Aerosoccorritore

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Un aerosoccorritore della US Coast Guard si lancia da un elicottero
Due aerosoccorritori della Marina danese
Un operatore di volo della Guardia Costiera recupera con il verricello un aerosoccorritore su un AB-412 CP "Koala"

L'aerosoccorritore è una figura professionale addestrata ad effettuare il recupero di persone in difficoltà sia in mare che in montagna, e il soccorso di persone ferite, utilizzando normalmente come mezzo di trasporto l'elicottero. I compiti principali sono il primo soccorso per stabilizzare dei traumatizzati, l'assistenza ed il recupero di naufraghi, ricerca e soccorso di dispersi sia su terra che in mare, sia a favore della popolazione civile che militari.

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Un elicottero dei Vigili del Fuoco durante un'esercitazione di soccorso

L'aerosoccorso in Italia è gestito da un unico centro di coordinamento e soccorso dell'Aeronautica Militare che ha sede a Poggio Renatico: nella sede operativa vengono convogliate le richieste di soccorso di tutta Italia che necessitano l'intervento di velivoli, ed in base alla richiesta la centrale operativa ordina la missione di soccorso facendo decollare uno o più elicotteri per il soccorso ed il recupero dell'infortunato.

Sul territorio nazionale è attivo il 15º Stormo dell'Aeronautica Militare con sede a Pisignano di Cervia, composto da quattro gruppi elicotteri Pratica di mare, Gioia del Colle Aeroporto di Gioia del Colle Trapani-Birgi. Il centro di coordinamento spesso si avvale delle capacità operative del Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera, della Marina Militare, dell'Esercito Italiano, dei Vigili del Fuoco, del ROAN della Guardia di Finanza o del Corpo Forestale dello Stato.

Aeronautica Militare[modifica | modifica wikitesto]

Equipaggiamento per il soccorso utilizzato con l'HH-3F dell'Aeronautica Militare

Gli aerosoccorritori dell'Aeronautica Militare nacquero come gruppo nel 1967 ad opera del Tenente Colonnello Franco Papò. Venne pertanto istituito il Centro di Sopravvivenza ed Aerosoccorritori, dapprima presso l'aeroporto di Vigna di Valle, e poi trasferito nel 1978 presso l'aeroporto di Furbara per la presenza di elementi utili dal punto di vista addestrativo come il mare e vicinanza dei monti della Tolfa.

Da allora fino al 2003 il CSA ha provveduto alla qualificazione di tutti i circa 200 aerosoccorritori operanti sul territorio nazionale e, secondo le direttive NATO, ha provveduto ad effettuare corsi di sopravvivenza in mare, di sopravvivenza in montagna e di sopravvivenza, evasione e fuga, con una media di 600 frequentatori all'anno, facenti parte degli equipaggi di volo dell'Aeronautica Militare e delle altre Forze Armate, anche di altre nazioni europee, nonché di appartenenti alle Forze Speciali. Tutti gli aerosoccorritori del CSA sono brevettati sommozzatori o palombari tramite appositi corsi presso il Comando subacquei ed incursori della Marina Militare, in quanto devono provvedere al recupero dei velivoli militari e civili inabissati a seguito di incidenti di volo e a fornire l'assistenza subacquea necessaria alla forza armata.

Dal 2003 il CSA, in considerazione delle vaste esperienze acquisite dai suoi aerosoccorritori, è stato progressivamente trasformato nel 17º Stormo incursori, e parte delle sue competenze sono transitate al 15º Stormo C/SAR.

In contemporanea alla fondazione del Centro di sopravvivenza ed aerosoccorritori si rese necessaria la creazione delle Squadriglie e dei Centri SAR sul territorio nazionale con la presenza degli elicotteri AB 212 e HH-3F affidandogli come compito il recupero e soccorso sia dei militari ma soprattutto della popolazione civile. Da quel momento la ricerca e il soccorso in mare sono divenuti compiti istituzionali dell'Aeronautica Militare[1]. In tutti questi anni di attività sono state soccorse e salvate oltre 7000 persone.

Gli aerosoccorritori dell'Aeronautica hanno scelto di adottare come stemma di riconoscimento il Jolly che fa il gesto dell'ombrello, lo stesso jolly trovato raffigurato da un gruppo di aerosoccorritori sul portellone di uno degli aerei del Duce durante un'immersione presso il lago di Bracciano, negli anni '70; il disegno è stato ripreso nella forma originale per specificare di essere pronti a tutto per salvare vite umane. Gli aerosoccorritori della Guardia di Finanza, che dal 2007 vengono formati proprio dal 15º Stormo, hanno adottato anch'essi un jolly, pur differente nelle fattezze.

Tra i numerosi interventi di soccorso civile si ricordano quelli a favore della popolazione del Friuli Venezia Giulia dopo il disastroso terremoto, alle popolazioni alluvionate in Piemonte, a Sarno e in Versilia, l'emergenza vulcano a Stromboli e sisma in Abruzzo 2009.

La preparazione degli aerosoccorritori nelle missioni di Combat SAR, ovvero alla ricerca e al soccorso dei militari in zone belliche, li ha impiegati in Somalia, in Jugoslavia, in Albania, in Kosovo, in Iraq e dal 2006 nell'operazione ISAF in Afghanistan.

