c., 2010. ISBN 978-83-89450-52-4
- Håkan Gustavsson, Ludovico Slongo, Desert Prelude, Operation Compass, Sandomierz, Stratus s.c., 2010. ISBN 978-83-61421-18-4
- Paride Sacchi, Memorie storiche per l'anno 1931 (Xº), Ferrara, Regia Aeronautica, 1931.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Pagina ufficiale del 15º Stormo sul Portale dell'Aeronautica Militare
- Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare Italiana
- Associazione Gente del 15º
- Web dell'84º Centro SAR - Brindisi
- Web del Motoclub del 15º Stormo - Il Pellicano
- Bollettini di Guerra raccolti nella web Regio Esercito
- Biplane Fighter Aces from the Second World War - Italy.