Isotta Fraschini Motori

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Isotta Fraschini Motori S.p.A.
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Stato Italia Italia
Tipo società per azioni
Fondazione 1955 a Saronno
Sede principale Bari
Gruppo Italia Fincantieri
Settore meccanica
Prodotti motori marini e industriali
Sito web www.isottafraschini.it/

Isotta Fraschini Motori S.p.A. è un'azienda del gruppo Fincantieri, con sede legale e stabilimento a Bari, che produce motori diesel per applicazioni sia marine sia industriali.

Origini[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Isotta Fraschini.

L'azienda è nata come ramo organico in seno alla Isotta Fraschini, un'industria automobilistica fondata nel 1900 a Milano, che sebbene fosse più nota per la produzione di automobili di lusso, sin dal 1911 produsse separatamente anche motori per impiego sia militare che sportivo; i motori Isotta Fraschini sono stati infatti utilizzati su aerei, dirigibili e MAS e nel corso della prima guerra mondiale l'azienda ha prodotto anche camion e rimorchi per il trasporto delle truppe.

Periodo tra le due guerre[modifica | modifica sorgente]

Nel periodo tra le due guerre, l'azienda attraverso un momento difficile in seguito alla crisi del 1929, in quanto il suo maggior mercato era quello americano e nel 1932 entrò a far parte del Gruppo Caproni, con l'entrata in azienda dell'ingegner Giovanni Battista "Gianni" Caproni, che decise di cessare la produzione di uno dei modelli di automobili della linea, mentre per i nuovi modelli la produzione non venne avviata, e di aumentare quella dei motori diesel costruiti su licenza MAN riconvertendo le catene di montaggio alla produzione di motori e veicoli industriali.

Nel 1933 i venticinque velivoli SIAI-Marchetti S.55X che presero parte alla Crociera aerea del Decennale,[1][2] organizzata da Italo Balbo, per le celebrazioni del primo decennale della Regia Aeronautica, denominata anche "Crociera Nord Atlantica"[3] o "crociera aerea Italia-America del Nord", svolta in occasione dell'esposizione universale che si tenne a Chicago tra il 1933 ed il 1934, erano tutti equipaggiati con motori Isotta Fraschini Asso 750, mentre i precedenti SIAI-Marchetti S.55 che dal 17 dicembre 1930 al 15 gennaio 1931, avevano preso parte alla Crociera aerea transatlantica Italia-Brasile, organizzata dallo stesso Generale Balbo, erano equipaggiati con motori 12 cilindri a V Fiat A.22R; la 'X' indicava che era una versione speciale del velivolo realizzata in occasione del decimo anniversario della Regia Aeronautica e il propulsore, un 18 cilindri a W, che equipaggiava anche i Caproni Ca.111 e le prime versioni dei CANT Z.501, ed è possibile ammirarne ancora oggi un esemplare conservato al Museo storico dell'Aeronautica Militare di Vigna di Valle.

Durante la seconda guerra mondiale la Isotta Fraschini produsse autocarri e motori per aeroplani. La produzione di autocarri, carrozzati dalla Zagato, durò un decennio e tra questi il modello Isotta Fraschini D65 rimane forse il più noto.

L'azienda ha prodotto tra il 1938 e il 1947 anche vari modelli di filobus carrozzati Stanga e Caproni in servizio presso le aziende di trasporto UITE di Genova e STECAV di Como.

A partire dal 1938, l'azienda ha prodotto anche la mitragliera "Scotti-Isotta Fraschini mod. 41" un'arma progettata nel 1932 dalla Scotti, costruita in poche centinaia di esemplari e data in dotazione soprattutto alla Regia Aeronautica e alla Regia Marina ed utilizzata anche dal Regio Esercito su autocarri Alfa Romeo.

Produzione aeronautica[modifica | modifica sorgente]

Oltre al motore che equipaggiò i velivoli della trasvolata numerosi furono i velivoli che a partire dagli anni dieci vennero equipaggiati con propulsori Isotta Fraschini.