Formazione ed addestramento[modifica | modifica wikitesto]

La formazione degli aerosoccorritori, anche non dell'Aeronautica Militare, avviene presso l'81º Centro addestramento equipaggi del 15º Stormo di stanza all'aeroporto di Pisignano di Cervia.

Il corso di qualificazione ha la durata di circa 8 mesi ed è strutturato prevedendo la formazione teorico-pratica attraverso lo svolgimento di 4 moduli fondamentali. La parte teorica è incentrata soprattutto sul primo soccorso, fondamentale per poter mantenere in vita un traumatizzato. Corsi di pronto soccorso di livello superiore vengono successivamente effettuati all'estero presso istituti NATO in Germania. I moduli dopo, aver superato il "corso propedeutico selettivo", sono così articolati:

  • corso aerosoccorritori (100 giorni);
  • corso di sopravvivenza e soccorso in montagna e zone impervie per aerosoccorritori (19 giorni);
  • corso impiego e manutenzione armamento (12 giorni);
  • MTU - qualifica velivolo HH-3F/AB 212 (5 giorni).

I neoqualificati aerosoccorritori vengono quindi inviati presso i reparti assegnati dove conseguiranno la "prontezza al combattimento limitato" (PCL) attraverso attività di addestramento in volo, a terra e in acqua. Successivamente conseguiranno la qualifica di "pronto al combattimento" attraverso ulteriori addestramenti in volo, a terra e in poligono. Il conseguimento della prontezza al combattimento è subordinato allo svolgimento dei seguenti corsi:

  • corso Combat SAR (42 giorni);
  • corso tecniche e procedure di autenticazione (5 giorni);
  • corso di sopravvivenza, evasione e fuga (14 giorni).

Gli aerosoccorritori si sottopongono inoltre ad altri corsi di formazione ed addetramento continuo, tra cui i corsi di nuoto, difesa personale, alpinismo, roccia e sci, telecomunicazioni, armamento, difesa personale, sopravvivenza e fuga/interrogatorio, Basic Life Support, quelli per la patente nautica militare, per la qualifica di sommozzatore militare abilitato al servizio di sicurezza e lavori in carena e quelli di pattugliamento (con il Col Moschin).

Gli aerosoccorritori frequentano anche corsi di formazione in collaborazione con le altre forze armate della NATO, tra cui quelli svolti in Germania presso la ITSC – International Training School Center di Pfullendorf di combat survive(sopravvivenza in zone nemiche) e medical patrol(medico di pattuglia), oppure presso le basi di Florennes e in Inghilterra per il C/SAR nell'ambito del Tactical Leadership Program. Negli ultimi anni sono stati inseriti i corsi JCRTF (Joint Combined Recovery Task Force) organizzati dall'EAG (European Air Group) presso le basi di Albacete e Caseaux.

Per mantenere elevato lo standard di addestramento, il 15º Stormo organizza annualmente attività di elevata difficoltà come l'attraversamento a nuoto dello stretto di Messina (in collaborazione con la Guardia Costiera) e l'ascesa al Monte Bianco e al Monte Rosa (in collaborazione con il Centro Addestramento Alpino di Aosta)..

L'armamento utilizzato è costituito tipicamente dalla pistola semiautomatica Beretta 92-SB, dal fucile mitragliatore Beretta SCP 70/90, dalla mitragliatrice FN Minimi e dal lanciagranate da 40 mm M203.

Operatività[modifica | modifica wikitesto]

Area SAR italiana ed aree MRSC

Gli aerosoccorritori dell'Aeronautica Militare operano con elicotteri HH-3F e AB 212. Nel caso la situazione lo rendesse necessario l'aerosoccorritore può essere fatto scendere sul territorio per la ricerca ed il recupero del ferito, avendo una capacità in solitaria di almeno 72 ore[2] necessarie per rimanere con il traumatizzato e fornirgli assistenza, prestando le cure di primo soccorso e attendendo gli aiuti via terra, oppure trasportando il ferito in una zona sicura o più idonea per l'atterraggio dell'elicottero.

Le basi SAR sono dislocate in tutta Italia (Cervia, Pratica di Mare, Grazzanise, Perdasdefogu, Decimomannu, Brindisi e Trapani) e gli equipaggi di soccorso sono pronti a decollare 24 ore su 24, 365 giorni all'anno, entro 30 minuti dalla richiesta di soccorso, di giorno[1], ed entro 2 ore di notte.

Guardia di Finanza[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2007 anche la Guardia di Finanza ha una propria componente autonoma di aerosoccorritori[3], formati presso il 15º Stormo dell'Aeronautica Militare, ed inquadrata nei Reparti Operativi Aeronavali (ROAN). Dall'agosto 2011 è attivo il primo Nucleo Aerosoccorso presso la sezione aerea di manovra di Elmas, in Sardegna.

Gli aerosoccorritori della Guardia di Finanza operano tipicamente su elicotteri AB-412.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Aeronautica Militare, Ricerca e Soccorso (SAR) in aeronautica.difesa.it. URL consultato il 1 gennaio 2011.
  2. ^ come richiesto dalle direttive in uso: SMA-UISV-10, CSA 440 2005
  3. ^ Guardia di Finanza, Rapporto annuale 2007 (PDF) in gdf.it, 2008, p. 60. URL consultato il 1 gennaio 2010.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]