Il motore W18 Isotta Fraschini Asso 750

Per citarne solo alcuni:

Il motore V12 Asso 500
Il motore Isotta Fraschini Delta RC131 esposto presso il museo dell'aeronautica svedese (Flygvapenmuseum) di Linköping
Il motore Isotta Fraschini V.6

La liquidazione e la rinascita[modifica | modifica sorgente]

Al termine del conflitto, l'azienda decise di rilanciare la produzione di autovetture di lusso, realizzando un nuovo modello, ma non trovando i finanziamenti per cominciarne la produzione in serie dell'autovettura furono prodotti solo cinque esemplari.

Il 25 febbraio 1948 l'azienda fu messa in amministrazione controllata dal Fondo per il Finanziamento dell'Industria Meccanica, principale creditore della Isotta Fraschini ed il 24 settembre 1949 fu nominato il liquidatore giudiziale. Nel corso del 1949 l'azienda aveva stipulato con la brasiliana F.N.M. un accordo per costruire gli autocarri della Casa milanese, ma in seguito al fallimento dell'Isotta Fraschini l'industria brasiliana stipulò nel 1952 un nuovo accordo con l'Alfa Romeo con cui la FNM acquiva la licenza per costruire gli autocarri della Casa del Biscione.

Il marchio dell'azienda nel 1955 venne unificato con quello della Breda Motori, la cui maggioranza societaria era controllata dal FIM, assumendo la nuova ragione sociale di "Fabbrica Automobili Isotta Fraschini e Motori Breda S.p.A." e la nuova società iniziò negli stabilimenti di Saronno la produzione di trolley per tram e filobus.

Negli anni sessanta venne impiantato un nuovo stabilimento a Bari per la produzione di motori diesel.

Gli anni ottanta portarono ad un progressivo ridimensionamento delle varie branche della ex Breda, in seguito al dissesto finanziario dell'EFIM e l'azienda entrò a far parte al 100% della Fincantieri, assumendo la denominazione "Isotta Fraschini Motori S.p.A.", con direzione generale a Bari. In seguito all'entrata dell'azienda nel gruppo, la Fincantieri spostò negli stabilimenti di Bari parte della produzione che prima veniva fatta a Trieste negli stabilimenti della Grandi Motori Trieste, società facente parte del gruppo Fincantieri e che alla fine degli anni novanta sarebbe stata ceduta al gruppo finlandese Wärtsilä, assumendo la denominazione di Wärtsilä Italia.

I motori prodotti dall'azienda hanno una potenza che varia da 200 a 2.500 kW. e di particolare rilievo sono le produzioni di motori amagnetici per cacciamine o dragamine, come le unità della Classe Lerici della Marina Militare Italiana. I motori dell'azienda hanno conquistato il mercato mondiale, riscuotendo successo nelle diverse Marine Militari, tra le quali la US Navy.

Nel settore dei Motori industriali l'azienda rivolge la sua produzione alle esigenze di mercato nel campo della trazione ferroviaria, e delle unità per la generazione di energia elettrica, fornendo una gamma di prodotti che va dai gruppi elettrogeni per centrali e per servizi ausiliari di bordo, ai sistemi di continuità, ai gruppi di emergenza in automatico e ai gruppi elettrogeni in parallelo. L'azienda produce su licenza, i motori "Isotta Fraschini Sulzer S20",[4] che vengono utilizzati sia per applicazioni marine sia industriali.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ A.A. V.V, L'Aviazione - grande enciclopedia illustrata, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1983, pag. 211 - Vol. VII.
  2. ^ Questa la notazione utilizzata sui manifesti dell'epoca
  3. ^ Questa la notazione utilizzata sui valori postali dell'epoca, cfr. Trittico della Crociera Nord-Atlantica
  4. ^ Il motore Wärtsilä Sulzer S20 sul sito del produttore

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